Quali sono le più comuni certificazioni per il settore edile?

certificazioni per il settore edile

I sistemi di gestione e gli standard per la certificazione aziendale sono utili ed ormai necessari per tutte le organizzazioni, di qualsiasi grandezza e contesto pubblico e privato, non sono da meno le certificazioni per il settore edile.

Tutte le norme e gli standard di certificazione aiutano le organizzazioni a trovare efficienza ed efficacia sia nei loro processi che per il rispetto, gestione e miglioramento verso determinati requisiti come la sicurezza sul lavoro e l’ambiente.

Nell’edilizia sono 3 le certificazioni per il settore edile più comuni. che non sono ovviamente norme tecniche specifiche. Ma si sono rese fondamentali per migliorare la produttività aziendale, soddisfazione dei clienti, standardizzazione dei servizi e prodotti e per il monitoraggio dei requisiti obbligatori legati alla salute e sicurezza sul lavoro ed all’ambiente.

Tematiche molto importanti e con alti rischi per le organizzazioni che operano nell’edilizia.

Le 3 certificazioni per il settore edile più utili per migliorare la tua organizzazione

Tutte e tre le norme di certificazione per il settore edile che vedremo sotto sono internazionalmente riconosciute e forniscono tutta una serie di vantaggi alle organizzazioni che le adotteranno e che si sottoporranno ad audit di organismo di certificazione accreditato.

Le certificazioni ISO più vantaggiose per il settore edile sono:

  • La certificazione del sistema di gestione qualità secondo la norma ISO 9001;
  • La certificazione del sistema di gestione ambiente secondo la norma ISO 14001 a volte integrata con la norma Emas;
  • La certificazione del sistema di gestione salute e sicurezza sul lavoro secondo la norma ISO 45001 che sostituisce la norma Ohsas 18001. Questa certificazione, per le organizzazioni che si occupano di lavoro che possono avere un impatto sul traffico stradale può essere sostituita e o integrata dalla norma Iso 39001.

La norma sul sistema di gestione Iso 9001 nel settore edile

Tra le tre certificazioni per il settore edile di cui parleremo, quella che creerà il concetto di gestione ed efficienza nei processi è la certificazione del sistema di gestione qualità Iso 9001.

Il sistema di gestione della qualità aziendale si concentra su 8 aree chiave:

  • Definizione dei rischi che possono avere un impatto sugli obbiettivi;
  • Attenzione e soddisfazione ai requisiti del cliente;
  • Leadership a tutti i livelli organizzativi;
  • Gestione delle risorse umane per competenza, partecipazione e consapevolezza delle proprie mansioni;
  • Approccio ed ottimizzazione dei processi;
  • Miglioramento continuo;
  • Decisioni basate su dati ed evidenze;
  • Gestione delle relazioni tra tutte le parti interessate interne ed esterne.

La corretta applicazione gestione delle macro aree porterà alla tua organizzazione e o impresa edile notevoli vantaggi quali:

  • Una gestione strategica ottimale grazie all’adozione di un comportamento pro attivo nei confronti dei rischi e delle opportunità che possono provenire dall’interno o dall’esterno dell’organizzazione;
  • Una ottimizzazione di tutti i processi favorendone la diminuzione delle inefficienze e degli sprechi. Con un miglioramento delle performance e dei guadagni;
  • Una gestione di tutte le risorse umane con una crescita importante nei propri ruoli;
  • La valutazione coerente di tutte le prestazioni dei fornitori sfruttando le pratiche di gestione delle relazioni;
  • La possibilità di gestire più commesse simultaneamente;
  • Evidenziare l’impegno per il rispetto dei requisiti contrattuali. Ed una crescita della reputazione sui marcati;
  • Poter partecipare a gare di appalto pubbliche e private;
  • Monitorare e migliorare costantemente le performance per la soddisfazione dei clienti.

La norma sul sistema di gestione Iso 14001 per settore edile

Il sistema di gestione ambiente è tra le certificazioni per il settore edile, ed è quella che si occupa della gestione ed il miglioramento delle performance rispetto ai requisiti obbligatori ambientali.

Grazie all’adozione del sistema di gestione ambientale secondo la norma Iso 14001 l’organizzazione sarà in grado di definire il proprio contesto e definire le aspettative di tutti gli stakeholder rispetto alle tematiche ed agli impatti ambientali.

Individuando i rischi e pericoli e definendo coerenti azioni di mitigazione e prevenzione dei danni ambientali. La certificazione Iso 14001 sarà fondamentale anche per migliorare la cultura ambientale aziendale e per la gestione pro attiva di rischi che possono sfociare in danni ambientali.

I principali vantaggi derivanti dall’implementazione della norma ambientale Iso 14001 nella tua realtà edile sono:

  • Definizione dei rischi impattanti sull’ambiente e sull’organizzazione per rifiuti, energia, emungimento delle risorse, emissioni in atmosfera, immissioni in fogna, inquinamento ambientale ed altri;
  • Definizione di attività atte alla mitigazione e prevenzione dei possibili danni derivanti da impatti ambientali;
  • Miglioramento dell’efficienza delle risorse tecniche ed umane lungo i processi e sulla vita dei beni e servizi;
  • Riduzioni dei costi e degli sprechi;
  • Miglioramento della gestione delle emergenze ambientali;
  • Miglioramento dalle referenze aziendali e della reputazione;
  • Esimenza del datore di lavoro secondo il modello organizzativo gestionale L 231;
  • Sgravi fiscali inerenti al raggiungimento delle certificazioni ambientali;
  • Facilitazioni nei processi di qualifica dei fornitori e miglioramento dei rapporti con la catena di fornitura;
  • Partecipazione a bandi di gara.

Questa norma di certificazione spesso trascurata dalle organizzazioni edili è invece sempre più richiesta dai committenti che subappaltano processi e o per la partecipazione a gare di affidamento. Attesta l’impegno dell’organizzazione edile sulle tematiche, spesso sottovalutate, ambientali.

La norma di certificazione ambientale come le altre è internazionalmente riconosciuta e grazie alla struttura HLS è facilmente integrabile con altre nome. Nelle realtà più strutturate può essere integrate anche dalla norma ambientale Emas.

La norma sul sistema di gestione Iso 45001 per settore edile

Tra le più importanti certificazioni per il settore edile c’è quella sul sistema di gestione salute e sicurezza sul lavoro secondo la norma Iso 45001.Il sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro ha come focus la gestione dei requisiti obbligatori inerenti, appunto, alla salute e sicurezza dei lavoratori.

La sua corretta adozione sarà fondamentale, in un ambito ad alto rischio, per la prevenzione degli incidenti, degli infortuni e delle malattie professionali in azienda. Che possono avere un impatto in primis sui lavoratori, sulla società e sull’organizzazione edile.

La norma di  certificazione Iso 45001 è internazionalmente riconosciuta e sostituisce la norma Ohsas 18001 in questo ambito. Aiuterà la tua realtà edile alla gestione dei requisiti, al miglioramento della credibilità e dell’affidabilità.

E’ un prerequisito per rendere l’ambiente di lavoro più sicuro e per la partecipazione a bandi di gara ed affidamenti, nonché garantisce uno sgravo sul premio Inail. I principali vantaggi dell’implementazione di un sistema di gestione salute e sicurezza secondo la norma Iso 45001:

  • Definizione di un contesto coerente aziendale e dei rischi annessi con la messa in atto di azioni preventive e di mitigazione degli stessi;
  • Definizione di obbiettivi aziendali e delle aspettative delle parti interessate;
  • Gestione di tutti i requisiti obbligatori inerenti alla salute e sicurezza sul lavoro, documentali, formativi, strutturali e di sorveglianza sanitaria;
  • Creazione di una struttura organizzativa secondo i principi di leadership;
  • La diminuzione degli incidenti, malattie professionali ed infortuni in azienda;
  • Il miglioramento delle competenze degli operatori e della loro partecipazione attiva a miglioramento della cultura per la sicurezza sul lavoro;
  • Diminuzione dei premi assicurativi, dei costi inerenti a sanzioni e fermi impianto;
  • Esimenza del datore di lavoro come previsto dalla applicazione del modello organizzativo gestionale secondo la L 231;
  • Miglioramento della credibilità e della reputazione aziendale;
  • Facilitazione dei processi di fornitura e miglioramento dei rapporti su tutta la catena;
  • Partecipazione a gare d’appalto ed affidamento.

