Servizi di Consulenza MOCA

Cosa sono i MOCA?

Cosa sono i MOCA? Sono tutti quei materiali a contatto con gli alimenti, che possono essere packaging, utilizzati per il confezionamento degli stessi, e superfici varie destinate ad entrare in contatto.

I MOCA giocano un ruolo molto importante nella produzione e conservazione dei prodotti. Una loro non corretta gestione può causare contaminazioni molto pericolose per la salute umana. Capita di frequente che vi siano richiami alimentari dovuti all’utilizzo di materiali non idonei.

Materiali a Contatto con gli Alimenti MOCA

In fase di progettazione di un alimento, l’organizzazione alimentare dovrà definire le caratteristiche del prodotto finito.

E’ una delle fasi preliminari di valutazione HACCP. Che dovrà tenere conto delle materie prime, compresi i materiali a contatto, e dei processi di produzione, confezionamento, stoccaggio e vendita.

Il regolamento portante dei materiali a contatto con gli alimenti è il Reg CE 1935. Diramato poi per i MOCA di materiale plastico Reg CE 10/11.

L’Italia, sui materiali a contatto, come sempre è stata guida della regolamentazione comunitaria, infatti il DM 21.3.73, tutto oggi in vigore, venivano definiti divieti, limiti ed attività per questi materiali.

C’è da dire però che, anche se oggni la tematica è sempre più alla ribalta. il cambio di passo si è avuto prima con il decreto sanzionatorio, Decreto Legislativo 29/2017, ed adesso con le tematiche ambientali.

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MOCA: Packaging e materiali a contatto alimenti

Cosa vuol dire la sigla MOCA? Letteralmente è l’acronimo di: Materiali ed Oggetti a Contatto con gli Alimenti.

Le caratteristiche dell’alimento, dovranno definire anche quale materiale a contatto con gli alimenti dovrà essere utilizzato. Per non diventare un rischio per la salute umana, l’identificazione del materiale consono da utilizzare, deve essere frutto della valutazione dei rischi.

Sono molti i parametri di cui tenere conto. Come per esempio acqua libera, acidità, stato, modalità di conservazione, percentuale salina ed altri.

Un’errata selezione del packaging per l’alimento da confezionare, potrà essere fonte di contaminazione chimica. Dovuta dalla migrazione di sostanze dai materiali a contatto sull’alimento.

Sostanze come piombo, mercurio ed altre, che possono divenire un pericolo per la salute umana, oltre che non rispettare, i requisiti per la sicurezza alimentare.

Al contrario, invece, una scelta coerente dei materiali plastici a contatto con gli alimenti, per esempio, potrebbe avere un impatto positivo in termini di shelf life dell’alimento, oltre che proteggerlo da possibili contaminazioni e migrazioni chimiche.

Cosa è obbligatorio fare in relazione ai MOCA? I materiali MOCA, che un’organizzazione deve gestire ed approvare, sono tutti quei materiali ed oggetti che sono destinati ad entrare a contatto con gli alimenti e con l’acqua. Possono essere utilizzati per il confezionamento e o per le fasi di produzione sotto forma di attrezzature e contenitori. 

Nei vari regolamenti sono definiti tutti i limiti di accettabilità per la migrazione globale e della migrazione specifica da rispettare.

Quali sono le deviazioni più frequenti?

Tre sono le criticità che spesso ritroviamo durante le attività di consulenza ed audit sui requisiti per i materiali a contatto con gli alimenti, possiamo trovare:

  • L’errato utilizzo di un materiale per packaging o per prodotti di gestione in produzione. Vanno, infatti, vanno definiti scientificamente i materiali a contatto con alimenti. Per ogni alimento devono essere approvati dei materiali che non possono avere delle sostanze di migrazione chimica sullo stesso;
  • L’assensa della dichiarazione per utilizzo alimentare da parte del fornitore;
  • Valutazione non completa. Ovvero, il materiale a contatto è stato valutato correttamente ed approvato. Ma manca la valutazione nei confronti della stampa grafica, o dei collanti, eventualmente utilizzati per la ciusura delle confezioni;
  • Assenza di valutazioni intermedie. E’ presente la valutazione di conformità del produttore, ma non è presente la valutazione degli eventuali trasformatori intermedi;
  • L’assenza di test analisiti a supporto della dichiarazione di alimentarità da parte del produttore;
  • L’assenza dei principi di tracciabilità così come definito dal Reg CE 178, che viene esteso anche a questi materiali, e la non presenza di questi materiali nei test per il ritiro e richiamo dei prodotti alimentari;
  • Una non corretta protezione dalle contaminazioni ed identificazione dei materiali a contatto.

