I rifiuti di imballaggio costituiscono una sfida ambientale critica che impatta non solo gli ecosistemi naturali ma anche la sostenibilità operativa delle aziende, in particolare nel settore alimentare, dove la sicurezza e la conservazione dei prodotti devono essere bilanciate con la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi.
Ogni anno, milioni di tonnellate di materiali di confezionamento finiscono nelle discariche o, peggio, dispersi nell’ambiente, contribuendo all’inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria.

Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, gli imballaggi costituiscono circa il 36% dei rifiuti solidi urbani in Europa, con una crescita costante legata all’aumento dei consumi e delle pratiche di e-commerce.
Nel 2022, la media pro capite di rifiuti da imballaggio in Europa ha raggiunto circa 185 kg all’anno, con la plastica che rappresenta il 40% del materiale utilizzato per imballaggi.
Circa il 30% degli imballaggi finisce in discarica o viene incenerito, nonostante gli sforzi per il riciclo. La gestione inadeguata di questi rifiuti contribuisce significativamente alla dispersione di plastica negli ambienti marini, dove circa l’80% dei rifiuti deriva proprio dal settore degli imballaggi.
Questo scenario richiede un’azione immediata e strutturata, sia da parte delle istituzioni che delle imprese.
Il Regolamento (UE) 2025/40 è un passo significativo verso una gestione più sostenibile degli imballaggi e dei relativi rifiuti. Questo provvedimento, noto anche come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), introduce una serie di requisiti stringenti per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi, promuovendo l’economia circolare e incentivando l’uso di materiali riciclabili e biodegradabili.
Perché gli imballaggi impattano l’ambiente
Gli imballaggi svolgono un ruolo essenziale nella protezione e conservazione degli alimenti, garantendo la sicurezza e la qualità dei prodotti lungo tutta la filiera.
Il loro impatto ambientale è però spesso sottovalutato. Una delle principali criticità è legata alla produzione di materiali di confezionamento, che richiede l’estrazione di risorse naturali e l’utilizzo di energia, con conseguenti emissioni di gas serra.
Ad esempio, la produzione di plastica deriva dal petrolio, una risorsa non rinnovabile, e contribuisce significativamente al cambiamento climatico.
Un altro aspetto critico è la gestione dei rifiuti post consumo. Molti imballaggi, specialmente quelli in plastica, non sono riciclabili o vengono smaltiti in modo improprio, finendo per inquinare gli ecosistemi.
Secondo un rapporto dell’UNEP, ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica entrano negli oceani, causando danni irreparabili alla fauna marina e alla biodiversità.
Anche gli imballaggi in carta e cartone, sebbene più facilmente riciclabili, possono avere un impatto negativo se non gestiti correttamente, a causa dell’uso di sostanze chimiche nel processo di produzione.
Infine, il problema della sovrapproduzione di imballaggi aggrava ulteriormente la situazione. Spesso, i prodotti alimentari sono confezionati in modo eccessivo, con strati multipli di materiali non necessari. Questa pratica, nota come “overpackaging”, non solo aumenta il volume dei rifiuti, ma rappresenta anche uno spreco di risorse preziose.
Che Cosa si Intende per Rifiuti degli Imballaggi?
Il concetto di “rifiuti di imballaggio” è definito in modo preciso dal Regolamento (UE) 40/2025. Si tratta di qualsiasi materiale utilizzato per contenere, proteggere, manipolare, distribuire o presentare merci, che diventa rifiuto dopo aver esaurito la sua funzione primaria.
Questa definizione include una vasta gamma di materiali, come plastica, vetro, metallo, carta e cartone, nonché imballaggi compositi, che combinano più materiali.
Un aspetto importante da considerare è la distinzione tra imballaggi primari, secondari e terziari. Gli imballaggi primari sono quelli a diretto contatto con il prodotto alimentare, come le bottiglie di acqua o le confezioni di biscotti.
Gli imballaggi secondari servono a raggruppare più unità di prodotto, come le scatole di cartone che contengono più bottiglie. Gli imballaggi terziari sono utilizzati per il trasporto e la logistica, come i pallet e i film stretch. Tutti questi tipi di imballaggi rientrano nel campo di applicazione del regolamento.
È fondamentale distinguere tra imballaggi riciclabili, compostabili e biodegradabili. Gli imballaggi riciclabili possono essere trasformati in nuovi prodotti attraverso processi industriali, riducendo la necessità di materie prime vergini.
