La qualifica del consulente per la sicurezza alimentare

Lo standard per la certificazione della sicurezza alimentare Anglosassone BRC, nella versione Food , giunto alla revisione 8 definisce, come ormai tutte le norme e standard sui sistemi di gestione per le certificazioni in ambito alimentare, l’obbligo della definizione dei requisiti per la qualifica del consulente per la sicurezza alimentare.

In questo caso per lo standard di certificazione BRC, ma da applicare in egual maniera in ambito di semplice haccp, Ifs, Fssc ed Iso 22000:

  • “Ci deve essere una procedura documentata per l’approvazione e il monitoraggio dei fornitori di servizi. Tali servizi dovrebbero includere: i consulenti per la sicurezza alimentare. “

Il consulente per la sicurezza alimentare è quella figura tecnica che si trova ad operare nell’organizzazione per la redazione e l’implementazione del sistema. Un altro elemento della clausola, che fa comprendere quanto questa figura possa avere un’impatto positivo, o negativo sui processi e sul il rispetto dei requisiti.

Requisiti di sicurezza, qualità e legalità dei prodotti, nonché su quelli  definiti con il cliente, soprattutto per i produttori di alimenti a marchio privato. Definisce l’obbligo della valutazione e qualifica di questa figura come tutti gli altri fornitori:

  • “Il processo di approvazione e monitoraggio deve essere basato sul rischio e deve prendere in considerazione la competenze in questo caso del consulente BRC su aspetti:
    • rischio per la sicurezza e la qualità dei prodotti;
    • conformità con eventuali requisiti legali specifici;
    • potenziali rischi per la sicurezza del prodotto (ossia i rischi identificati nella vulnerabilità e nelle valutazioni della difesa alimentare). “

Vien da se comprendere che il fornitore di servizi esterno come il consulente per la sicurezza alimentare per la certificazione degli standard compreso il BRC,  abbia un impatto molto alto, su raggiungimento degli obbiettivi aziendali.

La risorsa deve essere a supporto dell’azienda per la risoluzione delle criticità, per il miglioramento aziendale e la crescita della produttività sui mercati e non creare lei stessa delle deviazioni per scarsa competenza o per incapacità di lavorare in team.

Noi di Sistemi e consulenze consideriamo questa figura come un fornitore ad alto rischio. L’organizzazione dovrà quindi, come effettua con le materie prime e con i fornitori di altri servizi come il laboratorio di analisi, il pest control e l’antincendio, definire i requisiti minimi e fondamentali per la selezione e la qualifica di un collaboratore competente che sia in linea con i contesto e con gli obbiettivi aziendali.

I requisiti del consulente per la sicurezza alimentare

Vediamo adesso quelli che sono i requisiti minimi che un’organizzazione dovrebbe ricercare in una figura da qualificare come consulente per la sicurezza alimentare per le certificazioni in ambito Brc, Ifs, Fssc 22000 ed altri:

  • Competenza – Un consulente per la certificazione della sicurezza alimentare per tutte le norme e standard compreso il BRC dovrebbe essere un esperto nel proprio campo, non solo inteso come norma per la quale si presti il servizio della consulenza, ma anche come contesto aziendale, mercati di riferimento, e tipologia di prodotto. Devono essere presi in considerazione degli aspetti per verificarne la competenza:la qualifica del consulente certificazione sicurezza alimentare alimentare BRC
    • Titolo di studio che deve essere inerente al lavoro effettuato in azienda;
    • Formazione Specifica, che in questo caso dovrebbe essere inerente allo standard oggetto del contratto, effettuata da enti riconosciuti e con superamento tramite esame;
    • Esperienza su campo, aver esperienze e referenze di progetti effettuati in questo ambito confrontabili;
    • Capacità personali di lavoro di squadra, da una semplice gestione della presentazione alle tecniche per l’effettuazione di un audit di verifica, o della gestione dei rapporti con le autorità;
    • Evidenze di consapevolezza della propria professione, presenza nel settore, visibilità, albi, assicurazioni professionali;
    • Fare attenzione a quelli che dicono ‘ma io faccio solo il sistema’, e non redigo sistemi di autocontrollo Haccp, o Harpc, ai raccontatori di favole… e non aggiungiamo altro.
  • Disponibilità – Fare attenzione a quelle figure che sono sempre a disposizione, un consulente per la sicurezza alimentare BRC, se si considera bravo, ed è bravo ed affermato, avrà dei tempi gestiti sapientemente, una figura sempre disponibile non è un buon segno;
    • Fare attenzione alla capacità di concentrazione e di saper onorare promesse.
    • Semplicità – Una persona autorevole e competente deve saper spiegare e far comprendere a  tutti quello che sta facendo, saper utilizzare paroloni e  o concetti poco chiari non è sinonimo di efficienza soprattutto del lavoro in team, una persona chiara e semplice, denota sicurezza nel proprio operato e  potrà far crescere la tua organizzazione;
    • Allontanare chi usa esclamazioni tipo facilissimo, subito, o che è tutto sbagliato ma io ho la soluzione zacccc, meglio chi ascolta, annota ed utilizza dei se.
  • Mansione – Inquadrare bene le responsabilità ed i compiti del consulente per la sicurezza alimentare BRC o per le altre norme e standard, le gerarchie ed i referenti, anche se è una figura esterna deve essere collante al team altrimenti servirà a ben poco;
  • Accordi Contrattuali – Deve essere stipulato un contrattato di lavoro con tanto di possibili rescissioni contrattuali per adempimenti, oppure periodi di prova.
  • Prestazione – Fissare obbiettivi anche per questa figura, obbiettivi di miglioramento e la capacità di gestire le deviazioni.

Il ruolo di Consulente per la sicurezza alimentare per le certificazioni degli standard e norme internazionali è un ruolo fondamentale per l’azienda. Il buon consulente esterno può apportare, con la propria esperienza ed il continuo aggiornamento, elementi interessanti di miglioramento, soluzioni innovative.

Un background tecnico che difficilmente una sola organizzazione può avere ‘in casa’. La scelta di una qualifica come consulente della sicurezza alimentare di una persona ‘amica’ e o poco competente potò essere un danno per l’azienda.

Si potrà perdere il contributo inerente ad una terzietà di giudizio, e in caso di scarsa competenza avere delle deviazioni inerenti alla sicurezza qualità e  legalità dei prodotti, delle perdite e o sanzioni contrattuali con i clienti, quindi è un aspetto di cui tenere conto una volta si scelga di ricorrere ad una figura esterna.

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