Queste deviazioni spesso portano a ritiri e richiami sui mercati.

Materiali a contatto con gli alimenti: quale è la normativa applicabile?

I riferimenti normativi portanti, per i materiali a contatto sono definiti dal DM 21.3.73, tutto oggi in vigore, dal Reg CE 1935, e dal Reg CE 10/11 per i materiali plastici.

In ambito americano, invece, la normativa obbligatoria da seguire è il CFR 21.

Nei vari regolamenti comunitari, viene anche stabilito che nella produzione, e trasformazione dei materiali a contatto, devono essere seguite buone pratiche di fabbricazione, secondo il Reg CE 2023. Anche se i regolamenti sono in continua evoluzione, l’intento è comune.

I materiali moca, durante il loro utilizzo abituale o prevedibile, non devono in alcun modo trasferire agli alimenti componenti in grado di costituire un pericolo per la salute umana.

Vengono inclusi anche componenti che potrebbero alterare la composizione dei prodotti alimentari, in modo significativo e comportare la modifica delle caratteristiche organolettiche. Le GMP Buone Pratiche di Produzione sono definite per le organizzazioni produttrici, trasformatrici e/o distributrici dei materiali MOCA dal Reg. CE 2023.

I regolamenti sui materiali sono in continua evoluzione, la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, influirà molto sul futuro soprattutto dei materiali plastici a contatto con gli alimenti. Il processo di transizione ecologica, verso l’introduzione di un’economia circolare, che si basa sul riciclo e riuso, per l’abbattimento dell’innalzamento delle temperature, e della contaminazione da plastiche.

Il divieto di utilizzo delle plastiche monouso, l’etichettatura per il riciclo, la plastic tax. Questi sono solamente alcune delle attività a supporto ambientale, che grazie alla ricerca, si sta traslando verso composti di nuova generazione per la sostenibilità per il packaging.

Certificazione dei materiali a contatto: non è una certificazione!!

I requisiti richiesti dai regolamenti, richiedono l’effettuazione della dichiarazione di conformità al contatto alimentare, da parte dell’organizzazione produttrice, trasformatrice o importatrice. Erroneamente chiamata la ‘certificazione dei materiali a contatto’.

Questa dichiarazione di conformità alimentare, o dichiarazione MOCA, non ha un modello di riferimento, dovrebbe contenere:

  • Riferimenti ai requisiti normativi da rispettare;
  • Dati aziendali e contatti del produttore;
  • Dati aziendali e contatti di un’eventuale importatore;
  • Informazioni ineternti al materiale utilizzato per la produzione;
  • Lingue del produttore/importatore e cliente utilizzatore;
  • Informazioni di utilizzo del materiale, temperature, tempi di contatto, stati ambientali, processi che può subire. Tutto ciò che può influire nell’alimento;
  • Tipologia di alimenti per i quali il materiale è adatto;
  • Riferimenti ai test di migrazione effettuati, ed ai simulanti utilizzati;
  • Data di compilazione;
  • Firma dell’organizzazione responsabile.

Quindi. Questa è una certificazione per i materiali a contatto? No. Impropriamente si parla di questa attestazione, quando in realtà è una dichiarazione MOCA, un obbligo, che è tenuta a rilasciare l’azienda che immette sul mercato materiali, sulla base del rispetto dei requisiti applicabili, avvalorata da test analitici di riferimento.

Sono molte le attività ispettive, che vengono effettuate da organismi di certificazione, per vaòlutare la conformità alle buone pratiche di produzione, secondo il Reg CE 2023. Ma che non danno luovo alla ricezione si una certificazione.

