Il questionario dei fornitori

La qualifica dei fornitori è un prerequisito fondamentale comune a tutti gli ambienti, qualità, sicurezza alimentare, sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, il primo step di questa procedura si basa sull’invio di un questionario al fornitore per la raccolta della informazioni necessarie al processo di qualifica.

Il processo di qualifica, alla ricezione del questionario dal fornitore proseguirà, con la verifica dei dati, e con la valutazione dello stesso, secondo i requisiti richiesti, ed all’inserimento o meno nel registro dei fornitori qualificati per l’acquisto di beni e servizi necessari allo svolgimento delle produzioni e o funzioni del contesto aziendale.

La redazione del questionario dei fornitori

Ma che cosa deve contenere il questionario dei fornitori? Questo necessario documento deve essere in grado di fornirci tutti i dati  necessari per una prima valutazione, secondo procedura, del fornitore e dei prodotti, servizi acquistati e dovrebbe contenere almeno:

Il questionario dei Fornitori

  • Dati aziendali, indirizzi, numero di tel, dati fiscali e persona di riferimento dell’azienda;
  • Dati sui prodotti e servizi, che comprendono schede tecniche, di emergenza, qualifiche professionali, certificazioni;
  • Dati specifici sui processi, trattamenti, pest control, piani di test ed analisi, gestione allergeni, food defense, food fraud, gestione corpi estranei, verniciatura, saldatura, ecc;
  • Dati specifici sulla tracciabilità e la pianificazione, effettuazione di un test con il fornitore nel processo di qualifica;
  • Assicurazione aziendale contro danni sui prodotti e servizi erogati all’azienda.

La verifica dei dati presenti nel questionario

Non basta però ricevere ed archiviare il questionario dei fornitori ricevuto, la risorsa che si occupa della qualifica, in genere la funzione acquisti, deve effettuare le seguenti operazioni:

  • Verifica dei dati aziendali tramite visura aziendale;
  • Verifica delle schede tecniche, emergenza, verbali di analisi, del loro aggiornamento, almeno triennale, o per aggiornamenti normativi, qui può essere utile anche la figura del consulente esterno, e che tutte le informazioni siano coerenti con quanto acquistato o da acquistare;
  • La verifica di presa visione e le modalità di archiviazione;
  • La figura di riferimento dell’azienda fornitrice;
  • Se necessario la competenza dell’azienda per i prodotti, servizi richiesti, CV, formazione, esperienza, certificazioni, assicurazioni e verifica di aggiornamento;
  • Le azioni da intraprendere in caso di non rispetto di quanto richiesto.

Può essere utile, inserendola nella procedura approvvigionamento ed effettuando formazione alla risorsa, la redazione di un’apposita istruzione operativa. Ovviamente a  seconda della norma e  dei requisiti richiesti può essere necessario la definizione dei rischi delle materie prime, e l’effettuazione di un audit per la valutazione del fornitore o dei test di tracciabilità.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o vuoi progettare il questionario per la qualifica dei fornitori.

I costi e l’iter per ottenere una certificazione Iso

Le certificazioni Iso sono delle attestazioni volontarie per l’azienda, Certificazione Iso i costi e come ottenerlaobbligatorie per la catena di fornitura di taluni clienti, e necessarie per la partecipazione a concorsi e o per lavorare con la PA, si riferiscono al rispetto di determinati requisiti, uno dei quesiti che spesso le aziende si chiedono è quale è l’iter per ottenere una certificazione Iso e quali sono i prezzi ed costi da sostenere?

Oltre che gli aspetti commerciali, maggiore visibilità, efficienza e solidità strutturale,  dovuti all’applicazione di un sistema di gestione che porti alla certificazione Iso gli aspetti più importanti sono dare evidenza della capacità attiva di rispettare i requisiti applicabili, secondo il contesto, ed i requisiti contrattuali del cliente nel tempo.

