Il disinfestatore

L’evoluzione del disinfestatore

Il disinfestatore offre un servizio per un aspetto fondamentale inerente alla sicurezza alimentare, seppur operando in un ambito che non ha dei requisiti legali chiari, grazie alle molteplici richieste trasversali l’erogazione di questo servizio sta velocemente, e finalmente, evolvendo. Nel passato il ruolo del disinfestatore era limitato alla risoluzione del problema, una sorta di ‘pulizia’ in caso di ritrovamento di infestanti, termine pulizia non utilizzato a caso in quanto molte aziende erogatrici di tali servizi includevano, appunto, il servizio di disinfestazione o lotta a gli infestanti.

Il disinfestatore

Le richieste dei mercati internazionali, approfondite dai requisiti delle certificazioni alimentari, e la sensibilizzazione ambientale ha innescato un continuo, ma lungo, processo di miglioramento applicato al servizio del disinfestatore.

Il panorama normativo del disinfestatore

Un lungo processo di definizione e richiesta delle competenze inerenti ai servizi del disinfestatore che si suddivide tra regolamenti obbligatori e norme volontarie:

  • Nel 2010 la Uni redige la norma Iso 11381 che definisce i requisiti, volontari, da seguire per le organizzazioni che si occupano del servizio di “monitoraggio insetti” nell’industria alimentare.
  • Nel 2015 esce la norma Iso 16636 sul Pest Management, una norma organizzativa che focalizza i propri requisiti nell’erogazione del servizio, dal preventivo alla verifica dell’efficacia, e sulle competenze degli operatori.
  • Competenze del disinfestatore fondamentali in quanto con il  Reg CE biocidi 528/12 si iniziano a prendere in considerazione i prodotti ed il loro impatto sull’ambiente, fino ad arrivare definitivamente con il Reg CE 1179/16 (CLP).
  • Le richieste degli standard di certificazione alimentare GFSI, Brc, Ifs, Sqf, Fssc 22000.

I fattori comuni delle evoluzioni normative richieste al disinfestatore possono riassumersi:

  • Una gestione corretta del servizio di pest control, partendo da corrette ed attive analisi dei rischi atte a limitare l’utilizzo di sostanze nocive, come i rodenticidi tossici, da utilizzare solamente là dove necessitino e non da diventare possibili fonti di contaminazioni, alimentari, ambientali e sulle specie no target.
  • Lo studio di metodiche alternative facente parte della lotta integrata con un focus sulla prevenzione ed utilizzando la bonifica solamente qualora necessiti.
  • Una gestione efficace dei prodotti e dei dosaggi, il miglioramento dell’etichettatura, della gestione dei rifiuti e degli incidenti.
  • L’evidenza di avere un servizio gestito in maniera sistematica.
  • L’evidenza di continuo aggiornamento del disinfestatore.

Quindi possiamo affermare che in attesa che i legislatori assieme alle associazioni si muovano nei confronti di offrire dei requisiti chiari per il ruolo del disinfestatore, sta alle aziende, crescere per voler offrire ai propri clienti un servizio che tuteli le loro organizzazioni, i prodotti e l’ambiente.

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