Idrocarburi policiclici aromatici: cosa sono?

IPA: Idrocarburi policiclici aromatici

Gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) o PAH (dall’acronimo inglese di polycyclic aromatic hydrocarbons) sono composti organici, che si possono formare nei processi di combustione, totale o parziale, costituiti da due o più anelli aromatici condensati tra loro.

Che cosa sono gli idrocarburi policiclici aromatici

Sono molecole organiche binarie, costituite da due atomi: carbonio e idrogeno. Le molecole generalmente planari degli IPA sono formate da un gruppo di atomi di carbonio ibridati sp2 legati tra loro in anelli condensati. Possono essere gassosi, solidi o liquidi.

Ne esistono oltre 100 tipi ma soltanto alcuni sono particolarmente dannosi per l’uomo e per gli animali.

Sono presenti nell’atmosfera: derivano dalla combustione incompleta di materiale organico, dall’uso di gas, olio combustibile, legno e carbone per la produzione di energia. Gran parte degli IPA sono anche fluorescenti: emettono lunghezze d’onda caratteristiche quando sono eccitati.

Le fonti principali di queste sostanze sono le emissioni veicolari (gas di scarico delle auto, evaporazione dai serbatoi o dalla rete di distribuzione), impianti termici, centrali termoelettriche ed inceneritori. Rappresentano una componente preoccupante del particolato atmosferico: aderiscono superficialmente alle particelle sospese nell’aria.

Idrocarburi policiclici aromatici: prodotti industriali e cottura dei cibi

Gli idrocarburi policiclici aromatici derivano da numerose attività industriali: raffinerie, industrie chimiche e plastiche, lavorazione di metalli, cartiere, inceneritori, depositi di sostanze tossiche, ecc.

Gli IPA possono essere liberati da rifiuti, fumo di tabacco, incenso, legna, carbonella, grassi, prodotti anche attraverso tipi di cottura violenta dei cibi (affumicati, fritti, cotti alla brace) oppure si riscontrano su frutta e verdura a seguito della deposizione atmosferica in zone inquinate. Possono derivare anche dall’asfalto, bitume, catrame, da emissioni naturali (incendi, eruzioni vulcaniche), dai sistemi di riscaldamento che sfruttano carbone e legna. Si ritrovano naturalmente nel carbon fossile e nel petrolio.

Rispetto ad altri inquinanti, questi ultimi, sono presenti in atmosfera in quantità minori; negli ultimi anni, la loro concentrazione tende a ridursi grazie all’utilizzo di convertitori catalitici ed all’impiego sempre più ridotto di legno e carbone quali fonti di energia. Anche in ambito industriale migliorano le tecnologie ed i controlli delle emissioni dei fumi.

I limiti di legge per gli alimenti sono definiti dal Reg CE 835/2011, recentemente aggiornato dal Reg CE 1255/2020, per i prodotto come polveri vegetali utilizzate per la preparazione di bevande.

Anche in questo caso, viene considerato un peicolo emergente, non che non esistesse prima, come quello inerente all’ossido etilene, ed al fipronil, di cui tenere conto dutante la valutazione dei rischi, per la sicurezza e certificazione alimentare.

IPA: effetti dannosi sulla salute e sull’ambiente

Gli idrocarburi policiclici aromatici sono associati alle polveri sospese: sono presenti nell’aerosol, equiparati alle particelle con diametro minore di 2 micron. Sono, perciò, capaci di raggiungere con facilità la regione alveolare del polmone, sangue e tessuti. Queste sostanze, non si limitano ad irritare gola, naso ed occhi: le loro proprietà mutagene e cancerogene sono note.

Nel 1987, questi idrocarburi, sono stati inseriti dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) nelle classi 2A o 2B (potenziali cancerogeni per l’essere umano). Nel 2008, il benzo(a)pirene è stato riclassificato nel gruppo 1 come sostanza cancerogena per l’uomo.

E’ necessario evitare o ridurre la cottura alla brace, l’affumicatura, la frittura eccessiva di grasso: diversi studi clinici hanno dimostrato la correlazione tra IPA alimentari e rischio tumore dell’esofago, stomaco, intestino e fegato. La concentrazione di BaP – Benzo(a)Pirene viene usata come indice del potenziale cancerogeno degli IPA.

Nell’ambiente, contribuiscono allo smog fotochimico. Questi idrocarburi definiti leggeri (naftalene e fluorene), essendo più solubili in acqua, possono inquinare le falde sotterranee. Sono tossici per alcuni organismi acquatici ed uccelli, contaminano anche i raccolti agricoli.

Gli idrocarburi policiclici aromatici più dannosi per l’uomo e per gli animali

I due idrocarburi aromatici policiclici più cancerogeni sono il benzoEpirene ed il benzoApirene (presenti nel catrame, asfalto e bitume), ma anche quelli presenti nei cibi incidono in modo significativo sulla salute dell’organismo. Fra i cancerogeni certi, ritroviamo agenti ad alto contenuto di IPA come il fumo di tabacco, i processi per gasificare i carboni, la distillazione di catrami minerali, la produzione di coke.

Ne esistono oltre 100 tipologie diverse, ma gli IPA più dannosi per l’uomo e per gli animali, oltre al benzoEpirene ed al benzoApirene, sono i seguenti:

  • Acenaftene;
  • Acenaftilene;
  • Antracene;
  • Benzo(a)antracene;
  • Dibenzo(a,h)antracene.

IPA: quali alimenti sono a rischio di presenza?

I seguenti alimenti potrebbero contenere queste sostanze fuori i limiti definiti dalla legge:

  • Molluschi bivalvi che accumulano IPA dall’acqua di mare e dai sedimenti durante la loro vita;
  • Prodotti di vario genere affumicati;
  • Prodotti a base di carne cotta alla brace;
  • Alimenti essiccati, comprese le spezie, la frutta secca, gli integratori a base di piante o alghe.

Personalmente, consideriamo questo pericolo chimico, in molte delle attività clienti. E per assicurare la salute ai consumatori, inseriamo test analitici, sui prodotti finiti, ogni qual volta, o il processo lo richiede, o la valutazione dei rischi su materie prime e fornitori, identifica provenienze da paesi, dove i processi di essiccazzione, disidratazione ed affumicamento non sono cosi certi o industrializzati.

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