La valutazione del rischio rumore nei call center

Si sente parlare delle tematiche sulla salute e sicurezza sul lavoro in ambito industriale, edile, agricolo, là dove vi è una percezione del rischio molto importante, ma è di grande importanza saper individuare e valutare anche i rischi nelle attività di contesti che a prima vista non possono sembrare impattanti, come per esempio la valutazione del rumore nelle aziende che si occupano di call center.

Come ci illustra il nostro collaboratore Ing Fabio Rosito, la valutazione del rischio rumore, è una delle valutazioni obbligatorie da effettuare nelle organizzazioni dove l’esposizione a tale rischio è determinata da sorgenti quali attrezzature, impianti, sorgenti multiple. L’aggiornamento di tali valutazioni, secondo il DLgs 81 comma 2 deve essere effettuato seguendo i principi:

  • Periodici ogni 4 anni;
  • In caso di sostituzione, modifiche delle attrezzature, ambienti e strutture aziendali;
  • Nel caso in cui il medico competente lo reputi necessario a seguito di malattie professionali o rilievi di mutati stati sanitari degli operatori.

La valutazione del rischio rumore viene effettuata con delle attrezzature, tarate, denominate fonometri, tuttavia, esistono dei contesti aziendali dove l’esposizione al rumore deriva da sorgenti prossime all’orecchio che, con gli approcci e strumenti convenzionali, risultano non misurabili come per esempio per gli operatori dei call center e o addetti che effettuano mansioni similari nelle organizzazioni. Parlando di organizzazioni che offrono dei servizi di call center, il singolo operatore è sposto al rumore derivato da due elementi:

  1. Rumore ambientale, legato alla presenza degli altri addetti con cui si condivide l’ambiente di lavoro che, spesso è un open space con ampie superfici, un numero elevato di lavoratori e non sempre adeguatamente suddiviso;
  2. Rumore strumentale, emissione sonora proveniente dallo strumento di lavoro, cuffia, che si trovano prossime all’orecchio e, soprattutto, generano immettendo in un contesto molto angusto dove, quindi, le condizioni acustiche sono molto differenti.

La normativa per l’esposizione al rischio rumore

La determinazione del livello di esposizione al rumore avviene, comunque, come previsto dalle norme internazionali UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011. In questo caso, le modalità di misura e la strumentazione da impiegare per la misurazione e rilevamento dell’emissione sonora, è specifica, come definito nella norma internazionale UNI/TR 11450, che riporta le informazioni utili ad individuare la strumentazione adatta per la misurazione del rumore nei casi in cui le sorgenti sonore siano prossime all’orecchio dell’operatore che, pertanto, non possono essere misurate con l’uso di fonometri tradizionali.

Il Technical Report ha come obiettivo:

  1. la misurazione del livello di rumore da sorgenti prossime che non possono essere misurate con strumentazione tradizionale;
  2. convertire il valore misurato, tenendo conto della distanza dall’orecchio e dalla ridotta dimensione dell’area in cui viene emesso il rumore direttamente, in valore confrontabile con quanto viene misurato normalmente nel definire l’esposizione dei lavoratori al rumore.

Il Technical Report prevede tre possibili tecniche:

  1. Metodo MIRE (UNI EN ISO 11904-1) che prevede l’uso di un microfono in miniatura che viene inserito all’interno del condotto uditivo dell’operatore;
  2. Metodo del manichino (UNI EN ISO 11904-2) dove una cuffia, sdoppiata rispetto a quella indossata contemporaneamente dall’operatore, viene posta su un manichino dotato di recettori acustici.
  3. Metodo Elettroacustico (ETSI EG 202 518) che determina il livello e le caratteristiche del rumore dai valori elettrici di cuffia e microfono.

Valutazione del rumore con metodo MIRE

Verrà approfondito nel proseguo dell’articolo solo la tecnica di misurazione MIRE che, per dimensione della strumentazione, risulta la più facile da utilizzare in contesti esterni a laboratori di prova ed in questo caso verrà utilizzata per la valutazione del rischio rumore in un’attività che effettua servizi di call center.
Valutazione rischio rumore misurazione call center
Il metodo di  misurazione MIRE si basa sull’uso di un microfono in miniatura collegato ad una sonda inserita all’interno del canale uditivo. La prima indicazione, data dalla norma ISO/TR 11450, è che il soggetto della misura deve essere volontario, in quanto la misura del rumore prevede l’inserimento della sonda nell’attrezzatura, cuffia. Si consiglia di informare l’addetto alla mansione del call center il funzionamento dello strumento per la rivelazione e misurazione del rischio rumore e le misure igieniche adottate, che vedremo in seguito.

Lo strumento più utilizzato per la misurazione del rumore è un’attrezzatura composta da microfono esterno ed una sonda interna (la parte gialla). Quest’ultima viene protetta con un cilindro di silicone monouso, al fine di garantire l’igiene durante la misurazione ai diversi operatori. È necessaria grande attenzione nell’inserimento della sonda al fine di evitare possibili lesioni alla cavità, sebbene, proprio il cilindro di silicone che è morbido e liscio, riduca sensibilmente questo rischio. La lunghezza della sonda, inoltre, è data da impedire il contatto con il timpano dell’operatore.

Le cuffie sul mercato che vengono utilizzate in queste realtà sono di due tipi: monoaurali e binaurali. Nel primo caso, la misura riguarderà un solo orecchio mentre, nel secondo caso, la misura andrà fatta da entrambi i lati a meno che si tratti di cuffie mono.

La durata della misurazione perché si possa effettuare una valutazione del rischio rumore coerente  non deve essere inferiore a 15 minuti e per un numero minimo di 5 telefonate, al fine di rilevare diverse tipologie di interlocutore e le pause tra una telefonata e la successiva, utilizzata per la registrazione dei dati relativi alla chiamata appena terminata. Una volta rilevato il valore convertito, questo andrà analizzato, nel rispetto delle norme UNI EN ISO 9612 e UNI 9432, per determinare il livello di esposizione giornaliero o settimanale e così poter mettere in atto le azioni di mitigazione del rischio rumore più coerenti.

Azioni di mitigazione del rischio rumore nei call center

Se, dai rilievi effettuati durante la misurazione del rumore nelle realtà di call center, dovesse emergere un valore di esposizione giornaliera superiore a 85 dB(A), si deve procedere alla mitigazione del rischio adottando le seguenti azioni:

  • acquisto di cuffie autolimitanti per le mansioni di call center;
  • interventi sulla dispersione del rumore ambientale come installazione di barriere assorbenti tra le postazioni, buffer a soffitto, contro soffitto, pareti perimetrali, e la definizione di regolamenti, procedure ed istruzioni per l’inserimento di pause tra le telefonate.

E’ buona norma verificare, quando vi è la possibilità, se l’azione di mitigazione abbia avuto i risultati desiderati, soprattutto quando si parla di installazione di presidi fisici di assorbimento. Questo è uno dei rischi che devono essere valutati sia nella classica valutazione dei rischi, sia, per le organizzazioni certificate Iso 45001, nella valutazione rischi opportunità richiesta dal sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro.

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Federico Pucci

Esperto consulenza direzionale organizzativa, implementazione sistemi di gestione per le certificazioni alle norme e standard qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza alimentare, servizi di audit. Consulenza e formazione aziendale nelle aree salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, ambiente, privacy.