Le certificazioni per il comparto logistico, sono riconoscimenti volontari rilasciate da un organismo terzo, che evidenziano la conformità delle organizzazioni di logistica, rispetto a norme e standard di certificazione.
Un biglietto da visita necessario per dimostrare agli stakeholder il tuo livello di efficienza e professionalità rispondendo alle richieste che provengono dai mercati.

Se operi in questo settore l’ottenimento di queste attestazioni volontarie necessarie come assicurazione qualità è divenuto un prerequisito di qualifica. Grazie a queste certificazioni potrai aumentare la tua reputazione e ampliare il tuo volume di affari.
Il settore logistico alimentare in Italia e in Europa ha attraversato un’evoluzione strutturale resa evidente dall’aumento dei flussi commerciali, dall’innovazione tecnologica e dall’adozione di normative sempre più orientate alla tutela della sicurezza del consumatore.
La gestione di prodotti deperibili, l’estensione delle catene di distribuzione e la crescente integrazione tra operatori hanno trasformato la logistica in un elemento strategico della competitività delle imprese alimentari, richiedendo criteri di controllo molto più rigorosi rispetto al passato.
Gli operatori sono oggi chiamati a dimostrare il pieno presidio dei processi, dalla conservazione alla movimentazione, assicurando continuità operativa, tracciabilità e protezione dell’integrità del prodotto lungo tutto il percorso distributivo.
Per esempio a quelle della grande distribuzione organizzata, oppure ai grandi canali internazionali. Il comparto logistico, riveste un ruolo un ruolo importante correlato a tutti i settori aziendali.
La tipologia di servizio può variare da nazione a nazione. Per esempio, in Italia, vista la sua estensione e conformazione, è il trasporto su gomma, a fare la voce da padrone.
Perché son importanti le certificazioni per il settore logistico?
Le certificazioni per il settore logistico, sono importanti per assicurare le capacità di erogare il servizio, rispettando molteplici requisiti.
Infatti, senza la costruzione di una filiera efficiente, sarà inutile che un’azienda produttrice produca in compliance con i requisiti, rispettando modalità e tempi di consegna. Se il fornitore di servizi esterni non applichi la medesima attenzione.
Un fornitore di servizi logistici che opera nel settore alimentare e del packaging deve dimostrare, con evidenze documentate e verificabili, di gestire in modo strutturato tutte le attività di stoccaggio, trasporto e distribuzione, garantendo sicurezza, qualità e conformità normativa lungo l’intera catena logistica.
Nella fattispecie uno standard di certificazione per il settore logistico permette di ottenere un alto livello di gestione dei requisiti, assicurando che i mesi gestiti non perdano conformità e che il servizio venga erogato nei modi e tempi previsti. Vediamo alcuni requisiti generali:
- Responsabilità della direzione e sistema di gestione. Il fornitore deve disporre di un sistema di gestione documentato che includa politica aziendale, obiettivi misurabili, riesami periodici e responsabilità chiaramente definite. La direzione deve garantire risorse, formazione e supervisione adeguate, nonché la piena conformità normativa, comprese le legislazioni alimentari e MOCA applicabili.
- Valutazione dei rischi HACCP o HARPC. Implementazione di un piano di gestione dei rischi alimentari (biologici, chimici, fisici, radiologici, allergenici) HACCP/HARPC completo e aggiornato, conforme ai principi del Codex Alimentarius. Considerando tutte le fasi, ad esempio: stoccaggio, movimentazione, trasporto, cross-contaminazion, gestione dell’integrità dei pallet e degli imballi, rischi ambientali e infestanti.
- Strutture, ambienti di lavoro e gestione delle attrezzature. L’operatore deve assicurare che magazzini, aree di carico/scarico, celle frigorifere e mezzi di trasporto mantengano condizioni idonee alla sicurezza degli alimenti. Ad esempio: controllo delle temperature, pulizia e sanificazione documentata, manutenzione preventiva, tarature degli strumenti, materiali compatibili con uso alimentare (MOCA), prevenzione delle contaminazioni fisiche, chimiche e microbiologiche.
- Gestione del prodotto e processo: ricevimento, stoccaggio, picking, spedizione. Ogni fase logistica deve essere governata da procedure operative approvate, con gestione puntuale dell’integrità del prodotto, identificazione, segregazione di merci non conformi, controllo delle date, rotazione delle scorte e monitoraggi reali dei parametri critici.