Considerazioni finali in ambito edile

Il contesto edile è molto importante. Spesso bistrattato in quanto non sempre le organizzazioni vengono gestite correttamente. Le certificazioni per il settore edile che abbiamo visto sopra ovviamente non sono obbligatorie.

Ma la loro implementazione in un sistema di gestione integrato e la loro certificazione potranno dare una struttura organizzativa fondamentale per migliorare le proprie performance per la qualità dei servizi, soddisfazione dei clienti e per i requisitoti del cliente, ambientali e sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Tutto ciò gioverà in termini di efficientamento dei processi, ed assicurando ai committenti l’impegno dell’organizzazioni su tutte le tematiche. Aspetto fondamentale quando si voglia entrare in grandi catene di fornitura e committenza.

Che hanno la necessità di lavorare solo con realtà edili capaci di gestire preventivamente tutti i requisiti non facendo incappare i progetti in possibili ritardi, o fermi cantiere causati da danni ambientali e o infortuni.

Quindi che cosa stai aspettando? Contattaci!! Saremo a tua disposizione coni nostri servizi di consulenza, formazione ed audit sulle certificazioni per il settore edile.

Gli audit di seconda parte o audit sui fornitori

Una delle attività che ci trova impegnati sul territorio nazionale sono l’effettuazione di audit di seconda parte o audit sui fornitori. Gli audit di seconda parte sono necessari principalmente per le seguenti motivazioni:

  • Qualificare un fornitore di servizi e o prodotti per la propria fornitura;
  • Il mantenimento nel tempo dei requisiti di cui sopra;
  • Monitorare l’operato del fornitore nei confronti di standard e o capitolati di servizio e fornitura definiti in fase contrattuale;
  • Richieste specifiche di norme e o standard di certificazione;
  • A seguito di non conformità ripetute e o gravi impattanti sul raggiungimento degli obbietti.

La richiesta degli audit sui fornitori è estremamente in crescita. I requisiti obbligatori vengono inseriti nei capitolati contrattuali e negli allegati qualità. Il perché vi sia la necessità di effettuare degli audit di seconda parte è molto semplice.

La motivazione principale debba essere definita una realtà terza alle parti che effettui queste verifiche è la terzietà. Infatti le parti economiche chiamate in causa dal contratto non assicurerebbero oggettività sulla valutazione.

Gli step per definire un audit sui fornitori

I requisiti da valutare in un audit di seconda parte possono essere definiti durante la definizione contrattuale, come per esempio effettua la GDO e l’amministrazione pubblica. Gli audit di seconda parte o audit sui fornitori

Possono essere requisiti specifici di norme. Per esempio gli standard di certificazione alimentare GFSI, BRC, IFS, FSSC 22000, soprattutto BRC richiede in fase di qualifica del fornitore, e valutazione ad alto rischio, la presenza di un’equivalente certificazione GFSI o l’effettuazione di un audit sui fornitori.

O standard e norme ambientali per la sostenibilità nelle filiere che sono situate in aree parco o a protezione paesaggistica.

Altro esempio sono gli audit approfonditi sui servizi, pest control, controllo mense, sanificazione, FSVP ed altro. O la verifica tramite audit di seconda parte dopo ripetute e o gravi non conformità riscontrate ed imputabili al fornitore. Anche in questo caso a seconda della propria procedura di qualifica dei fornitori.

Importante quindi sarà definire i requisiti su cui si dovrà effettuare l’audit di seconda parte. E qualificare un professionista e o un’azienda terza che, sotto nostro mandato, effettuerà la valutazione presso il fornitore.

Queste figure, auditor, dovranno dimostrare competenza ed esperienza sulle norme, settore e o processi che dovranno valutare commisurata a ciò che dovranno valutare. Anche in questo caso sarà l’organizzazione che dovrà definire nella propria procedura di audit i requisiti professionali delle figure.

Che possono andare da semplice esperienza di settore alla richiesta ad organismi di certificazione terzi con i propri valutatori.

Le risultanze di un audit di seconda parte

Una volta comunicato al fornitore il programma di audit, e o in caso di audit non annunciato, definito contrattualmente, consegnato al momento dell’ingresso in azienda, si procederà con la verifica.

La checklist potrà essere definita o utilizzando checklist di requisiti ben definiti e riconosciuti, per esempio la GDO europea utilizza per l’alimentare la checklist dello standard IFS, o progettata ad hoc per l’audit di seconda parte.

Il fornitore si dovrà attenere alle medesime modalità per i controlli ufficiali e o di certificazione. E l’audit di seconda parte dovrà essere svolto con spirito di miglioramento e crescita di tutta da supply chain.

L’auditor dovrà avere un comportamento consono così come definito dalla norma Iso 19011. Ovviamente le risultanze dell’audit presso fornitore non verranno presentate a fine verifica al fornitore stesso.

Ma verranno inoltrate al mandante e richiedente dalla valutazione. Che notificherà al proprio fornitore il resoconto per la risoluzione di eventuali rilievi e per ricevere le proposte di risoluzione. Che possono essere documentali, possono includere altre verifiche o l’interruzione dei rapporti tra le realtà.

Inizialmente gli audit di seconda parte erano stati sostituiti con la richiesta alle organizzazioni di implementare e certificare pari norme e o standard di certificazione.

Ma la differenziazione aziendale e talvolta la differente capacità di giudizio degli organismi di certificazione ne richiede una richiesta sempre maggiore a tutela del cliente nei confronti del proprio fornitore e dei propri clienti.

CONTATTACI!! Se hai esigenza di pianificare degli audit di II parte presso fornitori di servizi e o prodotti della tua catena di fornitura.

Scadenzario la gestione delle scadenze

Le organizzazioni per essere in compliance con i requisiti sono tenute a gestire molteplici scadenze. I requisiti che richiedono una gestione di scadenze possono essere obbligatori, richiesti da norme o standard volontari implementati e specifici del cliente.

Non ci sono metodiche comuni a tutte da adottare per la gestione delle scadenze. Lo strumento definito scadenzario può essere composto da un semplice file excel fino a specifici e più complessi programmi gestionali CRM.

Quale sia lo strumento per gestire le scadenze deve essere commisurato alla realtà aziendale. Inutile avere degli strumenti sovradimensionati di gestione quando l’organizzazione è composta da 10 persone. Moduli che magari implementano uno scadenzario su un programma di magazzino.  Molto costoso e spesso non ben implementato in un vero e proprio sistema.
Scadenzario la gestione delle scadenze

La gestione delle scadenze e l’implementazione di uno scadenzario per i requisiti dovrebbe essere uno dei processi implementati nel sistema di gestione qualità. E la verifica delle scadenze dovrebbe essere definita e verificata almeno durante il riesame della direzione.

Output dello stesso la pianificazione delle azioni da intraprendere e la definizione delle risorse e delle responsabilità necessarie al loro assolvimento.

Avere uno scadenzario efficace non è solamente utile per un’organizzazione a gestione delle scadenze sui requisiti. Ma è uno strumento che dovrebbe essere adottato anche dai professionisti per la gestione del lavoro ed il rispetto dei tempi.

