Etichettatura Olio Extra Vergine di Oliva: le novità!

Etichettatura Olio Extra Vergine di Oliva: le novità!

Dopo la pubblicazione del Reg CE 1096/18 e la rettifica sulla Gazzetta Ufficiale,  diventano immediatamente applicabili alcune indicazioni volontarie sull’etichettatura, in ambito oleario, relative alle informazioni per i consumatori, sulla campagna di raccolta delle olive e sulle caratteristiche chimiche dell’olio extra vergine di oliva, da riportare sull’etichetta dei prodotti.

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I prodotti oleari italiani sono tra i più qualitativamente apprezzati dai mercati internazionali e determinate informazione erano già state introdotte dai consorzi di tutela e dal legislatore.

La normativa per l’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva cercherà di mettere ordine ad un settore.

Un settore oleario dove spesso gli operatori, si sono spinti commercialmente nel dare tutta una serie di definizioni anche ‘fantasiose’ ai loro prodotti, non fornendo però le evidenze necessarie al loro sostegno.

La nuova normativa per il settore oleario non sarà solamente utile per l’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva.

Ma sarà di ausilio per la prevenzione e lotta alle frodi alimentari, o food fraud. Essendo l’olio extravergine di oliva per uno dei prodotti più a rischio, e grazie all’inserimento di questi parametri sarà più facile il riconoscimento di possibili azioni fraudolente.

Olio extra vergine di oliva: quali sono le novità del settore oleario?

Le novità principali per l’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva, riguardano, le informazioni per i consumatori, ed i valori, da riportare in etichetta, e scheda tecnica, riportanti acidità, perossidi, cere e assorbimento ai raggi ultravioletti.

Questi parametri dovranno essere ricercati e valutati alla fine della Shelf Life dell’olio. Effettuando uno studio che prenda in considerazione anche i metodi di conservazione consoni e riportati come informazione. Il Regolamento cita:

“…l’indicazione dell’acidità massima prevista alla data del termine minimo di conservazione di cui all’articolo 9, paragrafo 1, lettera f), del Reg CE 1169/11 può figurare unicamente se accompagnata dalla menzione, in caratteri delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell’indice dei perossidi, del tenore in cere e dell’assorbimento nell’ultravioletto, determinati a norma del Reg CE 2568/91, previsti alla stessa data.”

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Settore oleario: definizione della campagna di raccolta

L’Italia, come paese di grande interesse nel settore oleario, regolamentava già questa informazione con il DLgs 122/16, l’identificazione in etichetta della campagna olearia, così come disposto dal Reg CE 1169/11 art 45:

  • Gli stati membri possono decidere che la campagna di raccolta di cui all’articolo 5, paragrafo 1, lettera e), debba figurare sull’etichetta dell’olio extra vergine di oliva di cui alla suddetta lettera della loro produzione nazionale, ottenuti da olive raccolte sul loro territorio e destinati esclusivamente ai mercati nazionali;
  • Ai fini della presente lettera, la campagna di raccolta deve essere indicata sull’etichetta sotto forma della relativa campagna di commercializzazione a norma dell’articolo 6, lettera c), punto iii), del regolamento (UE) n. 1308/2013, oppure sotto forma del mese e anno della raccolta, in quest’ordine. Il mese corrisponde al mese dell’estrazione dell’olio dalle olive.”

In questo caso è evidente di quanto il legislatore Italiano abbia apportato in termini di importanti competenze internazionali, favorendo a livello Europeo la redazione di norme più omogenee, per l’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva, prevedendo due sole possibilità di indicazione:

  • L’indicazione della campagna di commercializzazione, xxxx/xxxx;
  • L’indicazione riportante il mese e anno in cui sono state molite le olive.

Olio extra vergine di oliva: cosa dovresti fare?

Il Reg CE 1096/18 sarà effettivo da agosto 18, per l’indicazione delle caratteristiche chimiche in etichetta dell’olio extra vergine di oliva, il regolamento si applicherà sei mesi dopo l’entrata in vigore, febbraio 2019, quindi con la nuova campagna olearia. Le organizzazioni produttrici dovranno preoccuparsi di:

  • Effettuare i test per i malori della spettrometria al temine della vita del prodotto;
  • Revisionare ed approvare le proprie etichette secondo la linea guida;
  • Per i produttori facenti parti di consorzi di tutela, o certificazioni biologiche,  richiedere l’approvazione agli stessi o dall’organismo di certificazione;
  • Una volta approvate le nuove etichette sostituirle con quelle in uso e smaltire le rimanenze;
  • Definire il sistema di indicazione aziendale delle cisterne riportante la campagna olearia.

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