Quali sono le novità del DLgs 116/2020 sui rifiuti degli imballaggi?

L’11 settembre 2020 è stato pubblicato il nuovo d.lgs 116/2020 che attua le direttive UE 2018/851 sui rifiuti e 2018/852 sugli imballaggi e rifiuti degli imballaggi. È entrato in vigore il 26 settembre 2020.

Rifiuti degli imballaggi

Escludendo completamente lo smaltimento in discarica, sono tre i princìpi cardine su cui è basato: riciclo, riutilizzo e prevenzione dei rifiuti sul lungo periodo. L’obiettivo finale è aiutare l’ambiente a circoscrivere i problemi ecologici già presenti.

Le direttive sono contenute nel “Pacchetto economia circolare”. Per economia circolare si intende un sistema economico pianificato in grado di autosostenersi, cioè che sa riutilizzare i materiali dopo il loro utilizzo e che sa anche ridurre al minimo gli sprechi.

Altre sue caratteristiche sono l’efficacia e l’efficienza nella gestione di tutte le fasi del processo, dalla progettazione al fine vita dei prodotti, per limitare l’utilizzo di materiale ed energia e per ridurre al minimo rifiuti e scarti.

Economia Circolare: quali sono le direttive?

Il pacchetto sull’economia circolare comprende 4 decreti legislativi che trattano diverse tematiche:

  • n.116/2020: rifiuti (UE 2018/851, ex 2008/98/CE), imballaggi e rifiuti degli imballaggi (UE 2018/852, ex 1994/62/CE) (20G00135,GU Serie Generale n.226 del 11-09-2020)
  • n.118/2020: pile, accumulatori e rispettivi rifiuti (articoli 2 e 3 UE 2018/849, ex 2006/66/CE), rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (2012/19/UE) (20G00136, GU Serie Generale n.227 del 12-09-2020)
  • n.119/2020: veicoli fuori uso (articolo 1 UE 2018/849, ex 2000/53/CE) (20G00137 GU Serie Generale n.227 del 12-09-2020)
  • n.121/2020: discariche di rifiuti (UE 2018/850, ex 1999/31/CE) (20G00138 GU Serie Generale n.228 del 14-09-2020).

Rifiuti degli imballaggi: che cosa devi sapere?

Le disposizioni generali dell’articolo 1 indicano una chiara volontà di evitare e allo stesso tempo ridurre la produzione di rifiuti, incoraggiando quindi alla progettazione e fabbricazione di materiali efficienti e al riutilizzo.

Tenendo sempre presente questo obiettivo generale, qui di seguito verrà approfondito il d.lgs 116/2020. Si parlerà quindi di Responsabilità Estesa del Produttore, rifiuti alimentari, organici e inerenti ai rifiuti degli imballaggi.

Con la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), il produttore di un prodotto o bene ne resta responsabile anche nella fase di post consumo, quando diventa rifiuto. Questo però non è valido nel caso in cui il produttore iniziale trasferisce i rifiuti ad un intermediario pubblico o privato che effettua la raccolta e/o il trattamento dei rifiuti.

Perciò l’art.178-ter “Requisiti generali minimi in materia di responsabilità estesa del produttore” attua la direttiva UE 851/2018 e definisce:

  • I ruoli e le responsabilità di tutti gli attori coinvolti;
  • Gli obiettivi di gestione dei rifiuti;
  • Il sistema di comunicazione;
  • Gli oneri amministrativi;
  • Una corretta informazione dei consumatori e dei detentori di rifiuti interessati.

Nel gestire tale responsabilità è importante considerare tutte le novità e i progressi raggiunti in materia ambientale.

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I rifiuti alimentari: cosa stiamo facendo?

Parlando di rifiuti alimentari, sono specificati i seguenti obiettivi:

  • Ridurre i rifiuti alimentari nella produzione primaria, nella trasformazione e nella fabbricazione, nella vendita e in altre forme di distribuzione degli alimenti. Questo deve essere applicato nei ristoranti, nei servizi di ristorazione, ma anche nei nuclei domestici. Così facendo si contribuisce all’obiettivo delle Nazioni Unite di ridurre del 50% i rifiuti alimentari globali pro capite, a livello sia di vendita che di consumo, e di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e di approvvigionamento entro il 2030. A livello nazionale le disposizioni sono contenute nella legge 19 agosto 2016, n. 166

Incoraggiare la donazione e ridistribuzione di alimenti per il consumo umano, facendo passare in secondo piano il riutilizzo per mangimi e prodotti non alimentari

Rifiuti alimentari organici e rifiuti degli imballaggi associati: quali sono i requisiti?

Il d.Lgs 116/2020 vuole aumentare l’impegno destinato al riciclaggio e al compostaggio in tutte le fasi del processo produttivo e di utilizzo, promuovendo anche un effettivo utilizzo di quei materiali e beni ottenuti dallo stesso riciclaggio dei rifiuti organici.

