Che cosa sono i circuiti interlaboratorio?

I circuiti interlaboratorio consistono in prove di comparazione svolte tra più laboratori atte alla verifica della capacità di questi ultimi di fornire risultati di test affidabili. Generalmente suddiviso in due fasi, la prima definita prova di competenza mentre la seconda studio di convalida del metodo collaborativo.

circuiti interlaboratorio

In poche parole, si mettono in compartecipazione le competenze ed i metodi tra laboratori là dove non vi sia un metodo certo o che debba essere ancora riconosciuto.

Si tratta, quindi, di valutazioni della performance di un laboratorio secondo certi criteri tramite confronto con altri laboratori. Tali confronti vengono gestiti da enti accreditati secondo la norma ISO/IEC 17043, noti anche come PTP (Proficiency Testing Providers).

In pratica, laboratori accreditati diversi effettuano test riconosciuti da specifici protocolli operativi (Proficiency Testing – PT) su materiali identici o similari valutando determinati criteri oggettivi prestabiliti.

Il mondo dei laboratori accreditati, è una realtà molto vasta, ne dimostrano la complessità i requisiti inerenti al principio di terzietà e sull’incertezza di misura.

Se sei interessato a raggiungere il riconoscimento della tua struttura puoi visitare questa pagina, in questo articolo cercheremo di approfondire la tematica dei circuiti interlaboratorio.

Perché sono importanti i circuiti interlaboratorio?

Un laboratorio non è solamente un luogo dove vengono effettuati dei test analitici o delle prove. I laboratori effettuano anche e soprattutto attività di ricerca. Ed è ovvio che in ambito di ricerca o di evoluzione di processo non ci possano essere sempre dei metodi riconosciuti da norme tecniche.

Grazie a queste prove interlaboratorio valutative il laboratorio accreditato (di prova, medico, di taratura) ha la possibilità di confrontare statisticamente la propria attività con quella degli altri. Da questi test potrà risultare una conferma di affidabilità delle performance oppure l’esigenza di indagare su eventuali problematiche.

Dopo la prima valutazione, è necessaria una verifica periodica (indipendente, obiettiva e documentata) della qualità dei test di routine effettuati. Partecipare ai circuiti interlaboratorio significa disporre di un adeguato strumento di autovalutazione ed autocontrollo in grado di migliorare costantemente le performance dei servizi forniti.

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Circuiti interlaboratorio: cosa sono e a cosa servono, obiettivi, vantaggi

Gli obiettivi individuati dallo standard internazionale ISO/IEC 17043 per le prove valutative interlaboratorio accreditate sono i seguenti:

  • valutazione dei test e monitoraggio delle performance dei laboratori a livello costante;
  • individuazione dei problemi (ad esempio, procedure di prova o misurazione inadeguate, carenze di formazione del personale o nella taratura delle apparecchiature) ed implementazione di azioni per migliorare le prestazioni;
  • definizione dell’efficacia e della comparabilità dei metodi di misurazione e prova;
  • attendibilità delle prestazioni fornite;
  • garanzia di una maggiore affidabilità e di qualità a clienti, fornitori, enti di controllo, autorità di regolamentazione, enti di accreditamento;
  • formazione dei laboratori che partecipano ai sistemi PT in base ai risultati ottenuti dai confronti;
  • possibilità di convalidare le dichiarazioni dell’incertezza.

I criteri di partecipazione ai circuiti interlaboratorio

La partecipazione a test valutativi interlaboratorio va pianificata con cura dal laboratorio accreditato per garantire la qualità dei risultati. Lo schema di Proficiency Testing a cui partecipa deve essere simile il più possibile alle attività ed operazioni svolte solitamente dal laboratorio a livello di campioni e tipi di misura, materiali di prova.

L’analisi dei risultati delle prove interlaboratorio rientra nel riesame del sistema di gestione della qualità: fornisce al laboratorio informazioni sulla conformità delle performance indicando eventuali problematiche che richiedono azioni correttive.

In fase di valutazione dei risultati, bisogna considerare l’incertezza della misurazione, specie in rapporto a risultati non conformi a livello statistico, ottenuti ripetutamente. In questo caso, sarà necessario mettere in campo un processo di ricerca di possibili fonti di errore sfuggite all’osservazione. Il laboratorio deve dimostrare di implementare le azioni preventive e correttive necessarie.

Partecipare volontariamente ai circuiti interlaboratorio a livello internazionale consente al laboratorio di avere il controllo dei processi e di garantire la bontà dei numeri certificati. Ricordiamo che, negli ultimi anni, ACCREDIA ha imposto ai laboratori accreditati la partecipazione ai circuiti interlaboratorio.

Piano di attività del laboratorio prove

Il laboratorio deve disporre di procedure di controllo della qualità per monitorare la validità di prove e tarature eseguite. Il monitoraggio va pianificato e riesaminato.

Per dimostrare la propria competenza tecnica e la conformità ai requisiti della norma ISO/IEC 17043, i laboratori devono partecipare ad un numero sufficiente di confronti interlaboratorio. La frequenza di partecipazione deve essere stabilita dal laboratorio in base ai rischi connessi ad eventuali risultati negativi. Il piano di attività deve contenere specifici dati, tra cui:

  • nome del laboratorio accreditato;
  • numero di accreditamento;
  • data di emissione;
  • criteri di riferimento;
  • frequenza di partecipazione e criteri della scelta;
  • modalità e scelta dei sistemi PT;
  • parametri utilizzati;
  • responsabile delle prove valutative;
  • date di esecuzione e periodicità;
  • risultati della valutazione e loro utilizzo;
  • azioni preventive e correttive con valutazione della loro efficacia.

Tutte le attività inerenti alla partecipazione ai circuiti interlaboratorio, verranno valutate durante le verifiche di accreditamento, mantenimento ed estensione da parte di Accredia.

Se sei interessato a raggiungere l’accreditamento come laboratorio prove della tua organizzazione.

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