Le certificazioni Iso si riferiscono alla corretta applicazione di tutta una serie di norme internazionali tra le più diffuse possiamo trovare:

  • Sistema di Gestione Qualità Iso 9001;
  • Sistema di Gestione Ambiente Iso 14001;
  • Sistema di Gestione Salute e Sicurezza sul Lavoro Iso 45001;
  • Sistema di Gestione Energia Iso 50001;
  • Sistema di Gestione Sicurezza Dati Iso 27001;
  • Sistema di Gestione Sicurezza Alimentare Iso 22000.

Queste sono anche le basi di altri standard di certificazione come le norme per le certificazioni alimentari Brc Ifs, Fssc 22000, Emas, impronta ambientale ed altre.

Iter di certificazione Iso

Iter per il raggiungimento di una certificazione Iso :

  • Individuazione della norma da implementare, che può provenire da richieste esterne e o necessità interne;
  • Effettuazione di verifica sullo stato del Gap aziendale nei confronti della norma da implementare;
  • Eventuale adeguamento strutturale ed organizzativo per adempire alle richieste della certificazione Iso che vogliamo raggiungere;
  • Identificazione dell’analisi del contesto, analisi dei rischi, obbiettivi per la norma prescelta;
  • redazione del sistema di gestione come da requisiti della norma, procedure, moduli, istruzioni documentate;
  • Formazione delle risorse interne sulle mansioni e sulle procedure;
  • Periodo di test sistema di gestione organizzativo;
  • Effettuazione audit interno;
  • Risoluzione delle non conformità scaturire dall’audit interno o piani di miglioramento;
  • Scelta dell’ente di certificazione, che consigliamo sia accreditato Accredia;
  • Effettuazione della verifica di conformità da parte dell’ente di certificazione scelto;
  • Risoluzione delle NC eventualmente scaturite dall’audit di verifica e piano di miglioramento;
  • Mantenimento del sistema di gestione.

I costi delle certificazioni Iso

I costi che l’azienda deve sostenere per il processo di certificazione si suddividono in tre categorie:

  • Prezzi dovuti all’attività di consulenza per le norma da implementare, ed il loto mantenimento, comprese la redazione documentale del sistema e la formazione delle risorse interne;
  • Prezzi dovuti alle modifiche strutturali, acquisto di attrezzature, integrazione risorse, prove di laboratorio e tutto ciò che non è compreso dalle attività di consulenza organizzativa;
  • Prezzi dovuti all’ente di Certificazione per l’apertura del piano delle verifiche, l’effettuazione dell’audit da parte di un valutatore qualificato ed il rilascio del certificato

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Le Risorse Umane

A volte correndo dietro alle correnti innovative più disparate ci si dimentica che un’azienda solida ha innanzitutto delle risorse umane competenti e consapevoli della loro mansione. Dei dipendenti, lavoratori o collaboratori che partecipano attivamente allo svolgimento delle funzioni quotidiane aziendali, risorse umane che sono un’insostituibile input di informazioni per i miglioramento di un sistema di organizzazione aziendale. Nel corso degli anni la competenza di queste figure è andata ben al di là delle tutele e del rispetto delle normative della salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare e privacy, sono richieste figure che possano gestire i requisiti di talune tecnologie e norme internazionali, oltre che capacità comunicative necessarie per il lavoro in team, ed offrendo feedback per spunti di miglioramento aziendale. Quindi seppur le evoluzioni tecnologiche facilitano la gestione umana non potrà mai essere sostituito un artigiano da un computer.

Procedura gestione risorse umane lavoratori

Gestione delle Risorse Umane

All’interno di un sistema di gestione la procedura della gestione delle risorse umane ricopre un ruolo fondamentale, perché si deve inquadrare efficacemente il CHI FA COSA QUANDO COME, dall’analisi delle necessità del personale che opera in azienda dovranno scaturire tutte le figure necessarie allo svolgimento, monitoraggio e miglioramento delle attività ordinarie e straordinarie. Vediamo cosa dovrebbe contenere una procedura per la gestione delle risorse umane:

  • La quantità e la qualità delle figure necessarie allo svolgimento di tutte le fasi di processo;
  • Le qualità che deve avere la figura per poter prendere la mansione;
  • La definizione dei mansionari con le responsabilità, i requisiti minimi e le gerarchie;
  • La formazione necessaria che devono avere le figure per l’esplicazione della mansione;
  • La metodologia di selezione dei candidati;
  • L’effettuazione di periodi di prova;
  • L’aziendalizzazione delle risorse umane sulla base del contesto aziendale;
  • L’inserimento della risorsa nella programmazione del programma di formazione aziendale;
  • I metodi di verifica di recepimento della formazione e o addestramento effettuato;
  • Gli obbiettivi e gli indicatori per monitorare le performance delle risorse.

