Lo smaltimento dei rifiuti per gli imballaggi e dei Materiali di Confezionamento

Smaltimento dei rifiuti degli imballaggi Materiali

Nell’industria alimentare tra gli aspetti ed i criteri per la sicurezza alimentare di cui tenere conto c’è quello che ricopre la gestione e lo smaltimento dei rifiuti comprensivo degli imballaggi e dei materiali di confezionamento. Questi materiali provengono dalle confezioni, picking, con cui abbiamo ricevuto le materie prime, e materiali di gestione, e dagli scarti delle operazioni di confezionamento.

L’accumulo degli imballaggi e dei materiali di confezionamento può essere portatore di contaminazione diretta, e può favorire delle situazioni di infestazione,  l’organizzazione nella redazione della procedura per lo smaltimento dei rifiuti,  deve tener conto non solo degli scarti e dei rifiuti organici di lavorazione, dei sottoprodotti che entreranno in altre filiere di produzione, ma anche dei materiali che sono stati utilizzati dalle aziende fornitrici di materie prime food e no food.

La procedura dovrà tenere conto anche delle varie aree in cui i prodotti acquistati verranno tolti dalle confezioni, per esempio area ricezione merci, area filtro produzione o confezionamento, e predisporre dei contenitori identificati per la raccolta degli stessi, tenendo conto, possibilmente, della raccolta differenziata. Definendo anche la frequenza, e lo spazio temporale, con la quale devono essere svuotati tali contenitori, e con le quali i servizi di ritiro rifiuti devono venire a ritirare i materiali.

Rifiuti di imballaggi e materiali di confezionamento

Lo smaltimento dei rifiuti per gli imballaggi e dei Materiali di Confezionamento
Come abbiamo visto i rifiuti degli imballaggi e dei materiali per il confezionamento possono comprendere vari materiali come legno, carta, cartone, plastica, fascette, ecc, derivanti da:

  • Scarti del materiale per il picking con il quale abbiamo ricevuto la merce acquistata, food, no food, attrezzature, ecc;
  • Scarti di materiale per il confezionamento non a contatto con alimenti, secondario, che viene eliminato prima di portare le materie prime, o accessori, in area produzione;
  • Materiale per il confezionamento:
    • Che non è stato adeguatamente protetto nell’area di stoccaggio e risulta sporco;
    • Che viene utilizzato per impostare le macchine di confezionamento e risulta quindi non più utilizzabile;
    • Danneggiato;
  • Etichette errate, illeggibili, non più in uso, a marchio del cliente che ne chiede la distruzione;

Le aree in cui devono essere indicati e collocati contenitori per la raccolta sicura di questi materiali potrebbero essere riassunti in:

  • Area ricezione e partenza merce in genere magazzini, picking;
  • Aree dove vengono ispezionati i prodotti in genere prima di entrare in area produzione, imballaggi;
  • Area produzione, in genere nelle linee di inizio produzione e o confezionamento, materiale confezionamento;

Le motivazioni per le quali è necessario che un’organizzazione alimentare debba gestire lo smaltimento  per i rifiuti provenienti dagli imballaggi e dai materiali per il confezionamento principalmente sono due:

  • Sicurezza dei prodotto, perché un cattivo ordine delle aree di produzione e connesse aumenta la possibilità di contaminazione diretta ed indiretta dei prodotti alimentari;
  • Legalità dei prodotti, in quanto una cattiva gestione per esempio delle etichette può favorire l’errata etichettatura degli alimenti, primo motivo di ritiro richiamo prodotti.

I requisiti richiesti per lo smaltimento rifiuti dei materiali per il confezionamento

I requisiti obbligatori che un’organizzazione deve seguire, secondo contesto, sia che applichi un sistema Haccp che Harpc, sono molto semplici, relativi alla prevenzione della contaminazione dei prodotti, ed alla gestione dell’etichettatura degli alimenti.

