Mitigazione del Rischio Frode Food Fraud Ifs

Mitigazione del rischio frode

Lo standard Internazionale per la sicurezza alimentare IFS Food V 6.1 scorpora dalla Food Defense i principi della mitigazione del rischio frode, o Food Fraud, vengono definiti i requisiti obbligatori applicabili ad un’organizzazione per la redazione di una procedura per la valutazione a prevenzione e la lotta contro le frodi alimentari.

I tavoli tecnici degli standard e certificazioni per la sicurezza alimentare GFSI, hanno voluto dare un focus sulla mitigazione del rischio frode visti i continui scandali che si sono ripetuti negli ultimi anni, la redazione dello standard Iso 22380:2018 Security and resilience – Authenticity, integrity and trust for products anddocuments’ ne dimostra l’impegno.

Mitigazione del Rischio Frode

E’ richiesto ad un’organizzazione di creare una struttura volta gestione della Food Fraud, così composta:

  • La creazione di un comitato interno per l’individuazione delle materie prime, e o prodotti finiti, lavorati in azienda siano a rischio frode, consultando le linee guida ed i portali degli standard ed siti specializzati sulle frodi alimentari Italiane, Europee e Mondiali.
  • La valutazione dei rischi sulle materie prime ed i prodotti finiti, collocati sulle fasi di processo, presenti in azienda e la definizione delle azioni atte alla mitigazione di tali rischi, che possono comprendere test di laboratorio, specifiche di ingresso per la qualifica dei fornitori, monitoraggi per il rilascio prodotto sul mercato, controllo dalle etichette ed azioni di food defense;
  • Le responsabilità e competenze delle risorse umane che operano con tali materie durante i processi e la redazioni di programmi di formazione specifici;
  • I medesimi monitoraggi da effettuare in caso di lavorazioni effettuate in outsourcing;
  • Le azioni di studio e di intervento in caso di merce non conforme per frode alimentare;
  • La frequenza di monitoraggio dei criteri e della procedura per la food fraud ed il suo riesame.

Per esempio un’azienda che tratta materie prime Biologiche e  materie prime convenzionali second la valutazione dei rischi definirà:

  • Aspetti esterni, fornitori che devono essere certificati biologico, ricezione delle materie prime, indicazione compartimentata, protezione dei prodotti finiti durante il trasporto per la vendita;
  • Aspetti interni, stoccaggio in azienda materie, crossing di produzione, etichettatura.

L’analisi ci porterebbe ad individuare che le materie prime biologiche, mercato in continua crescita che secondo Codiretti nel 2018 ha aumentato il consumo di prodotti bio del + 10,5%, quindi per gli aspetti di salubrità dell’alimento, che trova i consumatori sempre più sensibili, può essere un fattore sfruttabile da taluni imprenditori ‘furbetti’ che voglio spacciare materie prime e o prodotti convenzionali per biologici.

Diventerà allora fondamentale in sede di qualifica richiedere a tali fornitori evidenze che vanno al di là della certificazione in corso di validità sullo scopo coerente con i prodotti e  materie prime acquistate, ma verificare la dove siano presenti registri smaterializzati, invio da parte dei clienti, e  validare la qualifica con analisi di laboratorio volte ad escludere la presenza di sostanze vietate nelle produzioni biologiche o esami qualitativi per verificare la purezza del prodotto.

Ovviamente ogni organizzazione dovrà valutare aspetto per aspetto e la procedura di gestione della food fraud diventerà molto articolata. Di aiuto per le aziende sarà l’utilizzo di processi di qualifica omogenei per esempio applicati agli standard Brc Ifs, che richiedono i medesimi requisiti obbligatori alle aziende di produzione, food, dei materiali di confezionamento, dei servizi logistici e di brokeraggio.

Contattaci! Se sei interessato alle tematiche o devi redigere la procedura di gestione per la valutazione della mitigazione del rischio frode Food Fraud.

Pubblicato da

Federico Pucci

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