Still Life Raccontare un prodotto perché e come

In pittura il termine inglese Still life si può tradurre in italiano con “natura morta” cioè una raffigurazione pittorica di oggetti inanimati (fiori, frutta, ortaggi, selvaggina, oggetti d’uso quotidiano). In fotografia il termine descrive la tecnica fotografica di qualsiasi oggetto inanimato WIKI.Still Life

Ma cosa serve ad un oggetto inanimato per colpirci, per entrarci dentro, per darci emozioni ed in questo caso, parlando di prodotti food, farci venire voglia di cercarlo e  o comprarlo appena lo vediamo? SERVE UN FOTOGRAFO PROFESSIONISTA!

Oggi c’è sempre meno da inventare, mezzi di comunicazione, tecniche automatiche, strumenti alla portata di tutti, hanno in un qualche modo abbassato la qualità comunicativa, la ricerca della presentazione unica dei prodotti, ce lo siamo detti più volte, ma è un fattore molto impattante nei mercati sempre più spinti all’immagine ed alla globalizzazione, che quindi necessitato di influencer per veicolizzare i consensi quindi aumentare le vendite.

Come raccontare quindi in fotografia un prodotto?

Siamo continuamente bombardati di immagini, da slogan, da geniali trovate pubblicitarie dirette o indirette inbound.

Il nostro cervello è stanco, saturo, selezioniamo accuratamente gli input da far passare, quelli più che ci sentiamo nostri, un rapporto diretto ma intimo tra l’esterno e  l’interno.

Il nostro cervello però è curioso, indaga tutto ciò che non conosce, occorrono quindi nuove immagini create appositamente.

La professionalità di un fotografo, per il proprio stile, contribuirà alla buona riuscita del progetto, una consulenza che ‘come il succo di limone che stimola le papille gustative, ecco questo professionista stimola visivamente una gran quantità di ‘sensazioni‘, ‘bisogni‘, ‘voglie.

Non si tratta di realizzare immagini strane o eccessive, per stupire o scioccare, si tratta di conoscere bene la fotografia, le regole di percezione visiva, giocare con la luce per creare emozioni “semplicemente” raccontare il prodotto, i suoi profumi, le sue texture, la sua consistenza, il suo odore, sapore, far raggiungere l’utente dalle sensazioni che si provano nell’uso del prodotto…

Le immagini in circolazione sempre più frequentemente non raccontano, spesso prese da stock, patinate, standard fanno parte di immaginari molto distanti da ciò che il prodotto è davvero.

La sintesi da effettuare in una fotografia dovrebbe raccontare anche e soprattutto l’esperienza del prodotto, la mission di chi la crea, la sostenibilità sociale ed ambientale.

È necessario provare un prodotto prima di fotografarlo, che sia un profumo o un dolce, analizzare la storia di chi lo crea, i perchè della sua unicità,  la creatività, elemento fondamentale per una campagna di comunicazione, non si attiva solo con il pensiero, occorre fare esperienza, occorre toccare, annusare, gustare, guardare e ascoltare l’infinito panorama sensoriale che ogni cosa offre.

Per questo è necessario realizzare un servizio fotografico accurato.

Le  fasi del progetto

Analisi: La parte forse più sottovalutata, ma la più importante,  che serve a comprendere le particolarità del prodotto, il focus, il target, gli steackholders e le risorse che serviranno.

Piano di comunicazione: Le immagini che si vanno a realizzare saranno utilizzate per la comunicazione, cartacea e web. Si riceveranno degli input da chi sta ideando la campagna pubblicitaria, il fotografo partecipa spesso anche alla parte di creazione dell’idea da realizzare, contribuisce con il suo background a suggerire immagini che possano esprimere al meglio ciò che deve essere raccontato.

Allestimento:  A seconda del Piano di Comunicazione e del prodotto  si sceglie lo studio o una location. In studio si realizzeranno,  still life, ritratti, in una specifica location, invece, si realizzeranno ritratti ambientati e scene da layout. Si allestisce il parco luce, si prepara la strumentazione necessaria.

Se la fotografia prevede la presenza di modelli si dovrà organizzare anche tutto quello che riguarda lo styling, parrucchieri, truccatori, abbigliamento.

Lo scatto: Si tratta di scegliere come scattare, che tipo di luce, inquadratura, pensando anche ad una sequenza, a un ritmo visivo, che sia coerente con il prodotto. L’importante è l’esperienza con il prodotto. Come si rende il sapore in foto di una bibita se non si è bevuta?  Come la morbidezza di un tessuto, il profumo di un formaggio? È fondamentale la consapevolezza di cosa si sta raccontando.

La fase di scatto del servizio o Shooting  può richiedere molte ore o giornate.

Lo stile del fotografo conterà molto, è bene quindi sceglierlo e valutare la sua esperienza lavorativa. Non accontentarsi di un buon preventivo, ne delle chiacchiere, guardare i progetti e le fotografie realizzate in precedenza.

La posto produzione: Dopo lo scatto si procede con la selezione e la post produzione, una fase che richiede tempo e centratura. L’immagine o le immagini scelte rappresenteranno il nostro racconto del prodotto.

A questo punto l’immagine è pronta e può essere stampata o pubblicata on line.

E’ evidente che senza tutti questi step il prodotto non viene raccontato, ma viene raccontata l’idea pubblicitaria che si avvale di prodotti da stock e che quindi non racconta il prodotto.

Personalmente ricerco nel campo della sinestesia e della sensorialità da 15 anni, amo creare immagini sulla base dell’analisi del prodotto, se osservi, annusi e tocchi il tuo occhio selezionerà immagini molto personali, originali, accattivanti.

Questo permette poi al fruitore di essere veramente stimolato e di sortire quindi l’effetto desiderato: far incontrare il cliente con il prodotto, farglielo scegliere.

Fonte Still Life: Vanessa Rusci Comunicazione

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