Qualifica dei fornitori di servizi nell’industria alimentare

La qualifica dei fornitori di servizi esternalizzati nell’industria alimentare è l’insieme di attività necessarie alla definizione dei requisiti di qualifica che devono possedere i fornitori dei servizi esternalizzati, per assicurare il rispetto della sicurezza, qualità, legalità e autenticità alimentare.

Ogni azienda deve essere in grado di dimostrare che, laddove taluni servizi siano esternalizzati, il fornitore sia stato definito secondo una valutazione dei rischi, garantendone monitoraggi durante le attività di erogazione atti a verificarne l’efficacia.

Qualifica dei fornitori di servizi esternalizzati nell’industria alimentare

Talvolta dimenticati, i fornitori di servizi nell’esplicazione delle loro attività possono avere un impatto importante per il raggiungimento degli obiettivi, conformità dei prodotti e addirittura sulla continuità aziendale.

Nella presente guida verranno considerate le attività richieste dagli standard riconosciuti da GFSI (Global Food Safety Initiative), come ad esempio quello della certificazione BRCGS Food, certificazione IFS Food, certificazione Packaging, certificazione Agents and Brokers e certificazione IFS Broker, che richiedono una gestione precisa per la qualifica dei fornitori di servizi esternalizzati alla pari dei fornitori delle materie prime.

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Perché è importante la qualifica dei fornitori di servizi

La qualifica dei fornitori di servizi nell’industria alimentare è un prerequisito di base per la sicurezza alimentare. Assieme alla valutazione dei rischi delle materie prime, qualifica dei fornitori di beni, e ricezione dei materiali acquistati rappresenta la gestione degli approvvigionamenti di una organizzazione.

Molto spesso non si considerano i danni che possono scaturire da un fornitore di servizi non all’altezza dei requisiti richiesti. Un’azienda moderna non può limitarsi a considerare che un servizio acquistato sia di responsabilità solo dell’erogatore, quando questo può avere un impatto diretto o indiretto sul prodotto o sulla continuità lavorativa.

Quando questo sistema non è efficace si possono qualificare dei fornitori di servizi non avendone valutate le capacità. Facciamo alcuni esempi:

  • Uno scadente processo di pulizia affidato all’esterno può scaturire a contaminazione dei prodotti.
  • Un fornitore di pest control approssimativo potrebbe non essere efficace per la prevenzione delle infestazioni.
  • Un manutentore frigo non in possesso delle attestazioni per l’effettuazione delle attività (FGAS).
  • Quante volte capita che un consulente fallisca nell’ottenimento di un risultato?
  • Un laboratorio di analisi e taratura non accreditato o con prove non accreditate.
  • Servizi di logistica che non assicurano né l’igiene né la sicurezza dei prodotti.
  • Servizi di cybersicurezza che lasciano libero accesso a malintenzionati.

Gli esempi sarebbero una infinità. Ne deriva l’importanza di effettuare una qualifica coerente basata sulla valutazione dei rischi anche per queste classi di fornitura.

Fattori di valutazione dei servizi affidati all’esterno

La valutazione dei fornitori di servizi esternalizzati deve considerare i seguenti fattori:

  • Rischio per la sicurezza alimentare dei prodotti, indiretta o indiretta.
  • Rischio per la qualità dei prodotti, indiretta o indiretta.
  • Conformità a eventuali requisiti specifici legali sull’erogazione del servizio, ad esempio accreditamenti, abilitazioni ecc.
  • Evidenze di competenza, ad esempio certificazioni e specifiche varie documentate.
  • Potenziali rischi per la sicurezza del prodotto (ad esempio, rischi identificati nelle valutazioni di vulnerabilità e di tutela alimentare).

Sarebbe bene considerare due classi di rischio ai quali attribuire attività di prevenzione e mitigazione dei rischi sul prodotto. A questi fattori devono essere aggiunti anche i classici commerciali:

  • Referenze aziendali.
  • Anni di apertura dell’azienda fornitrice.
  • Disponibilità e tempestività di intervento.
  • Rapporto qualità / prezzo.

Possono anche essere presenti ulteriori fattori, come ad esempio catene di custodia, sociale, parità di genere, ambiente, salute e sicurezza ecc.

