Le frodi alimentari e commerciali nell'industria alimentare

Frodi Alimentari e Commerciali nell’Industria Alimentare

Siamo tempestati ogni giorno di notizie relative alle frodi alimentari e commerciali nell’industria alimentare. Queste deviazioni non necessariamente relative alla sicurezza alimentare hanno lo scopo di trarre guadagno da comportamenti illeciti. Spesso questi argomenti non sono trattati in maniera molto approfondita e quindi fatichiamo a capire cosa comportino davvero questi illeciti.

Quali sono le principali cause di frodi alimentari nell’industria alimentare?

Le Frodi Alimentari

Elencheremo qui di seguito alcuni dei comportamenti scorretti che le organizzazioni possono mettere in atto nelle frodi alimentari e frodi commerciali dell’industria alimentare:

Alterazione: l’alterazione consiste nella modifica, spesso dovuta ad un’inadeguata conservazione, della composizione del prodotto alimentare. Tale manipolazione intacca le caratteristiche nutrizionali e/o organolettiche del prodotto.

Adulterazione: l’adulterazione comprende tutte quelle operazioni che modificano la composizione analitica di un prodotto alimentare. Vengono messe in atto mediante l’aggiunta o la sottrazione di alcuni componenti, allo scopo di ottenere un maggior tornaconto economico. Ad un occhio non esperto, il prodotto non sembrerà essere stato soggetto ad alcuna modifica. Tipici esempi di adulterazione includono: vendita di latte scremato o parzialmente scremato per latte intero; vino annacquato; olio d’oliva a cui viene aggiunto olio di semi ed immesso sul mercato come olio d’oliva puro al 100%.

Sofisticazione: la sofisticazione propriamente detta è un’operazione fraudolenta che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee alla sua composizione. Lo scopo è di migliorarne l’aspetto, coprirne dei difetti o facilitare la parziale sostituzione di un alimento con un altro. Esempi di sofisticazione includono l’aggiunta a carni alterate di sostanze in grado di ravvivarne il colore, l’impiego di coloranti per far apparire come pasta all’uovo una comune pasta e così via.
Esistono casi nei quali sono ammesse pratiche tendenti a migliorare l’aspetto estetico o le caratteristiche organolettiche del prodotto (uso di coloranti, aromatizzanti, addensanti, gelificanti ecc.). Sono da ritenersi sofisticati quegli alimenti in cui sia stata aggiunta una quantità di additivo superiore a quella consentita.

Falsificazione: la falsificazione consiste nella sostituzione totale di un alimento con un altro (per esempio, l’olio di semi al posto dell’olio d’oliva, la margarina al posto del burro e così via).

Contraffazione: anche se può essere ricondotta all’adulterazione e alla sofisticazione, la contraffazione è comunque considerata un tipo particolare di frode. Consiste nella messa in vendita di prodotti industriali con nomi o marchi atti a indurre in inganno il consumatore (per esempio, cercando di vendere un comune formaggio per Parmigiano Reggiano o un vino spumante qualsiasi per champagne).

Le frodi industria alimentare si dividono in due tipologie:

  • Frodi sanitarie (recano danni alla salute del consumatore)
  • Frodi commerciali (lo danneggiano solo economicamente).

Frodi Sanitarie: le frodi alimentari nell’industria alimentare di tipo sanitario sono azioni che rendono nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica. Sono reati previsti dal Codice Penale:

TITOLO VI – DEI DELITTI CONTRO L’INCOLUMITÀ PUBBLICA

Capo II – DEI DELITTI DI COMUNE PERICOLO MEDIANTE FRODE

Art. 440 – Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari:
Chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La stessa pena si applica a chi contraffà in modo pericoloso alla salute pubblica, sostanze alimentari destinate al commercio.

Art. 442 – Commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate:
Chiunque, (…) detiene per il commercio, pone in commercio, ovvero distribuisce per il consumo acque, sostanze o cose che sono state da altri avvelenate, corrotte, adulterate o contraffatte in modo pericoloso alla salute pubblica, soggiace alle pene rispettivamente stabilite (…).

Art. 444 – Commercio di sostanze alimentari nocive:
Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni (…).

Il reato, quindi, si configura anche per il solo fatto di esporre, porre in commercio o distribuire sostanze pericolose, anche nel caso in cui non siano state ancora vendute.

Frodi Commerciali: le frodi alimentari di natura commerciale nell’industria alimentare ledono i diritti contrattuali e patrimoniali del consumatore. Sono reati previsti dal Codice Penale:

TITOLO VIII – DEI DELITTI CONTRO L’ECONOMIA PUBBLICA, L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO

Capo II – DEI DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO

Art. 515 – Frode nell’esercizio del commercio:
Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegni all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni (…).

Art. 516 – Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine:
Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi (…).

In questi casi non vi è un’alterazione delle qualità dell’alimento al fine di renderlo nocivo. Ne consegue comunque un profitto ai danni del consumatore.

Per configurare una frode in commercio è sufficiente anche una piccola differenza sull’origine del prodotto o la sua provenienza. Viene considerata frode anche l’errata descrizione di un sistema di preparazione e della quantità (caso tipico è la cosiddetta “vendita tara per merce”, come quando il negoziante pesa furbescamente il prodotto senza sottrarre la tara dell’imballaggio). In particolare, il concetto di genuinità di un prodotto non si riferisce soltanto alle qualità naturali dello stesso. Esso comprende anche i requisiti imposti dal legislatore.
Quindi un prodotto può essere non genuino anche senza aver subito manipolazioni. Basta che non contenga sostanze imposte dalla legge o ne contenga quantità minori rispetto a quelle prescritte.
Un esempio è il Decr. L.vo 12.6.03 n. 178 (Attuazione della Dir. 2000/36/CE relativa ai prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione umana), nel quale vengono prescritte le caratteristiche di composizione di alcuni prodotti.

Oltre gli aspetti legali, gli Standard Internazionali per la Sicurezza Alimentare GFSI BRC IFSFSSC 22000SQF definiscono i principi e i requisiti specifici per la mitigazione del rischio frode.

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