Quelli compostabili, invece, si decompongono in condizioni specifiche, trasformandosi in compost. Infine, i materiali biodegradabili si degradano naturalmente nell’ambiente, ma non sempre in modo innocuo.
Regolamento (UE) 2025/40: Panoramica e Scadenze
Il Regolamento (UE) 2025/40, noto anche come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), rappresenta una delle normative più ambiziose e strutturate dell’Unione Europea in materia di gestione degli imballaggi e dei relativi rifiuti.
Approvato il 19 dicembre 2024, il regolamento è entrato in vigore il 1° gennaio 2025, con un periodo transitorio per alcune disposizioni che si estende fino al 2030. Questo provvedimento si applica a tutte le aziende che operano nel mercato europeo, comprese quelle del settore alimentare, e introduce una serie di requisiti stringenti per ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi e promuovere l’economia circolare.
Prevede un cronoprogramma articolato per l’implementazione delle sue disposizioni, che tiene conto della complessità tecnica e dei necessari adeguamenti di filiera. Oltre alle date generali, sono previsti atti delegati che dettagliano le specifiche tecniche e i metodi di valutazione per la conformità. Tra i principali punti:
- 12 agosto 2026: data generale di applicazione del Regolamento (UE) 2025/40, con avvio dei principali obblighi del PPWR, salvo previsioni con decorrenza specifica o subordinate ad atti attuativi.
- 12 agosto 2026: entrano in applicazione le restrizioni sui PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti. Gli imballaggi food contact non possono essere immessi sul mercato se superano i limiti previsti dal regolamento: 25 ppb per singolo PFAS, 250 ppb per la somma dei PFAS e 50 ppm per i PFAS totali.
- 12 agosto 2028: avvio dell’obbligo di etichettatura armonizzata degli imballaggi, oppure 24 mesi dalla data di entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione, se successiva. Per alcune prescrizioni sugli imballaggi riutilizzabili la decorrenza richiamata dal regolamento è il 12 febbraio 2029 o 30 mesi dall’adozione degli atti attuativi pertinenti, se successiva.
- 1° gennaio 2030: i fabbricanti e gli importatori devono assicurare la minimizzazione di peso e volume dell’imballaggio immesso sul mercato; parallelamente, il quadro UE punta a rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. I target di riciclo dei rifiuti di imballaggio al 2030 restano pari ad almeno 70% complessivo, inclusi 55% plastica e 85% carta/cartone.
Principali Requisiti del Regolamento PPWR
Progettazione Sostenibile degli Imballaggi
Riciclabilità: Per garantire l’efficacia della riciclabilità, il regolamento richiede che gli imballaggi siano progettati non solo con materiali riciclabili, ma anche con una composizione che permetta la separazione semplice e manuale o meccanica dei diversi componenti. Questo facilita il processo industriale di recupero e previene la contaminazione dei flussi riciclabili, tema cruciale per l’efficienza ecologica ed economica del riciclo.
Compostabilità: Per gli imballaggi a contatto con alimenti, è incentivato l’uso di materiali compostabili, che possono essere smaltiti insieme ai rifiuti organici.
Riutilizzo: Il regolamento promuove l’uso di imballaggi riutilizzabili, come bottiglie di vetro o cassette per il trasporto, che possono essere lavati e riutilizzati più volte.
Principi Chiave dell’Eco design per Imballaggi Sostenibili
I principi chiave dell’eco desing per la produzione di imballaggi sostenibilità che deve interessare i produttori di alimenti e quelli di moca possono essere riassunti:
- Massimizzare la riciclabilità facilitando la separazione dei materiali.
- Minimizzare l’utilizzo di sostanze pericolose o inquinanti.
- Ridurre al minimo il peso e il volume dell’imballaggio senza comprometterne la funzionalità.
- Preferire materiali rinnovabili o riciclati certificati.
- Progettare per la riutilizzabilità con sistemi compatibili con la logistica circolare.
- Ottimizzare l’imballaggio per ridurre gli sprechi e l’overpackaging.
- Garantire trasparenza e chiarezza nelle indicazioni di smaltimento sull’etichettatura.
Questi principi contribuiscono a realizzare imballaggi più sostenibili, conformi alla normativa europea e più facilmente integrabili nei processi di economia circolare.