Tutti questi aspetti possono essere gestiti tradizionalmente dalla direzione ma oggi giorno ci sono degli strumenti relazionali che ne facilitano l’organizzazione.

I mansionari

I mansionari servono a definire i seguenti fattori:

  • Nomina e presa funzione della risorsa;
  • Gerarchie funzionale e comunicativa delle risorse umane;
  • Requisiti minimi che deve avere la figura per poter prendere in carico il ruolo e la loro assoluzione;
  • I processi formativi ai quali deve sottostare la risorsa per accrescere di competenza nel suo ruolo;
  • Le responsabilità che ha la risorsa nello svolgimento del suo ruolo;
  • I regolamenti alla quale la figura deve sottostare durante il suo operato;

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica, se devi redigere dei mansionari o una procedura di gestione delle risorse umane.

La Figura del Responsabile Qualità

Il Responsabile Qualità è la figura aziendale che collega la proprietà, e la direzione, con i reparti operativi, colui che grazie al suo impegno continuo, tramite la progettazione di un sistema di gestione aziendale, definito dal contesto dell’organizzazione, lavora per raggiungere gli obbiettivi e gli scopi fissati dalla proprietà.

Il responsabile qualità competenze mansione responsabilità

Il suo ruolo, seppur correlato da una dipendenza gerarchica, per poter essere efficace, dovrebbe essere il più possibile oggettivo per poter innescare un processo di miglioramento aziendale e non essere ‘viziato’ , da comportamenti che vengono dalla direzione, o dai sottoposti, molte volte ciò non risulta possibile in quando nelle piccole organizzazioni dove le figure impiegate sono pochi e le mansioni sono accorpare, questa ‘carica’ viene presa dal titolare dell’azienda.

Il responsabile della qualità è da differenziarsi dal ruolo di responsabile del controllo qualità, in quanto il primo si occupa della visione di insieme dell’organizzazione, il secondo del ‘controllo’ di taluni requisiti della qualità, per esempio, di un prodotto, o di una erogazione dei un servizio.

Le competenze del responsabile qualità

Un’organizzazione che debba ricercare o nominare un responsabile qualità deve definire come tutte le altre figure le competenze generiche e specifiche per l’affidamento di questo ruolo che devono comprendere:

Generiche

  • Capacità comunicativa a tutti i livelli;
  • Capacità di leadership e lavoro in team;
  • Capacità organizzativa e relazionale;
  • Capacità di analisi volta al problem solving ed al miglioramento continuo;
  • Capacità critica e terza di giudizio;
  • Doti di affidabilità ed etica.

Specifiche

  • Evidenze relative alla conoscenza ed esperienza nell’ambito in cui l’organizzazione opera;
  • Dove ritenuto necessario, avere il background scolastico necessario per la mansione, per esempio, ingegnere, biologo, tecnologo, perito, e così via;
  • Evidenze di formazione ed esperienza specifica per le norme di certificazione di cui l’azienda è in possesso.

E’ buona norma, che dovrebbe essere inserita nella procedura delle risorse umane, definire i vari step per l’affidamento dell’incarico di responsabile qualità, che devono comprendere primo colloquio conoscitivo, raccolta delle informazioni, periodo di prova, affidamento dell’incarico.