Processo di qualifica dei fornitori dei servizi

Nel capitolo precedente abbiamo riportato a titolo di esempio quali siano i fattori da considerare nella qualifica dei fornitori di servizi affidati all’esterno della propria organizzazione. Gli step di qualifica dovrebbero comprendere:

  • Definizioni delle fonti per l’effettuazione delle attività.
  • Responsabilità e competenze delle risorse impiegate.
  • Modalità do comunicazione tra le parti.
  • Valutazione dei rischi sui fattori visti sopra. Per ogni criterio di valutazione sarà necessario definire la probabilità e la gravità per ottenere il rischio.
  • Invio del questionario di qualifica.
  • Definizione delle evidenze da richiedere al fornitore, ad esempio certificazione e attestazioni specifiche, e in alcuni casi effettuazione di audit di II° parte.  
  • Raccolta delle evidenze. Richieste.
  • Contrattualizzazione delle attività da acquistare con il fornitore. In questa fase è opportuno definire contratti con i fornitori del servizio esternalizzato, riportanti requisiti in merito ai requisiti di sicurezza, qualità, legalità, autenticità alimentare, oltre che tecnici sul servizio.
  • Qualifica del fornitore considerando anche possibili backup. In questa fase di dovrà definire un punteggio minimo di qualifica e il peso di eventuali non conformità che potranno essere suddivisi su: documentali, qualitativi, ritardi, sicurezza legalità e autenticità alimentare.
  • Monitoraggio delle attività durante l’erogazione. Questa fase può comportare anche alla sospensione del fornitore a seguito di non conformità che facciano scendere il fornitore sotto il punteggio minimo di qualifica.
  • Riesame almeno annuale. Attività che in genere viene effettuata durante il riesame della direzione sull’andamento dell’anno e necessaria per verificare adeguatezza ed eventuali nuove attività aggiuntive.

Esempio di valutazione dei rischi e qualifica di un fornitore di servizi logistici esternalizzati

Azienda: stabilimento che produce carni fresche e prodotti carnei pronti al consumo che utilizza fornitori di servizi logistici

Valutazione dei rischi. L’attività logistica per prodotti carnei freschi rappresenta un fattore di rischio elevato, poiché impatta direttamente sulla sicurezza alimentare, sulla continuità della catena del freddo e sulla prevenzione delle contaminazioni crociate. In fase di analisi si identificano i seguenti pericoli:

  • Perdita della catena del freddo con rischio microbiologico elevato (Salmonella, Listeria monocytogenes), gravità alta e probabilità media, con rischio complessivo alto.
  • Contaminazione crociata dovuta a mancata segregazione di prodotti crudi e cotti, probabilità media, gravità alta, rischio alto.
  • Scarsa igiene dei mezzi di trasporto con possibile trasferimento di sporco, insetti o residui organici, probabilità medio-alta, gravità media, rischio medio-alto.
  • Non conformità legale in assenza di registrazione/autorizzazione ai sensi del Regolamento (UE) 852/2004 e 853/2004 per il trasporto alimenti, gravità molto alta, rischio alto.
  • Mancata tracciabilità nella gestione dei documenti di trasporto, rischio medio.
  • Rischi di security / food defense in caso di aree non protette durante lo stoccaggio, rischio medio-alto.

Requisiti di qualifica e documenti richiesti. L’azienda considera il servizio affidato all’esterno ad alto rischio e richiede al fornitore:

  • Certificazione secondo lo standard BRCGS Storage & Distribution oppure, in alternativa, standard IFS Logistics, o standard FSSC 22000 applicabile alla logistica.
  • Registrazione sanitaria come operatore del settore alimentare (OSA) per l’attività di trasporto refrigerato delle carni (Regolamento UE 853).
  • Evidenza della taratura dei sistemi di monitoraggio temperatura e raccolta dati.
  • Procedure documentate per: sanificazione dei mezzi, gestione allergeni, pest control, food defense, procedure HACCP.
  • Registro delle non conformità e storico degli interventi.
  • Audit di qualifica di II parte presso il magazzino effettuato da un valutatore competente nei casi in cui non sia presente la certificazione GFSI.

Criteri per attribuzione del punteggio

  • Conformità legale: requisito obbligatorio, mancata evidenza, fornitore non qualificabile.
  • Catena del freddo documentata (registrazioni temp., tarature): peso 35%.
  • Igiene mezzi e piano di pulizia: peso 20%.
  • Sistemi qualità certificati: peso 20%.
  • Tracciabilità documentale: peso 15%.
  • Rapporto servizio/prezzo e referenze commerciali: 10%.

