Consulenza Food Fraud

Cos’è la food fraud?

La food fraud, o frode alimentare, è definita dal Reg CE 625/2017, come ogni attività intenzionale sostetta effettuata da privati o da imprese, ai danni di un cliente, per tranne un indebito vantaggio economico.

La gestione delle frodi alimentari, è l’insieme di attività necessarie, a prevenire la possibilità di immissione sul mercato di prodotti frodati.

Il rischio frode è divenuto uno di quelli più impattanti sui mercati, soprattutto per l’ampliarsi a livello globale della catena di fornitura. Nella pagina che puoi trovare qui, abbiamo approfondito gli aspetti legali italiani.

La mitigazione del Rischio Frode Alimentare Food Fraud

La crescente competitività degli attori dell’industria alimentare, si sta rivolgendo verso la ricerca e la capacità di saper formulare nuovi prodotti rispettando, i requisiti normativi, riducendo i costi e proteggendo il proprio marchio.

Queste sono le motivazioni che spingono le organizzazioni a tutelare i propri prodotti, nei confronti della catena di fornitura e dei clienti.

Una efficace procedura per la food fraud assessment, con annessa valutazione del rischio, azioni di prevenzione e mitigazione, saranno sempre più considerati dei requisiti obbligatori, per la tutela del consumatore nei confronti dei suoi acquisti.

Ogni nazione ha un proprio ente incaricato per il controllo sul territorio inerente al rischio frodi, in Italia è l’Ispettorato Centrale repressione Frodi o ICQRF. Per gli Stati Uniti FDA.

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Cosa sono le frodi alimentari e frodi commerciali

Elencheremo qui di seguito alcuni dei comportamenti scorretti che le organizzazioni possono mettere in atto nelle frodi dell’industria alimentare. A danno dei consumatori e dalle quali si devono mettere in atto azioni a prevenzione:

  • Alterazione: l’alterazione consiste nella modifica, spesso dovuta ad un’inadeguata conservazione, della composizione del prodotto alimentare. Tale manipolazione intacca le caratteristiche nutrizionali e/o organolettiche del prodotto.
  • Adulterazione: l’adulterazione comprende tutte quelle operazioni che modificano la composizione analitica di un prodotto alimentare. Vengono messe in atto mediante l’aggiunta o la sottrazione di alcuni componenti, allo scopo di ottenere un maggior tornaconto economico. Ad un occhio non esperto, il prodotto non sembrerà essere stato soggetto ad alcuna modifica. Tipici esempi di adulterazione includono: vendita di latte scremato o parzialmente scremato per latte intero; vino annacquato; olio d’oliva a cui viene aggiunto olio di semi ed immesso sul mercato come olio d’oliva puro al 100%.
  • Sofisticazione: la sofisticazione propriamente detta è un’operazione fraudolenta che consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee alla sua composizione. Lo scopo è di migliorarne l’aspetto, coprirne dei difetti o facilitare la parziale sostituzione di un alimento con un altro. Esempi di sofisticazione includono l’aggiunta a carni alterate di sostanze in grado di ravvivarne il colore, l’impiego di coloranti per far apparire come pasta all’uovo una comune pasta e così via. Esistono casi nei quali sono ammesse pratiche tendenti a migliorare l’aspetto estetico o le caratteristiche organolettiche del prodotto (uso di coloranti, aromatizzanti, addensanti, gelificanti ecc.). Sono da ritenersi sofisticati quegli alimenti in cui sia stata aggiunta una quantità di additivo superiore a quella consentita.
  • Falsificazione: la falsificazione consiste nella sostituzione totale di un alimento con un altro (per esempio, l’olio di semi al posto dell’olio d’oliva, la margarina al posto del burro e così via).
  • Contraffazione: anche se può essere ricondotta all’adulterazione e alla sofisticazione, la contraffazione è comunque considerata un tipo particolare di frode. Consiste nella messa in vendita di prodotti industriali con nomi o marchi atti a indurre in inganno il consumatore (per esempio, cercando di vendere un comune formaggio per Parmigiano Reggiano o un vino spumante qualsiasi per champagne).

