Scegliere uno Standard Alimentare di Certificazione

I sistemi di gestione per la certificazione alimentare sono molto diffusi, ma un’organizzazione come può scegliere uno standard alimentare di certificazione per potersi proporre sul mercato e rispondere alla sue richieste? O che semplicemente voglia analizzare e migliorare i propri processi?

Sul ‘mercato delle norme’ oggi giorno le più comuni sono delle per i sistemi di gestione Iso 22000, Fssc 22000, e gli standard Brc, Ifs, Global Gap. Tra questi a parte il sistema per la sicurezza alimentare Iso 22000, tutte riconosciute da GFSI.

Nell’allegato è scaricabile la guida delle principali differenze degli standard. Queste norme sono solamente alcune affiancate dalle certificazioni biologiche, gluten free, vegan, o dai marchi di identificazione geografica e di tutela.

Ma quali sono le differenze tra uno standard alimentare ed un altro? Come fa un’organizzazione a scegliere uno standard alimentare tra questi?

Identificazione del mercato per scegliere uno standard alimentare

Il primo passo che deve fare un’organizzazione odierna, al di là della scelta che dovrà effettuare, per scegliere uno standard alimentare, è quello di creare al suo interno una struttura organizzativa gestionale.

Che in questo caso si dovrà occupare oltre che dei requisiti del cliente, anche di quelli applicabili per la sicurezza, qualità e legalità dei prodotti alimentare.

Una volta aver strutturato, e quindi definito contesto e parti interessate, analizzato punti forti e deboli della propria realtà, sarà già stato effettuato un primo passo sull’identificazione dello standard alimentare più consono da applicare.

Le richieste di una implementazione e certificazione di uno standard o di una norma per un sistema di gestione alimentare possono avvenire principalmente per tre motivazioni:
Come scegliere uno standard Alimentare

  • Richieste interne scaturite dall’analisi Swot effettuata in azienda dove è stato evidenziato una lacuna organizzativa e che l’implementazione di un sistema darebbe ordine all’organizzazione;
  • Richieste da parte di clienti per essere qualificati come loro fornitori e quindi, tramite una certificazione di standard alimentare, assicurare ai clienti prodotti sicuri, rispetto dei requisiti legali e contrattuali;
  • Apertura di nuovi mercati ove ci sono delle facilitazioni per le aziende in possesso di certificazioni in questo ambito.

Per il primo caso è chiaro che siamo di fronte ad una scelta che spesso viene fatta nel momento in cui ci sia un cambio o avvicendamento al vertice societario o quando, cosa rara, un’azienda mette in discussione se stessa.

Nel secondo caso scegliere uno standard alimentare è molto guidato dalle richieste dei clienti, l’organizzazione in questo caso ha poca libertà di scelta, deve semplicemente andare in contro alle richieste del cliente per lo standard alimentare da lui richiesto, soprattutto in caso di produttori a marchio privato o che effettuino per lo stesso lavorazioni conto terzi.

Il terso caso invece è quello più libero per l’organizzazione, ed è qui fondamentale lo studio dei mercati, la certificazione di uno standard alimentare può avvenire su:

Quando si parla di un sistema di gestione in qualitatese puro, la norma per la certificazione dei sistemi di gestione per la sicurezza alimentare Iso 22000 detta le basi per un sistema organizzativo, appunto, per i requisiti della sicurezza alimentare.

E’ la prima struttura con un concetto basato sul rischio, che aiuta le organizzazioni a definire azioni azioni per la mitigazione dei rischi individuati, ed a gestire le risorse.

La norma è nata per armonizzare tutte le normative per il mercato alimentare obbligatorie applicabili a livello internazionale e, seppur base di tutte le norme di certificazione in ambito alimentare non è però riconosciuta da GFSI.

Gli standard privati, Brc, Ifs, sono  dei veri e propri requisiti di qualifica. Infatti sono stati redatti dai tavoli tecnici, consorzi, dove sono presenti le GDO internazionali, che ne detengono le proprietà.

Per promuovere e facilitare anche economicamente, le grandi catene, nei processi di qualifica dei fornitori di prodotti. Prodotti a marchio del cliente e prodotti a marchi proprio.

La base e le definizioni si basano tutte sulla norma di certificazione per la sicurezza alimentare Iso 22000, ma implementando ad essa tutta una serie di requisiti obbligatori e di KO di qualifica in caso di non osservanza al requisito.

Lo standard per la certificazione Brc si riferisce al consorzio della GDO Anglosassone, UK, USA,  India, Australia, mentre lo standard per la certificazione Ifs a quello della GDO Franco, Tedesco, Belga, Italiano.

Questi standard per la sicurezza alimentare sono sovrapponibili ormai del 90%, ed è per questo che molto spesso vengono implementati assieme.

La norma per la certificazione Fssc 22000 è definito anche come uno ‘schemome’, privato, che racchiude i principi e requisiti puri della norma per i sistemi di gestione alimentare Iso 22000, ma implementando anche tutti i requisiti che possiamo ritrovare nei ferrei standard per le certificazione Brc Ifs.

Lo standard di certificazione secondo la norma Global Gap, invece è un qualcosa di più complesso. Si applica alle aziende con un contesto agricolo e zootecnico e nei suoi requisiti non troviamo solamente la sicurezza, qualità e legalità dei prodotti, ma anche principi di salute e sicurezza sul lavoro, responsabilità sociale, ed ambiente.

Gli standard per la certificazione alimentare Brc, Ifs, Fssc 22000 e Global Gap sono riconosciuto livello internazionale da GFSI. I primi tre sono applicabili, con standard differenti, alle organizzazioni produttrici, non primarie, di alimenti, o che effettuino servizi per la filiera agroalimentare come la produzione di packaging, i servizi di logistica e stoccaggio, o ad attività come agenzie di brokeraggio e market.

Global Gap invece, come le certificazioni Friend of The Sea, Friend Of The Earth punta anche alla definizione di una catena di custodia tra chi produce e chi effettua lavorazioni o presta servizi per l’azienda produttrice.

Prima il sistema poi lo standard

Noi consigliamo ai nostri clienti, per scegliere uno standard alimentare coerente, onde evitare di correre dietro, spesso inutilmente, alle richieste dei mercati.

Richieste che si rivelano essere molto costose, e che talvolta non han seguito. Scegliere uno standard di certificazione alimentare ed un’implementazione di un sistema di gestione organizzativo che dia modo di essere la base dei requisiti specifici richiesti dalle singole norme.

In questo modo si avrà la possibilità di progettare attivamente un sistema snello e non ridondante come, purtroppo, molto spesso ci ritroviamo a valutare, o a dover migliorare come consulenti.

Oltre che scegliere uno standard alimentare coerentemente selezionate e qualificate dei consulenti che curino la vostra realtà e non che producano documenti standard che possono essere solamente un danno alle risorse della vostra azienda e di impatto sul mercato alimentare al quale volete affacciarvi o volete consolidare.

CONTATTACI!! Se sei interessato alle tematiche e o se hai necessità di scegliere uno standard alimentare di certificazione alimentare nella tua organizzazione consono al mercato di riferimento. Inviaci il modulo compilato per la redazione di un preventivo.