Tipologia delle scadenze

La gestione delle scadenze aziendali può interessare molteplici requisiti. Taluni come abbiamo visto obbligatori, mentre altri richiesti da norme e o standard di certificazione volontaria e requisiti richiesti dai clienti. Vediamoli:

  • Requisiti o prerequisiti strutturali obbligatori. Le scadenze inerenti a tutti quei requisiti che possono comprendere agibilità, autorizzazioni ambientali, verifiche relative alla struttura varie necessarie;
  • Requisiti documentali di valutazione obbligatori. Scadenze definite per la gestione delle valutazioni che, a secondo del contesto aziendale, possono comprendere varie aree, salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, privacy, ambiente, sorveglianza sanitaria, ecc…
  • Requisiti formativi obbligatori. I requisiti definiti dalle leggi e regolamenti di riferimento, sulle aree definite sopra, obbligatorie per lo svolgimento delle funzioni e dei processi aziendali;
  • Requisiti analitici obbligatori. A seconda del contesto possono essere richiesti dei test analitici obbligatori o tarature degli strumenti;
  • Requisiti definiti dalle norme di gestione. I requisiti che possono essere definiti da norme e o standard di certificazione volontari implementati e o certificati riorganizzazione;
  • Requisiti del cliente. La gestione delle scadenze sui tempi definiti e o sulle modalità di produzione, consegna ed erogazione di servizi e o di prodotti al cliente;
  • Altro. Si possono inserire in scadenzario delle scadenze inerenti a specifici lavori da effettuare, o inerenti a progetti con fornitori, cliente, scadenze fiscali e altro.

Focus sui professionisti ed aziende esterne

I professionisti, intesi come singoli e o realtà composta da più figure, e o le realtà che si occupano di consulenza devono avere una gran cura delle loro scadenze.

Perché dal loro operato dipendono frequentemente i raggiungimenti di taluni obbiettivi aziendali. Talvolta obbligatori e o necessari. L’argomento della qualifica di un efficiente consulente esterno o dei processi in outsourcing l’abbiamo già trattata. Ma volevamo approfondire gli aspetti da un’altra ottica.

Quante volte capita che l’attenzione al cliente, quindi all’organizzazione da parte di un consulente si fermi solamente alla fase contrattuale?

Soprattutto per quelle realtà che basandosi sul parametro prezzo amoreggiano con il probabile cliente per farsi pagare immediatamente tutto il contratto. Dietro ad una presenza esasperata, promesse, scadenze fasulle ma scomparendo all’indomani del pagamento richiesto. O incolpando il cliente per qualsiasi assurdità che ovviamente nascondo la loro metodica di lavoro.

Ahimè lo sappiamo bene perché noi stessi di Sistemi e Consulenze ci siamo ritrovati in una situazione del genere. Non avendo qualificato efficacemente un possibile fornitore.

Abbagliati dalle promesse. Dalla presenza. Effimera. Che dopo un anno oltre non averci fatto raggiungere nessun obbiettivo ci ha fatto perdere soldi e molto tempo.

Quindi la gestione delle scadenze è un aspetto molto importante anche per quelle organizzazioni che sono a supporto delle aziende per svariati servizi. Come lavora Sistemi e Consulenze:

  • Una volta effettuata la definizione contrattuale, con il cliente verrà pianificato un TO DO.
  • Gli step di lavoro verranno definiti nella quantità e nella qualità.
  • Al cliente verranno messi a disposizione tecnici reali e non virtuali, una piattaforma dove in tempo reale e con libero accesso web ed app, potrà verificare tutta la sua documentazione ed il procedere dei lavori.
  • Verrà definita una chiara gestione della comunicazione. E delle scadenze. Senza inutili scuse e giustificazioni che sono importanti solamente a far perdere tempo e reputazione alle aziende.
  • Nei nostri contratti, i nostri clienti lo sanno, sono definiti anche gli eventuali ritardi e o le inefficienze dovute a non aver avvertito sui cambi data degli incontri, o delle call, mancati appuntamenti. Che noi definiamo come una mancanza di rispetto e scarsa professionalità.

Ovviamente le emergenze possono accadere in ogni organizzazione. Ma non è buona cultura aziendale correre per riscuotere e sobbarcare di scuse, giustificazioni e colpe un cliente perché non siamo in grado di onorare i nostri impegni. Le realtà che amano definirsi Leader. Dovrebbero dimostrarlo e non esserlo solo a chiacchiere, scuse e giustificazioni.

Infatti come i nostri clienti sanno bene, non abbiamo avuto un caso, dove non abbiamo raggiunto l’obbiettivo prefissato con il cliente. Questo che sia stata una filiera, un’organizzazione con sistemi integrati varie norme e standard e o una PA. Frutto di lavoro serio ed impegno nella gestione di obbiettivi e scadenze.

Conclusione

Consigliamo a tutte le organizzazioni di implementare un sistema di gestione delle scadenze commisurato alla loro realtà ed ai loro requisiti ed obbiettivi.

Questo sarà fondamentale per avere un controllo effettivo dei processi, talvolta integrato a degli indicatori, sui fornitori, obbiettivi, requisiti che, oltre che dare una gestione snella, eviterà inutile perdite di soldi, tempi e sanzioni.

La gestione deve tenere conto in caso venga effettuata in formato elettronico anche del sistema informatico e delle risorse necessarie al suo corretto funzionamento. Alle metodiche di archiviazione dati, della leggibilità, diffusione e protezione da possibili azioni intenzionali manomissioni.

CONTATTACI!! Se hai esigenza di implementare un sistema di gestione delle scadenze nella tua organizzazione.

Le inefficienze nei processi di confezionamento

Assistiamo quotidianamente in azienda all’apertura di progetti dove non viene dato il giusto risalto a quelle che possono essere le inefficienze nei processi.

Molto spesso la redazione di un preventivo d’offerta non è comprensiva del calcolo del food cost/price e dell’industrializzazione dell’alimento o del prodotto in genere.
Le inefficienze nei processi di confezionamento

Ma viene effettuato solamente il calcolo del costo uomo in produzione, delle materie prima e dei servizi in genere, senza considerare quelle che possono essere le deviazioni ed inefficienze nei processi di confezionamento.

La non valutazione nei processi di confezionamento può realmente impattare su quelli che sono i costi della produzione di un prodotto. Ed è molto utile nel processo commerciale e di progettazione tenere conto di fattori che non sempre vengono coerentemente considerati per avere una forbice di trattativa che non faccia andare in perdita l’organizzazione.

Studiare ed abbattere le inefficienze dei processi di confezionamento

È opportuno ogni qual volta si effettui una progettazione di un prodotto e o servizio di avvalersi di utili strumenti. Per non imbattere in costose deviazioni derivanti dalle inefficienze dei processi di confezionamento.

Strumenti come il diagramma di Ishikawa a corredo di un coerente modello per la progettazione. I fattori di cui si dovrebbe tenere conto dovrebbero come minimo considerare le 4 M:

  • Man – l’operatore e o la squadra di operatori che dovranno effettuare il o i processi, la competenza necessaria e le responsabilità;
  • Machine – le attrezzature da utilizzare per il o i processi. E importante considerarne la loro gestione e manutenzione in buono stato;
  • Material – i materiali necessari per il raggiungimento dell’obbiettivo, materie prime, ed a supporto;
  • Method – il metodo che si deve utilizzare, procedure operative, azioni, buone pratiche di produzione per produrre. I requisiti obbligatori e quelli definiti dal cliente e o da uno standard di certificazione che abbiamo implementato e dobbiamo rispettare.

Affiancando questa analisi però spesso non si considerano determinati fattori fondamentali per la prevenzione delle inefficienze dei processi di confezionamento.

E quali sono? Capita che per esempio non venga considerata l’incidenza della manutenzione dei macchinari e o delle attrezzature, e che impatto possa avere il non rispetto di quanto dichiarato dal fornitore e o secondo l’utilizzo che ne viene fatto.

Oppure ed ancor più grave. Non vengono mai considerate le tempistiche, i costi, lo spreco del materiale per i cambi e o i settaggi delle macchine ed attrezzature utilizzate.

Finendo così per fare valutazioni commerciali falsate. E non solo non rientrare nei costi. Ma rischiando per rientraci di mettere a repentaglio in rispetto dei requisiti per la sicurezza alimentare, salute e sicurezza sul lavoro e del cliente.

La corretta valutazione ed industrializzazione del prodotto

L’organizzazione una qual volta riceva una nuova commissione, dovrà attivare due ben distinti ambienti. Il primo quello commerciale si dovrà occupare di recepire i requisiti del cliente e valutare se le materie prime siano presenti in giacenza oppure attivare gli acquisti.

Il secondo la mansione di ricerca e sviluppo che dovrà progettare il prodotto e o servizio richiesto valutando anche tutte le inefficienze dei processi di confezionamento.

