Guanti in industria alimentare

Utilizzo dei guanti nell’industria alimentare

L’utilizzo dei guanti nell’industria alimentare, è talvolta necessario per proteggere gli alimenti da possibili contaminazioni, trasmesse dall’addetto. Ma uno scorretto utilizzo, può essere provenienza di contaminazione.

L’utilizzo di questi dispositivi, è una argomentazione che porta spesso a motivi di discussione. Tra operatori del settore, organi competenti e consumatori. I dubbi, in questo periodo, sono rafforzati dallo stato di pandemia in cui ci troviamo. Cerchiamo con questo articolo di fare un poco di chiarezza su questo argomento.

utilizzo dei guanti in industria alimentare

Iniziamo col dire che vi è una crescente minaccia di contaminazione degli alimenti dovuta dall’espandersi dei mercati. Differenti ambienti sociali, economici e tecnici infatti possono scaturire in contaminazioni che generano focolai.

La contaminazione crociata, il non rispetto delle fasi di processo abbattenti o di mantenimento, o di efficaci norme igieniche comportamentali degli operatori, sono i problemi più comuni che portano a quanto sopra.

Una delle soluzioni per queste criticità, e più volte stata quella di far utilizzare i guanti. Pensando di proteggere l’alimento dalla possibile contaminazione delle mani.

Proprio per questo ci concentreremo, in questo articolo, sull’aspetto del corretto utilizzo dei guanti in industria alimentare, a prevenzione della contaminazione alimentare. Che potrebbe far insorgere prolificazioni, pericolose per la salute del consumatore. Azione che rientra nelle norme igienico comportamentali che dovrebbero essere implementate nelle organizzazioni della filiera alimentare.

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Utilizzo dei guanti in industria alimentare: perché può essere pericoloso?

Come abbiamo visto spesso l’utilizzo dei guanti nell’industria alimentare, è attribuito ad una forma di prevenzione delle contaminazioni sul prodotto, provenienti dalle mani dell’operatore.

Le mani contaminate possono trasferire batteri e virus. Verrebbe quindi naturale dire che, l’utilizzo dei guanti in industria alimentare, e nella vita odierna di tutti i giorni adesso, risolverebbe questa criticità.

Ma non è così!! In quanto, anche quella dei guanti, come superficie a contatto, una volta contaminata, può essere trasportatrice di batteri e virus come le mani. Infatti il problema non sono le mani di per sé. Ma una cattiva igiene della superficie a contatto, che sia dei guanti o della mano.

Tra gli errori più gravi possiamo trovare:

  • Utilizzare i medesimi guanti per manipolare prodotti crudi/cotti o sporchi/puliti;
  • Manipolare alimenti con i medesimi con cui abbiamo sanificato;
  • Andare in bagno senza toglierli e sostituirli all’ingresso;
  • Toccare il bidone dei rifiuti o maniglie e non sosstituirli;
  • Starnutire o altre attività, senza gettarli e cambiarli.

Utilizzo dei quanti: perché è importante comportarsi correttamente?

Il comportamento corretto, che un’addetto alla manipolazione degli alimenti, dovrebbe tenere per l’utilizzo di questi presidi, deve basarsi su una definisione dei prerequisiti di base e su una defini analisi dei rischi. Questa valutazione, in primis, deve dimostrare che sia necessario l’utilizzo dei guanti. Definirne le tipologie, le metodiche di utilizzo, le accettabilità e la frequenza di cambio.

Per esempio quando si lavorano degli alimenti ready to eat. Prodotti che non subiranno, prima del consumo, nessun trattamento di cottura. Oppure quando particolari alimenti, possono essere relativamente sensibili al tatto della pelle.

Facciamo degli esempi. Un’azienda che opera nel settore carne o pesce il consumare crudo o tale e quale, deve utilizzare i guanti. Mah a senso l’utilizzo del medesimo guanto da parte di un operatore che si occupa di rompere le uova e poi cucinarle? Oppure che sta al bancone di un negozio, e con il medesimo guanto taglia il prosciutto e tocca i soldi?

Oppure…Al giorno di oggi. Uscire con mascherina e guanti. Ma se con i guanti tocco di tutto, e magari non definisco le modalità di ‘svestizione’, non posso correre il rischio di essere portatore tramite i guanti? O contaminarmi togliendo la mascherina, e toccandomi con un guanto contaminato?

Sono semplici esempi, che fanno comprendere, che è più importante definire delle norme igienico sanitarie coerenti ai rischi. I guanti possono aiutare certo. Ma l’utilizzo deve essere inserito, in una gestione comportamentale, che li faccia sostituire tutte le volte che si tocchino cose possibilmente contaminate, o quando necessiti.

Come, è altrettanto fondamentale, inserire nella procedura di gestione, anche il lavaggio delle mani efficace. Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi sull’utilizzo dei guanti in industria alimentare vediamone i principali:

Utilizzo dei guanti: quali sono i vantaggi?

  • Genera sicurezza nei confronti dei clienti ed organi;
  • Offre una maggiore sicurezza per la prevenzione della contaminazione crociata;
  • Utilizzo semplice nei casi di persone ferite e o che posano presentare rischi;
  • Facile utilizzo perché non necessitano formazioni specifiche;
  • Miglioramento della sensibilità, presa e protezione per alcune tipologie di usi.

Utilizzo dei guanti: quali sono gli svantaggi?

