Le linee guida EuPIA sugli inchiostri da stampa applicati ai materiali a contatto con alimenti costituiscono uno dei riferimenti tecnici più rilevanti per produttori di inchiostri, converter, aziende alimentari e operatori della filiera del packaging.
Il secondo amendment di aprile 2026 conferma il ruolo di questo documento come stato dell’arte industriale per la gestione della sicurezza del consumatore, della trasparenza informativa e delle buone pratiche di fabbricazione applicate agli inchiostri destinati ai Food Contact Materials, comunemente indicati come FCM inks.

Il valore operativo della linea guida aggiornata non deve essere letto come semplice aggiornamento tecnico di settore.
La sua utilità risiede nella capacità di chiarire le responsabilità lungo la filiera: chi formula l’inchiostro deve selezionare materie prime idonee e fornire informazioni tecniche adeguate; chi stampa o converte l’imballaggio deve verificare che l’applicazione finale non generi rischi di migrazione, set-off o trasferimento in fase gas; chi utilizza l’imballaggio per alimenti deve poter dimostrare, attraverso dati e documentazione, che il materiale finito è idoneo all’uso previsto.
Che cos’è EuPIA e perché è rilevante per gli inchiostri da stampa destinati al packaging alimentare
EuPIA, acronimo di European Printing Ink Association, è l’associazione europea che rappresenta i produttori di inchiostri da stampa e prodotti correlati. È stata fondata nel 2003 come divisione di CEPE, il Consiglio europeo dell’industria delle pitture, degli inchiostri da stampa e dei colori per artisti, con l’obiettivo di dare una voce tecnica e istituzionale al settore degli inchiostri da stampa a livello europeo.
L’associazione è composta da imprese produttrici di inchiostri, organizzazioni nazionali di settore e gruppi tecnici specializzati che operano attraverso comitati, gruppi di lavoro e task force.
La sua attività riguarda temi regolatori, sicurezza chimica, sostenibilità, selezione delle materie prime, buone pratiche di fabbricazione, conformità dei prodotti e gestione delle informazioni lungo la filiera.
Nel settore del packaging alimentare, EuPIA assume un ruolo particolarmente importante perché, a livello europeo, non esiste ancora una legislazione armonizzata specifica per gli inchiostri da stampa forniti come tali.
Per questo motivo, le sue linee guida rappresentano uno strumento tecnico di riferimento per interpretare correttamente i requisiti comunitari.
Campo di applicazione dell’aggiornamento EuPIA 2026
La versione aggiornata ad aprile 2026 delle linee guida EuPIA si applica agli inchiostri da stampa utilizzati sui materiali destinati al contatto con alimenti e comprende sia gli inchiostri per contatto diretto, sia quelli utilizzati per applicazioni non a contatto diretto, ad esempio stampati sul lato esterno dell’imballaggio.
Tale distinzione è essenziale per impostare correttamente la valutazione del rischio, perché anche un inchiostro applicato sul lato non a contatto può determinare trasferimenti indesiderati verso l’alimento attraverso migrazione, set-off nel rotolo o nella pila, oppure trasferimento in fase gas.
Sono invece esclusi dal campo della linea guida gli inchiostri stampati su materiali a contatto con alimenti quando la migrazione degli ingredienti dell’inchiostro verso l’alimento e impossibile e quando possono essere esclusi sia il set-off sia il trasferimento di sostanze volatili o semivolatili (fase gas).
Questa esclusione non deve essere gestita come assunzione teorica: richiede una valutazione tecnica documentata, coerente con il materiale, la struttura dell’imballaggio, la tecnologia di stampa, le condizioni di conservazione e l’uso previsto.
Il documento chiarisce anche che gli inchiostri comprendono miscele di coloranti con altre sostanze applicate per ottenere un effetto grafico o decorativo, insieme a vernici, primer o overprint varnishes impiegati per funzioni collegate al risultato stampato, come adesione, resistenza allo sfregamento, brillantezza, scivolosità o durabilità.
