Valutare un Rischio

La Valutazione dei Rischi Saper valutare un rischio il rischio

La valutazione dei rischi è l’analisi di fondamento delle azioni che l’azienda deve mettere in atto per eliminare, o portare ad una misura accettabile, un La valutazione dei rischi saper valutare un rischiopericolo, rischio, inerente a vari aspetti, obbligatori, volontari, contrattuali o di processo, saper valutare un rischio è un prerequisito che deve essere applicato ad ogni attività, non ha caso le più importanti norme di certificazione internazionale si basano sui concetti  del Risk Based Thinking.

Nell’era odierna esistono molteplici ed utili strumenti per effettuare una valutazioni dei rischi, app, software, ma per valutare un rischio non si deve solamente saper conoscere tali software, ma si deve essere competenti nelle materie per le quali dobbiamo effettuare l’analisi.

Gli strumenti per la valutazione del rischio

Saper valutare il rischio come abbiamo visto è una delle azioni più importanti su cui basare una strategia aziendale, importante collegamento con questo principio, quando si effettua una valutazione dei rischi è la definizione contestuale dell’analisi, ovvero domandarsi in quale ambito viene effettuata l’analisi, e la conoscenza dei principi del Risk Management la norma Iso 31000, che può essere inerente a:

  • Rischi per la Salute e Sicurezza sul Lavoro – Inerenti alla tipologia dei rischi che possono essere impattanti sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per la prevenzione di infortuni e malattie professionali;
  • Rischi per la Sicurezza Alimentare – Inerenti ai rischi per la sicurezza alimentare in ambito Europeo prendendo il nome di Haccp, o Americano Harpc, valutazione dei rischi sulla frode o sulla difesa dei prodotti;
  • Rischi Ambientali – Inerenti ai rischi relativi agli impatti ambientali dell’azienda;
  • Rischi sulla Protezione dei dati – Inerenti ai rischi sulla gestione della Privacy e della sicurezza dei dati ed informazioni;
  • Rischi ed opportunità – E’ l’analisi dei rischi utilizzata dalle norme internazionali di certificazione, si basa sul concetto di evidenziare quali siano gli aspetti critici per il non raggiungimento degli obbiettivi e individuare le opportunità di miglioramento correlate;
  • Rischi Aziendali in genere – Analisi aziendali che possono essere effettuati cn strumenti che analizzano i punti di forza e di debolezza per intervenire con un focus più settato all’azienda.

Gli step della valutazione dei rischi

Per effettuate una valutazione dei rischi, che come abbiamo visto può essere applicata molti ambiti dobbiamo definire bene dei concetti:

  • Rischio: si intende la pericolosità di un evento ed è determinato dal prodotto tra P (probabilità dell’evento) e G (gravità), secondo la seguente formula: R = PxG
  • Probabilità (P): si intende la probabilità che l’evento indesiderato si possa verificare tenendo conto delle misure precauzionali già in essere al momento della valutazione. In genere viene distinta in 3-4 classi.
  • Gravità (G): detta anche Magnitudo (M), è intesa come la gravità delle conseguenze dell’evento indesiderato. In genere viene distinta in 3-4 classi.
    Pericolo, sorgente di rischio: si intende l’entità o l’evento in grado di provocare i danni.
    Dovranno quindi essere identificati per ogni possibile rischio, la probabilità che accada e la gravità o danno dell’avvenimento, inerente all’aspetto per il quale stiamo effettuando un’analisi del rischio. La seguente tabella è un esempio applicativo di “Matrice del Rischio” risultante dalla combinazione di tre classi di probabilità e tre di gravità.
1 Poco Probabile2 Probabile3 Molto Probabile
1 Poco ImpattanteIRRILEVANTETOLLERABILEMODERATO
2 Moderatam  ImpattanteTOLLERABILEMODERATOEFFETTIVO
3 Molto ImpattanteMODERATOEFFETTIVOINTOLLERABILE

La valutazione del rischio prosegue con l’associazione alle 5 classi di rischio con l’azione, da definire, associata alle risultanti della matrice:

  • Irrilevante (B): Nessuna azione e documentazione è richiesta, perché non sussiste nessun rischio rilevante che possa impattare.
  • Tollerabile (B): Non sono richieste ulteriori azioni di controllo, in quanto il rischio non risulta impattante, ma si possono ricercare miglioramenti che non comportino l’impiego di risorse significative. Il monitoraggio è richiesto per garantire che i controlli siano mantenuti.
  • Moderato (M): Sforzi devono essere fatti per ridurre il rischio valutando nel contempo i costi della prevenzione. Misure per ridurre il rischio dovrebbero essere effettuate in un tempo determinato. Dove il rischio moderato è associato a conseguenze estremamente dannose, un’ulteriore stima è richiesta per stabilire più precisamente la probabilità di accadimento come base per fissare le necessarie azioni di controllo da intraprendere.
  • Effettivo (A): Il lavoro non dovrebbe essere svolto finché il rischio non è stato ridotto. Devono essere impegnate con urgenza le risorse necessarie al fine di ridurre il rischio.
  • Intollerabile (A): Il lavoro non deve essere svolto finché il rischio non è stato ridotto. Se non è possibile ridurre il rischio anche con l’impiego di risorse elevate, il lavoro deve essere proibito.

L’azienda a  questo punto dovrà mettere in atto una serie di azioni e  monitoraggi volti al miglioramento ed alla mitigazione dei rischi scaricatiti dall’analisi.

Oltre il saper valutare un rischio

E’ chiaro che saper valutare un rischio oggi giorno non basta, è un’importante pre requisito, ma le organizzazioni sono un entità in movimento e come tale i loro rischi, è quindi opportuno imparare a gestire i rischi con dei sistemi di gestione per le certificazioni, per avere uno strumento snello capace di mettere ordine a tutti i requisiti applicabili.

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