Le Risorse Umane

Può capitare che sia più facile rincorrere correnti innovative, talvolta le più disparate, che si dimentichi uno dei principi fondamentali per il miglioramento, ovvero un’azienda solida ha innanzitutto una procedura di gestione delle risorse umane efficiente, ed i suoi frutti saranno addetti competenti e consapevoli della loro mansione e responsabilità. Come risorse umane si intendono dipendenti, lavoratori sottoposti o collaboratori che partecipano attivamente allo svolgimento delle funzioni quotidiane aziendali. Un’insostituibile input di informazioni per i miglioramento di un sistema di organizzazione aziendale. Nel corso degli anni la competenza degli addetti è andata ben al di là dei requisiti obbligatori per la salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare e privacy, sono richieste figure che possano gestire i requisiti di talune tecnologie e norme internazionali, oltre che avere capacità comunicative necessarie per il lavoro in team, offrendo feedback per spunti di miglioramento. Quindi le evoluzioni tecnologiche facilitano si la gestione umana,  non potrà mai essere sostituito un artigiano da un computer.

Procedura gestione risorse umane lavoratori

Procedura Gestione delle Risorse Umane

All’interno di un sistema di gestione la procedura  per le risorse umane ricopre un ruolo fondamentale, perché si deve inquadrare efficacemente il CHI FA COSA QUANDO COME, dall’analisi delle competenze del personale che opera in azienda dovranno scaturire tutte le figure necessarie allo svolgimento, monitoraggio e miglioramento delle attività ordinarie e straordinarie. Vediamo cosa dovrebbe contenere una procedura per la gestione delle risorse umane:

  • La quantità e la qualità delle figure necessarie allo svolgimento di tutte le fasi di processo;
  • Le qualità che deve avere la figura per poter prendere la mansione;
  • La definizione dei mansionari con le responsabilità, i requisiti minimi e le gerarchie;
  • La formazione necessaria che devono avere le figure per l’esplicazione della mansione;
  • La metodologia di selezione dei candidati;
  • L’effettuazione di periodi di prova;
  • L’aziendalizzazione delle risorse umane sulla base del contesto aziendale;
  • L’inserimento della risorsa nella programmazione del programma di formazione aziendale;
  • I metodi di verifica di recepimento della formazione e o addestramento effettuato;
  • Gli obbiettivi e gli indicatori per monitorare le performance delle risorse.

Tutti questi aspetti possono essere gestiti tradizionalmente dalla direzione ma oggi giorno ci sono degli strumenti relazionali che ne facilitano l’organizzazione.

I mansionari

I mansionari servono a definire i seguenti fattori:

  • Nomina e presa funzione della risorsa;
  • Gerarchie funzionale e comunicativa delle risorse umane;
  • Requisiti minimi che deve avere la figura per poter prendere in carico il ruolo e la loro assoluzione;
  • I processi formativi ai quali deve sottostare la risorsa per accrescere di competenza nel suo ruolo;
  • Le responsabilità che ha la risorsa nello svolgimento del suo ruolo;
  • I regolamenti alla quale la figura deve sottostare durante il suo operato;

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica, se devi redigere dei mansionari o una procedura di gestione delle risorse umane per addetti competenti e consapevoli.

La Figura del Responsabile Qualità

Il Responsabile Qualità è la figura aziendale che collega la proprietà, e la direzione, con i reparti operativi, colui che grazie al suo impegno continuo, tramite la progettazione di un sistema di gestione aziendale, definito dal contesto dell’organizzazione, lavora per raggiungere gli obbiettivi e gli scopi fissati dalla proprietà, ma quali sono le sue competenze e le sue responsabilità?

Il suo ruolo, seppur correlato da una dipendenza gerarchica, per poter essere efficace, dovrebbe essere il più possibile oggettivo per poter innescare un processo di miglioramento aziendale e non essere ‘viziato’ , da comportamenti che vengono dalla direzione, o dai sottoposti, molte volte ciò non risulta possibile in quando nelle piccole organizzazioni dove le figure impiegate sono pochi e le mansioni sono accorpare, questa ‘carica’ viene presa dal titolare dell’azienda.