PFAS negli imballaggi destinati al contatto con alimenti
Per il settore alimentare e per il food packaging uno dei punti di maggiore rilievo riguarda i PFAS. Dal 12 agosto 2026, gli imballaggi destinati al contatto con alimenti non possono essere immessi sul mercato se contengono sostanze PFAS a concentrazioni uguali o superiori ai limiti fissati dal regolamento.
Le soglie sono le seguenti: 25 ppb per ogni singolo PFAS, misurato mediante analisi target, con esclusione dei PFAS polimerici dalla quantificazione; 250 ppb per la somma dei PFAS, misurata come somma dell’analisi target e, ove applicabile, previa degradazione dei precursori, ancora con esclusione dei PFAS polimerici dalla quantificazione; 50 ppm per i PFAS, inclusi i PFAS polimerici.
In aggiunta, se il fluoro totale supera 50 mg/kg, il fabbricante, l’importatore o l’utilizzatore a valle devono poter fornire, su richiesta, evidenza della quantità di fluoro attribuibile a PFAS o a sostanze non PFAS, ai fini della predisposizione della documentazione tecnica di conformità.
Riduzione dell’Overpackaging
Il regolamento introduce misure per contrastare l’eccessivo uso di materiali di imballaggio, noto come overpackaging. Le aziende devono garantire che il peso e il volume degli imballaggi siano proporzionati al prodotto contenuto. In particolare:
- Limiti dimensionali: Gli imballaggi non devono superare determinati limiti di peso e volume rispetto al prodotto.
- Riduzione degli strati: È vietato l’uso di strati multipli di materiali non necessari, come le confezioni di plastica all’interno di scatole di cartone.
Responsabilità Estesa del Produttore (EPR): Modalità e Impatti Operativi
L’EPR è la Responsabilità Estesa del Produttore (Extended Producer Responsibility) costituisce uno dei pilastri fondamentali del PPWR, imponendo ai produttori, importatori e distributori di imballaggi non solo obblighi economici, ma anche organizzativi per la gestione dei rifiuti di imballaggio.
Si tratta di un principio di politica ambientale in base al quale il soggetto che immette un prodotto sul mercato assume una responsabilità anche per la fase successiva all’utilizzo, quindi per la gestione del fine vita del prodotto, inclusi raccolta, recupero, riciclo, trattamento e relativi costi.
Nel settore degli imballaggi, l’EPR significa che i produttori e, in funzione del modello nazionale applicabile, anche altri operatori che immettono imballaggi sul mercato, devono contribuire in modo organizzativo ed economico alla gestione dei rifiuti di imballaggio. In termini operativi, il sistema EPR si traduce normalmente in:
- adesione a un consorzio o sistema collettivo;
- versamento di contributi ambientali;
- comunicazione dei quantitativi immessi sul mercato;
- classificazione corretta dei materiali di imballaggio;
- supporto alla raccolta, selezione e riciclo;
- tracciabilità documentale e rispetto degli obblighi informativi.
La logica tecnica è semplice: il costo ambientale del fine vita non deve ricadere esclusivamente sulla collettività o sui comuni, ma deve essere attribuito, almeno in parte, a chi trae beneficio economico dall’immissione del prodotto sul mercato.
Nel quadro del PPWR, l’EPR assume una funzione ancora più incisiva, perché il regolamento collega la responsabilità del produttore non solo al finanziamento della gestione del rifiuto, ma anche alla qualità progettuale dell’imballaggio. In altri termini, un imballaggio progettato male, difficile da riciclare, eccessivo per peso o volume, oppure problematico sotto il profilo delle sostanze impiegate, espone l’operatore a maggiori criticità regolatorie, economiche e commerciali.
Target di Riciclaggio Vincolanti
| Materiale | Target Riciclaggio (%) | Scadenza Applicazione |
| Plastica | 70 | 2030 |
| Carta e Cartone | 85 | 2030 |
| Vetro | 75 | 2030 |
| Metalli | 80 | 2030 |
| Legno | 30 | 2030 |
Le aziende devono adottare misure per garantire che i propri imballaggi siano compatibili con questi target, ad esempio utilizzando materiali riciclabili e promuovendo la raccolta differenziata.
Etichettatura e Informazione ai Consumatori
Il regolamento prevede l’obbligo di etichettatura chiara e trasparente per informare i consumatori sulla riciclabilità degli imballaggi. In particolare:
- Simboli di riciclabilità: Gli imballaggi devono riportare simboli standardizzati che indicano se il materiale è riciclabile, compostabile o riutilizzabile.
