Procedura Ritiro Richiamo Prodotti Alimentari

requisiti sulla tracciabilità che deve rispettare un’organizzazione, vengono definiti dal Reg CE 178. In base a questo regolamento europeo, ogni azienda deve tenere traccia a monte ed a valle, dal campo alla tavola della certezza di poter rintracciare tutti gli ingredienti, materie prime, compreso il packaging. L’organizzazione definirà una procedura per il ritiro e richiamo dei prodotti alimentari dai mercati in caso di pericolo accertato o di probabile rischio per la salute dei consumatori ed il non rispetto dei requisiti applicabili per la sicurezza alimentare.

Negli ultimi dieci anni l’evoluzione dei mercati internazionali ha da un lato reso più complicata la gestione della tracciabilità alimentare, dall’altro lato, però, ha anche dato la possibilità di sviluppare strumenti, utili per la gestione del ritiro e richiamo dei prodotti alimentari a livello mondiale, come ad esempio il sistema GS1 e la blockchain e i requisiti obbligatori richiesti dai sistemi di gestione e standard per la certificazione alimentare.

Occorre anche tenere conto del fatto che in paesi diversi vigono normative applicabili differenti, per esempio le norme europee sono diverse da quelle americane.

I principi generali sulla tracciabilità però non cambiano, sia che si operi in ambito del sistema HACCP o del sistema HARPC. Prima di procedere con i consigli che vorremmo dare a gli operatori del settore è importante definire la differenza tra il ritiro e richiamo alimentare e le altre definizioni in merito all’allerta alimentare relative alla nota Ministeriale 2016:

  • Ritiro: “qualsiasi misura volta a impedire la distribuzione e l’esposizione di un prodotto pericoloso, nonché la sua offerta al consumatore”. Si intende quindi il ritiro del prodotto quando l’OSA ritiene che vi sia un pericolo o non si ha certezza dell’assenza di controindicazioni. Verranno quindi avviate procedure per far rientrare il prodotto presso l’azienda. In alternativa, si può fare riferimento anche a un prodotto che non si trovi in commercio. È il caso, ad esempio, della catena logistica, piattaforme o stoccaggio in magazzini.

Procedura Ritiro Richiamo Prodotti Alimentari dai mercati

  • Richiamo: “le misure volte a ottenere la restituzione di un prodotto pericoloso che il fabbricante o distributore ha già fornito o reso disponibile ai consumatori”. In questo caso, l’OSA ritiene che vi sia un pericolo o non ha la certezza dell’assenza dello stesso. L’OSA quindi avvierà procedure per far richiamare il prodotto presso l’azienda. Il prodotto in questo caso è già in commercio, quindi verranno coinvolti autorità, mezzi di informazioni e varie piattaforme;
  • Effetti immediati: quando la comparsa di gravi effetti nocivi per la salute umana a seguito dell’assunzione di un alimento contaminato si manifesta immediatamente o dopo un breve periodo di tempo o su specifiche categorie di popolazione, quali i soggetti allergici, immunodepressi, anziani, donne in gravidanza (ad esempio malattie alimentari, intossicazioni, allergie ecc.) come riportato nell’allegato D della linea guida per la gestione operativa del sistema d’allerta per alimenti destinati al consumo umano, approvata in Conferenza Stato-Regioni il 13 novembre 2008 lettere a), b), f), j):
    o alimenti contenenti sostanze proibite, conformemente a quanto previsto dalle disposizioni comunitarie o, in loro assenza, dalle norme nazionali;
    o alimenti contenenti residui di pesticidi o metaboliti derivanti dalla loro degradazione per i quali la predicted short term intake supera quella acuta di riferimento (ARfD) per la sostanza;
    o alimenti contenenti funghi o tossine fungine, batteri o tossine batteriche, tossine algali, parassiti e loro metaboliti, virus o prioni, che, sulla base dei riscontri analitici ottenuti, in presenza di limiti fissati da norme nazionali o comunitarie, fondati sulla valutazione del rischio, sono in grado di indurre con elevata probabilità la comparsa di malattia nell’uomo; alimenti preconfezionati contenenti allergeni che non figurano tra gli ingredienti riportati in etichetta.
  • Effetti a lungo termine: quando l’assunzione di un alimento può comportare probabili effetti a lungo termine, effetti tossici cumulativi sulla salute di chi lo consuma o dei suoi discendenti, come riportato nell’allegato D della linea guida per la gestione operativa del sistema d’allerta per alimenti destinati al consumo umano, approvata in Conferenza Stato- Regioni il 13 novembre 2008 lettere c), d), e), g), h), i):
    o alimenti contenenti residui di pesticidi o loro metaboliti o prodotti della loro degradazione per i quali non è stata fissata alcuna dose acuta di riferimento, ma esiste una dose giornaliera accettabile (ADI) e la dose predicted short term intake supera chiaramente la ADI;
    o alimenti contenenti sostanze teratogene, genotossiche o cancerogene i cui livelli trovati eccedono i limiti fissati dalla legislazione comunitaria o, in sua assenza, dalla normativa nazionale;
    o alimenti contenenti sostanze teratogene, genotossiche o cancerogene per le quali non vi sono limiti stabiliti, ma la predicted short term intake (PSTI) supera la dose giornaliera tollerabile (TDI);
    o alimenti che presentano un livello di contaminazione radioattiva da Cs-134 e Cs-137 superiore al limite stabilito dal regolamento CE n. 737/90, del 22 marzo 1990 relativo alle 4 condizioni di importazione di prodotti agricoli da Paesi terzi, a seguito dell’incidente verificatosi nella centrale nucleare di Cernobyl, così come modificato dal regolamento CE n. 616/2000;
    o organismi geneticamente modificati, così come definiti all’art. 3 del regolamento CE n. 1829/2003, del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 settembre 2003, concernente alimenti e mangimi geneticamente modificati, fatta eccezione per gli alimenti di cui all’art. 47 della citata norma;
    o nuovi alimenti e nuovi ingredienti alimentari, così come definiti all’art. 1 del regolamento CE n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio, per i quali non risulta sia già stata rilasciata un’autorizzazione all’immissione in commercio ad un operatore del settore o ad un’impresa.