Le mansioni e le responsabilità

Di che cosa si occupa operativamente la funzione di responsabile qualità? Le mansioni sono variabili da organizzazione ad organizzazione ma generalmente comprendono:

  • Analizzare assieme la direzione il contesto dell’organizzazione, i punti forti e carenti della stessa e degli asset aziendali;
  • Gestire la progettazione del sistema di gestione qualità nell’ambito in cui opera l’azienda, definendone, assieme alla direzione, gli obbiettivi e le azioni per il loro raggiungimento compresi i loro indicatori, ed i budget necessari;
  • Mappare tutti i processi aziendali e definirne criticità ed azioni di mitigazione, i requisiti legali applicabili, quelli del cliente e mantenerli aggiornati;
  • Gestire come da collante le figure aziendali, partecipando alla formazione, ed alle interviste per aumentare la consapevolezza e la cultura per la qualità;
  • Definire in qualità di responsabile le mansioni delle figure, i requisiti minimi ed i percorsi di miglioramento di competenza;
  • Redigere tutta la documentazione necessaria al funzionamento del sistema di gestione
  • Aumentare il livello di comunicazione interna per favorire l’efficienza organizzativa nella gestione ordinaria e o delle emergenze;
  • Operare per analizzare ed aumentare il livello di soddisfazione della clientela;
  • Effettuare verifiche interne su tutti gli aspetti ed applicare delle azioni correttive in caso di non coerenza con i sistema sia documentale, comportamentale, procedurale;
  • Monitorare gli obbiettivi ed applicare azioni correttive, e preventive, nel caso in cui l’organizzazione operi fuori targhet;
  • Gestire le scadenze ed effettuare le pianificazioni di scadenze documentali, formazione, visite mediche, analisi di laboratorio, tarature, autorizzazioni, ecc;
  • Gestire le situazioni di emergenza assistendo la direzione nei casi di lamentela, non conformità, infortunio, ecc;
  • Gestire i rapporti con gli uffici qualità dei fornitori e clienti, con gli enti e con le autorità.

Le responsabilità del responsabile qualità ovviamente vanno di pari passo alle deleghe tra azienda e figura che devono comprendere:

  • Deleghe di responsabilità sul sistema, per esempio sicurezza, ambiente, qualità, food;
  • Capacità di spesa per il raggiungimento degli obbiettivi fissati;

In mancanza di questi due requisiti, seppur possono essere riconosciute responsabilità dirette alla figura del responsabile qualità è molto difficile riscontrarne un danno.

Sistemi & Consulenze effettua dei percorsi formativi diretti alla figura del responsabile qualità, e a tutte le figure dell’organizzazione nell’ambito di un sistema di gestione certificato, volti all’implementazione, certificazione fino al mantenimento di essa. Vengono effettuati anche percorsi formativi per le figure che effettuano audit interni.

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica o se devi formare la figura del responsabile qualità aziendale.

L’importanza della Checklist o Lista di Controllo

Lo strumento più importante per il miglioramento aziendale è l’audit, che può essere documentale o su campo, sul rispetto dei requisiti ad un regolamento, norma, o altre specifiche, per esempio dei clienti, il primo passo per effettuare una verifica coerente è la creazione di una checklist o lista di controllo contenente tutti i requisiti che devono essere soddisfatti. La valutazione può essere effettuata su tutte le aree, economico, salute e  sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, sicurezza alimentare.

Checklist e Lista di Controllo

Ovviamente la figura che redige la checklist o lista di controllo deve avere piena conoscenza dei requisiti che dovrà andare a valutare e dovrebbe aver almeno effettuato il corso di formazione sulla norma Iso 19011 per l’applicazione delle tecniche corrette della gestione di un audit e  dei principi di  terzietà.

La Checklist ed il piano di audit

E’ fondamentale nella redazione di una checklist avere a  disposizione le norme dei requisiti da valutare, essi dovranno essere riportati in una tabella nella prima colonna suddivisi in macro categorie, nel caso che la lista di controllo debba essere applicata alla valutazione di più norme, per esempio un sistema di gestione integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza, Food, devono essere identificate i punti di contatto dei vari requisiti, ed approfonditi nella seconda colonna.

Si deve poi procedere, inserendo altre due colonne, la prima, sarà relativa alla conformità o meno di un requisito, identificando quali requisiti siano fondamentali, e  quali secondari per assicurare il rispetto dei requisiti, decidendo se basti assegnare un giudizio di conformità o non conformità, oppure se assegnare anche dei punteggi relativi alla percentuale di conformità ad un requisiti, come per esempio viene effettuato nello standard IFS, utilizzando delle lettere, o la norma Fssc 22000 con delle percentuali. La seconda colonna da aggiungere invece conterrà le evidenze, positive e negative, riscontrate nei confronti dei requisiti valutati.