Rischio frode alimentare: perché è in aumento?

Siamo tempestati ogni giorno da notizie relative a casi di frodi alimentari e frodi commerciali nell’industria alimentare, e da comunicazioni provenienti dagli organi atti al controllo e prevenzione di questo rischio.

La globalizzazione dei mercati, le distanze, le crisi economiche, i requisiti normativi e le specificità di ogni economia, favoriscono la possibilità di contraffazione e rischio frode alimentare, e di altri comportamenti scorretti commerciali.

Il verificarsi di tali circostanze, diventa più probabile nel caso di interscambio tra paesi in via di sviluppo e forti economie commerciali. In questo caso le aziende dovranno fare ben attenzione alla catena di fornitura. Mettendo in atto una procedura per la food fraud, che contempli i fattori che vedremo nel proseguo dell’articolo.

La procedura, ovviamente, dovrà essere comprensiva di azioni di prevenzione, gestione, e di mitigazione del rischio di frode. Il legislatore europeo ha messo a disposizione il food fraud database per tutti gli operatori del settore. Questo sarà di ausilio, per individuare quelli che sono le materie considerate a rischio frode, da gestire nella procedura.

L’industria alimentare è consapevole dell’aumento della sensibilità dei consumatori in materia di sicurezza alimentare. E come questi siano sempre più attenti alla qualità e all’unicità dei prodotti che acquistano. D’altro canto, però, le organizzazioni devono saper tutelare i propri interessi per non intercorrere in scandali impattanti anche sulla continuità aziendale e sulla credibilità del proprio marchio.

Frodi nel settore alimentare: i requisiti di legge

Esistono due grandi gruppi in cui trovano la loro collocazione le frodi sanitarie e commerciali:

  • Frodi sanitarie (recano danni alla salute del consumatore):le frodi alimentari nell’industria alimentare di tipo sanitario sono azioni che rendono nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica. Sono reati previsti dal Codice Penale:
    • TITOLO VI – DEI DELITTI CONTRO L’INCOLUMITÀ PUBBLICA
      • Capo II – DEI DELITTI DI COMUNE PERICOLO MEDIANTE FRODE
        • Art. 440 – Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari: Chiunque corrompe o adultera acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, rendendole pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. La stessa pena si applica a chi contraffa in modo pericoloso alla salute pubblica, sostanze alimentari destinate al commercio.
        • Art. 442 – Commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate: Chiunque, (…) detiene per il commercio, pone in commercio, ovvero distribuisce per il consumo acque, sostanze o cose che sono state da altri avvelenate, corrotte, adulterate o contraffatte in modo pericoloso alla salute pubblica, soggiace alle pene rispettivamente stabilite (…).
        • Art. 444 – Commercio di sostanze alimentari nocive: Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni (…). Il reato, quindi, si configura anche per il solo fatto di esporre, porre in commercio o distribuire sostanze pericolose, anche nel caso in cui non siano state ancora vendute.
  • Frodi commerciali (lo danneggiano solo economicamente):le frodi alimentari di natura commerciale nell’industria alimentare ledono i diritti contrattuali e patrimoniali del consumatore. Sono reati previsti dal Codice Penale:
    • TITOLO VIII – DEI DELITTI CONTRO L’ECONOMIA PUBBLICA, L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO
      • Capo II – DEI DELITTI CONTRO L’INDUSTRIA E IL COMMERCIO
      • Art. 515 – Frode nell’esercizio del commercio: Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegni all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni (…).
      • Art. 516 – Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine: Chiunque pone in vendita o mette altrimenti in commercio come genuine sostanze alimentari non genuine è punito con la reclusione fino a sei mesi (…). In questi casi non vi è un’alterazione delle qualità dell’alimento al fine di renderlo nocivo. Ne consegue comunque un profitto ai danni del consumatore.