Non rientrano invece nella definizione gli strati applicati con obiettivo tecnico prevalente, come barriere, coating termosaldanti o rivestimenti anticorrosione, anche se colorati.
Quadro normativo: cosa e requisito di legge e cosa e linea guida tecnica
Il requisito cogente resta quello previsto dalla legislazione europea sui materiali a contatto con alimenti. Il Regolamento (CE) n. 1935/2004 stabilisce che i materiali e gli oggetti destinati al contatto con alimenti non devono trasferire componenti in quantità tali da costituire pericolo per la salute umana, modificare in modo inaccettabile la composizione degli alimenti o deteriorarne le caratteristiche organolettiche.
Il Regolamento (CE) n. 2023/2006 aggiornato dal Regolamento (CE) n. 351/2025, richiede l’adozione di buone pratiche di fabbricazione e sistemi di assicurazione e controllo della qualità adeguati.
Mentre il Regolamento (UE) n. 10/2011 va considerate quando il materiale o articolo stampato rientra nel campo delle materie plastiche. L’Ordinanza svizzera sugli inchiostri è indicata come riferimento storico e tecnico di rilievo internazionale, ma il documento EuPIA precisa che non produce implicazioni legali negli Stati membri dell’Unione europea.
GMP EuPIA e responsabilità del produttore di inchiostri
La linea guida collega il regolamento quadro alle specifiche responsabilità dei produttori di inchiostri. Le Good Manufacturing Practice EuPIA definiscono gli obblighi specifici applicabili alla formulazione, produzione e fornitura di inchiostri per materiali a contatto con alimenti.
Tali GMP si applicano sia agli inchiostri formulati per il lato non a contatto con l’alimento sia a quelli destinati al contatto diretto, quando previsti per tale uso.
Gli elementi da presidiare riguardano la composizione del prodotto, il sistema qualità, la gestione igienica e l’intero processo, dalla selezione delle materie prime alla formulazione, dalla produzione al confezionamento, fino al trasporto.
Le GMP EuPIA sono costruite in modo da poter essere oggetto di audit da parte di soggetti esterni.
La responsabilità del converter è complementare. L’inchiostro idoneo all’uso previsto non garantisce automaticamente la conformità dell’imballaggio finito se il processo di stampa, essiccazione, laminazione, stoccaggio o utilizzo finale non e adeguatamente controllato.
La valutazione deve quindi considerare l’applicazione reale, il tipo di alimento, il rapporto superficie/volume, la shelf-life, la temperatura, le condizioni di impilamento e la presenza o assenza di barriere funzionali.
Selezione delle materie prime, NIAS e sostanze non listate
L’aggiornamento delle linee guida EuPIA rafforza la lettura sistemica dei criteri di selezione delle materie prime. Le materie prime possono essere sostanze o miscele e, nella pratica industriale, possono contenere Non-Intentionally Added Substances, cioe sostanze non intenzionalmente aggiunte presenti come impurità o formate durante i processi di produzione e conversione.
Se tali sostanze sono potenziali migranti, devono essere oggetto di valutazione del rischio.
Le sostanze non listate presenti nelle materie prime possono essere accettate solo quando una valutazione del rischio consente di concludere la conformità ai requisiti del Regolamento (CE) n. 1935/2004.
Questo passaggio e particolarmente rilevante per inchiostri complessi, sistemi UV, resine, pigmenti, additivi e materie prime fornite come miscele, dove l’informazione chimica dettagliata non sempre e immediatamente disponibile.
Statement of Composition, TDS e informazioni lungo la supply chain
Uno degli aspetti più operativi della linea guida è il ruolo della documentazione tecnica. EuPIA richiama lo Statement of Composition, o SoC, come modello informativo destinato a fornire dettagli sui potenziali migranti presenti negli inchiostri per FCM.
Questo documento deve essere disponibile o accessibile per ogni inchiostro FCM fornito ai converter e deve permettere al converter di svolgere la propria parte di valutazione della conformità sull’imballaggio finito.