Anche i rifiuti degli imballaggi rientrano in questo decreto con l’attuale articolo 182-ter. È qui che vengono trattate la gestione e la destinazione dei rifiuti di imballaggi biodegradabili e/o compostabili. Gli imballaggi però devono rispondere ad alcuni requisiti. Devono essere:

  • Certificati secondo lo standard EN 13432 (imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione) o EN 14995 (altri manufatti diversi dagli imballaggi)
  • Etichettati correttamente (certificazione, identità del produttore e del certificatore, istruzioni di smaltimento per i consumatori)
  • tracciati (entro il 31 dicembre 2023) per distinguerli dalla plastica convenzionale negli impianti di selezione dei rifiuti.

Solo così essi potranno essere assimilati, raccolti e riciclati assieme ai rifiuti organici.

Il decreto dedica una sezione alla gestione dei rifiuti degli imballaggi in ambito alimentare. In questo caso, le finalità sono di prevenire la produzione di rifiuti di imballaggi e di incentivarne il riutilizzo e il riciclo per ridurre il loro smaltimento.

Inoltre viene specificato che le misure adottate dagli operatori economici, quelle che vogliono aumentare la presenza di materiali riutilizzabili sul mercato, non dovranno né avere un impatto negativo sulla salute umana né compromettere l’igiene degli alimenti e la sicurezza dei consumatori.

Vediamo quelle che sono ‘le novità’ introdotte dal decreto legislativo 116:

  • Dovrà essere riportata, su tutti gli imballaggi, in maniera leggibile e chiara, la codifica alfa-numerica definita nella Decisione 97/129/CE;
  • Per gli imballaggi destinati al consumatore finale dovranno essere riportate le diciture per la raccolta differenziata;
  • Per gli imballaggi plastici non definiti dalla Decisione 97/129/CE, devono essere considerate le norme UNI 1043-1 materie plastiche, e UNI 10667-1 sulla identificazione dei polimeri provenienti dal riciclo.

Decisione 97/129/CE: che cosa è?

Tabella di riferimento delle codifiche della Decisione 97/129/CE.

Imballaggi in plastica
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
PolietilentereftalatoPET1
Polietilene ad alta densitàHDPE2
Cloruro di polivinilePVC3
Polietilene a bassa densitàLDPE4
PolipropilenePP5
PolistiroloPS6
Polimero diverso da quelli indicati in precedenza Imballaggio multistrato e composto da più polimeriO7
Imballaggi in carta e cartone
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
Cartone ondulatoPAP20
Cartone non ondulatoPAP21
CartaPAP22
Imballaggi in metallo
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
AcciaioFE40
AlluminioALU41
Imballaggi in legno
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
LegnoFOR50
SugheroFOR51
Imballaggi in materiale tessile
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
CotoneTEX60
JutaTEX61
Imballaggi in vetro
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
Vetro incoloreGL70
Vetro verdeGL71
Vetro marroneGL72
Imballaggi “composti”
MaterialeAbbreviazioneNumerazione
Carta e cartone/metalli variC/__80
Carta e cartone/plasticaC/__81
Carta e cartone/alluminioC/__82
Carta e cartone/lattaC/__83
Carta e cartone/plastica/alluminioC/__84
Carta e cartone/plastica/alluminio/lattaC/__85
Plastica/alluminioC/__90
Plastica/lattaC/__91
Plastica/metalli variC/__92
Vetro/plasticaC/__96
Vetro/alluminioC/__97
Vetro/lattaC/__98
Vetro/metalli variC/__99

Decreto Legislativo 116: cosa succederà per l’etichettatura degli imballaggi?

Confindustria e Assolombarda avevano già lamentano che il Decreto Legislativo 116 del 2020 sui rifiuti sarebbe diventato effettivo senza un periodo di adattamento per le attività. Al momento non c’è alcuna soluzione, se non un emendamento di non oltre 6 mesi. Si può piuttosto pensare di recuperare il dialogo con i Ministeri per rivedere il testo, in modo da favorirne la corretta applicazione da parte di tutti.

Rimangono sospesi riforme e chiarimenti sul Decreto Legislativo 116 del 2020 sui rifiuti da parte del governo italiano e del Ministero dell’Ambiente.

Prima di un intervento della Commissione europea o della magistratura, si chiede alla Commissione europea di stabilire “un periodo transitorio appropriato per l’applicazione delle nuove misure, durante il quale gli alimenti la cui etichetta non è conforme alle nuove misure possono essere immessi sul mercato e dopo il quale gli stock dei suddetti alimenti immessi sul mercato prima della scadenza del periodo transitorio possono continuare a essere venduti sino a esaurimento scorte”. In più si vorrebbe avere la sicurezza che tali misure si applichino a decorrere dal 1° aprile 2021”.

Dal 1 gennaio 2021 i comuni non potranno più assimilare i rifiuti speciali agli urbani con un regolamento propri ma dovranno essere considerati rifiuti urbani solamente i rifiuti provenienti da determinate categorie riportare nel decreto legislativo 116,

Se hai necessità di approfondire le tematiche del d.lgs 116/2020 sui rifiuti degli imballaggi.

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