Leadership aziendale la Differenza Tra Leader e Capo

Tra le novità introdotte dalle norme sui sistemi di gestione vi è il concetto di leadership aziendale, ma quale è il suo significato e quali sono le differenze tra leader e capo?

L’Ente di normazione con i suoi tavoli tecnici ha volutamente introdotto un cambio di passo a risposta dei rilievi di mancanza di efficacia di taluni aspetti organizzativi aziendali.

Il tessuto organizzativo aziendale, soprattutto quello Italiano, è basato molto su organizzazioni padronali. L’avvicendamento dei ruoli ‘di comando’ o ‘di governo’ avviene con la sostituzione di talune figure rimpiazzate per ‘eredità’.

Questo non potrebbe essere altrimenti in un contesto così. E spesso una unica figura viene definita come responsabile di un determinato processo anche se in realtà non lo è solamente perché è il capo. Questo aspetto mina i principi della leadership aziendale perché c’è una grandissima differenza tra leader e capo aziendale.

Quante volte durante le attività di valutazione e o consulenza ci siamo ritrovati a visionare un organigramma dove la direzione è ovunque? E quante volte la direzione poi ù presente alle riunioni di apertura e o durante gli incontri di consulenza e formazione?

La risposta più frequente è: ma l’azienda è mia. il commercialista dice ecc ecc. Le organizzazioni talvolta perdono di vista l’obbiettivo della loro realtà. E’ forse quello di primeggiare come a Risiko? O forse è quello di creare valore economico e sociale per tutte le parti interessate?
Leadership aziendale la Differenza Tra Leader e Capo

Risposta molto semplice. Con il fatturato si mangia. Essere capitani di una nave senza direzione non da pane. Sono passati anni dove le vecchie strutture aziendali, ormai fallite, sono state alla base di attività consulenziale che invece che far migliorare le organizzazioni le han fatte fallire.

I punti forti della leadership aziendale

Come abbiamo visto l’introduzione dei principi di Leadership aziendale viene richiesta da tutti i sistemi di gestione HLS. Avere dei buoni leader aziendali, una struttura di management ma non solo, sarà fondamentale per avere un ambiente aziendale positivo, efficiente e consapevole. In che modo la leadership  influisce nel miglioramento aziendale:

  • Analisi. Il leader dovrà avere una buona capacità di analisi delle risorse umane, interne ed esterne. Non può solo affidarsi a cose del genere, ingegnere o biologo. Sono utili certo. Ma dovrà avere la capacità di verificare se una risorsa potrà essere compatibile coerentemente con il contesto. Lo stesso deve valere sui processi aziendali. Saper fare e farsi le giuste domande
  • Competenza. Tra le differenze tra leader e capo c’è anche questa. Il leader non deve essere tuttologo ovvio, ma deve essere competente in quello che fa e nell’organizzazione in cui lo fa per instaurare fiducia. Focus
  • Partecipazione. Una delle più grandi differenze tra leader e capo. Avere la capacità di ‘godere’ delle qualità di tutte le risorse, ascoltare saper analizzare le evidenze della partecipazione di tutte le figure. Questo eleva le persone. Saper ascoltare per migliorare. Team
  • Responsabilità. Dare la percezione di essere roccia e non anguilla. Le decisioni sono del leader, sempre e comunque. Ed il leader ama averne. I comandanti veri sono in battaglia con i soldati. Saper Guidare Deleghe. Essersi creato una buona squadra e buoni rapporti aiuterà nella definizione delle deleghe. Ancora una volta le risorse consapevoli e partecipi accresceranno ancora di più il loro valore. Ne godranno risorse quali tempo e prevenzione delle inefficienze. Team
  • Empatia. Un leader riconosce ciò che è stato raggiunto dalle parti interessate e si immedesima in loro per comprendere e metterle nel miglio modo possibile di azione nei confronti anche delle problematiche. Intro
  • Sincerità. Insieme alla responsabilità è fondamentale per creare rapporti dove tutte le parti interessate si fidino di voi.
  • Umiltà. Piedi ben piantati in terra. Siamo essere umani e può capitare di sbagliare. Saper riconoscere i propri limiti è uno dei passi per farsi apprezzare.
  • Ispirare. Il leader deve essere punto di ispirazione della fiamma. Insegnare può essere semplice. Il leader ti porta a pensare in un modo e fare cose che non avresti mai pensato d’esser capace.
  • Resilienza. Quando il team riconoscerà la leadership, sarà più facile e positivo l’impatto nei confronti di decisioni non sempre popolari presi. Il leader deve andare al di là della criticità immediata e portarla avanti. Resistenza
  • Direzione. Il leader conosce bene la direzione da intraprendere dell’organizzazione. Non saltella in balia di quello che accade ma a capacità di valutare tutte le criticità che possono avere un impatto su raggiungimento degli obbiettivi e o approfittare delle opportunità.

Differenza tra leader e capo in azienda

Abbiamo visto i punti forti della leadership aziendale e prima di sottolineare le differenze tra leader a capo cercheremo di descrivere entrambe le figure.

Capo. Il capo è quello che molto spesso sbatte le porte. Quello che ha sempre ragione perché è il capo e che grazie alla propria esperienza o posizione ha sempre ragione. Non necessità di consigli da persone sottoposte o da collaboratori.

Perché quando una persona firma gli assegni ha sempre ragione. Il capo ogni qual volta non saprà rispondere ad una situazione avrà il potere di dare la colpa ad altri. Avrà segreti che non deve dire. Perché gli imprenditori questi sono. E se uno non lo sa e perché non lo è. In fin dei conti abbiamo sempre fatto così. E voi aveste fatto quello che ho fatto io nella vita. Gli esempi sarebbero mille.

Questo limiterà la comunicazione aziendale. La possibilità di essere squadra, prevenendo le inefficienze ed apportando utili consigli dalle parti interessate fondamentali per il miglioramento aziendale e dei processi.

Leader Aziendale. Il leader è quello invece che ha una visione più ambia. L’obbiettivo non è avere devoti. Ma è raggiungere gli obbiettivi. Saper sfruttare positivamente i punti forti delle parti interessate. Il leader è colui grazie al quale le idee vengono fuori ed il meglio di ogni figura aiuterà i processi di miglioramento.

Avere un team consapevole dei propri ruoli, con una grande capacità sarà fondamentale per un comportamento pro attivo. Il leader è colui che ANALIZZA, colui che si mette in discussione e si prende le colpe. Colui che si prende responsabilità che è il punto di riferimento e si fa eleggere capitano da gli altri e non viceversa.

Come tutta la struttura delle norme anche questi requisiti sono in direzione della semplicità nei confronti al proprio contesto. L’organizzazione deve dotarsi, come sempre, di una buona capacità di analisi. Consigliamo di non affidarsi a realtà ‘Stavejobbistiche’ composte da psicologhi, commerciali sognanti di PNL.

Una sana qualifica del fornitore per difendersi da professionisti che senza nessuna esperienza aziendale tramite frasi e principi di altri, spesso morti o organizzazioni di milioni di persone, vogliono venderci fumo distruggendo la nostra organizzazione e scappando dopo alcuni mesi di ‘lavoro.

Per chi volesse approfondire le tematiche consigliamo delle letture e dei percorsi effettuati da realtà che operano realmente in questo settore immerso nell’organizzazione aziendale. Per esempio di seguire Rino Panetti www.managementbymagic.it/.

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