Quando un SoC copre un gruppo di prodotti, deve includere tutti i migranti derivanti dalle singole formulazioni comprese nel gruppo.
Questa precisazione ha un impatto pratico rilevante: l’accorpamento documentale non può ridurre il livello di informazione necessario per valutare il rischio. In caso contrario, il converter potrebbe basare la verifica su dati incompleti e non rappresentativi della reale composizione degli inchiostri utilizzati.
Accanto al SoC, la scheda tecnica o documentazione tecnica equivalente deve indicare l’uso appropriato dell’inchiostro, specificando se è adatto solo alla superficie non a contatto con l’alimento oppure se può essere impiegato per contatto diretto intenzionale.
Deve inoltre fornire indicazioni su applicazione, conversione e restrizioni pertinenti, ad esempio limiti legati al calore, al tempo di stoccaggio o ad altre condizioni applicative.
Migrazione, set-off e test sul materiale stampato
Le linee guida EuPIA confermano che la verifica della migrazione deve seguire un approccio progressivo. Quando calcoli worst-case, modelli di migrazione e affinamenti basati sui dati di consumo EFSA non sono sufficienti per escludere il rischio, il test reale di migrazione diventa l’unica opzione tecnicamente adeguata.
Il test deve essere progettato considerando le specificità del materiale stampato e dell’applicazione finale, non eseguito come analisi generica scollegata dallo scenario d’uso.
Per le aziende alimentari e per i converter, la criticità principale consiste nel non confondere la conformità dell’inchiostro fornito con la conformità del packaging finito.
La migrazione può essere influenzata da grammatura, spessore, substrato, strati barriera, tecnologia di stampa, energia di reticolazione, residui di solvente, contatto in bobina, condizioni di stoccaggio e natura dell’alimento.
Una valutazione seria deve quindi unire documentazione del fornitore, dati di processo, caratteristiche dell’imballaggio e, quando necessario, prove analitiche sul campione reale.
Il set-off resta un rischio particolarmente importante nei materiali stampati in bobina o impilati, perché sostanze presenti sul lato stampato possono trasferirsi al lato destinato al contatto con l’alimento.
La prevenzione richiede parametri di stampa controllati, adeguata asciugatura o reticolazione, gestione dei tempi di stoccaggio, pulizia degli impianti e segregazione dei materiali in funzione dell’uso alimentare.
Tecnologie UV e scelta dei fotoiniziatori
Per gli inchiostri UV destinati ai materiali a contatto con alimenti, la linea guida aggiornata richiama uno strumento specifico: la Suitability List of Photo-Initiators and Photosynergists for FCM. Questa lista fornisce al formulatore indicazioni per la scelta appropriata di fotoiniziatori e fotosinergizzanti e rappresenta una base tecnica per ottenere stampe UV per FCM conformi.
Nel testo divulgativo aziendale è necessario evitare formulazioni non supportate dal documento, come l’affermazione secondo cui il secondo amendment 2026 introdurrebbe nuovi limiti specifici di migrazione per i fotoiniziatori o una nuova lista positiva ampliata.
La formulazione corretta è che il documento aggiornato richiama la necessità di guidare la scelta dei fotoiniziatori attraverso lo strumento EuPIA dedicato e di verificare la sicurezza dell’applicazione finale attraverso valutazione del rischio e, se necessario, prove di migrazione.
Criteri di selezione e purezza delle materie prime
Nella linea guida EuPIA vengono riassunti i criteri generali di selezione delle materie prime e richiamata la EuPIA Charter on Raw Material Selection and Exclusion for Printing Inks and Related Products.
Tra le raccomandazioni principali, l’uso di materie prime a base di oli minerali negli inchiostri FCM non e raccomandato.
Qualora piccole quantità siano presenti come impurità o residui di processo in alcune materie prime, deve essere dimostrato che gli inchiostri non contribuiscono in modo significativo al contenuto di oli minerali nel materiale di imballaggio.