Gli output di una lista di controllo

Una volta esauriti tutti i punti della checklist sui requisiti applicabili oggetto della valutazione, i risultati devono essere riportati in una tabella, dove verranno indicate le valutazioni delle deviazioni, che possono essere catalogate in:

  • Maggiore in caso di non rispetto di un requisito fondamentale;
  • Minore in caso di non rispetto di un requisiti non fondamentale e la non totalità di rispetto di requisito fondamentale;
  • Raccomandazione in caso di possibile presunta deviazione o non totale rispetto di un requisito non fondamentale;

O possono ricevere una valutazione come abbiamo visto basata sulle percentuali.

Dopo della definizione delle deviazioni si procederà con la presentazione all’azienda delle risultanti della verifica tramite la checklist e verranno definite le cause, le tempistiche, le responsabilità e le evidenze necessarie per considerare le deviazioni chiuse ed i requisiti applicabili così soddisfatti.

La lista di controllo può essere utilizzata per intero durante un’unica valutazione annuale, ma può anche far parte di un piano di audit dove vengono affrontate le tematiche più impattanti, sui requisiti applicabili, con frequenze più ridotte nell’arco dell’anno.

Contattaci! Se vuoi approfondire le tematiche e o devi redigere delle checklist per il piano di audit aziendale.

Certificazione Brc Packaging

La certificazione BRC Packaging completa la gamma degli standard privati del British Retail Consortium. Si applica a tutte le aziende produttrici di materiali per il confezionamento di vario genere. I suoi requisiti sono finalizzati alla tutela della sicurezza, qualità e legalità dei prodotti di questo settore fondamentale nella filiera alimentare, cosmetica e di igiene alla persona. Le organizzazioni produttrici di materiali per il confezionamento rientranti nei MOCA a contatto con materiali di imballaggio sono degli attori fondamentali nella filiera dell’industria alimentare. La certificazione BRC Packaging fornisce loro uno strumento efficace per la creazione di un sistema di gestione per la produzione di questi materiali che garantisca il rispetto dei principi HACCP e delle GMP specifiche per la produzione ed il rispetto delle normative di settore.

I Punti Fondamentali della Certificazione BRC Packaging

I requisiti fondamentali per la BRC Packaging sono i seguenti:

Certificazione Brc Packaging materiali di confezionamento

  • Redazione di un programma di prerequisiti (PRP) per il monitoraggio degli ambienti produttivi, dei processi, dei prodotti e di tutte le risorse umane.
  • Gestione dovuta dall’applicazione di un sistema basato sull’analisi dei pericoli HACCP e sulla gestione delle GMP;
  • Implementazione di un sistema di gestione documentato;
  • Forte prova dell’impegno della direzione e della leadership a tutti i livelli;
  • Efficace applicazione di buone pratiche igieniche;
  • Miglioramento continuo tramite audit.

I Vantaggi della Certificazione per i Materiali di Confezionamento

Molti sono i vantaggi della Certificazione Materiali di Confezionamento. Qui di seguito sono riassunti i benefici che essa comporta per tutte le aziende di produzione Food e di cosmetici:

  • Riconoscimento da parte del GFSI con una conseguente diminuzione del numero di verifiche da parte di clienti del settore alimentare;
  • Presenza dell’azienda sulla BRC Directory, il quale rappresenta un importante strumento di trasparenza commerciale;
  • Gestione attiva di tutti i requisiti obbligatori per la produzione dei materiali;
  • Prova dell’impegno, della consapevolezza e della competenza di tutte le risorse impiegate;
  • Differenziazione sui mercati ed apertura ai committenti appartenenti alla ‘filera’ BRC IFS.

Contattaci! I nostri esperti consulenza BRC packaging sono a tua disposizione se sei interessato a questa tematica o vuoi implementare questo standard nella tua azienda.