Il responsabile della qualità è da differenziarsi dal ruolo di responsabile del controllo qualità, in quanto il primo si occupa della visione di insieme dell’organizzazione, il secondo del ‘controllo’ di taluni requisiti della qualità, per esempio, di un prodotto, o di una erogazione dei un servizio.

Le competenze del responsabile qualità

Un’organizzazione che debba ricercare o nominare un responsabile qualità deve definire come tutte le altre figure le competenze generiche e specifiche per l’affidamento di questo ruolo che devono comprendere:
Il responsabile qualità competenze mansione responsabilità
Generiche

  • Capacità comunicativa a tutti i livelli;
  • Capacità di leadership e lavoro in team;
  • Capacità organizzativa e relazionale;
  • Capacità di analisi volta al problem solving ed al miglioramento continuo;
  • Capacità critica e terza di giudizio;
  • Doti di affidabilità ed etica.

Specifiche

  • Evidenze relative alla conoscenza ed esperienza nell’ambito in cui l’organizzazione opera;
  • Dove ritenuto necessario, avere il background scolastico necessario per la mansione, per esempio, ingegnere, biologo, tecnologo, perito, e così via;
  • Evidenze di formazione ed esperienza specifica per le norme di certificazione di cui l’azienda è in possesso.

E’ buona norma, che dovrebbe essere inserita nella procedura delle risorse umane, definire i vari step per l’affidamento dell’incarico di responsabile qualità, che devono comprendere primo colloquio conoscitivo, raccolta delle informazioni, periodo di prova, affidamento dell’incarico.

Le mansioni e le responsabilità

Di che cosa si occupa operativamente la funzione di responsabile qualità? Le mansioni sono variabili da organizzazione ad organizzazione ma generalmente comprendono:

  • Analizzare assieme la direzione il contesto dell’organizzazione, i punti forti e carenti della stessa e degli asset aziendali;
  • Gestire la progettazione del sistema di gestione qualità nell’ambito in cui opera l’azienda, definendone, assieme alla direzione, gli obbiettivi e le azioni per il loro raggiungimento compresi i loro indicatori, ed i budget necessari;
  • Mappare tutti i processi aziendali e definirne criticità ed azioni di mitigazione, i requisiti legali applicabili, quelli del cliente e mantenerli aggiornati;
  • Gestire come da collante le figure aziendali, partecipando alla formazione, ed alle interviste per aumentare la consapevolezza e la cultura per la qualità;
  • Definire in qualità di responsabile le mansioni delle figure, i requisiti minimi ed i percorsi di miglioramento di competenza;
  • Redigere tutta la documentazione necessaria al funzionamento del sistema di gestione
  • Aumentare il livello di comunicazione interna per favorire l’efficienza organizzativa nella gestione ordinaria e o delle emergenze;
  • Operare per analizzare ed aumentare il livello di soddisfazione della clientela;
  • Effettuare verifiche interne su tutti gli aspetti ed applicare delle azioni correttive in caso di non coerenza con i sistema sia documentale, comportamentale, procedurale;
  • Monitorare gli obbiettivi ed applicare azioni correttive, e preventive, nel caso in cui l’organizzazione operi fuori targhet;
  • Gestire le scadenze ed effettuare le pianificazioni di scadenze documentali, formazione, visite mediche, analisi di laboratorio, tarature, autorizzazioni, ecc;
  • Gestire le situazioni di emergenza assistendo la direzione nei casi di lamentela, non conformità, infortunio, ecc;
  • Gestire i rapporti con gli uffici qualità dei fornitori e clienti, con gli enti e con le autorità.

Le responsabilità del responsabile qualità ovviamente vanno di pari passo alle deleghe tra azienda e figura che devono comprendere:

  • Deleghe di responsabilità sul sistema, per esempio sicurezza, ambiente, qualità, food;
  • Capacità di spesa per il raggiungimento degli obbiettivi fissati;

In mancanza di questi due requisiti, seppur possono essere riconosciute responsabilità dirette alla figura del responsabile qualità è molto difficile riscontrarne un danno.