  • Una falsa sensazione di protezione che può sfociare in comportamenti non adeguatamente corretti al pericolo;
  • La corretta selezione di guanti non idonei può portare una contaminazione per gli alimenti da sostanze di migrazione;
  • Una errato uso può portare a contaminazioni fisiche in caso di rotture e microbiologiche per non rispetto di procedure di sostituzione tra i vari alimenti, fasi e aree aziendali;
  • Contaminazioni dovute ad errate sanificazioni dei guanti in caso di prodotti riutilizzabili;
  • Possibili sensibilità di utilizzo da parte degli operatori;
  • Costi per le organizzazioni;
  • Impatti ambientali per lo smaltimento di questi materiali perché sono monouso;
  • La selezione errata della misura ed ergonomia può generare infortuni degli addetti.

Utilizzo dei guanti in industria alimentare: cosa devi fare?

L’organizzazione, quando definirà i pre requisiti di base per la sicurezza alimentare, dovrà considerare se sia necessario l’utilizzo dei quanti, e non fermarsi nel dire che ci sono i guanti e basta. Nelle norme igienico comportamentali dovranno quindi essere presenti almeno i seguenti aspetti:

  • Effettuare una valutazione dei rischi che tenga conto degli alimenti, delle fasi di processo e delle aree di rischio. Una utile guida la fornisce lo standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC. Da questa scaturirà la necessità o meno di integrare la necessità dell’utilizzo dei guanti nell’industria alimentare;
  • Le modalità e la selezione, approvazione dei guanti più idonei ai prodotti, alle fasi di lavorazione ed agli ambienti di lavoro. Selezione che dovrà tenere conto dei requisiti di legge per i materiali a contatto secondo i Reg 1935 e Reg CE 10;
  • Dovranno essere individuati oltre alle tipologie di materiali anche colori differenti in caso ci sia la possibilità di errato uso ed il sistema di segnalazione in caso questo avvenga;
  • Definire le modalità che devono essere seguite per la vestizione e svestizione dei guanti. Le organizzazioni che abbiano implementato e certificato uno standard internazionale per la sicurezza alimentare GFSI implementeranno questo aspetto nei requisiti di ingresso nelle aree;
  • Definire i limiti di accettabilità e le modalità di sostituzione dei guanti;
  • Definire le responsabilità di monitoraggio dello stato igienico dei guanti utilizzati;
  • Inserire i requisiti nel piano di formazione aziendale classico e negli incontri per la cultura della sicurezza alimentare;
  • Inserire dei campionamenti ambientali anche sui guanti durante l’utilizzo nel piano di analisi;
  • Valutare la possibilità di definire degli obiettivi ed indicatori specifici a da discutere in sede di riesame della direzione;
  • Definire le modalità di smaltimento di questi prodotti che non possano arrecare possibili contaminazioni e o impatti ambientali.

Consigliamo a tutte le organizzazioni, quindi di non fermarsi ad una protezione affidata all’utilizzo dei guanti nell’industria alimentare. Va valutare la necessità di utilizzo, talvolta obbligatoria, assieme ad efficaci processi di sanificazione delle mani e sostituzione degli stessi presidi.

Per non incorrere in contaminazioni crociate, che possono avere un impatto disastroso nell’organizzazione, e portare anche ad una attivazione della procedura di ritiro richiamo del prodotto.

Utilizzo dei guanti nella vita di tutti i giorni: che cosa devi sapere?

E nella vita di tutti i giorni? Nella vita di tutti i giorni valgono i medesimi principi. E’ totalmente inutile portare gli stessi guanti come prevenzione della contaminazione. Tendenzialmente quando si fanno cose diverse andrebbero sostituiti.  Soprattutto quando ci troviamo fuori casa. Utilizzando semplici regole:

  • Togliere i guanti e gettarli nell’apposito contenitore dei rifiuti secondo tipologia;
  • Lavarsi le mani abbondantemente con acqua calda e sanificante;
  • Togliere la mascherina;
  • Lavarsi di nuovo le mani come sopra. Questa fase viene effettuata perché prevenire la contaminazione in caso la mascherina sia contaminata. Possiamo effettuare un solo lavaggio, il secondo, in caso che non si tocchi il viso nel togliere la mascherina;
  • In caso di positività, gettare guanti e mascherine non direttamente nell’indifferenziata, ma avvolgendoli due volte, per la protezione anche del personale che si occuperà della raccolta e smaltimento.

Guanti da smaltire dove dovrebbero essere gettati?

L’utilizzo massiccio di questi dispositivi, così, come quello delle mascherine, sarà un’impatto ambientale da gestire. Proprio nel momento in cui le politiche internazionali, muovevano importanti passi a favore della transizione ecologica, dell’economia circolare, e contrasto del cambio climatico.

Come DPI di materiale plastico, questi materiali dovrebbero essere gettati nei contenitori definiti per questi rifiuti. Ma questo non sarà sufficiente. Dovranno essere definiti contenitori specifici, ed identificati con il codice CER di riferimento.

Il codice CER, Catalogo Europeo del Rifiuti, è un identificativo numerico, composto da 6 cifre, raggruppare in coppie, di identificazione a livello comunitario della tipologia di rifiuto.

L’identificazione, non deve essere solamente effettuata nei contenitori interri, collocati in aree strategiche per la loro raccolta. Ma deve essere riportata, con la corretta modalità di fruizione da parte del trasportatore e smaltitore.

Per approfondire, ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha reso fruibili, delle importanti linee guida, consultabile a questa pagina.

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