Il sistema di Segnalazione Confidenziale della Certificazione BRC

Una delle novità introdotte dallo standard di certificazione BRC Food nella versione 8 è la richiesta d’implementazione in azienda di un sistema di segnalazione confidenziale, nell’ambito della comunicazione interna aziendale, la clausola definisce:
“La società deve disporre di un sistema di segnalazione confidenziale per consentire al personale di segnalare problemi relativi alla sicurezza, integrità, qualità e legalità del prodotto.”

Sistema di Segnalazione Confidenziale

Il sistema di comunicazione confidenziale definisce un aspetto importante inerente al principio di comunicazione, in questo caso, interna. Ma perché è stato reso necessario creare un apposito requisito della norma? La risposta è molto semplice, quante volte abbiamo effettuato un incontro formativo dove le figure addette alla produzione avevano un comportamento totalmente diverso in presenza o assenza dei responsabili , o del management? Praticamente sempre, quindi spesso si manifesta un’inefficienza di comunicazione tra le varie aree aziendali.

In pratica una qualsiasi risorsa, nell’ambito dell’apprendimento, crescita di competenza e consapevolezza della cultura della sicurezza alimentare, dovrebbe avere la possibilità di segnalare possibili rischi, pericoli, situazioni e o consigli con sistema di segnalazione confidenziale tramite un canale che sia sicuro, che non si scontri con i principi della privacy, e che sia un importante input per l’organizzazione per intervenire o programmare azioni in tal senso.

I problemi per i quali risulti difficile comunicare, per le quali è stato reso necessaria la creazione di un sistema di segnalazione, possono essere riassunti così:

  • Paura di avere ritorsioni da parte di collaboratori e o responsabili;
  • Paura di essere additati come ‘spie’;
  • Paura di avere l’effetto totalmente opposto.

E’ da ritenersi quindi fondamentale trovare il sistema di segnalazione confidenziale più consono che può comprendere, e mail, numeri dedicati e o aree azienda specifiche compartimentate.

Andando nella direzione opposta nella quale le revisioni delle norme per i sistemi di gestione Qualità, Ambiente, Sicurezza, …., lo standard Anglosassone ha scelto come sempre la strada più diretta e quindi ha introdotto il requisito del sistema di segnalazione per avere una forte efficacia là dove si manifesti e o si possa manifestare una deviazione degli aspetti di sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti, ma attenzione agli aspetti di cui tenere contro:
• Il primo è quello di non cadere in inganno di comportamenti lesivi verso collaboratori tramite questo sistema di segnalazione confidenziale;
• Questo aspetto deve andare al di là di procedure per la comunicazione in caso di emergenza;
• Che possono e deve essere creata una cultura di salvaguarda aziendale nell’ottica della continuità lavorativa e che le segnalazioni debbano e possano anche comprendere consigli e non solo lamentele.

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La Cultura per la Sicurezza Alimentare 

Lo standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC Food 8, per migliorare gli aspetti della ‘qualità in ambito direzionale’ introduce il requisito della cultura per la sicurezza alimentare con una specifica clausola:

Cultura per la sicurezza alimentare

“L’alta direzione del sito deve avere un piano strategico documentato per lo sviluppo e il miglioramento continuo della cultura della sicurezza. Ciò include:

  • attività definite che coinvolgono tutte le sezioni della società a tutti i livelli;
  • un piano d’azione che indica come verranno valutate ed intraprese le attività con i tempi previsti;
  • revisione dell’efficacia delle attività completate “

Lo standard BRC raccogliendo le non conformità e le segnalazione degli auditor, vuole mettere a  disposizione uno strumento che implementi la cultura per la sicurezza e la consapevolezza di tutte le figure impiegate, aspetto che prima veniva gestito con un modulo volontario ed adesso diventa obbligatorio per lo standard.

L’azienda deve avere messo in atto dei piani strategici, documentati, fissando obbiettivi ed azioni necessarie per raggiungerli, adottare dei sistemi di misurazione e valutazione e dei piani di miglioramento inerenti alla cultura per la sicurezza alimentare.

Che cosa si intende per cultura per la sicurezza alimentare?