Per configurare frodi alimentari e frodi commerciali è sufficiente anche una piccola differenza sull’origine del prodotto o la sua provenienza. Viene considerata frode anche l’errata descrizione di un sistema di preparazione e della quantità (caso tipico è la cosiddetta “vendita tara per merce”, come quando il negoziante pesa furbescamente il prodotto senza sottrarre la tara dell’imballaggio).

In particolare, il concetto di genuinità di un prodotto non si riferisce soltanto alle qualità naturali dello stesso. Esso comprende anche i requisiti imposti dal legislatore.
Quindi un prodotto può essere non genuino anche senza aver subito manipolazioni. Basta che non contenga sostanze imposte dalla legge o ne contenga quantità minori rispetto a quelle prescritte.

Un esempio è il Decr. L.vo 12.6.03 n. 178 (Attuazione della Dir. 2000/36/CE relativa ai prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione umana), nel quale vengono prescritte le caratteristiche di composizione di alcuni prodotti.

La storia della Food Fraud

Le criticità per le quali è richiesta una gestione della food fraud non sono una novità. Esistono prove che dimostrano come già dal 1800 vi fossero preoccupazioni per taluni alimenti adulterati e per l’utilizzo di additivi non dichiarati.

Ad essere cambiato è stato il principio di mitigazione del rischio frode alimentare, al fine di proteggere la salute e l’integrità dei prodotti consumati da parte dei consumatori.

Al giorno d’oggi, il rischio frode è ormai ampiamente conosciuto. Ciò ha contribuito al miglioramento dei requisiti necessari, per la definizione di una procedura per la food fraud. Allo stesso tempo è migliorata anche le capacità delle tecniche di adulterazione e sofisticazione, così come quelle di controllo e di rilevazione analitica.

Il criterio sulla food fraud, è sicuramente complesso. Si parla di frode in caso di diluizione o la sostituzione degli ingredienti con un ingrediente alternativo (un ingrediente di qualità inferiore o anche uno non destinato alluso alimentare).

Il miglioramento artificiale della qualità (come ad esempio il miglioramento fraudolento   del colore con additivi cromatici non dichiarati), uso di antibiotici e conservanti ed additivi non approvati, travisamento del contenuto nutrizionale e affermazioni fraudolente di etichettatura.

Gestione della food fraud: le richieste GFSI

Sia la FDA, che la Global Food Safety Initiative GFSI, hanno riconosciuto un’esponenziale accrescimento della minaccia dovuta al rischio frode. La ragione di questo aumento è da ricercarsi nelle catene di approvvigionamento. Per questo motivo, sono stati stabiliti nuovi requisiti normativi al fine di garantire che gli impianti di produzione e distribuzione di alimenti affrontino al meglio queste criticità.

Le organizzazioni si possono ritrovare ad affrontare vulnerabilità sulle materie prime e per i prodotti finiti. Ed implementare le azioni tramite una procedura per la food fraud, a tutela della sicurezza, qualità e legalità alimentare.

I requisiti da gestire con la procedura per la food fraud, sono inseriti nell’ambito dei programmi GFSI. Tramite gli standard per la certificazione volontaria BRC, IFS e FSSC 22000.

Questi standard, richiedono specifici una gestione e prevenzione delle frodi alimentari, attraverso valutazione dei rischi frode su materie prime, prodotti finiti, e processi e monitoraggi continui in termini di qualità, legalità e sicurezza alimentare.

La frode alimentare, come abbiamo già visto, si riferisce ad un rischio intenzionale. Non vengono quindi considerati i rischi dovuti alla contaminazione involontaria di agenti microbiologici, virali, o di altro tipo che possono essere presenti negli animali o nell’ambiente di produzione alimentare. La frode alimentare analizza in base a fattori specifici le vulnerabilità degli ingredienti presenti in un’azienda.

