Il Valore Legale del Peso Europeo

Il Peso nell’industria alimentare 

Oltre gli aspetti della sicurezza alimentare, uno degli requisiti legali che definiscono un prodotto è quello relativo al peso europeo nell’industria alimentare, ogni prodotto confezionato assieme ai parametri relativi agli ingredienti, valori nutrizionali, presenza di allergeni, lotto, scadenza e stabilimento di produzione, infatti deve riportare il peso.

Il peso nell’industria alimentare quindi è un valore ‘legale’ contrattuale che definisce la grandezza il taglio di un alimento confezionato.

Il peso nell'industria alimentare

Come valore legale viene inserito nei protocolli di acquisto e nei contratti tra l’azienda produttrice ed il cliente, quindi è ‘obbligatorio’ implementare in azienda una procedura specifica, del proprio sistema per la sicurezza alimentare,  per verificare che il peso indicato sulla confezione o sull’etichetta sia coerente con il peso reale.

Come impostare una procedura per le pesature

Innanzi tutto, per la gestione del peso nell’industria alimentare,  è obbligatorio che in azienda sia presente nella linea di confezionamento una bilancia che abbia il bollino e libretto metrico, ovvero che l’ufficio metrico della camera di commercio di competenza abbia verificato ogni 3 anni e piombato contro la possibile manomissione, questo le da un valore legale, in più deve essere stata verificata la taratura almeno 1 volta l’anno e nell’eventualità di discrepanze tra un peso campione ed il peso segnalato deve essere fatta tarare. Questa tipologia di verifica, metrologica, risulta l’unica ‘legale’ per dimostrare la coerenza tra i pesi, deve essere effettuata formazione specifica ed identificati i soggetti responsabili di questa procedura.

Per pesare i prodotti confezionati ci sono normative nazionali ci soffermeremo sull’utilizzo del logo e  metolo di pesatura Europeo. Per i prodotti confezionati ai quali le aziende, per scelte proprie, o contrattuali con i clienti, appongono la ‘℮’ , devono essere seguite delle specifiche descritte nella Legge 690/78.

Il peso nell'industria alimentare

Nella Legge 690/78 vengono definiti i limiti massimo di scarto tollerato di una confezione a seconda del peso definito, il numero delle pesate e dei possibili campioni difettosi accettabili a seconda del lotto, nonché della definizione delle prove distruttive e del calcolo dei limiti di accettabilità dei lotti pesati confezionati.

Questo simbolo non è obbligatorio ma, se compare sull’etichetta, l’operatore responsabile dell’etichettatura (si veda reg. UE 1169/2011, articolo 8) deve seguire le norme di legge. Ove tra l’altro è prescritto il dovere di registrare e conservare le registrazioni dei controlli statistici del peso. Non basta perciò limitarsi a usare “bilance commerciali garantite”.

Prove di calo peso nell’industria alimentare

Di fondamentale importanza nella valutazione del peso nell’industria alimentare è garantire e validare con prove di calo peso, a seconda dei prodotti, il calo peso, per prevenire che il prodotto risultasse sotto peso, rispetto a  quanto riportato in etichetta, dopo un certo periodo di tempo ed effettuare le azioni preventive del caso.

Gli aspetti relativi al peso nell’industria alimentare hanno un valore legale nel concetti di ‘frode alimentare’ , un’azienda che tutela la sicurezza, qualità e  legalità dei prodotti, sicuramente è un’azienda che ha un sistema di gestione per la sicurezza alimentare Iso 22000, Fssc 22000 o gli standard Brc Ifs, che la aiuteranno a ordinare tutte le obbligatorietà e non intercorrere in sanzioni.

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