- Istruzioni per lo smaltimento: Le aziende devono fornire indicazioni chiare su come smaltire correttamente gli imballaggi, ad esempio separando i diversi materiali.
FAQ sul Regolamento PPWR: Domande frequenti e risposte pratiche
Questa sezione raccoglie le domande più comuni sul Regolamento PPWR, con risposte chiare e sintetiche per aiutare aziende e professionisti a comprendere rapidamente gli aspetti chiave della normativa.
Il PPWR è il Regolamento (UE) 2025/40 che mira a ridurre l’impatto ambientale degli imballaggi nell’Unione Europea attraverso requisiti di progettazione, riciclabilità e gestione dei rifiuti.
Il regolamento è in vigore dal 1° gennaio 2025, con scadenze progressive: entro il 2030 tutti gli imballaggi devono essere riciclabili o riutilizzabili.
È l’obbligo per chi immette imballaggi sul mercato di farsi carico dei costi di gestione, raccolta e riciclo dei rifiuti di imballaggio.
Plastica, carta, vetro, metalli e legno, con target specifici di riciclo da raggiungere entro il 2030.
Gli imballaggi devono riportare simboli standardizzati e istruzioni chiare per il corretto smaltimento.
Le sanzioni variano a seconda del paese membro, generalmente includono multe e possibili restrizioni commerciali.
Attraverso l’adozione di materiali sostenibili, ottimizzazione del design e sistemi di monitoraggio dei processi di imballaggio e riciclo.
Come possiamo supportare la tua organizzazione
Sistemi & Consulenze, forte di una consolidata esperienza nel settore alimentare e del packaging può affiancare la tua azienda con un supporto tecnico specialistico articolato nelle seguenti attività:
- revisione e aggiornamento della valutazione HARA o secondo il sistema HACCP;
- riesame e aggiornamento della valutazione della supply chain;
- revisione dei materiali di confezionamento e della loto etichettatura;
- assistenza nella pianificazione ed esecuzione di prove analitiche presso laboratori accreditati;
- aggiornamento delle dichiarazioni di conformità per i materiali e oggetti a contatto con alimenti;
- formazione tecnica del personale coinvolto nei processi di sviluppo, controllo e gestione;
- supporto nel percorso di ottenimento per certificazioni a schemi volontari per il settore alimentare.
Conclusioni operative e prospettive future
L’adozione del Regolamento (UE) 2025/40 PPWR non rappresenta solo un obbligo legislativo, ma una reale opportunità per le aziende di valorizzare la propria sostenibilità ambientale e competitività sul mercato internazionale.
Le imprese che implementano con successo i criteri di riciclabilità, riutilizzo ed eco design possono ottenere vantaggi competitivi quali riduzione dei costi di gestione rifiuti, miglioramento della reputazione e accesso a nuovi mercati sensibili alla sostenibilità.
La transizione verso modelli di economia circolare supporta la resilienza aziendale di fronte a limitazioni sulle risorse naturali e pressioni regolamentari sempre più stringenti. In quest’ottica, l’implementazione di sistemi di monitoraggio integrati e l’adozione di tecnologie all’avanguardia costituiscono investimenti strategici, in grado di ridurre i costi a lungo termine e di valorizzare l’immagine aziendale sul mercato internazionale.
Le aziende, in linea con le direttive europee, devono affrontare la sfida della transizione verso modelli produttivi sostenibili, definendo percorsi di miglioramento continuo che coinvolgano tutte le fasi della filiera degli imballaggi. Rimanendo in compliance con i requisiti del settore moca.
L’obiettivo generale del regolamento è promuovere un uso più responsabile delle risorse, contribuendo in maniera significativa alla tutela dell’ambiente e alla realizzazione di un sistema economico circolare.
In questo processo è interessata tutta la filiera e non solo i produttori di materiali. Difatti chi produce, confeziona e immette sul mercato prodotti dovrà definire dei materiali rispettanti i requisiti PPWR e il produttore dei materiali per il confezionamento dovrà assicurare il rispetto di quanto definito e la compliance al regolamento.
Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il testo completo del regolamento sul sito della Commissione Europea: Regolamento (UE) 2025/40.
Ultima Modifica by Federico Pucci