Questa risorsa dovrà avere la competenza e capacità non solo di definire nel migliore dei modi i tempi di lavorazione, le linee utilizzate e la quantità degli operatori. Per poterne definire i costi.

Ma dovrà tener contro e comunicarlo anche quali sono le quantità minime da lavorare per ammortizzare le inefficienze dei processi di confezionamento ai cambi di prodotto.

Dovrà subentrare quindi la figura che si occupa della programmazione del lavoro, RGO, per efficientare questo processo ed ottimizzare le produzioni abbattendo le inefficienze di questa tipologia.

La più grande criticità

Questa noi la consideriamo una delle criticità più impattanti dal punto di vista produttivo. Ed anche se, le aziende oggi giorno sono costrette a lavorare con piccoli quantitativi.

Devono aver la capacità di poter organizzare le proprie produzioni in modo che i cambi prodotti ed i settaggi non impattino nella capacità economica e produttiva.

Facciamo un esempio. Un’azienda si occupa di confezionamento di vino. Ha in uso un impianto che imbottiglia, tappa, incapsula ed etichetta 1000 bottiglie all’ora. In genere invia allo stesso cliente 10000 bottiglie ala settimana.

Ma per poter produrre questo prodotto, coperto da DOC, ogni volta deve effettuare lavaggi, settare etichettatrice, tappatrice, capsulatrice e spata lotti perché il prodotto è imbottigliato in una bottiglia molto particolare. Perdendo all’incirca 4 ore di lavoro.

Sapendo che il cliente ogni mese ormai acquista quelle quantità, e visto la tipologia di prodotto non deperibile assurdo confezionare in piccole quantità. Confezionando la quantità di alcuni mesi si abbatterebbero inefficienze dei processi di confezionamento.

Una buona comunicazione tra il reparto commerciale e produttivo potrà ovviare questo aspetto. Richiedendo al cliente e o analizzando le statistiche delle vendite per poter produrre in maggior quantità e non impatterei nelle inefficienze dei processi di confezionamento.

CONTATTACI!! Se vuoi effettuare un’analisi presso la tua organizzazione per verificare le inefficienze nei processi di confezionamento.

Leadership aziendale la Differenza Tra Leader e Capo

Tra le novità introdotte dalle norme sui sistemi di gestione vi è il concetto di leadership aziendale, ma quale è il suo significato e quali sono le differenze tra leader e capo?

L’Ente di normazione con i suoi tavoli tecnici ha volutamente introdotto un cambio di passo a risposta dei rilievi di mancanza di efficacia di taluni aspetti organizzativi aziendali.

Il tessuto organizzativo aziendale, soprattutto quello Italiano, è basato molto su organizzazioni padronali. L’avvicendamento dei ruoli ‘di comando’ o ‘di governo’ avviene con la sostituzione di talune figure rimpiazzate per ‘eredità’.

Questo non potrebbe essere altrimenti in un contesto così. E spesso una unica figura viene definita come responsabile di un determinato processo anche se in realtà non lo è solamente perché è il capo. Questo aspetto mina i principi della leadership aziendale perché c’è una grandissima differenza tra leader e capo aziendale.

Quante volte durante le attività di valutazione e o consulenza ci siamo ritrovati a visionare un organigramma dove la direzione è ovunque? E quante volte la direzione poi ù presente alle riunioni di apertura e o durante gli incontri di consulenza e formazione?

La risposta più frequente è: ma l’azienda è mia. il commercialista dice ecc ecc. Le organizzazioni talvolta perdono di vista l’obbiettivo della loro realtà. E’ forse quello di primeggiare come a Risiko? O forse è quello di creare valore economico e sociale per tutte le parti interessate?
Leadership aziendale la Differenza Tra Leader e Capo

Risposta molto semplice. Con il fatturato si mangia. Essere capitani di una nave senza direzione non da pane. Sono passati anni dove le vecchie strutture aziendali, ormai fallite, sono state alla base di attività consulenziale che invece che far migliorare le organizzazioni le han fatte fallire.

I punti forti della leadership aziendale

Come abbiamo visto l’introduzione dei principi di Leadership aziendale viene richiesta da tutti i sistemi di gestione HLS. Avere dei buoni leader aziendali, una struttura di management ma non solo, sarà fondamentale per avere un ambiente aziendale positivo, efficiente e consapevole. In che modo la leadership  influisce nel miglioramento aziendale:

  • Analisi. Il leader dovrà avere una buona capacità di analisi delle risorse umane, interne ed esterne. Non può solo affidarsi a cose del genere, ingegnere o biologo. Sono utili certo. Ma dovrà avere la capacità di verificare se una risorsa potrà essere compatibile coerentemente con il contesto. Lo stesso deve valere sui processi aziendali. Saper fare e farsi le giuste domande
  • Competenza. Tra le differenze tra leader e capo c’è anche questa. Il leader non deve essere tuttologo ovvio, ma deve essere competente in quello che fa e nell’organizzazione in cui lo fa per instaurare fiducia. Focus
  • Partecipazione. Una delle più grandi differenze tra leader e capo. Avere la capacità di ‘godere’ delle qualità di tutte le risorse, ascoltare saper analizzare le evidenze della partecipazione di tutte le figure. Questo eleva le persone. Saper ascoltare per migliorare. Team
  • Responsabilità. Dare la percezione di essere roccia e non anguilla. Le decisioni sono del leader, sempre e comunque. Ed il leader ama averne. I comandanti veri sono in battaglia con i soldati. Saper Guidare Deleghe. Essersi creato una buona squadra e buoni rapporti aiuterà nella definizione delle deleghe. Ancora una volta le risorse consapevoli e partecipi accresceranno ancora di più il loro valore. Ne godranno risorse quali tempo e prevenzione delle inefficienze. Team
  • Empatia. Un leader riconosce ciò che è stato raggiunto dalle parti interessate e si immedesima in loro per comprendere e metterle nel miglio modo possibile di azione nei confronti anche delle problematiche. Intro
  • Sincerità. Insieme alla responsabilità è fondamentale per creare rapporti dove tutte le parti interessate si fidino di voi.
  • Umiltà. Piedi ben piantati in terra. Siamo essere umani e può capitare di sbagliare. Saper riconoscere i propri limiti è uno dei passi per farsi apprezzare.
  • Ispirare. Il leader deve essere punto di ispirazione della fiamma. Insegnare può essere semplice. Il leader ti porta a pensare in un modo e fare cose che non avresti mai pensato d’esser capace.
  • Resilienza. Quando il team riconoscerà la leadership, sarà più facile e positivo l’impatto nei confronti di decisioni non sempre popolari presi. Il leader deve andare al di là della criticità immediata e portarla avanti. Resistenza
  • Direzione. Il leader conosce bene la direzione da intraprendere dell’organizzazione. Non saltella in balia di quello che accade ma a capacità di valutare tutte le criticità che possono avere un impatto su raggiungimento degli obbiettivi e o approfittare delle opportunità.

Differenza tra leader e capo in azienda

Abbiamo visto i punti forti della leadership aziendale e prima di sottolineare le differenze tra leader a capo cercheremo di descrivere entrambe le figure.

Capo. Il capo è quello che molto spesso sbatte le porte. Quello che ha sempre ragione perché è il capo e che grazie alla propria esperienza o posizione ha sempre ragione. Non necessità di consigli da persone sottoposte o da collaboratori.

Perché quando una persona firma gli assegni ha sempre ragione. Il capo ogni qual volta non saprà rispondere ad una situazione avrà il potere di dare la colpa ad altri. Avrà segreti che non deve dire. Perché gli imprenditori questi sono. E se uno non lo sa e perché non lo è. In fin dei conti abbiamo sempre fatto così. E voi aveste fatto quello che ho fatto io nella vita. Gli esempi sarebbero mille.

Questo limiterà la comunicazione aziendale. La possibilità di essere squadra, prevenendo le inefficienze ed apportando utili consigli dalle parti interessate fondamentali per il miglioramento aziendale e dei processi.