Materiali Plastici a Contatto con gli Alimenti: i continui aggiornamenti

Come abbiamo dello il Reg CE 10/11, è il regolamento portante comunitario che definisce i requisiri che devono avere i materiali plastici a contatto con gli alimenti, ed è in continuo aggiornamento. Le motivazioni del continuo ‘movimento’ della disciplina è da ricercare dalle attività dei produttori.

Infatti, questi ultimi, sospinti dalle richieste ambientali, ma anche economiche, hanno attivato processi di ricerca e sviluppo, atte a trovare materiali, o metodi di produzione alternativa, a basso impatto ambientale. Vediamo alcune delle novità:

  • Reg CE 450. Il regolamento dove sono stati introdotti i requisiti per i materiali attivi ed intelligenti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Il regolamento disciplina i requisiti per l’immissione sul mercato di tutti quei materiali che rilasciano componenti;
  • Reg CE 282. Il regolamento che definisce le buone pratiche di fabbricazione del Reg CE 2023, per l’utilizzo dei materiali e ad oggetti di plastica riciclata;
  • Reg CE 1416. Modiche inerenti ai materiali plastici a contatto con gli alimenti, introducendo dei limiti di migrazione specifica per l’alluminio e lo zinco di cui al punto 2, lettera a), dell’allegato e le assegnazioni dei simulanti alimentari di cui al punto 3, lettera c);
  • Reg CE 37/19. Introduzione di tre nuove sostanze nell’allegato I: il Poli((R)-3-idrossibutirrato-co(R)-3-idrossiesanoato), il Dimetil carbonato e l’Isobutano;
  • Reg CE 1245. Modifiche degli Allegati I, II, IV e V introducendo i complessi salini dell’acido tereftalico;
  • Reg CE 2020. Modifiche e rettifiche del Reg CE 10/11 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari;
  • Reg CE 831. Nel dettaglio il legislatore europeo, EFSA, ha ritenuto fondamentale la rettifica dei limiti di migrazione chimica specifica LMS per i materiali plastici. In regolamento cita come segue:
    • L’LMS per acido perclorico, sali (perclorato) (FCM n. 822) è stato ridotto a 0,002 mg/kg di alimento o simulante alimentare. Questo è inferiore del fattore 25 rispetto a quello attuale e persino inferiore al livello generale “Non rilevabile” di 0,01 mg/kg. Il perclorato viene utilizzato come additivo o come ausilio alla produzione come pesticida per le piante di polimeri in plastica, ma viene anche usato come e commestibili. Poiché l’assunzione dal cibo è già piuttosto elevata, l’SML degli FCM viene abbassato per proteggere i gruppi più vulnerabili della popolazione.
    • L’LMS per acido fosforoso, misto 2,4-bis (1,1-dimetilpropil) fenile e 4-(1,1-dimetilpropil) fenil triesteri (FCM n. 974) è stato alzato a 10 mg/kg di alimento o simulante alimentare. Questo è il fattore 2 più alto della limitazione attuale. Altre restrizioni esistenti devono ancora essere soddisfatte (migrazione di 2,4-di-terz-amilfenolo non superiore a 1 mg/kg di cibo o simulante alimentare).
    • Il provvedimento di aggiornamento dei limiti per i materiali plastici introduce poi nell’elenco, delle sostanze di migrazione dei materiali a contatto, due nuove sostanze “1,2,3,4-tetraidronaftalene-2,6-dicarbossilato di dimetile” e “[3-(2,3 epossipropossi)propil]trimetossisilano”.

Consulenza MOCA: oltre i regolamenti obbligatori

A tutela della salute dei consumatori, e strumento per le aziende produttrici, vi è la possibilità di raggiungere delle certificazioni volontarie di settore. Sistemi & Consulenze opera su tutto il territorio nazionale erogando servizi di consulenza MOCA sulla base delle esigenze della tua azienda.

