Certificazioni Religiose Kosher e Halal: che cosa sono?

Gli schemi per le certificazioni religiose attestano il rispetto dei dettami religiosi per la produzione di alimenti, medicinali, cosmetici e tessuti. Le più conosciute sono la certificazione Kosher e la certificazione Halal.

Le richieste dei mercati internazionali non sono solamente rivolte al rispetto dei requisiti di sicurezzaqualità legalità degli alimenti. Sono sempre più frequenti da parte della GDO e dei vari distributori le richieste di certificazioni religiose.

Le certificazioni religiose, sia che si parli della certificazione Kosher che della certificazione Halal, non richiedono il rispetto di requisiti specifici di gestione. Ma viene richiesto alle organizzazioni il rispetto dei dettami provenienti dai testi sacri.

Un’organizzazione che voglia aprirsi a importanti mercati internazionali deve prendere in considerazione l’allineamento alle certificazioni religiose dei propri prodotti. In fatti i mercati di questi alimenti sono in esponenziale crescita.

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Certificazione Kosher: che cosa è?

La certificazione Kosher ha come requisiti i dettami religiosi ebraici. La parola Kosher, o kasher, in ebraico significa conforme alla legge o adatto ed indica che un alimento, in questo caso, è stato prodotto in ottemperanza alle regole alimentari prescritte dalla Bibbia.

I cibi prodotti sotto questi dettami religiosi negli Stati Uniti e nei mercati GDO, hanno un vasto mercato di consumatori perché, oltre che dagli Ebrei osservanti.

Vengono consumati anche da Musulmani, Indù, consumatori vegetariani, vegani e allergici che si affidano alle scrupolose garanzie della certificazione Kosher perché considerata la più affidabile nell’analisi dei rischi sugli ingredienti utilizzati.

Le regole bibliche permettono di cibarsi di animali ruminanti e con l’unghia fessa (bovini, ovini e caprini, e animali selvatici come cervi) purché macellati da esperti nel modo previsto.

Sono esclusi quindi non cammelli, conigli e suini; di pesci con pinne e squame e quindi non molluschi o pescecani; e di volatili domestici come polli e non volatili rapaci. È proibito mangiare insetti, alimenti che contengano sangue ed è anche proibito mischiare carne e latticini.

Mentre la certificazione di prodotti come l’olio d’oliva è piuttosto semplice, quella di prodotti alimentari che contengono molti ingredienti può diventare molto complicata a causa delle limitazioni sopraindicate.

Infatti tutti gli ingredienti in un alimento devono essere kosher e le macchine usate per la produzione di prodotti non kosher possono essere usate per i prodotti solo dopo essere state soggette a pulitura a caldo.

La certificazione kosher è un utile strumento di marketing per le aziende che aspirano di vendere i propri prodotti alla grande distribuzione internazionale.

Alle aziende che vogliono affacciarsi a questo regolamento consigliamo in primis di aiutarci a comprendere quale sia il loro mercato di riferimento in quanto non tutti i riconoscimenti sono validi per tutti i mercati, per esempio vi è una certificazione Kosher meglio applicabile hai mercati Europei ed una a quelli Usa.

Certificazioni religiose la certificazione Halal

Certificazione Hahal: che cosa è?

La Certificazione Halal si rapporta invece ai dettami religiosi Musulmani. La parola Halal nella cultura Musulmana identifica tutto quel che è lecito.

In ogni suo aspetto e in ogni sua più larga accezione, contrapponendosi a ciò che è ḥarâm, proibito. Nell’uso comune la parola Halal ha finito tuttavia per indicare soprattutto l’insieme di norme e prescrizioni alimentari tipiche della religione islamica.

Attraverso una loro precisa codificazione, debbono essere seguite dai fedeli musulmani, tale da determinarne la liceità o meno, la loro permissione per i processi di ottenimento di lavorazione, di preparazione, di cottura degli alimenti consumabili.

La dimensione dell’alimentazione Halal non investe, inoltre esclusivamente, il campo dottrinale, giuridico, economico, ma anche quello etico: l’alimento deve essere lecito ma al contempo puro e sano, il suo ottenimento non deve essere frutto di eccesso, di abuso, di prevaricazione, di sofferenza.

Anche molti non musulmani comprano prodotti con la certificazione Halal, proprio per il loro elevato standard qualitativo e la garanzia che viene dal controllo di tutta la filiera, dalla materia prima, alla produzione, fino alla messa in commercio dei prodotti.

Il mercato di riferimento è in continua crescita, infatti un miliardo e mezzo di fedeli Musulmani sono i potenziali consumatori, destinato a raggiungere i due nei prossimi decenni, con un fatturato mondiale pari a circa 800 miliardi di dollari, questo fa comprendere perché molte catene della GDO richiedano alle aziende produttrici la certificazione Halal.

La certificazione ḥalâl ha come obbiettivo quello  di garantire la piena corrispondenza e conformità del prodotto, della sua origine, della sua lavorazione, della sua messa in commercio a quelle che sono le prescrizioni della religione islamica.

È quindi un elemento di garanzia e tutela tanto del consumatore e del cliente, quanto dell’azienda produttricedistributricevenditrice.

Per le realtà imprenditoriali costituisce inoltre non solo un valore aggiunto, da affiancare all’indiscutibile autorevolezza del Made in Italy, ma anche una condizione necessaria per operare nel mercato dei Paesi Islamici.

Ad esempio, è possibile esportare nei Paesi Islamici solo carne macellata ritualmente, corredata dalle necessarie certificazioni di origine e macellazione, così come contemplato dalle vigenti norme doganali di detti Paesi.

Alle aziende che vogliono affacciarsi a questo regolamento consigliamo in primis di aiutarci a comprendere quale sia il loro mercato di riferimento. In quanto non tutti i riconoscimenti sono validi per tutti i mercati.

Per esempio vi è una certificazione Halal meglio applicabile hai mercati Europei, a quelli Arabi, Africani ed Indonesiani, che hanno differenze importanti sulle tipologie di ingredienti vietati.

Certificazioni Religiose: obbiettivi e vantaggi

Gli obbiettivi delle certificazioni religiose sono quelli di dare un’evidenza riconosciuta ai consumatori del rispetto dei dettami religiosi.

I vantaggi si riassumono in grandi aperture commerciali, in quanto i prodotti che possano portare i marchi della certificazione Halal e della Certificazione Kosher sono moto richiesti sul mercati.

Facilitano i processi di qualifica in determinati paese. E talvolta sono necessari per la vendita di alimenti in taluni paesi.

Certificazione Kosher e per la Certificazione Halal: come possiamo aiutarti?

Sistemi & consulenze con i suoi tecnici può assisterti su tutto il territorio nazionale per l’implementazione dei requisiti richiesti dai dettami religiosi delle certificazioni religiose.

Implementeremo i requisiti nel tuo sistema e ti seguiremo nell’ambito di tutto il sistema di certificazione alimentare.

Consigliamo alle organizzazioni di inserire i principi di questi dettami nell’ambito di una certificazione alimentare completa come gli standard internazionali GFSI delle certificazioni Brc IfsFssc 22000Sqf e Global Gap.

Fai entrare la tua organizzazione nei mercati dei consumatori di alimenti rispondenti ai requisiti delle certificazioni religiose. Inviaci il modulo compilato per la redazione di un preventivo

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