Leader Aziendale. Il leader è quello invece che ha una visione più ambia. L’obbiettivo non è avere devoti. Ma è raggiungere gli obbiettivi. Saper sfruttare positivamente i punti forti delle parti interessate. Il leader è colui grazie al quale le idee vengono fuori ed il meglio di ogni figura aiuterà i processi di miglioramento.

Avere un team consapevole dei propri ruoli, con una grande capacità sarà fondamentale per un comportamento pro attivo. Il leader è colui che ANALIZZA, colui che si mette in discussione e si prende le colpe. Colui che si prende responsabilità che è il punto di riferimento e si fa eleggere capitano da gli altri e non viceversa.

Come tutta la struttura delle norme anche questi requisiti sono in direzione della semplicità nei confronti al proprio contesto. L’organizzazione deve dotarsi, come sempre, di una buona capacità di analisi. Consigliamo di non affidarsi a realtà ‘Stavejobbistiche’ composte da psicologhi, commerciali sognanti di PNL.

Una sana qualifica del fornitore per difendersi da professionisti che senza nessuna esperienza aziendale tramite frasi e principi di altri, spesso morti o organizzazioni di milioni di persone, vogliono venderci fumo distruggendo la nostra organizzazione e scappando dopo alcuni mesi di ‘lavoro.

Per chi volesse approfondire le tematiche consigliamo delle letture e dei percorsi effettuati da realtà che operano realmente in questo settore immerso nell’organizzazione aziendale. Per esempio di seguire Rino Panetti www.managementbymagic.it/.

CONTATTACI!! Se vuoi effettuare una valutazione organizzativa sulla leadership aziendale.

La metodologia Six Sigma

I principi secondo la metodologia Six Sigma sono una delle principali metodiche per raggiungere e migliorare l’efficienza dei processi e la soddisfazione dei clienti.

I principi su cui si basa la metodica Six Sigma non sono stati scoperti negli ultimi anni, ma provengono da teorie matematico statistiche del 19° secolo introdotte con successo nel colosso Motorola negli anni 80. Ed affinate fino ai tempi odierni.

Il pensiero basato sulla metodologia Six Sigma viene utilizzato assieme ad altri strumenti per lo sviluppo strategico efficiente aziendale. Frequentemente lo ritroviamo implementato nei sistemi di gestione qualità Iso 9001 di varie tipologie.

Il metodo Six Sigma, come altri, si basa sui dati, evidenze, fondamentali per la valutazione di ogni processo, per il suo miglioramento grazie ai principi statistici da lui contenuti. E come altri principi uno degli aspetti fondamentali è la capacità e la competenza di tutti gli attori, a tutti i livelli organizzativi, dell’organizzazione.

Ovviamente dalla sua nascita la metodologia è stata sempre più affinata per rendere uniforme in tutte le organizzazioni. In linea generale la metodologia secondo i principi Six Sigma è utile per:

  • Identificare coerentemente una deviazione e o criticità;
  • Raccogliere i dati e le evidenze sul processo ove siano avvenute deviazioni;
  • Studio ed analisi per un’azione correttiva a risoluzione della criticità;
  • Test per la verifica dell’azione correttiva più efficace;
  • Implementazione di un sistema che crei efficacia all’azione;
  • Monitoraggio ed eventuale correzione.

I principi della metodologia Six Sigma

La metodologia Six Signa si divide in 5 principali fasi:
principi della metodologia six sigma

DMAIC : il primo utilizzo è denominato metodo DMAIC viene utilizzato per lo studio ed il miglioramento dei processi aziendali esistenti:

  • D Definisci – Quelli che siano gli obbiettivi e le risorse necessarie tecniche e del team. Fondamentali per aiutare a misurare e o minimizzare il possibile impatto che una criticità abbia sui requisiti e o sulla soddisfazione del cliente. In questa fase è fondamentale definire sulla base di dati gli input da analizzare e gli output di miglioramento del processo;
  • M –  Misura : La definizione della raccolta dei dati e delle evidenze per poter avere una capacità di valutazione dei fatti. Sarà così più facile poter intervenire efficacemente sulla criticità in base agli obbiettivi prefissati senza creare inefficienze di azione;
  • A – Analizza : La fase in cui si analizzato i dati. Qui le competenze di tutto il team risultano fondamentali assieme alla completezza e coerenza dei dati raccolti. Dovrà essere avviata una accurata analisi per definire le reali cause profonde che han portato alla deviazione.
  • I – Migliora : Grazie all’ottimo lavoro del team si interverrà applicando l’azione più efficace ed efficiente alla deviazione. Non dovrà essere solamente un’azione immediata atta alla risoluzione alla deviazione. Ma dovranno essere implementate le azioni necessarie per dar si che la deviazione non si ripeta e che la correzione sia sostenibile per l’organizzazione;
  • CControllo:  Il monitoraggio. O meglio il miglioramento continuo. In questo caso dovranno essere implementate azioni efficaci per la verifica nel tempo per la verifica dell’efficacia dell’azione implementata. E, sempre sulla base dei dati, applicate le eventuali correzioni.

Esiste anche un secondo principio per la metodologia Sig Sigma il DMADV. I principi di questo metodo invece si applicano ai nuovi processi, prodotti e servizi. In questo caso il focus non sarà sui dati storici da analizzare ma sulla progettazione ed analisi iniziale.

Qualcuno potrebbe dire, niente di nuovo. Infatti. Ma va comunque considerato che questa metodologia proviene da un periodo dove si creava realmente l’innovazione nei processi produttivi ed organizzativi. Poiché fino a quel momento non vi erano molte metodologie in questo ambito.

Noi lo consideriamo come uno strumento utilissimo da considerare nell’ambito dello studio dei processi come  i diagrammi a lisca di pesce, alberi CTQ e le 5 w. L’evoluzione dei sistemi di gestione HLS da l’opportunità di utilizzare questi principi in ambito PDCA per il miglioramento continuo.

CONTATTACI!! Se sei interessato ad implementare nelle tua organizzazione i principi secondo la metodologia Six Sigma per migliorare l’efficienza dei tuoi processi.

La certificazione della sanificazione

Ho deciso, dopo le innumerevoli richieste di fare chiarezza sulla tematica per la certificazione della sanificazione, certificazione del processo servizio e competenza degli addetti.

C’è ben poco da chiarire però. In quanto la certificazione della sanificazione alla data di oggi non esiste.

Comprendiamo il momento difficile dovuto allo stato di pandemia. Ma nel nostro lavoro operiamo sempre alla tutela dei clienti. E ci spiace molto che una situazione di difficoltà porti allo sfruttamento ed abuso di principi con i quali tali processi non han niente a che vedere.

Vediamo alcuni punti interessanti per chiarire questo aspetto, trattato molte volte anche dai giornali in maniera un po’ troppo superficiale.

Punto 1 – Partiamo innanzitutto con il dire una cosa molto semplice. Chi rilascia una certificazione? Una certificazione può essere rilasciata da un organismo terzo o accreditato allo scopo. Quindi devono essere rispettati i valori principi di indipendenza e terzietà.

Come fa un’organizzazione che effettui una sanificazione e rilasciare la certificazione della sanificazione effettuata? E’ un poco come domandare ad un addetto alla sala ristorante affacciato ad una finestra se li si mangia bene.
certificazione della sanificazione

Punto 2 – Ma la nostra azienda è certificata Iso 9001 ecc ecc. La norma sui sistemi di gestione per la qualità secondo la certificazione Iso 9001, è uno standard organizzativo gestionale basato sullo studio e miglioramento dei processi. La certificazione che viene attribuita in questo caso non è ‘Efficacia del servizio di sanificazione ed igienizzazione per il Covid 19’, ma sarà ‘Erogazione di servizi di pulizia e sanificazione ecc ecc’.

Ma è la stessa cosa! NO! Il sistema di gestione secondo la certificazione Iso 9001 da evidenza dell’efficacia della progettazione e dell’erogazione del servizio di pulizia e sanificazione secondo la soddisfazione del cliente, e non da NESSUNA evidenza sull’efficacia inerente al pericolo.