Questi standard di ambito alimentare, sono riconosciute da GFSI, Global Food Safety Initiative, è danno la possibilità a queste realtà di migliorare le proprie performance, la reputazione sul mercato, fornendo all’industria, ed ai consumatori, tutte le evidenze, e le assicurazioni necessarie a creare una catena di fornitura efficace e sicura. Le certificazioni in ambito di materiali moca sono:

  • Brc Packaging. Lo standard di certificazione della GDO aglosassone per i trasformatori e produttori;
  • Ifs Packaging. Lo standard di certificazione della GDO europea per i produttori e trasformatori;
  • Fssc 22000 Packaging. Lo standard di certificazione dell’associazione dei produttori mondiali;
  • Iso 22000 Packaging. Non riconosciuta da GFSI, come gli altri, ma che definisce la base per un sistema di gestione per la sicurezza alimentare;
  • BRC Agent & Brokers. Lo standard anglosassone dei broker ed agenzie di vendita;
  • IFS Brokers.

Gli ultimi due standard di certificazione in questo settore sono molto importanti, perchè, in genere le catene di fornitura, sono estese a livello globale. Queste due attestazioni permettono di facilitare la tracciabilità dei prodotti e la qualifica come foritore di aziende alimentari, alla pari delle altre che sono di produzione, trasformazione, e per i servizi di confezionamento.

Materiali a contatto con gli alimenti: come devi gestirli?

E’ importante sottolineare che il requisito, è obbligatorio per i produttori e trasformatori del materiali a contatto. Ma anche le organizzazioni della filiera agroalimentare, devono rispettare gli obblighi di tracciabilità e sicurezza, definiti dal Reg CE 178, e dai Reg CE 852 e Reg CE 853.

Vediamo adesso quelli che sono i passi che deve seguire un’organizzazione alimentare per un’efficace procedura di approvazione e gestione per i materiali a contatto con gli alimenti:

  • Definire le fonti da utilizzare per la selezione dei materiali per il confezionamento o per la produzione a contatto con gli alimenti;
  • Effettuazione di un’analisi dei rischi sulle materie prime per il packaging necessario per gli alimenti prodotti e definizione dei parametri richiesti al fornitore di tali materiali MOCA, test di migrazione, schede tecniche, ecc;
  • Qualifica del fornitore che consigliamo sia un’organizzazione che abbia implementato e certificato un sistema di gestione per la certificazione ag gli standard Brc Packaging e Ifs Packaging;
  • Definizione delle responsabilità della procedura di valutazione, verifica e monitoraggio dei requisiti fissati;
  • Verifica all’arrivo dei materiali MOCA del rispetto dei requisti richiesti e definiti;
  • Definizione delle modalità per lo stoccaggio protetto dei materiali che devono stare a contatto con gli alimenti;
  • Definizione delle modalità di ingresso in produzione per prevenire la contaminazione crociata, ambientale e o da possibili presenze di allergeni sulle linee;
  • Inserire i requisiti nel piano di formazione annuale;
  • Inserire i requisiti nelle ispezioni e o audit di verifica aziendale;
  • Definire i limiti di accettabilità e le azioni correttive da intraprendere in caso di deviazione;
  • Definire nelle procedure di sanificazione e lotta a gli infestanti istruzioni specifiche atte alla prevenzione della contaminazione dei MOCA;
  • Definire nel piano analitico i test per l’igiene del processo e di migrazione dei materiali sugli alimenti prodotti;
  • Inserire il requisito nelle prove di tracciabilità e i lotti di tali materiali nelle schede di protezione;
  • Inserire i materiali moca utilizzati nelle schede tecniche per il prodotto finito;
  • Definire degli obiettivi da poter valutare in sede di riesame della direzione o di revisione del piano di sicurezza alimentare.

Quando si trattano i materiali a contatto con gli alimenti l’organizzazione deve prestare molta attenzione. Come abbiamo visto non basta la presenza di simboli per l’uso degli alimenti ma si deve andare ben oltre.

La prevenzione è fondamentale in quanto questo rischio chimico, dovuto dai MOCA, è impossibile da abbattere successivamente, ed una contaminazione o segnalazione in questo senso attiverà immediatamente la procedura di ritiro e richiamo sul mercato.

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