sponsor

Il Confezionamento Alimentare con le Bioplastiche

Il Confezionamento Alimentare con le Bioplastiche

Tempo di lettura: 3 minutes

Bioplastiche il futuro del confezionamento alimentare

L’utilizzo dei materiali plastici è diventato una delle criticità inquinanti ambientali più impattanti a livello mondiale. Anche le organizzazioni alimentari stanno progettando e pianificando il passaggio all’utilizzo, nei processi di confezionamento, a sostituzione del materiale plastico convenzionale, le bioplastiche composte da materiali biodegradabili.

L’inquinamento da plastica dispersa nell’ambiente e da presenza di microplastiche negli alimenti è un problema molto serio.

Per comprendere gli impatti che la plastica può avere sull’ambiente, basti pensare a quanto materiale di confezionamento o packaging protegga un alimento. E considerare che questo materiale non sia biodegradabile, molto spesso non proviene da filiere di riciclo e che il suo smaltimento è molto impattante per l’ambiente.

Molte sono le organizzazioni che adottano nelle loro politiche ambientali l’utilizzo di materiali sostenibili riciclati e di bioplastiche. Obbiettivi di questo genere fanno ben sperare che finalmente la criticità della plastica venga presa seriamente.

E che le organizzazioni inizino a ‘pensare’ di più alla sostenibilità ambientale e non solo ai profitti o in questo caso al risparmio dovuto dall’utilizzo più economico di materiali per il confezionamento classici.

Che cosa sono le Bioplastiche?

Per materiale di confezionamento prodotto con le bioplastiche si intendono tutte quelle tipologie di materiale che possa essere biodegradabile e o compostabile utilizzato come packaging di alimenti.

Ovvero che alla fine della propria vita, questo materiale, sia totalmente biodegradabile per il suolo o riciclabile nel compostaggio.

L’impiego delle bioplastiche a base di polimeri biodegradabili viene utilizzato per una moltitudine di prodotti. L’amido e il PLA sono i principali polimeri biodegradabili utilizzati come materiale per il confezionamento di alimenti e bevande. Sono a base biologica e privi di sostanze chimiche dannose per il suolo e per il prodotto.

Anche l’aspetto energetico è da tenere in considerazione. Altri vantaggi possono essere l’uso di sorgenti e materie provenienti da sottoprodotti, la riduzione dell’impronta di carbonio, nelle fasi di produzione, ed ovviamente di smaltimento, delle bioplastiche rispetto alle materie plastiche convenzionali.

L’attenzione del consumatore ai materiali di confezionamento biodegradabili

Al di là degli aspetti della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare, le organizzazioni posso trarre notevoli vantaggi dall’utilizzo delle bioplastiche nei propri processi di produzione e confezionamento. Innanzitutto perché l’attenzione dei consumatori a queste tematiche è cresciuta molto.
Le Bioplastiche il futuro del confezionamento alimentare i materiali biodegradabili

Il consumatore fino a qualche anno fa sceglieva i propri alimenti in base alle proprie abitudini, dieta, religione e provenienza. Poi c’è stato l’avvento dei principi più chiari inerenti alla sicurezza alimentare ed alla legalità dei prodotti nei confronti alle frodi.

Oggi giorno il consumatore considera un surplus l’organizzazione che riesce ad unire tutti i concetti assieme alla sostenibilità ambientale.

Ovvero, un’organizzazione che dia evidenza del proprio impegno per la sicurezza, qualità e legalità dei propri prodotti e delle scelte sostenibili nei propri processi compresi dell’utilizzo di energie rinnovabili e materiali per il confezionamento in bioplastica, avrà un’attenzione maggiore per il consumatore.

Anche molte catene della GDO richiedono per i prodotti a marchio questi requisiti.

L’attenzione quindi è molto alta e la direzione strategica dei grandi gruppi è chiara. Le politiche internazionali comunitarie si stanno dirigendo proprio in questo senso. E le le organizzazioni produttr

Le normative di riferimento per le bioplastiche

Tanta è la crescita esponenziale delle tipologie di prodotti in bioplastica che non vi sono delle normative di riferimento specifico per i materiali di confezionamento. È ovvio che le bioplastiche devono essere idonee al contatto alimenti, ottemperando i Reg CE 1935 e Reg CE 10 considerando anche le norme tecniche  Come la ISO 13432 ed ISO 14995.

A livello comunitario si sta lavorando in questa direzione. Sicuramente per uniformare il Reg CE 2023 sulle buone pratiche di fabbricazione dei materiali e degli oggetti destinati a venire a contatto con prodotti alimentari. Sono molte le richieste che riceviamo.

Richieste volte soprattutto alla ‘certificazione’ di materiali per il confezionamento da definire bioplastiche. derivanti da scarti di altre lavorazioni.

Consigliamo alle organizzazioni non solo di essere nel pieno rispetto dei regolamenti sopra citati. Ma anche di considerare gli aspetti organolettici degli alimenti che andremo a confezionare.

In quanto questa tipologia di materiali spesso, pur essendo sicuri dal punto di vista chimico e biologico, possono avere un impatto differente sull’alimento rispetto ai materiali plastici convenzionali.

Quindi in fase di qualifica dei fornitori e di analisi delle materie prime, definire quelli che siano i requisiti minimi per questi materiali, moca, testandone e validandone l’efficacia per l’utilizzo a noi necessario.

E’ anche importante, qualora volessimo riportare tali informazioni sulle etichette e sulle schede tecniche di avere tutte le evidenze a supporto di tali dichiarazioni per non intercorrere in sanzioni.

CONTATTACI!! Per sostituire i materiali di confezionamento plastici classici con quelli prodotti in bioplastiche biodegradabili.

sponsor

Hai Bisogno di Informazioni?

Prenota una Call con un Nostro Consulente

Richiedi una Quotazione. Scarica il Modulo Riempilo ed Inviacelo.

sponsor

Ultimi post

sponsor

Post correlati

Torna su