Il rilevamento dei metalli con il metal detector

Una delle azioni a mitigazione del rischio fisico dovuto dalla possibile presenza di metalli è la loro rilevazione con un’attrezzatura di rilevamento denominata metal detector.

Sebbene l’industria alimentare evoluta si stia dirigendo verso dei macchinari che utilizzano la tecnologia a raggi X i sistemi per la rilevazione dei metalli sono molto comuni.

Le attrezzature che utilizzano i raggi X danno la possibilità di rilevare e scartare molteplici tipologie di corpi estranei. Che possono essere plastiche, vetri, parti di osso e o rilevare difetti sui prodotti. Quindi non si limitano come i metal detector al rilevamento dei metalli.

Un altro limite della strumentazione di rilevamento dei metalli con il metal detector è che non può essere utilizzato dove vi siano sistemi di imballaggio primario con pellicole metallizzate.

Sebbene ci siano delle criticità ad oggi i sistemi di rilevazione con i metal detector rimangono però la scelta più economica e diffusa.

La struttura dei metal detector

È di fondamentale importanza, output della definizione dei PRP e della valutazione dei rischi, individuare l’attrezzatura corretta da utilizzare a seconda del layout, dei processi e dei prodotti.

Infatti i sistemi di rilevamento dei metalli o metal detector possono essere di varie tipologie, in linea, a scartamento, inseriti dentro tubazioni e o in complessi macchinari multifunzione.

In linea generale lo strumento di rilevazione dei metalli o metal detector è costituito da quattro componenti: sensore, area di controllo, processore integrato del segnale ed il dispositivo di input per lo scarto ed espulsione.

Affiancato a questi vi sarà il macchinario, composto da nastri, pannelli, alimentazione, l’unità logica per le impostazioni, gli allarmi, il contenitore di scarto, i test, ed eventualmente le unità di registrazione.
La rilevazione dei metalli con il rilevamento al metal detector
Ovviamente a seconda della tipologia di metal detector ci saranno una serie di azioni da effettuare perché la strumentazione di rilevazione metalli sia efficiente che possono essere riassunti:

  • Tenere conto della disposizione, della velocità della linea, per far si che non si segnalino falsi positivi;
  • Definire un piano di sanificazione come consigliato dal costruttore che non possa danneggiare i sensori;
  • Definire un piano di manutenzione secondo quando definito nel manuale d’uso del costruttore o qualificare un fornitore per questo servizio;
  • Definire delle chiare di istruzioni di utilizzo dell’attrezzatura di rilevazione e del comportamento da tenere in caso di esiti positivi, di reset di riprogrammazioni;
  • Definire le responsabilità e la formazione necessaria per l’utilizzo efficace dell’attrezzatura di rilevamento dei metalli. Vale anche per la gestione protetta dei test, dei codici per le impostazioni e la chiave del cassetto prodotti scartati;
  • Definire le modalità di conservazione dei test e dell’effettuazione delle prove rappresentative sulle produzioni per i vali test, ferro, alluminio, acciaio, ecc;
  • Definire la periodicità della taratura dell’attrezzatura e dei test;

Come selezionare un’attrezzatura di rilevamento dei metalli

Come abbiamo visto sopra sono vari i fattori che devono essere valutati da un’organizzazione per l’acquisto e messa in opera di un’attrezzatura per la rilevazione dei metalli. Di seguito anche altri aspetti:

  1. Efficacia delle apparecchiature: deve essere effettuata una valutazione sull’usabilità dell’attrezzatura, sulla durata del tempo e sui costi di gestione della stessa comprendendo non solamente la manutenzione e taratura, ma anche il dispendio di risorse umane richiesto dalla tipologia di monitoraggio;
  2. Compatibilità: Attenzione ad acquistare attrezzature per il rilevamento dei metalli super evolute ed installarli in linee obsolete. O viceversa. Tenere conto dei software di gestione, dell’aggiornamento e delle compatibilità nei casi di utilizzo integrate con altre attrezzature, per esempio bilance conta pezzi, etichettatrici, lottatrici e altro;
  3. Sensibilità: Dalla valutazione dei rischi e dai requisiti applicabili, legali e del cliente, deve essere definita la sensibilità del metal detector. Deve essere selezionata un’attrezzatura coerente al nostro utilizzo e con la possibilità di intervenire per modificare, in caso necessiti, la sensibilità di rilevamento metalli;
  4. Scarto: Da fare attenzione, anche qui, a seconda della tipologia di prodotto e processo, di acquisire una attrezzatura di rilevamento metalli che sia compatibile con i nostri prodotti. Un esempio. Se si confezionano dei biscotti in vaschette. E l’attrezzatura per varie motivazioni può avere molti falsi positivi. Utilizzando un sistema di scarto del metal detector troppo violento si rischio di distruggere tutte le vaschette erroneamente scartate. Quindi di sprecare molti prodotti;
  5. Adattabilità: Considerare le l’organizzazione abbia bisogno di una attrezzatura di rilevamento fissa e o mobile e definirne gli usi e le aree di utilizzo a secondo anche degli altri rischi, biologico e chimico;
  6. Accessibilità: Considerare la semplicità di uso, di apertura del vano degli scarti, o dei reset da parte del responsabile. La semplicità di installazione e la tipologia di segnaletica in caso di segnalazione presenza;
  7. Tracciabilità: Tenere conto delle modalità di tenuta delle registrazioni, la loro archiviazione e o modalità di archiviazione. Per esempio ci sono dei software che gestiscono la possibilità di revisione automatica da parte del PCQI su questo control process.

Considerazioni sui processi di monitoraggio dei metalli

C’è una bella diatriba per quando riguarda la definizione della fase per il controllo dei metalli tramite metal detector. Chi obbligatoriamente lo definisce un CCP e per taluni invece solamente una GMP.

Non ci sono dei limiti imposti dalla legge sul ritrovamento. L’unica traccia viene attribuita a FDA che parla di pericolosità maggiore di 25 mm di metallo. O proveniente dagli allegati qualità e o di fornitura con i clienti. Che richiedono dei parametri specifici di grandezza di materiale a seconda delle produzioni effettuate e dei rischi ad essa associate. Per esempio lame ecc.

No pensiamo che questa decisione, ma sappiamo che in molti definiscono CCP per partito preso, che la valutazione debba essere figlia di una valutazione dei rischi. Almeno la dove non venga richiesto esplicitamente, per esempio nella norma americana FSPCA.

Va ricordato inoltre che la campionatura effettuata durante la produzione deve essere rappresentativa sui lotti. E che le verifiche con i test servono solamente a garantire che l’attrezzatura funzioni.

A corredo del processo, ovviamente, dovrebbe essere effettuata uno studio di  validazione. Nomina e formazione adeguata. Taratura del metal detector e dei test per il rilevamento dei metalli.

C’è anche un altro fattore che spesso ci viene domandato. Se sia obbligatorio l’utilizzo delle attrezzature di rilevazione dei metalli. La risposta è NO. Anche per le certificazioni degli standard GFSI per la sicurezza alimentare Brc, Ifs ed Fssc 22000 tutto deve essere frutto di una valutazione dei rischi.

Ovviamente il non utilizzo di sistemi automatici come il metal detector deve essere sostenuto da assenza di pericolo e o da utilizzo di efficaci procedure alternative.

CONTATTACI!! Se devi effettuare una valutazione dei rischi e o devi definire la tua fase di processo per il monitoraggio e rilevamento dei metalli con il metal detector.