Sistemi e Consulenze effettua dei percorsi formativi diretti alla figura del responsabile qualità, e a tutte le figure dell’organizzazione nell’ambito di un sistema di gestione certificato, volti all’implementazione, certificazione fino al mantenimento di essa. Vengono effettuati anche percorsi formativi per le figure che effettuano audit interni.

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica o se devi formare la figura del responsabile qualità aziendale.

La Checklist o Lista di Controllo

Lo strumento più importante per il miglioramento aziendale è l’audit, che può essere documentale o su campo, sul rispetto dei requisiti ad un regolamento, norma, o altre specifiche, per esempio dei clienti, il primo passo per effettuare una verifica coerente è la creazione di una checklist o lista di controllo contenente tutti i requisiti che devono essere soddisfatti. La valutazione può essere effettuata su tutte le aree, economico, salute e  sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, sicurezza alimentare.

Checklist e Lista di Controllo

Ovviamente la figura che redige la checklist o lista di controllo deve avere piena conoscenza dei requisiti che dovrà andare a valutare e dovrebbe aver almeno effettuato il corso di formazione sulla norma Iso 19011 per l’applicazione delle tecniche corrette della gestione di un audit e  dei principi di  terzietà.

La Checklist ed il piano di audit

E’ fondamentale nella redazione di una checklist avere a  disposizione le norme dei requisiti da valutare, essi dovranno essere riportati in una tabella nella prima colonna suddivisi in macro categorie, nel caso che la lista di controllo debba essere applicata alla valutazione di più norme, per esempio un sistema di gestione integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza, Food, devono essere identificate i punti di contatto dei vari requisiti, ed approfonditi nella seconda colonna.

Si deve poi procedere, inserendo altre due colonne, la prima, sarà relativa alla conformità o meno di un requisito, identificando quali requisiti siano fondamentali, e  quali secondari per assicurare il rispetto dei requisiti, decidendo se basti assegnare un giudizio di conformità o non conformità, oppure se assegnare anche dei punteggi relativi alla percentuale di conformità ad un requisiti, come per esempio viene effettuato nello standard IFS, utilizzando delle lettere, o la norma Fssc 22000 con delle percentuali. La seconda colonna da aggiungere invece conterrà le evidenze, positive e negative, riscontrate nei confronti dei requisiti valutati.

Gli output di una lista di controllo

Una volta esauriti tutti i punti della checklist sui requisiti applicabili oggetto della valutazione, i risultati devono essere riportati in una tabella, dove verranno indicate le valutazioni delle deviazioni, che possono essere catalogate in:

  • Maggiore in caso di non rispetto di un requisito fondamentale;
  • Minore in caso di non rispetto di un requisiti non fondamentale e la non totalità di rispetto di requisito fondamentale;
  • Raccomandazione in caso di possibile presunta deviazione o non totale rispetto di un requisito non fondamentale;

O possono ricevere una valutazione come abbiamo visto basata sulle percentuali.

Dopo della definizione delle deviazioni si procederà con la presentazione all’azienda delle risultanti della verifica tramite la checklist e verranno definite le cause, le tempistiche, le responsabilità e le evidenze necessarie per considerare le deviazioni chiuse ed i requisiti applicabili così soddisfatti.

La lista di controllo può essere utilizzata per intero durante un’unica valutazione annuale, ma può anche far parte di un piano di audit dove vengono affrontate le tematiche più impattanti, sui requisiti applicabili, con frequenze più ridotte nell’arco dell’anno.

Contattaci! Se vuoi approfondire le tematiche e o devi redigere delle checklist per il piano di audit aziendale.