Raccomandazione di non utilizzo di pigmenti triarylmethane, detti fanal per applicazioni FCM a causa della loro elevata tendenza alla migrazione. Tali pigmenti dovrebbero essere utilizzati solo se la migrazione verso l’alimento e totalmente esclusa, mediante una barriera assoluta o attraverso un test pratico di migrazione sull’applicazione finale e nello scenario reale di utilizzo.
I requisiti generali di purezza includono la minimizzazione di nonilfenoli, altri alchilfenoli con catena C5-C9 e alchilfenoli etossilati, con limite indicativo massimo di 50 ppm nell’inchiostro FCM. Viene richiesta anche la minimizzazione delle sostanze che rilasciano acetilacetone, in particolare Titanium Acetylacetonate CAS 17927-72-9, con limite indicativo massimo di 50 ppm nell’inchiostro FCM, in ragione del potenziale genotossico riconosciuto.
Per i coloranti, la linea guida richiama specifiche tecniche puntuali. Per il carbon black occorre fare riferimento alle specifiche della Tabella 1 dell’Allegato I del Regolamento (UE) n. 10/2011, tra cui estratti in toluene inferiori allo 0,1% e benzo(a)pirene inferiore a 0,25 mg/kg.
Per i policlorobifenili è previsto un limite indicativo massimo di 25 ppm, con raccomandazione di determinazione secondo il metodo ETAD n. 229 per ottenere maggiore accuratezza e tutela del consumatore.
Sono richiamati limiti per metalli pesanti secondo AP(89)1, riguardanti antimonio, arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio e selenio.
Per alcuni pigmenti blu, verdi e viola è richiesta la minimizzazione dell’esaclorobenzene, con limite indicativo massimo di 10 ppm; per alcuni pigmenti blu è richiamato il 4-nitrobifenile, con limite indicativo massimo di 25 ppm.
Viene richiamata anche la minimizzazione di diossine e furani per determinati pigmenti, con riferimento alla normativa tedesca sulle sostanze chimiche e al Regolamento (UE) n. 1259/2011 per i livelli massimi in alimenti di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili.
Per polimeri e resine impiegati nella produzione di inchiostri FCM, devono essere rispettati i limiti di migrazione specifica per le specie monomeriche residue quando indicati nella Tabella 1 dell’Allegato I del Regolamento (UE) n. 10/2011. Il documento cita come esempio il limite di migrazione specifica di 6 mg/kg per le specie metacrilate e acrilate. Per i catalizzatori organostannici viene indicato un limite massimo indicativo di 10 ppm, coerente con il riferimento alla Direttiva europea sulla sicurezza dei giocattoli.
La linea guida è scaricabile sul sito European Printing Ink Association
Cosa deve fare un’azienda per integrare correttamente EuPIA nel sistema di gestione MOCA
L’integrazione corretta delle linee guida EuPIA nel sistema aziendale richiede una procedura documentata che colleghi qualifica dei fornitori, approvazione degli inchiostri, valutazione del rischio, gestione delle modifiche, controllo del processo di stampa e verifica del materiale finito.
La documentazione minima deve includere specifiche tecniche, SoC, TDS, valutazione NIAS e NLS, evidenze sulla selezione delle materie prime, dati relativi alla tecnologia applicativa e risultati di test quando necessari.
Nel caso di packaging destinato ad alimenti sensibili, lunghi tempi di shelf-life, elevato rapporto superficie/volume, contatto con alimenti grassi o condizioni termiche severe, la valutazione deve essere più conservativa.
L’operatore economico deve poter dimostrare perché l’inchiostro è idoneo all’uso previsto e perché il materiale finito non trasferisce sostanze in quantità tali da generare rischio per il consumatore o alterazione dell’alimento.
Per i produttori di alimenti un buon punto di partenza è quello di operare con produttori certificati secondo standard GFSI ad esempio secondo la certificazione BRCGS Packaging Materials, certificazione IFS Pack Secure, e certificazione FSSC 22000. Collaborare con organizzazioni che hanno ottenuto questi risconoscimenti, significa comunicare con attori che adottano livelli evoluti di valutazione e gestione del rischio applicato agli inchiostri.