Si può definire l’aspetto della cultura per la sicurezza alimentare nell’insieme di conoscenze, esperienza, idee, abitudini che le persone hanno  su un argomento, in questo caso sulla sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti.

Si può partire da un semplice questionario, senza intercorrere nelle tematiche del GDPR, che ci aiuti a  comprendere quale sia il livello culturale e  di attenzione sulle tematiche, così da poter creare un piano di lavoro che può essere suddiviso in due parti:

  • Parte prima culturale – Composta da incontri formativi di gruppo o individuali, partecipazione a corsi, affissioni in bacheca o messa a  disposizione nelle aree comuni di materiale come riviste del settore per migliorare la consapevolezza e  la cultura della sicurezza;
  • Parte seconda operativa o abitudinale – Composta da addestramenti o da esercitazioni di team per migliorare le cattivi abitudini che possono portare a problematiche sconosciute dalle figure operanti;

L’azienda dovrà poi definire la frequenza e gli skill di misurazione dei miglioramenti di questi aspetti, rivalutandoli almeno annualmente in sede di riesame o ogni qual volta necessiti.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o implementare la procedura per il miglioramento della cultura per la sicurezza alimentare Brc 8!

La qualifica del consulente BRC per la sicurezza alimentare

Lo standard per la sicurezza alimentare Anglosassone nella versione Food giunto alla revisione 8 definisce, come ormai tutte le certificazioni in ambito alimentare, la qualifica del consulente BRC:

“Ci deve essere una procedura documentata per l’approvazione e il monitoraggio dei fornitori di servizi. Tali servizi dovrebbero includere:

  • i consulenti per la sicurezza alimentare. “

Un altro elemento della clausola, che fa comprendere quanto possano essere impattanti, per la sicurezza, qualità e  legalità dei prodotti,  anche i fornitori di servizi definisce:

“Il processo di approvazione e monitoraggio deve essere basato sul rischio e deve prendere in considerazione la competenze in questo caso del consulente BRC su aspetti:

  • rischio per la sicurezza e la qualità dei prodotti;
  • conformità con eventuali requisiti legali specifici;
  • potenziali rischi per la sicurezza del prodotto (ossia i rischi identificati nella vulnerabilità e nelle valutazioni della difesa alimentare). “

Vien da se comprendere che il fornitore di servizi quale il consulente BRC ha un impatto molto alto e  quindi deve essere considerato ad alto rischio, e devono essere definiti dei requisiti fondamentali per la scelta di un collaboratore competente che sia in linea con i contesto e con gli obbiettivi aziendali.

Vediamo alcuni aspetti da tenere conto quando si deve scegliere un consulente Brc:

Competenza

  • Un consulente BRC dovrebbe essere un esperto nel proprio campo, non solo inteso come schema ma anche come tipologia di prodotto quindi devono essere presi in considerazione degli aspetti per verificarne la competenza:consulente BRC
    • Titolo di studio che deve essere inerente al lavoro effettuato in azienda;
    • Formazione Specifica, che in questo caso dovrebbe essere inerente allo standard oggetto del contratto, effettuata da enti riconosciuti e con superamento tramite esame;
    • Esperienza su campo, aver esperienze e referenze di progetti effettuati in questo ambito confrontabili;
    • Capacità personali di lavoro di squadra, da una semplice gestione della presentazione alle tecniche per l’effettuazione di un audit, o della gestione dei rapporti con le autorità;
    • Evidenze di consapevolezza della propria professione, presenza nel settore, visibilità, albi, assicurazioni professionali;
    • Fare attenzione a  quelli che dicono ma io faccio solo il sistema, non l’autocontrollo HACCP,  o Harpc, ai raccontatori di favole… e non aggiungiamo altro.

Disponibilità

  • Fare attenzione a quelle figure che sono sempre a  disposizione, un consulente BRC, se si considera bravo, avrà dei tempi gestiti sapientemente, una figura sempre disponibile non è un buon segno;
  • Fare attenzione alla capacità di concentrazione e di saper onorare promesse.