Certificazione Brc Packaging

La certificazione BRC Packaging completa la gamma degli standard privati del British Retail Consortium.  Questo standard di certificazione si applica a tutte le aziende produttrici di materiali per il confezionamento di vario genere. I suoi requisiti sono finalizzati alla tutela della sicurezza, qualità e legalità dei prodotti di questo settore fondamentale nella filiera alimentare, cosmetica e di igiene alla persona. Le organizzazioni produttrici di materiali per il confezionamento rientranti nei MOCA a contatto con materiali di imballaggio sono degli attori fondamentali nella filiera dell’industria alimentare. La certificazione BRC Packaging fornisce loro uno strumento efficace per la creazione di un sistema di gestione per la produzione di questi materiali che garantisca il rispetto dei principi HACCP e delle GMP specifiche per la produzione ed il rispetto delle normative di settore.

I Punti Fondamentali della Certificazione BRC Packaging

I requisiti fondamentali per la BRC Packaging sono i seguenti:

Certificazione Brc Packaging materiali di confezionamento

  • Redazione di un programma di prerequisiti (PRP) per il monitoraggio degli ambienti produttivi, dei processi, dei prodotti e di tutte le risorse umane.
  • Gestione dovuta dall’applicazione di un sistema basato sull’analisi dei pericoli HACCP e sulla gestione delle GMP;
  • Implementazione di un sistema di gestione documentato;
  • Forte prova dell’impegno della direzione e della leadership a tutti i livelli;
  • Efficace applicazione di buone pratiche igieniche;
  • Miglioramento continuo tramite audit.

I Vantaggi della Certificazione per i Materiali di Confezionamento

Molti sono i vantaggi della Certificazione Materiali di Confezionamento. Qui di seguito sono riassunti i benefici che essa comporta per tutte le aziende di produzione Food e di cosmetici:

  • Riconoscimento da parte del GFSI con una conseguente diminuzione del numero di verifiche da parte di clienti del settore alimentare;
  • Presenza dell’azienda sulla BRC Directory, il quale rappresenta un importante strumento di trasparenza commerciale;
  • Gestione attiva di tutti i requisiti obbligatori per la produzione dei materiali;
  • Prova dell’impegno, della consapevolezza e della competenza di tutte le risorse impiegate;
  • Differenziazione sui mercati ed apertura ai committenti appartenenti alla ‘filera’ BRC IFS.

Contattaci! I nostri esperti consulenza BRC packaging sono a tua disposizione se sei interessato a questa tematica o vuoi implementare questo standard nella tua azienda.

Sistema di Segnalazione Confidenziale BRC

Una delle novità introdotte dallo standard per la certificazione BRC Food nella versione 8, è la richiesta d’implementazione in azienda di una procedura per il sistema di segnalazione confidenziale, nell’ambito della comunicazione interna aziendale, la clausola definisce:
“La società deve disporre di un sistema di segnalazione confidenziale per consentire al personale di segnalare problemi relativi alla sicurezza, integrità, qualità e legalità del prodotto.”

Il sistema di comunicazione confidenziale definisce un aspetto importante inerente al principio di comunicazione, appunto, in questo caso, interna. Ma perché è stato reso necessario creare un apposito requisito della norma? La risposta è molto semplice, quante volte abbiamo effettuato un incontro formativo dove le figure addette alla produzione avevano un comportamento totalmente diverso in presenza o assenza dei responsabili , o del management? Praticamente sempre, quindi spesso si manifesta un’inefficienza di comunicazione tra le varie aree aziendali.
Sistema di Segnalazione Confidenziale standard certificazione brc

In pratica una qualsiasi risorsa, nell’ambito dell’apprendimento, crescita di competenza e consapevolezza per la cultura della sicurezza alimentare, dovrebbe avere la possibilità di segnalare possibili rischi, pericoli, situazioni e o consigli tramite sistema di segnalazione confidenziale. Utilizzando un canale che sia sicuro, che non si scontri con i principi della privacy, e che sia un importante input per l’organizzazione ad intervenire o programmare azioni in tal senso.

Le criticità per le quali risulti difficile comunicare, ed è stata resa necessaria la creazione di un sistema di segnalazione, possono essere riassunti così:

  • Paura di avere ritorsioni da parte di collaboratori e o responsabili;
  • Paura di essere additati come ‘spie’;
  • Paura di avere l’effetto totalmente opposto.