Punto 3 – Ma che cosa significa azienda di pulizia? Possono erogare tutti servizi di pulizia e disinfezione? NO!  Le aziende che possono erogare questi servizi hanno dei requisiti ben specifici ai quali devono appartenere. Oltre che a gli ATECO previsti devono avere al loro interno determinati requisiti tecnici.

Punto 4 – Vediamola dal punto di vista legale. In tribunale varrebbe la certificazione della sanificazione rilasciata da una azienda? E se vi fosse un contagio? Che cosa succederebbe? Il datore di lavoro sarebbe tutelato? Avrebbe un bel pezzo di carta si. Ma legalmente non vi sono riferimenti a supporto di tale documento.

Queste realtà spesso operano nell’industria alimentare, nel mondo della sanità e devono rispettare requisiti molto stringenti e verifiche di controllo sul loro operato accettati nei capitolati di affidamento dei servizi.

Quindi questa certificazione della sanificazione?

Abbiamo compreso che molte volte viene richiesta la certificazione della sanificazione in quanto si faccia confusione anche con la possibilità di scaricare tali costi dal credito d’imposta.

Ma un eventuale documento attestante del servizio di sanificazione ed igienizzazione può essere emesso solamente da chi appartiene a gli ateco previsti.

E come dobbiamo muoverci allora? Molto molto semplice. Innanzitutto non si parla di un virus mutogeno che è caduto da un asteroide e non si sa come abbatterlo a parte l’utilizzo di qualche laser che tutti stanno segretamente progettando. Dove muore la Salmonella, muore il covid 19. Molti dei nostri clienti si trovano a dover combattere con pericoli di contaminanti alimentari. E vincono sempre.

In un corso di aggiornamento di qualche giorno fa sullo standard internazionale Brc parlavamo proprio di questo. Adottare quelle che sono le procedure di ingresso in azienda e di sanificazione che adottiamo normalmente nelle aziende certificate secondo questi standard.

Infatti procedura di vestizione, svestizione, stato di salute, protezione delle mucose, sanificazione e disinfezione, mi pareva di averlo già sentito. E come si basa una buona procedura per la sanificazione e igienizzazione aziendale? Analisi dei rischi, prodotti, processi, formazione, validazione, verifica e monitoraggi.

Nel nostro caso è esattamente la stessa cosa. Applicata però a tutti gli ambienti di lavoro e non solamente al mondo alimentare.

Che cosa chiedere all’azienda di sanificazione?

Vediamo quello che dovrebbe richiedere un’organizzazione dal fornitore del servizio di sanificazione.

  1. Qualifica del fornitore. Altrimenti è inutile. Ci vogliono i professionisti non persone che si improvvisano perché adesso ci vedono il business. In questo caso le certificazioni aziendali possedute dall’azienda sono importanti ma lo è ancora di più la figura del direttore tecnico e la reputazione professionale dell’organizzazione;
  2. Definizione dei prodotti. Fondamentale in quanto il nemico lo conosciamo la non verificando i prodotti delle pulizie si rischia di utilizzarli su superfici arrecando danno alle stesse. Ci devono essere schede tecniche e schede di sicurezza e devono essere utilizzate attrezzature idonee ed in quantità sufficienti prediligendo i monouso per non incrociare contaminazioni;
  3. Deve essere chiara la competenza degli operatori che effettueranno le sanificazioni e deve essere presente almeno della formazione interna nella lingua capibile dagli operatori;
  4. Devono essere definiti i processi in base ai prodotti al loro uso definito dal produttore e le frequenze;
  5. Alla fine del servizio deve essere redatto un verbale comprensivo delle persone partecipanti, prodotti utilizzati in che quantità secondo l’uso previsto dai produttori. Evidenze insomma a supporto. Questo si può fare e non è una certificazione della sanificazione.

Per le organizzazioni che si occuperanno direttamente del processo dovranno essere rispettati i medesimi principi coinvolgendo anche del figure del medico competente e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Ed una congrua revisione delle valutazione dei rischi.

Siamo abituati noi che operiamo nell’area alimentare ad effettuare delle validazioni di processo. Ovvero inoculare un patogeno ed effettuare un processo, che può essere sanificazione, trattamento, ecc, per verificare l’efficacia del processo stesso all’eliminazione del patogeno.

In questo caso non si potrà di certo inoculare il covid 19 su delle superfici per vedere l’efficacia della sanificazione ma ci si attenderà alle disposizioni della circolare n. 5443 del 22.02.2020.

La certificazione del processo e servizio di sanificazione

L’ambiente della normazione però si sta muovendo. Come accaduto con l’ambiente della disinfestazione, presto sicuramente sarà disponibile una norma tecnica specifica anche per la certificazione del processo servizio di sanificazione.

Infatti sono molti gli organismi di certificazione che hanno redatto degli schemi privati di processo e servizio comprendenti:

Questa ultimo aspetto potrebbe sembrare in contraddizione con ciò scritto nell’articolo. In realtà no. In quanto si parla di uno schema di certificazione di processo servizio e professionale e non la certezza di assenza di microrganismi e o altro.

Per fare un’esempio: La norma Iso 16636 definisce i requisiti e le competenze per la progettazione e l’erogazione del servizi di Pest Management. Non dà la certezza che non vi possano essere infestazioni.

Ma la certificazione di processo e servizio di sanificazione fornisce, grazie ai suoi requisiti, una guida tecnico organizzativa, per le organizzazioni che operano in questo contesto, e delle evidenze sulla competenza e professionalità fondamentali per la qualifica come fornitori di questo servizio.

CONTATTACI!! Se vuoi approfondire le tematiche della certificazione della sanificazione

Le novità della Iso 17025 2017 terza revisione

Le novità della Iso 17025 2017 introdotte dalla terza revisione della norma sono attribuibili ad una armonizzazione dei requisiti tecnici e delle norme Iso 9001, sistemi di gestione per la qualità, e Iso 17021-1 sui principi ed i requisiti per la competenza, la coerenza e l’imparzialità degli organismi che forniscono audit e certificazione di tutti i tipi di sistemi di gestione.

E’ stata fondamentale il lavoro collaborativo tra ISO e IEC attraverso il Comitato sulla valutazione della conformità noto come CASCO.

Per quanto riguarda i requisiti richiesti ai laboratori di prova, le novità  della Iso 17025 introdotte dalla  revisione  della norma possono essere riassunte:

  • Il nuovo standard offre maggiore flessibilità per i requisiti di processo e per la gestione delle responsabilità organizzative;
  • L’introduzione del pensiero basato sul rischio come tutti i sistemi di gestione odierni;
  • Sono state riviste le definizioni inerenti alle azioni correttive, azione preventive  e miglioramento;
  • Maggiore flessibilità legata alle procedure, ai metodi, ai dettagli documentati ed industriali;
  • Aggiornamento della terminologia;
  • L’introduzione nella norma della possibilità di utilizzo degli strumenti informatico digitali, uso di sistemi informatici e al rilascio elettronico dei report. Con un fonte focus sugli aspetti della sicurezza dei dati trattati;
  • Un maggiore focus sulle tecnologie dell’informazione e comunicazione.