Qualifica ottenuta con punteggio ≥ 85/100.
Sotto gli 85 punti qualificabile con condizioni.
Sotto i 70 punti non qualificato.

Monitoraggio delle attività

  • Verifica durante le attività di carico e scarico della merce. Igiene e temperatura.
  • Valutazione delle NC.
  • Audit annuale interno sul servizio.

Esempio di valutazione dei rischi e qualifica di un fornitore di servizi di pest control esternalizzato

Azienda: mulino di produzione farine e semolati

Valutazione dei rischi. Nel settore molitorio, gli infestanti rappresentano un pericolo con potenziale impatto molto elevato, sia per la sicurezza sia per la conformità del prodotto finito. La valutazione dei rischi considera:

  • Infestanti specifici delle farine (Sitophilus granarius, Tribolium spp., Plodia interpunctella), probabilità medio-alta, gravità alta, rischio alto.
  • Contaminazione fisica da insetti morti o frammenti, rischio alto.
  • Presenza di roditori con rischio di contaminazioni fecali e urinarie, gravità molto alta, rischio complessivo molto alto.
  • Mancato controllo dei punti critici (silos, aree di ricevimento, scarichi, impianti di ventilazione), rischio alto.
  • Prodotti chimici non conformi o usati senza registrazioni, rischio alto (conformità legale).
  • Assenza di tracciabilità degli interventi, rischio medio-alto.
  • Mancata formazione dell’operatore, rischio medio-alto.

Requisiti di qualifica e documenti richiesti. L’azienda considera il servizio esternalizzato ad alto rischio e richiede al fornitore:

  • Certificazione UNI EN 16636 Pest Management.
  • Abilitazioni del personale tecnico (es.: patentino fitosanitario quando richiesto).
  • Schede tecniche e SDS dei prodotti impiegati, con indicazione del principio attivo.
  • Planimetria con mappatura dei presidi e punti monitoraggio.
  • Report mensili degli interventi, trend analysis, registrazioni catture.
  • Procedure interne del fornitore per gestione infestazioni, escalation, analisi cause.

Criteri per attribuzione del punteggio

  • Competenza tecnica e abilitazioni: 30%.
  • Certificazioni UNI/EN: 20%.
  • Conformità legale prodotti utilizzati: 20%.
  • Mappatura presidi e completezza documentale: 15%.
  • Performance storica e tempi risposta: 10%.
  • Rapporto qualità/prezzo: 5%.

Punteggio minimo per qualificare: 90/100.
80 –89 qualificato con condizioni e maggior frequenza di verifica.
< 80 non qualificato.

Monitoraggio delle attività

  • Verifica delle attività durante l’erogazione.
  • Ispezioni interne nei punti più critici (area scarico grano, filtro aria, sala macine).
  • Valutazione delle NC.
  • Audit annuale sull’efficacia del servizio.

Conclusioni: qualifica dei fornitori di servizi prima linea di difesa

La qualifica dei fornitori di servizi nell’industria alimentare rappresenta una delle attività più strategiche per garantire continuità operativa, sicurezza dei prodotti e conformità alle normative.

Un sistema di approvvigionamento realmente maturo non può limitarsi alla gestione delle materie prime, ma deve includere un controllo strutturato, documentato e basato sul rischio anche verso quei servizi esternalizzati che incidono sul processo in modo diretto o indiretto.

Una gestione superficiale di questi aspetti può esporre l’azienda a vulnerabilità serie, con ricadute sulla qualità del prodotto, sulla reputazione del marchio e, nei casi più gravi, sulla sicurezza del consumatore.

L’approccio richiesto dagli standards riconosciuti dalla Global Food Safety Initiative, come BRCGS, IFS, FSSC 22000 e analoghi, impone una cultura della valutazione oggettiva e documentata, basata su competenze, abilitazioni normative e performance dimostrabili per la qualifica dei fornitori di servizi esternalizzati.

L’integrazione di criteri tecnici e commerciali consente di ottenere un quadro completo dell’affidabilità del fornitore, evitando di legarsi a partner non idonei o inadatti a garantire i livelli di tutela richiesti dal settore alimentare.

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Ultima Modifica by Federico Pucci