E’ da ritenersi quindi fondamentale trovare il sistema di segnalazione confidenziale più consono che può comprendere, e mail, numeri dedicati e o aree azienda specifiche e  compartimentate.

Andando nella direzione opposta delle norme per i sistemi di gestione Qualità, Ambiente, Sicurezza, …., lo standard Anglosassone ha scelto come sempre la strada più diretta e quindi ha introdotto il requisito del sistema di segnalazione per avere una forte efficacia là dove si manifesti e o si possa manifestare una deviazione degli aspetti di sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti, ma attenzione agli aspetti di cui tenere contro:
• Il primo è quello di non cadere in inganno di comportamenti lesivi verso collaboratori tramite questo sistema di segnalazione confidenziale;
• Questo aspetto deve andare al di là di procedure per la comunicazione in caso di emergenza;
• Un buon punto di partenza per creare una cultura di salvaguarda aziendale nell’ottica della continuità lavorativa e che le segnalazioni debbano e possano anche comprendere consigli e non solo lamentele.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o se devi implementare un sistema di segnalazione confidenziale per lo standard della certificazione Brc!

Cultura per la Sicurezza Alimentare 

Lo standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC Food 8, per migliorare i requisiti su competenza e consapevolezza di tutte le risorse aziendali, introduce il principio del miglioramento della cultura per la sicurezza alimentare con una specifica clausola:

“L’alta direzione del sito deve avere un piano strategico documentato per lo sviluppo e il miglioramento continuo della cultura della sicurezza. Ciò include:

  • attività definite che coinvolgono tutte le sezioni della società a tutti i livelli;
  • un piano d’azione che indica come verranno valutate ed intraprese le attività con i tempi previsti;
  • revisione dell’efficacia delle attività completate “

Lo standard BRC raccogliendo le non conformità e le segnalazioni degli auditor, si è reso conto che le organizzazioni non sempre sono consce del proprio livello di cultura per la sicurezza alimentare, così ha definito dei requisiti per l’implementazione di uno strumento che valuti e punti a migliorare la cultura per la sicurezza e la consapevolezza di tutte le figure impiegate, aspetto che prima veniva gestito con un modulo volontario ed adesso diventa obbligatorio per tutto lo standard.
Cultura per la sicurezza alimentare
L’azienda deve avere messo in atto delle procedure e dei piani strategici, documentati, fissando obbiettivi ed azioni necessarie per raggiungerli, adottare dei sistemi di misurazione e valutazione e dei piani di miglioramento inerenti alla cultura per la sicurezza alimentare.

Che cosa si intende per cultura per la sicurezza alimentare?

Si può definire questo aspetto della sicurezza alimentare nell’insieme di conoscenze, esperienza, idee, abitudini che le persone hanno  su un argomento, in questo caso sulla sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti.

Per la redazione di una procedura per la cultura della sicurezza alimentare, si può partire da un semplice questionario, senza intercorrere nelle tematiche del GDPR, che ci aiuti a  comprendere quale sia il livello culturale e  di attenzione sulle tematiche, così da poter creare un piano di lavoro che può essere suddiviso in due parti:

  • Parte prima culturale – Composta da incontri formativi di gruppo o individuali, partecipazione a corsi, affissioni in bacheca o messa a  disposizione nelle aree comuni di materiale come riviste del settore per migliorare la consapevolezza e  la cultura della sicurezza;
  • Parte seconda operativa o abitudinale – Composta da addestramenti o da esercitazioni di team per migliorare le cattivi abitudini che possono portare a problematiche sconosciute dalle figure operanti;

L’azienda dovrà poi definire la frequenza e gli skill di misurazione dei miglioramenti di questi aspetti, rivalutandoli almeno annualmente in sede di riesame o ogni qual volta necessiti.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o implementare la procedura per il miglioramento della cultura per la sicurezza alimentare richiesta dallo standard Brc 8!