Le novità della Iso 17025 e le modifiche

Le novità della Iso 17025 e le modifiche sui requisiti della norma sono state rilasciate a novembre 2017. Vediamo adesso nello specifico le novità dei requisiti Iso 17025 secondo la nuova struttura:

le novità della Iso 17025 revisione della norma per i laboratori prova
  • Scopo;
  • Riferimenti normativi: nella sezione dei riferimenti normativi della norma ISO / IEC 17025 sono inserite:
    • La linea guida ISO / IEC 99 per i principi di generali e per la terminologia.
    • La linea guida ISO / IEC 17000 sulle terminologie ed i principi generali per la valutazione della conformità.
  • Termini e definizioni: la terminologia è stata aggiornata e le modifiche sono state incluse nel vocabolario internazionale di metrologia. Una delle novità della norma ISO / IEC 17025 è stata l’inserimento del termine “laboratorio”. Riferito agli organismi che svolgono una o più delle seguenti attività come test, calibrazione e o campionamento, associati a test o calibrazioni successivi.
  • Requisiti generali: questa clausola definisce i requisiti sull’imparzialità e riservatezza. L’organizzazione deve essere imparziale e salvaguardare la riservatezza di tutte le informazioni ottenute durante l’esecuzione delle attività effettuate in laboratorio;
  • Requisiti strutturali:  questa clausola identifica la definizione legale e l’insieme delle attività che effettua il laboratorio. L’organizzazione e la struttura di gestione, le responsabilità, l’autorità e le interrelazioni delle risorse umane;
  • Requisiti delle risorse: questa clausola definisce la gestione delle risorse quali umane, strutturali, strumentali, tecniche di gestione della tracciabilità metrologica e dei prodotti, servizi, affidati all’esterno necessari al funzionamento del laboratorio.
  • Requisiti di processo: in questa clausola vengono definite le richieste dei requisiti sui processi suddivisi in:
    • Revisione di richieste, offerte e contratti;
    • Selezione, verifica e validazione dei metodi;
    • Campionamento;
    • Gestione dei campionamenti di prova o di calibrazione;
    • Documentazione tecnica;
    • Valutazione dell’incertezza di misura;
    • Assicurare la validità dei risultati;
    • Segnalazione dei risultati;
    • Contestazioni;
    • Operazioni non conformi;
    • Controllo dei dati e gestione delle informazioni.
  • Requisiti del sistema di gestione: il laboratorio ha la possibilità di scegliere due opzioni:
    • Opzione A: il laboratorio può implementare il sistema di gestione basato sui requisiti della norma ISO / IEC 17025, potendo scegliere anche di incorporare i requisiti della norma per il sistema di gestione qualità ISO 9001 per i processi effettuati dal laboratorio;
    • Opzione B: Il laboratorio opera in conformità ai requisiti del sistema di gestione ISO 9001 e della clausola 4-7 della ISO 17025. Oltre che ai requisiti relativi alla documentazione del sistema di gestione e alla revisione della direzione, clausole 8.2 e 8.9 della norma ISO 17025. Questa opzione consente una maggiore flessibilità dell’implementazione della norma ISO 17025.

Entrambe le opzioni mirano a ottenere lo stesso risultato nelle prestazioni del sistema di gestione e nel rispetto delle clausole da 4 a 7. Tutti i laboratori di prova accreditati devono passare al nuovo standard entro la fine del 2020.

Con le novità della Iso 17025 introdotte dalla revisione della norma si è data la possibilità ad ogni laboratorio prova di trovare più coerenza con i sistemi di gestione integrati, di solito qualità, ambiente e sicurezza.

L’adozione di una struttura High Level Structure e del pensiero basato sul rischio, Risk Based Thinking, aiuteranno non solo i laboratori nel raggiungimento dei loro obbiettivi. Ma darà a queste organizzazioni di collocare coerentemente il loro contesto ed innescare dei processi volti al miglioramento chiari e con obbiettivi raggiungibili.

CONTATTACI!! Se hai necessità di effettuare la transizione secondo le novità introdotte dalla revisione della norma ISO / IEC 17025 per l’accreditamento dei laboratori prova.

Luoghi comuni e dubbi sulle certificazioni qualità

Ci ritroviamo molto spesso a discutere con degli imprenditori per cercare di rispondere e chiarire i loro dubbi sulle certificazioni qualità ed i luoghi comuni da sfatare. Talvolta, ce li abbiamo pure noi!!

Ma perché ancora oggi si riscontrano dei dubbi sull’utilità e o la necessità di avere una o più certificazioni internazionali di qualità nella propria organizzazione? Avere la propria realtà e o i suoi prodotti certificati dà ormai evidenti benefici organizzativi e di allineamento ai requisiti dei mercati.

Abbiamo provato ad indagare un poco per approfondire la tematica, così da poter essere ancora di più a supporto per quegli imprenditori che ancora oggi presentano dubbi sulle certificazioni qualità e le implementazioni dei sistemi di gestione per la qualità aziendale.

Capita più di una volta che chi si trovi a capo di un’organizzazione sia rimasto vittima di una cattiva gestione da parte di un consulente. O di pensare che il raggiungimento dell’obbiettivo della certificazione fosse il traguardo di promesse esagerate.

I Dubbi sulle certificazioni qualità e le domande frequenti

Abbiamo riassunto quelli che sono i dubbi sulle certificazioni qualità più frequenti degli imprenditori per le tematiche dell’implementazione e dei sistemi di gestione per le certificazioni aziendali:

  • Le certificazioni qualità non servono a nulla. Molte volte si considera il raggiungimento di tale obbiettivo inutile. Abbiamo sempre fatto così ed è sempre andato bene. Non rendendosi conto che i mercati sono volubili e cambiano di giorno in giorno. Senza uno studio dei processi ed un’organizzazione aziendale solida sarà molto difficile mantenere l’azienda nel tempo;
Luoghi comuni e dubbi sulle certificazioni dei sistemi di gestione per la qualità aziendale
  • I sistemi di gestione creeranno solamente perdite di tempo. Uno tra i dubbi sulle certificazioni qualità più frequente sulle certificazioni qualità, quello che si incatenino tutti i processi, con grandi perdite di tempo, Questo grazie a molti consulenti che pare, invece che migliorare i processi, pensino più a vendere risme di carta. L’efficienza è data dall’efficacia e non da documentazione ridondanti per tutti;
  • È un modo per scoprire i segreti aziendali. Si crede che le figure che effettueranno l’implementazione “porteranno” fuori dell’organizzazioni i propri segreti, sui processi, prodotti o criticità;
  • Le certificazioni vengono rilasciate facilmente e non hanno valore. Perché molto spesso si scelgono organismi, compiacenti, anche non accreditati che non offrano nessun valore aggiunto all’organizzazione;
  • E’ veramente difficile raggiungere l’obbiettivo. Si crede ciò, perché non si conosce. Un consulente professionale guiderà l’organizzazione nel mettere a sistema quello che già fa.
  • Le certificazioni qualità sono molto costose. Un sistema di gestione per la qualità dovrebbe costare un giusto prezzo, ma soprattutto, dovrebbe trovare giovamento e quindi guadagno nel miglioramento dei processi, ottimizzazione delle risorse, diminuzione delle inefficienze e sprechi ed apertura di taluni mercati di riferimento.

La verità sui sistemi di gestione

Contrariamente a quanto abbiamo raccolto sui dubbi inerenti alle certificazioni di qualità aziendale i vantaggi di un’implementazione di un sistema di gestione vanno direttamente nella direzione opposta. Vediamo i vantaggi che può apportare in una organizzazione l’implementazione e certificazione di uno o più sistemi di gestione per la qualità aziendale:

  • Definizione del contesto aziendale delle parti interessate e dei rischi ed opportunità applicabili, questo aiuterà a definire ed affidare risorse li dove sarà più necessario;
  • Gestione di tutti i processi sistematicamente volti al miglioramento continuo;
  • Una gestione di tutte le risorse necessarie, umane, tecniche, economiche, necessarie per il raggiungimento degli obbiettivi, che possono essere basati su requisiti obbligatori, interni o del cliente;
  • Una continua misurazione e verifica delle performance fondamentale per avere un comportamento pro attivo alle criticità;
  • La standardizzazione di tutte le attività per limitare al minimo le inefficienze e gli sprechi;
  • Una migliorata capacità di comunicazione con tutti gli stakeolder;
  • Una migliorata reputazione sui mercati;
  • Presentarsi ai mercati di riferimento come un’organizzazione pronta alla risposta, migliorare i fatturati e gli sprechi.

Ma un sistema di gestione non si implementerà da solo. E la criticità più grande, è rivolta alla competenza e professionalità della o delle figure che effettueranno l’implementazione. Le strade da intraprendere possono essere due:

  • Impiegare figure interne debitamente formate;
  • Qualificare un consulente scrupolosamente che operi con i principi della norma Iso 19011.

CONTATTACI!! Se avete dei dubbi o volete abbattere i luoghi comuni sulle certificazioni qualità. O se volete fissare un appuntamento e valutare assieme l’implementazione di uno o più sistemi di gestione per il raggiungimento del rilascio delle certificazioni per la qualità aziendale.