- Misurazione, analisi, tracciabilità e gestione delle non conformità. Capacità di rintracciare rapidamente ogni lotto (test di tracciabilità almeno annuali), gestione strutturata di non conformità, reclami e azioni correttive, raccolta dati su KPI critici per customer service, integrità e sicurezza, gestione dei richiami e ritiri, attività di audit interno e di ispezione.
- Personale, igiene e formazione. Il personale deve essere formato, monitorato e dotato di requisiti igienici e di sicurezza adeguati al rischio associato.
- Protezione contro i rischi intenzionali (Food Defense) e vulnerabilità (Food Fraud). deve essere adottato un piano Food Defense con analisi delle aree sensibili, accessi e minacce interne/esterne. Un piano di valutazione delle vulnerabilità economiche (Food Fraud) definendo misure di mitigazione proporzionate al rischio.
- Gestione dei fornitori e degli appaltatori. Il fornitore logistico deve qualificare i propri trasportatori in subappalto, siti terzi, società di sanificazione, operatori di pest control, fornitori di imballaggi e materiali a contatto, laboratori di taratura, etc.
Tutto questo denota quanto sia importante affidarsi ad un fornitore certificato secondo standard GFSI per il comparto logistico.
Esternalizzazione dei servizi logistici da parte di delle aziende alimentari
Ma perché affidarsi a un fornitore esterno? Risposta molto semplice. Perché per il comparto logistico necessitano competenze specifiche e flessibilità che difficilmente potrebbero essere gestite da un produttore.
Sono ormai poche, le organizzazioni, che abbiano mantenuto un comparto logistico di proprietà. Organizzazione, costi dei mezzi, delle risorse umane, hanno fatto prendere strategie aziendali, che preferivano l’utilizzo di un fornitore esterno.
La logistica moderna richiede infrastrutture, tecnologie e competenze che spesso eccedono ciò che un’impresa può o desidera sviluppare internamente.
Esternalizzare permette di accedere a strutture adeguate, dotazioni avanzate e personale qualificato senza sostenere gli ingenti costi di investimento necessari per gestire magazzini, flotte, sistemi informatici e processi complessi.
I produttori che si affidano a operatori logistici specializzati ottengono un elevato livello di affidabilità, con metodologie strutturate per la gestione dei rischi, la protezione dei prodotti e il rispetto delle normative alimentari e MOCA.
L’esternalizzazione offre una maggiore flessibilità operativa. I volumi alimentari possono variare in modo significativo in base alla stagionalità, alle condizioni di mercato o a esigenze improvvise della rete commerciale.
Un operatore logistico terzo può modulare rapidamente risorse, spazi e mezzi, garantendo un livello di servizio continuo e adattabile senza vincoli strutturali.
Affidarsi a un partner logistico qualificato significa quindi integrare competenze specialistiche, garantire conformità normativa e aumentare la resilienza della propria supply chain, concentrando le risorse interne sul core business e migliorando al tempo stesso la qualità complessiva del servizio offerto al mercato.
Di cosa si occupa un’organizzazione logistica?
Un’organizzazione che opera nel comparto logistico, è una realtà che è legata con un contratto con aziende che possono appartenere ai produttori, trasformatori, fino alle realtà di vendita finale. Possono essere realtà composte da singole proprietà, oppure da grandi gruppi. Nel loro operato possono occuparsi di:
- Ogni tipologia di trasporto, su gomma, ferro, nave, o aereo;
- Movimentazione di merci nelle stesse aziende per i quali opera;
- Servizi di piattaforma commerciale;
- Cross Docking e ultimo miglio;
- Vari servizi come ri etichettatura, pallettizzazione, stoccaggio ambiente, congelamento, e stoccaggio refrigerato.
Il comparto è veramente molto frastagliato, ed è per questo che è importante bene, all’atto della qualifica la definizione di un chiaro contratto con i requisiti da definire.
Che possono comprendere, tracciabilità, sicurezza e igiene alimentare, salute e sicurezza sul lavoro, sostenibilità ambientale e socio economica, food defense e food fraud.
Maggiori certificazioni per il settore logistico
Ci sono strumenti che possono esserti utili per l’organizzazione del tuo operato, e per qualificarti più velocemente sui mercati.
Questi strumenti sono le certificazioni per il comparto logistico. Alcune che hanno una definizione più generica e organizzativa, molto importante però. Alcune sono più cucite addosso al comparto logistico.