La qualifica del consulente BRC

Lo standard per la sicurezza alimentare Anglosassone BRC, nella versione Food , giunto alla revisione 8 definisce, come ormai tutti i sistemi di gestione per le certificazioni in ambito alimentare, la qualifica del consulente in questo caso BRC:

“Ci deve essere una procedura documentata per l’approvazione e il monitoraggio dei fornitori di servizi. Tali servizi dovrebbero includere: i consulenti per la sicurezza alimentare. “

Un altro elemento della clausola, che fa comprendere quanto possano essere impattanti, per la sicurezza, qualità e legalità dei prodotti,  anche i fornitori di servizi definisce:

“Il processo di approvazione e monitoraggio deve essere basato sul rischio e deve prendere in considerazione la competenze in questo caso del consulente BRC su aspetti:

  • rischio per la sicurezza e la qualità dei prodotti;
  • conformità con eventuali requisiti legali specifici;
  • potenziali rischi per la sicurezza del prodotto (ossia i rischi identificati nella vulnerabilità e nelle valutazioni della difesa alimentare). “

Vien da se comprendere che il fornitore di servizi come il consulente BRC esterno abbia un impatto molto alto, su raggiungimento degli obbiettivi aziendali,  e quindi deve essere considerato ad alto rischio. Devono essere definiti dei requisiti fondamentali per la scelta di un collaboratore competente che sia in linea con i contesto e con gli obbiettivi aziendali.

Vediamo alcuni aspetti da tenere conto quando si deve scegliere un consulente Brc:

Competenza

  • Un consulente BRC dovrebbe essere un esperto nel proprio campo, non solo inteso come schema ma anche come tipologia, settore, di prodotto. Devono essere presi in considerazione degli aspetti per verificarne la competenza:consulente BRC
    • Titolo di studio che deve essere inerente al lavoro effettuato in azienda;
    • Formazione Specifica, che in questo caso dovrebbe essere inerente allo standard oggetto del contratto, effettuata da enti riconosciuti e con superamento tramite esame;
    • Esperienza su campo, aver esperienze e referenze di progetti effettuati in questo ambito confrontabili;
    • Capacità personali di lavoro di squadra, da una semplice gestione della presentazione alle tecniche per l’effettuazione di un audit, o della gestione dei rapporti con le autorità;
    • Evidenze di consapevolezza della propria professione, presenza nel settore, visibilità, albi, assicurazioni professionali;
    • Fare attenzione a quelli che dicono ‘ma io faccio solo il sistema’, e non redigo sistemi di autocontrollo Haccp, o Harpc, ai raccontatori di favole… e non aggiungiamo altro.

Disponibilità

  • Fare attenzione a quelle figure che sono sempre a disposizione, un consulente BRC, se si considera bravo, avrà dei tempi gestiti sapientemente, una figura sempre disponibile non è un buon segno;
  • Fare attenzione alla capacità di concentrazione e di saper onorare promesse.

Semplicità

  • Una persona autorevole e competente deve saper spiegare e far comprendere a  tutti quello che sta facendo, saper utilizzare paroloni e  o concetti poco chiari non è sinonimo di efficienza soprattutto del lavoro in team, una persona chiara e semplice, denota sicurezza nel proprio operato e  potrà far crescere la tua organizzazione;
  • Allontanare chi usa esclamazioni tipo facilissimo, subito, o che è tutto sbagliato ma io ho la soluzione zacccc, meglio chi ascolta, annota ed utilizza dei se.

Mansione

  • Inquadrare bene le responsabilità ed i compiti del consulente BRC, le gerarchie ed i referenti, anche se è una figura esterna deve essere collante al team altrimenti servirà a ben poco;
  • Definire se il lavoro deve essere fatto in azienda, o anche a distanza, se si devono formare ed addestrare delle figure;

Accordi Contrattuali

  • Deve essere stipulato un contrattato di lavoro con tanto di possibili rescissioni contrattuali per adempimenti, oppure periodi di prova.

Prestazione

  • Fissare obbiettivi anche per questa figura, obbiettivi di miglioramento e la capacità di gestire le deviazioni.