I passi preventivi della procedura di ritiro richiamo

Durante la fase di progettazione del sistema per la sicurezza alimentare, che sia implementata una norma per un sistema di gestione o standard per la certificazione alimentare, oppure che l’organizzazione adotti i requisiti applicabili del sistema Haccp ed Harpc, dovrà essere definita la gestione di questo pre requisito fondamentale.

Il primo passo da effettuare per la redazione di un’efficace procedura di ritiro e richiamo dei prodotti alimentari dai mercati è quella di definire i ruoli e le responsabilità delle figure, un team per le emergenze che abbia la competenza necessaria per analizzare la segnalazione e o deviazione. Che abbia la capacità per la  comunicazione dell’emergenza a tutte le parti interessate ed attuare le azioni necessarie.

L’organizzazione dovrà specificare chi farà cosa, quando e come. Noi di Sistemi e consulenze consigliamo durante l’effettuazione della valutazione ed analisi dei rischi, di definire quelle che siano le tipologie di pericoli attribuibili al prodotto e mettere in atto delle azioni di mitigazione mirate, comprensiva di allenamento all’emergenza. L’organizzazione dovrà evidenziare l’impegno nella comunicazione con tutte le parti interessate, organi ufficiali, clienti, fornitori, organismi di certificazione e stampa.

L’organizzazione dovrà anche definire e dimostrare una capacità di identificazione dei materiali lungo tutta la filiera. Possibilmente si consiglia di inserire anche strumenti per migliorare questo aspetto per i prodotti in vendita sui mercati, come ad esempio GS1Blockchain. Potranno, nella fase di redazione di questa procedura, essere considerate, per le aziende che operano a livello internazionali, operatori in outsourcing che possono intervenire nei vari paesi per occuparsi di possibili rilavorazioni e o smaltimenti dei prodotti.

Il sistema di allerta per il ritiro e di richiamo degli alimenti

Alla ricezione in azienda di una segnalazione, che può avvenire tramite mezzi di comunicazione classici, innovativi o da organi ufficiali, l’organizzazione dovrà mettere in atto le seguenti fasi comprese nella procedura per il ritiro e richiamo dei prodotti dai mercati:

  • Fase 1 – Ricezione della segnalazione, l’operatore dovrà avere piena coscienza e consapevolezza nel comunicare l’accaduto al responsabile del team per le emergenze;
  • Fase 2 – Analizzare la deviazione ricevuta e definire se sussista un problema per la salute umana e se i prodotti oggetti della segnalazione siano già in commercio oppure no. Nel caso di assenza di rischi per la salute umana, può trattarsi di una deviazione in cui si possa intervenire con una rilavorazione. In entrambe i casi si procederà con il blocco della merce, ed il rientro presso l’organizzazione della stessa. Per la valutazione della presenza di pericoli deve essere anche considerato l’allegato della “Linea Guida Sistema Allerte”In caso di pericolo per la salute umana o non escludibile, chimico, biologico o fisico, o presunto tale, prendere atto di quali requisiti sarà necessario rispettare, per esempio la nota ministeriale 2015 o la linea guida per i recall FDA, per il mercato americano;
  • Fase 3 – Blocco immediato degli alimenti per il ritiro e o richiamo dei prodotti;
  • Fase 4 – Comunicazione a tutti i clienti ed in caso di richiamo, dopo la valutazione effettuata, invio dell’allegato 2. alle autorità competenti Nel caso di rischio di tossicità acuta e cronica, al fine di assicurare una più efficace informazione del consumatore potenzialmente interessato, verrà utilizzata la forma di comunicazione che preveda la pubblicazione del richiamo a mezzo stampa, dispacci ANSA, radio, TV tenendo conto del livello di distribuzione raggiunto (locale, regionale, nazionale), ed almeno una delle seguenti modalità di comunicazione:
    • Pubblicazione del richiamo sul proprio sito;
    • Pubblicazione del richiamo su social network;

Nel caso sia necessaria un valutazione scientifica per accertare la sussistenza di un grave rischio, come illustrato nella sezione dell’allegato 1 sotto la voce “grave rischio da accertare”, occorrerà seguire i criteri riportati sul documento EFSA “Risk communication Guidelines” per determinare il livello di rischio (http://www.efsa.europa.eu/it/corporate/doc/riskcommguidelines_it.pdf). Nel caso in cui si evidenzi, a seguito della suddetta valutazione, la sussistenza di un rischio alto verrà immediatamente effettuato il ritiro del prodotto dal mercato e, per quanto riguarda il richiamo si procederà come disposto nella sezione seguente. In caso di rischio sconosciuto, a titolo precauzionale, e al fine di adottare misure a tutela della salute se il prodotto è andato al consumatore finale, verrà effettuato il ritiro del prodotto dal mercato e, per quanto riguarda il richiamo si procederà come disposto nella sezione seguente.

  • Fase 4 – Rientro dei prodotti in azienda ed in caso di accertato pericolo eliminazione degli stessi o definizione delle azioni da intraprendere;
  • Fase 5 – Eventuale revoca del richiamo;
  • Fase 6 – Valutazione ed analisi delle cause profonde dell’accaduto che possono essere relative ad una fase di processo non rispettata, CCP, PROo, un pre requisito come la sanificazione e o la manutenzione no gestito adeguatamente, materie prime contaminate non idonee alla produzione di alimenti compresi i materiali per il confezionamento, oppure risorse umane non competenti.

La gestione della procedura ritiro richiamo dei prodotti

Non basta avere definito le responsabilità e le azioni da effettuare in caso di ritiro o richiamo prodotti alimentari dai mercati. Come un buon atleta, l’organizzazione deve mantenersi in forma analizzando e migliorando le proprie performance compiendo le seguenti attività:

Un’azienda che abbia implementato un sistema di gestione per la certificazione alimentare trarrà giovamento dai requisiti dello stesso. Sarà, infatti, abituata a testare periodicamente la propria procedura di ritiro e richiamo dei prodotti alimentari dai mercati. Effettuerà anche contestualmente dei bilanci di massa. In caso di richiamo di prodotto, dovrà anche essere in grado di comunicare tutte le informazioni necessari all’organismo di certificazione entro tre giorni l’accaduto e entro 24 ore alle autorità competenti.

CONTATTACI!! Puoi fare affidamento ai nostri consulenti se sei interessato a questa tematica. Possiamo fornirti assistenza se devi redigere e testare la tua procedura di ritiro e richiamo dei prodotti alimentari dai mercati.

Ultimo aggiornamento il

Published by

Federico Pucci

Esperto consulenza direzionale organizzativa, implementazione sistemi di gestione per le certificazioni alle norme e standard qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza alimentare, servizi di audit. Consulenza e formazione aziendale nelle aree salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, ambiente, privacy.