Vediamo in primi si sistemi di gestione. I sistemi di gestione, sono l’insieme di requisiti che deve seguire la tua organizzazione per poter assicurare il raggiungimento di un obiettivo, focus della norma specifica, nel tempo. Vediamole:
- Certificazione per la qualità ISO 9001. Questa è la madre delle norme per la qualità e l’organizzazione aziendale. Grazie a questa norma darai una struttura alla tua realtà. Approccio per processi, ricerca della massima soddisfazione dei clienti, sono solo alcuni dei punti chiavi dell’adozione di un sistema di gestione per la qualità;
- Certificazione ambientale ISO 14001. La norma ambientale per antonomasia, che definisce i requisiti di un sistema di gestione ambientale, molto utile per poter monitorare i tuoi impatti, e agire in ottica di transizione ecologica;
- Certificazione salute e sicurezza ISO 45001. I requisiti definiti per un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro, strumento fondamentale per prevenire gli infortuni in azienda. E godere di benefici assicurati;
- Certificazione sicurezza ISO 28000. La norma che definisce i requisiti per un sistema di sicurezza per la supplychain;
- Certificazione sicurezza alimentare ISO 22000. La base dei sistemi di gestione alimentare, da norma da cui partire per aprirsi questo mercato;
- Certificazione tracciabilità di filiera ISO 22005. Il sistema di gestione per la tracciabilità di filiera, ti permetterà di entrare come attore nelle filiere italiane dei prodotti.
I punti comuni di queste norme, sono l’adozione dei principi del pensiero sul rischio, e del miglioramento continuo.
Certificazioni per il comparto logistico della GDO
In ambito di grande distribuzione, sono andati ben oltre alle norme viste sopra. Avendo esigenza di avere evidenze maggiori, in quanto molti dei prodotti venduti nelle loro catene, sono dei private label, prodotti da altri produttori a loro marchio. I mondi più grandi della GDO, hanno redatto due standard specifici per questo settore:
- Standard di certificazione BRCGS Storage and Distribution. Lo standard di requisiti nato dalla grande distribuzione organizzata di stampo anglosassone, per gli alimenti, i materiali di confezionamento, della cura della persona e della casa. Uno standard fondamentale post Brexit;
- Standard di certificazione IFS Logistics. Il gemello di quello sopra, ma nato dalla GDO tedesca, franco belga e richiesto anche da quella italiana.
Molto importante a livello internazionale, è anche la certificazione FSSC 22000, che in questo caso nasce da una fondazione composta dai più grandi produttori globali.
Che richiede l’implementazione della norma vista sopra ISO 22000, assieme allo standard tecnico per i prerequisiti ISO 22002, e richieste del GFSI.
Altra attestazione importante un questo ambito è entrare nella catena di custodia Global Gap, come fornitore di logistica.
Queste viste in questo paragrafo sono attestazioni importanti per quelle realtà che prestano servizi in ambito alimentare, e sono riconosciute dal GFSI, Global Food Safety Initiative.
Oltre che la struttura gestionale organizzativa, questo standard di certificazione per il comparto logistico, richiedono un focus sulla sicurezza, qualità e legalità alimentare. Invitiamo a visionare le pagine singole per le norme, per approfondirne i requisiti.
Certificazione AEO: cos’è?
La certificazione AEO, Authorised Economic Operator, identifica l’affidabilità di un operatore economico autorizzato per i rapporti tra azienda e dogana. I criteri valutati da questo riconoscimento sono:
- Conformità alla normativa doganale;
- Sistema di contabilità soddisfacente;
- Solvibilità e standard di sicurezza adeguato;
La certificazione AEO, consente alle aziende di ottenere procedure semplificate per i controlli doganali legati alla sicurezza e/o semplificazioni secondo la normativa doganale. Esistono tre tipologie di attestazioni in questo ambito:
- AEOC. Per le semplificazioni doganali;
- AEOS. In ambito di sicurezza;
- AEOC – AEOS. Autorizzazione combinata per le semplificazioni doganali e sicurezza.
Consulenza Certificazioni per il comparto logistico: i nostri servizi
Sistemi & Consulenze, può seguire la tua organizzazione del comparto logistico lungo tutto il processo di selezione e raggiungimento di una delle sopra riportate norme e standard di certificazione, assistendoti con servizi mirati di consulenza certificazioni per il comparto logistico:
- Valutazione iniziale dello stato aziendale;
- Selezione della o delle norme e standard da implementare;
- Definizione di un piano di lavoro;
- Implementazione dei requisiti;
- Formazione delle risorse;
- Effettuazione audit interni e presso fornitori;
- Riesame della direzione;
- Assistenza nella selezione dell’organismo di certificazione per la valutazione;
- Risoluzione delle deviazioni rilevate durante l’audit per l’ottenimento del certificato;
- Mantenimento dei requisiti.
Ultima Modifica by Federico Pucci