Il ruolo di Consulente BRC per la sicurezza alimentare è un ruolo fondamentale per l’azienda, il buon consulente esterno può apportare, con la propria esperienza ed il continuo aggiornamento, elementi interessanti di miglioramento, soluzioni innovative, un background tecnico che difficilmente una sola azienda può avere ‘in casa’,  scegliere persone ‘amiche’ e o poco competenti può essere un danno per l’azienda, si possono avere delle deviazioni inerenti alla sicurezza qualità e  legalità dei prodotti, delle perdite e o sanzioni contrattuali con i clienti, quindi è un aspetto di cui tenere conto una volta si scelga di ricorrere ad una figura esterna.

Contattaci!! Se hai esigenza di un consulente BRC o se vuoi rivalutare la tua procedura di qualifica!

Redazione del Programma di Audit

Lo standard Internazionale per la Sicurezza Alimentare BRC Food introduce i principi per una redazione e pianificazione più ‘reale e coerente’ di un programma di verifiche ispettive audit. Nella norma alla clausola 3.4.1 viene definito il numero di audit minimi da effettuare pari a 4 verifiche annue. Ma era veramente necessario imporre un numero minimo di audit annuali?

Decisamente si! In quanto i tavoli tecnici dell standard hanno analizzato il gran numero di non conformità che gli auditor emettevano relativamente alla coerenza dei programmi di audit, effettuati molto spesso in una sola sessione.

La redazione di un programma di audit coerente si basa partendo da una valutazione dei rischi necessaria per l’individuazione delle criticità specifiche dell’azienda, dagli aspetti che devono essere valutati periodicamente, che vengono considerati impattanti, sul raggiungimento degli obbiettivi, mantenimento della conformità, requisiti del cliente,…, in quanto l’audit è lo strumento fondamentale di analisi e  miglioramento al quale l’azienda deve attingere valutando le risultanti, appunto, di una verifica.

Programma di Audit verifiche ispettive

Lo standard con questo requisito vuole quindi che le organizzazioni mettano in atto una gestione del programma di audit sulla base dei rischi aziendali, toccando annualmente tutti gli aspetti richiesti, ma dando un focus più coerente la dove determinati aspetti abbiano il bisogno di essere monitorati e  valutati.

Per esempio, un’organizzazione che opera in alto rischio avrà la necessità di dover valutare più volte all’anno quelli che sono i monitoraggi ambientali, CCP, Preventive Control, PRPo e  via dicendo, mentre aspetti come la qualifica dei fornitori e  le loro specifiche può effettuare una sola valutazione annuale così come il Pest Control, o un’azienda che invece ha un processo molto semplice  e  che si basa sull’importanza della Supply Chain avrà esigenza di verificare con più frequenza la loro qualifica, l’analisi dei rischi delle materie prime, la loro ricezione ed il loro stoccaggio.

I medesimi principi ovviamente sono applicabili a tutta la tipologia di schemi di certificazione, in applicazione alla qualità, ambiente, sicurezza, dati, ecc.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche e o hai esigenza di redigere un programma di verifiche ispettive degli audit.

Nuova etichettatura OGM mercato USA

I produttori di alimenti, operanti nei mercati USA, devono utilizzare nelle etichette degli alimenti il simbolo “Bioingegneria” approvato da USDA, secondo la nuova etichettatura OGM, per segnalare ai consumatori, la presenza, negli ingredienti degli organismi geneticamente modificati per i prodotti immessi sul mercato.

I produttori di alimenti, gli importatori e alcuni distributori venditori dovranno verificare ed identificare la presenza di alimenti o ingredienti ottenuti tramite modifica dall’ingegneria genetica, quando la stessa quantità superi il 5% in peso di ciascuno ingrediente, possono altresì, identificare volontariamente quantità inferiori a tali percentuali utilizzando invece il simbolo Derivato da Bioingegneria approvato dall’USDA.

Nuova Etichettatura OGM Mercato USA

La nuova etichettatura OGM che può essere volontariamente utilizzata da Febbraio 2019, diventerà obbligatoria dal 1  gennaio 2022, per tutte le aziende Americane o che commerciano nel territorio Americano, saranno esenti i produttori con meno di $ 2,5 milioni di vendite annuali e le attività di ristorazione.