La selezione e qualifica del consulente ISO

Cercheremo di delineare una semplice guida da seguire per un’organizzazione che debba scegliere, selezionare efficacemente ed effettuare la qualifica per il consulente per una certificazione di qualità secondo le norma Iso.

Tra le figure necessarie ma anche impattanti nel raggiungimento degli obbiettivi aziendali, vi è il consulente Iso esterno che offre varie tipologie di servizi utili all’azienda sulle implementazioni dei sistemi di gestione.

Le organizzazioni odierne vivono quotidianamente una battaglia per primeggiare sui competitor e produrre prodotti di qualità che incontrino la soddisfazione del cliente e rispettino i requisiti obbligatori applicabili al proprio contesto.

Scegliere di implementare un sistema di gestione per una certificazione qualità servirà al raggiungimento di questo obbiettivo, fondamentale le aspettative di tutte le parti interessate.

La scelta, selezione e qualifica del consulente Iso è un processo al quale l’organizzazione deve prestare molta attenzione e non pensare solamente all’aspetto economico del servizio.

Il consulente per la qualità ricopre un ruolo fondamentale per l’organizzazione in quanto grazie alla sua esperienza potrà trovare soluzione a delle criticità e o a prevenirle efficacemente, pertanto è uno degli aspetti che devono essere valutati nella fase della valutazione dei rischio.

I parametri di valutazione per la selezione di un consulente Iso

Vediamo quelli che secondo noi di Sistemi e Consulenze, devono essere i parametri minimi necessari che devono possedere i professionisti per dar modo all’organizzazione di effettuare una valutazione efficace per la  scelta e selezione di un consulente per una certificazione Iso:

  • Competenza ed esperienza – Scegliete un consulente Iso non per la simpatia o per l’amicizia e neppure per una referenza spesso non basata su dati di fatto. Il consulente per il raggiungimento di una certificazione qualità deve dimostrare un background coerente con le attività da effettuare. Questo background di esperienze deve essere comprensivo dei seguenti fattori:
    • Background scolastico;
    • Formazione specifica e riconosciuta sulle norme dei sistemi di gestione per la certificazione qualità che dovrà raggiungere;
    • Esperienze in azienda, consulenza, formazione ed attività di audit, sulle norme per la certificazione su scritte. In questo caso può essere utile richiedere l’elenco delle giornate uomo effettuate nelle aziende, oppure l’elenco degli obbiettivi raggiunti;
    • La visibilità che il professionista ha ricercando su testate, siti web del settore e profili social;
    • La presentazione delle assicurazioni necessarie in caso di controversie e responsabilità imputabili al consulente.
  • Orientamento al cliente – Valutare la capacità del consulente per la qualità inerenti a gli strumenti che ci mette a disposizione. Un aspetto importante da valutare sarà la completezza delle informazioni ed evidenze che fornisce. Lo sviluppo del servizio che dovrà effettuare presso l’organizzazione, se sarà coinvolgente in team con le risorse oppure no. Come ci presenterà il nostro progetto, la definizione degli step e degli obbiettivi fissati. Le modalità per la comunicazione e la reportistica e la capacità di potersi occupare di servizi complementari al servizio, come i rapporti con gli organismi di certificazione, clienti, fornitori di materie prime o servizi esterni come manutentori, laboratori di test ed analisi o professionisti del pest control;
  • Personalizzazione del servizio – Valutare la capacità del consulente che dovrà essere qualificato come fornitore per la consulenza sul raggiungimento dell’implementazione e della certificazione del sistema di gestione nella nostra organizzazione di effettuare un servizio secondo le nostre esigenze. Capacità di effettuare formazione in loco, o a distanza. Capacità e volontà di formare risorse interne per la gestione autonoma del sistema. Capacità di movimento sul territorio ove è sita l’organizzazione. Conoscenza delle lingue ove è sita l’organizzazione e per i mercati di riferimento.
  • Orientato al risultato – Valutare la capacità del consulente Iso di pianificare i propri risultati. Questo aspetto si può valutare anche alla  ricezione del preventivo richiesto per l’implementazione delle norme di certificazione. Tanto più sarà dettagliato, tanto più si potrà considerare il professionista una figura che ha la capacità di programmare i propri obbiettivi inerenti al risultato. Il tecnico che non avrà capacità di progettare un servizio da erogare, difficilmente avrà le capacità necessarie per valutare adeguatamente i nostri processi o analizzare le cause di accadimento di una non conformità;
Guida alla scelta selezione e qualifica del consulente qualità Iso
  • Costi – Non ci si deve basare sul prezzo per la qualifica di un consulente per una certificazione qualità. La scelta e qualifica di un consulente Iso deve essere fatta con coscienza in quanto un’errata valutazione non solo potrà far fallire il raggiungimento dell’obbiettivo della certificazione, ma può avere un impatto negativo sulla produzione dei prodotti e dei servizi erogati, rischiando anche di impattare sulla soddisfazione del cliente e sulla continuità lavorativa.
  • Capacità di rispettare le scadenze – Nessuno dovrebbe affidare la sua organizzazione ad una risorsa esterna che già dai primi contatti non sarà in grado di rispettare le scadenze da lui fissate. Le organizzazioni vivono di scadenze con i propri clienti spesso definite con penali di non rispetto. Non ci potrà essere nessuna collaborazione con chi partendo dalla fase di redazione ed invio di preventivo prenderà tempo e non ottempera alle scadenze e o promesse definite. Un’organizzazione che contatti un consulente Iso avrà necessità di migliorare e di velocizzare il raggiungimento dell’obbiettivo e non avere da questa figura delle criticità.

I quesiti per la scelta del giusto consulente

Come per la qualifica della fornitura di tutte le classi merceologiche e dei vari servizi acquistati, consigliamo di inserire nel questionario di qualifica del fornitore di outsourcing come consulente Iso i seguenti quesiti:

  • Quali sono le competenze specifiche per poter effettuare consulenza in merito alla certificazione qualità richiesta?
  • Quale storia ha la tua organizzazione o le esperienze effettuate come consulente?
  • Può fornirci recensioni e referenze dei clienti nel settore dove opera la nostra organizzazione?
  • Ha un sito web o gestisce dei profili social professionali?
  • Quanti risultati ha raggiunto?
  • La sua organizzazione ha un sistema di gestione qualità certificato per i servizi che eroga?
  • Come professionista ha una certificazione individuale?
  • Ha la capacità di fornire servizi personalizzati in azienda o effettua gran parte del lavoro in back office?
  • Quali sono i suoi punti di forza?
  • Ha proprietà di linguaggio nelle lingue straniere?

Quando si considera la necessità di effettuare una qualifica per un consulente per la qualità che ci guidi ed assista verso il raggiungimento di una certificazione Iso, è importante valutare ed avere un quadro generale.

Purtroppo il mondo della consulenza è fatto spesso di farfalloni, Guru e millantatori, che si nascondono scaricando le responsabilità ed esasperando le organizzazioni alle quali spillano risorse inutilmente.

E la perdita più impattante non è quella direttamente economica che è quantificabile, ma quella della perdita di tempo, causata da queste risorse, che spesso neppure se ne rendono conto, che è non quantificabile.

Onde evitare di avvalersi di figure che non rispettano gli accordi professionali consigliamo sempre di effettuare precise valutazioni per queste risorse.

La gestione interna per il raggiungimento della certificazione qualità

Un’organizzazione ovviamente potrà anche scegliere di non affidarsi ad un consulente esterno per il raggiungimento di una certificazione qualità. In questo caso all’azienda consigliamo la creazione di un team interdisciplinare e di definire adeguatamente le mansioni aziendali e le responsabilità.

L’organizzazione dovrebbe anche inserire nel piano di formazione aziendale dei corsi specifici sulle norme di certificazione da implementare, per avere la competenza necessaria per la progettazione si un sistema che rispetti tutti i requisiti applicabili.

CONTATTACI!! Se hai esigenza di effettuare la scelta, selezione e qualifica del consulente per la qualità Iso. Sistemi e Consulenze opera su tutto il territorio nazionale.