Semplicità

  • Una persona autorevole e competente deve saper spiegare e far comprendere a  tutti quello che sta facendo, saper utilizzare paroloni e  o concetti poco chiari non è sinonimo di efficienza soprattutto del lavoro in team, una persona chiara e semplice, denota sicurezza nel proprio operato e  potrà far crescere la tua organizzazione;
  • Allontanare chi usa esclamazioni tipo facilissimo, subito, o che è tutto sbagliato ma io ho la soluzione zacccc, meglio chi ascolta, annota ed utilizza dei se.

Mansione

  • Inquadrare bene le responsabilità ed i compiti del consulente BRC, le gerarchie ed i referenti, anche se è una figura esterna deve essere collante al team altrimenti servirà a ben poco;
  • Definire se il lavoro deve essere fatto in azienda, o anche a distanza, se si devono formare ed addestrare delle figure;

Accordi Contrattuali

  • Deve essere stipulato un contrattato di lavoro con tanto di possibili rescissioni contrattuali per adempimenti, oppure periodi di prova.

Prestazione

  • Fissare obbiettivi anche per questa figura, obbiettivi di miglioramento e la capacità di gestire le deviazioni.

Il ruolo di Consulente BRC per la sicurezza alimentare è un ruolo fondamentale per l’azienda, il buon consulente esterno può apportare, con la propria esperienza ed il continuo aggiornamento, elementi interessanti di miglioramento, soluzioni innovative, un background tecnico che difficilmente una sola azienda può avere ‘in casa’,  scegliere persone ‘amiche’ e o poco competenti può essere un danno per l’azienda, si possono avere delle deviazioni inerenti alla sicurezza qualità e  legalità dei prodotti, delle perdite e o sanzioni contrattuali con i clienti, quindi è un aspetto di cui tenere conto una volta si scelga di ricorrere ad una figura esterna.

Contattaci!! Se hai esigenza di un consulente BRC o se vuoi rivalutare la tua procedura di qualifica!

La mitigazione del rischio frode nei prodotti Bio

Lo standard Internazionale per la sicurezza alimentare IFS Food V 6.1 scorpora dalla Food Defense i principi della mitigazione del rischio frode, o Food Fraud, nel punto 4.21 vengono definiti i requisiti richiesti ad un’organizzazione per la prevenzione e  la lotta alle frodi alimentari.

I tavoli tecnici dello standard hanno voluto dare un focus sulla mitigazione del rischio frode visti i continui scandali che si sono ripetuti negli ultimi anni.

Mitigazione del Rischio Frode

E’ richiesto ad un’organizzazione di creare una struttura volta gestione della Food Fraud, all’individuazione ed alla valutazione delle materie prime, food e  no food che possono essere frodate, nell’ambito della qualifica dei fornitori,  di mettere in atto una serie di azioni volte al controllo e prevenzione ed a creare un sistema per la mitigazione del rischio frode per poter intervenire tempestivamente, sia per i processi che vengono effettuati direttamente dall’azienda sia per quelli che vengono dati in outsourcing.

Per esempio un’azienda che tratta materie prime Biologiche e  materie prime convenzionali avrà delle valutazioni sia sugli aspetti esterni, fornitori, ricezione, sia su quegli interni, stoccaggio, crossing di produzione, etichettamento.

L’analisi ci porterebbe ad individuare che le materie prime biologiche, mercato in continua crescita che secondo Codiretti nel 2018 ha aumentato il consumo di prodotti bio del + 10,5%, quindi per gli aspetti di salubrità dell’alimento, che trova i consumatori sempre più sensibili, può essere un fattore sfruttabile da taluni imprenditori ‘furbetti’ che voglio spacciare materie prime e o prodotti convenzionali per biologici.

Diventa allora fondamentale in sede di qualifica richiedere a  tali fornitori evidenze che vanno al di là della certificazione in corso di validità sullo scopo coerente con i prodotti e  materie prime acquistate, ma verificare la dove siano presenti registri smaterializzati, invio da parte dei clienti, e  validare la qualifica con analisi di laboratorio volte ad escludere la presenza di sostanze vietate nelle produzioni biologiche o esami qualitativi per verificare la purezza del prodotto.

Contattaci!! Se sei interessato alle tematiche ouoi effettuare una valutazione per la mitigazione del rischio frode Ifs Food Fraud.