Il nuovo standard per l’etichettatura OGM Americana, garantisce chiare informazioni e coerenza di etichettatura per i consumatori circa gli ingredienti con i quali è stato prodotto l’alimento, evitando qualsiasi tipo di fraintendimento fuorviante.

Le aziende della filiera agroalimentare, ed integratori, possono fare identificare le nuove regole di nuova etichettatura ogm con uno di questi quattro metodi:

  • Utilizzando il simbolo “Bioingegneria”;
  • Utilizzando l’indicazione in lettere “Cibo Bioingegnerizzato” o “Contiene ingredienti alimentari bioingegnerizzati”;
  • Apponendo un collegamento elettronico o digitale accompagnato da chiara indicazione sulla possibilità di Scansione qui per ulteriori informazioni sugli alimenti accompagnata da un numero di telefono per informazioni;
  • Dando la possibilità di inviare messaggi di testo ad un numero per informazioni sugli alimenti bioingegnerizzati, al quale è collegato un numero che invia automaticamente informazioni su tali prodotti.

Ulteriori opzioni per la nuova etichettatura OGM sono sul come un numero di telefono o un indirizzo web sono disponibili per i piccoli produttori di alimenti.

L’USDA ha scartato chiaramente, come sta effettuando il legislatore Europeo nei casi relativi alle diciture “può contenere tracce di….” a  causa della necessità di divulgare informazioni chiare corrette e  non fuorvianti per i consumatori attenti ed evoluti.

Esporti nel mercato USA? Vuoi approfondire le tematiche sulla nuova etichettatura OGM Americana o approfondire le tematiche inerenti al Food Safety System Americano? CONTATTACI!!

SQNPI Certificazione Produzione Integrata 

La Certificazione SQNPI è lo schema per la Produzione Integrata, riconosciuto a livello comunitario, Reg CE 1974/2006,  che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, applicabile a tutte  le lavorazioni vegetali, primarie e  trasformate, nell’ambito delle certificazioni alimentari.

Il punti chiave della certificazione SQNPI:

  • Definizione di Linee Guida Nazionali  nel rispetto delle caratteristiche climatico/ambientali, colturali e fitosanitarie che contraddistinguono le diverse zone agrarie del territorio italiano, sviluppando soluzioni agronomiche e le strategie da adottare per la difesa delle colture ed il controllo degli infestanti, nell’ottica di un minor impatto verso l’uomo e l’ambiente,consentendo di ottenere produzioni economicamente sostenibili.
  • Adozione dei disciplinari di produzione integrata regionali (approvati dal MIPAAF) e l’implementazione di un rigoroso sistema di rintracciabilità volto a dimostrare che i prodotti certificati provengano da aziende agricole che applicano i succitati disciplinari.
SQNPI Certificazione Produzione Integrata

La certificazione è il riferimento per le aziende interessate, siano essi una singola realtà di produzione, che di trasformazione,e  o consorzi gruppi certificati secondo il Sistema di Gestione Tracciabilità di Filiera ISO 22005 e non, ad entrare in questo Sistema Qualità e a valorizzare le proprie produzioni integrate è rappresentato dal DPI della propria regione.

il MIPAAF ha sviluppato la certificazione SQNPI come strumento per la valorizzazione e differenziazione dei prodotti sul mercato. Il segno distintivo ministeriale “Qualità sostenibile” è quindi in grado di assicurare al consumatore la coltivazione dei prodotti secondo tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo.

La produzione integrata certificata:

  • ottempera agli obblighi di legge in materia di difesa integrata PAN;
  • risponde alle richieste dei mercati nazionali ed internazionali sensibili alle modalità di coltivazione.
  • permette alle aziende agricole in forma singola o in forma associata di accedere alle misure di finanziamento pubblico (es. Mis. 10 o Mis. 3.1 dei PSR);
  • è facilmente integrabile alle certificazioni an ambito agricolo come il Global Gap e la Certificazione Biologica.

Contattaci!!! Se sei interessato ad approfondire le tematiche sul Sistema per la certificazione SQNPI o se vuoi integrarla ad altre certificazioni alimentari.