I sistemi di gestione che si basano sugli standard internazionali per la certificazione alimentare GFSI riportano requisiti specifici per la gestione di questi requisiti:

  • BRC Global Standard Food Safety L’imballaggio del prodotto richiede procedure per lo smaltimento di materiali stampati obsoleti per renderli inutilizzabili. La clausola 4.12.3 riguarda anche lo smaltimento sicuro dei rifiuti.
  • SQF Manufacturing – 11.9 Lo smaltimento dei rifiuti richiede lo smaltimento controllato di materiali con marchio. Requisiti simili sono elencati anche nelle clausole 3.9.1.5, 4.9.1.5 e 10.8.1.5. SQF Fundamentals (Edition 8) richiede procedure scritte per lo smaltimento di imballaggi inutilizzabili e materiale registrato. Puoi leggere di più nelle clausole 7.8.1.2 e 11.9 Smaltimento dei rifiuti.
  • IFS Food  – 4.11 Lo smaltimento dei rifiuti non è di per sé specifico per lo smaltimento sicuro degli imballaggi di rifiuti alimentari ma richiede che i rifiuti vengano smaltiti solo da fornitori terzi autorizzati.
  • WQA Manufacturing  – 2.7 I protocolli di sicurezza richiedono procedure per la distruzione di prodotti o imballaggi obsoleti e obsoleti con marchio WW.
  • ISO/FSSC 22000  non fa specifico riferimento agli imballaggi di rifiuti alimentari, tuttavia ci sono requisiti elencati in 8.9.4.3 – Smaltimento di prodotti non conformi, che toccano la distruzione di prodotti che non sono accettabili per il rilascio.

L’organizzazione per essere conforme a questi standard deve aver implementato una efficace procedura per la gestione dei rifiuti compresi quelli provenienti dai materiali di imballaggio e confezionamento.

Monitorare lo smaltimento dei materiali di rifiuto

E’ importante che l’organizzazione implementi i requisiti a tutti i livelli:

  • Interno, inserendo gli aspetti di ordine, igiene, monitoraggio dei materiali per il confezionamento ed etichette, nella piano di formazione annuale. Indicando le modalità di raccolta, definendo le aree destinate interne ed esterne e le frequenze di eliminazione dalla produzione e dagli spazi interni dei materiali;
  • Esterno, definendo con un gestore di servizi le modalità di ritiro, compattamento, gestione dei contenitori, ecc.

Ci sono altri aspetti però che sono importanti nella gestione di questi rifiuti, nello specifico delle etichette e grafiche non in uso, che si intersecano con i principi della food defense, food fraud e protezione della proprietà intellettuale industriale.  Ovvero, è fondamentale gestire l’uso involontario interno, ma anche l’uso improprio di realtà atte a frodare il mercato utilizzando la nostra identità.

Il modo migliore per prevenire questo rischio è quello di rendere inutilizzabile i rifiuti derivanti dagli imballaggi ed i materiali per il confezionamento. Puoi farlo in alcuni modi.

  • Quando si ha la possibilità rendere illeggibili i materiali grafici comprese le etichette;
  • Utilizzare un fornitore qualificato per rimuovere e distruggere i rifiuti quando si hanno grandi quantità.;
  • Avere sempre controprova di distruzione e o smaltimento dei materiali;

Si devono mettere in atto azioni di valutazione e mitigazione del rischio là dove ci possa essere un uso improprio di tali materiali. In caso di utilizzo di prodotti con indicazioni di origine, contattare e riferire la distruzione anche agli organismi di certificazione.

L’organizzazione deve infine definire dei ruoli di responsabilità per i monitoraggi dei requisiti alimentari ed ambientali, ed inserirli nelle check list dei programmi di audit interno, per valutarne lo stato di conformità, e definire le azioni correttive più appropriate in caso di deviazioni.

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica o se hai esigenza della nostra consulenza per l’implementazione della procedura di gestione dei rifiuti comprensiva degli imballaggi e dei materiali per il confezionamento.

Pubblicato da

Federico Pucci

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