Che cosa è la Transizione ecologica?

La transizione ecologica è quel processo di innovazione tecnologica, che non tiene conto solo dei profitti economici, ma tiene conto del rispetto dei criteri per la sostenibilità ambientale. La misura era colma. Effetto serra, plastiche, innalzamento delle temperature e catastrofi derivanti da esse. Impoverimento delle risorse, ecc.

transizione ecologica

Ma non c’è mai stata una vera intenzione di cambiare lo stato dei fatti. Finalmente anche la politica, invece che impattare sulla vita delle organizzazioni, alle quali non ha dato pace, introduce, finalmente l’impegno grazie al Ministero della transizione ecologica.

In non aver considerato realmente questi fattori ha portato il mondo dove è adesso. Innalzamento delle temperature, investibilità dei rifiuti, scarsa efficienza delle aziende e insufficiente gestione delle risorse naturali ed energetiche.

A danno dell’ecosistema e danneggiando in modo irreparabile la biodiversità.

Finalmente, non solo, si parla eticamente di sostenibilità ambientale. O di punire chi inquina di più. Ma si vede nella transizione ecologica anche un’opportunità di progresso ed economica.

Ministero della Transizione ecologica: perché è importante?

Giungere finalmente ad una transizione ecologica, forse l’ultima opportunità di fare qualcosa per il nostro bel paese. Aprirà nuove strade.
Speriamo che siano gestite queste strade. E che non terminino nel solito raggiungimento del ‘bollino’ inutile ed assurdo. Alla base di tutto c’è ci deve essere realmente un pensiero di economia circolare. Ottimizzare le produzioni dal punto di vista ambientale.

Fonti di energia rinnovabili, una politica di riciclo e riuso reale. Investire in nuove tecnologie per creare lavoro non a discapito dell’ambiente. Basti pensare che a livello energetico quanto sia poco sfruttato il fotovoltaico, e l’eolico. O quanto nelle aziende si sia perduto il recupero dell’energia utilizzata.

La transizione non interessa solamente le organizzazioni dell’industria considerati impattanti, per esempio anche le organizzazioni della filiera agroalimentari saranno importanti. Infatti gli standard alimentari come quello per la certificazione BRC ed IFS tenevano conto degli aspetti ambientali, così come la norma ISO 22000 ed FSSC 22000 grazie al requisito della valutazione del contesto dell’organizzazione.

Transizione ecologica: che cosa devono fare le aziende?

Alla base di una transizione ecologica aziendale ci deve essere una valutazione degli impatti e dei consumi. Ed è lì che lo stato deve venire in aiuto. Formando risorse per le organizzazioni che intendono attuare azioni per mutare i propri processi con una visione di minor impatto ambientale.

Partendo dall’utilizzo delle energie, che dovrebbero essere rinnovabili, delle materie prime sostenibili, dei materiali il meno impattanti per l’ambiente. Per le organizzazioni ci sono tutta una serie di strumenti che fino ad adesso erano lasciati alla politica etica aziendale.
Vediamo quali norme di certificazione ambientale che possono essere aiuto nel processo di transizione ecologica:

  • Sistema di gestione ambiente ISO 14001. Il sistema che getta una base di analisi sugli impatti dell’organizzazione. Per l’attuazione di valutazione e politiche degli obbiettivi di miglioramento aziendale;
  • Dichiarazione EMAS. La dichiarazione Eco Management and Audit Scheme in riferimento al Regolamento UE 2017/1505 oltre i requisiti richiesti della norma ISO 14001;
  • Sistema di gestione energia ISO 50001. Un sistema di gestione per valutare l’impatto energetico e definire azioni per il miglioramento delle performance;
  • Carbon Foot Print. La valutazione del ciclo del carbonio. Fondamentale per le organizzazioni che vogliono contribuire all’impatto dell’effetto serra. Per abbattimento degli impatti e per comportamenti in direzione dei carbon neutral;
  • Water Foot Print. Simile allo standard visto sopra ma con un focus sulle risorse idriche;
  • Life Cycle Assessment. La valutazione e lo studio degli impatti di prodotti e servizi dalla loro progettazione fino al rifiuto;
  • Ecolabel. Il marchio della qualità ecologica per prodotti e servizi.

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Con questo non dichiamo che basta essere certificati secondo queste norme per dare evidenza del proprio impegno della transizione ecologica, ma crediamo, e speriamo, che questa innovazione passi da questi principi. Evidenze e non solo chiacchere e fantasie.

Transizione ecologica: che cosa deve fare la persona?

La transizione ecologica deve partire dalle persone. Perché le persone, i consumatori sono quelli che effettuano richieste ed acquisti. Imparare a riconoscere ed acquistare quei prodotti, che vengono creati o servizi erogati in modo sostenibile.
Ma non solo.

Transizione ecologica significa anche Avere una gestione oculata dell’energia, dei mezzi di trasporto e di una politica di gestione ambientale personale più coerente. La lotta agli sprechi è molto importante.
Come quello di prediligere comportamenti sostenibili negli acquisti e nella vita di tutti i giorni. Come la gestione dei rifiuti, della plastica e della lotta agli inutili eccessi.

Se vuoi innovare la tua organizzazione analizzandone gli impatti e cogliendo questa opportunità per la sostenibilità ambientale, grazie al Ministero della transizione ecologica.

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