Lo scopo è quello di mettere in atto misure specifiche di prevenzione che possono essere richieste in relazione a certificazioni specifiche, audit sulla food fraud, presso fornitori e attraverso analisi di laboratorio.

Mitigazione del Rischio frode: quali sono i fattori da valutare?

I tavoli tecnici degli standard e certificazioni per la sicurezza alimentare GFSI, hanno voluto dare un focus, sulla mitigazione del rischio frode, visti i continui scandali che si sono ripetuti negli ultimi anni, il rilascio dello standard Iso 22380:2018 Security and resilience – Authenticity, integrity and trust for products and documents, ne dimostra l’impegno.

I fattori che devono essere presenti nella valutazione fondamento della procedura per la food fraud sono:

  • Vantaggio economico. Quale vantaggio può trarre l’organizzazione da una frode. Per esempio nel settore del biologico, che vedremo sotto;
  • Dati storici. Verifica tramite fonti ufficiali, degli accadimenti di attività frodesche sui prodotti e materie prime;
  • Stato. La valutazione dello stato e della complessità della materia prima;
  • Rilevabilità. Se ci sono analisi attendibili che possano abbattere il rischio frode;
  • Accessibilità. Accesso a materie prime, materiali di imballaggio e prodotti finiti nella catena di fornitura;
  • Fornitore. La localizzazione del fornitore, storicità, e complessità della catena di approvvigionamento;
  • Certificazioni GFSI. La presenza di un fornitore che abbia ottenuto un certificato riconosciuto da GFSI, che contempla queste valutazioni, ovvero BRC, IFS, FSSC 22000;

Questi valori devono essere considerati per materia prima e fornitore. Altri aspetti importanti, dovranno essere valutati anche nel processo di produzione interna. Per scongiurare o dimostrare la ‘protezione’ degli alimenti prodotti.

Rischio frode: che cosa succede nel mercato biologico?

Uno dei settori dove il rischio frode, è importante, è quello del mondo degli alimenti biologici. Perché spacciare prodotti convenzionali, magari a basso costo, per produzioni limitate, richiedendo un prezzo più alto, per chi sceglie questa via è sicuramente un comportamento economicamente vantaggioso, anche se illecito.

Per esempio un’azienda che tratta materie prime biologiche e  materie prime convenzionali second la valutazione dei rischi per la food fraud definirà:

  • Aspetti esterni, fornitori che devono essere certificati biologico, storicità del rischio, ricezione delle materie prime, indicazione compartimentata, protezione dei prodotti finiti durante il trasporto per la vendita, analisi a cambione delle materie prime per validare il processo di qualifica;
  • Aspetti interni, ricezione delle materie prime, stoccaggio in azienda materie, crossing di produzione, etichettatura, bilanci di massa, formazione delle risorse.

L’analisi ci porterebbe ad individuare che gli alimenti biologici, mercato in continua crescita che secondo Codiretti nel 2018 ha aumentato il consumo di prodotti bio del + 10,5%, può essere un fattore sfruttabile da taluni imprenditori ‘furbetti’ che voglio spacciare materie prime e o prodotti convenzionali per biologici.

Procedura per la Food Fraud: come implementarla

Sono sei i passaggi principali per implementare una efficace procedura per la food fraud per la prevenzione e mitigazione del rischio frode alimentare:

  • La creazione di un comitato interno per l’individuazione delle materie prime, e o prodotti finiti, lavorati in azienda siano a rischio frode, consultando le linee guida ed i portali degli standard ed siti specializzati sulle frodi alimentari Italiane, Europee e Mondiali;
  • Valutazione della vulnerabilità delle materie prime: per creare un programma di prevenzione del rischio frode è necessario condurre una valutazione della vulnerabilità di tutte le materie prime o gruppi di materie prime. Come parte di questa valutazione, i produttori di alimenti devono identificare la provenienza dei loro ingredienti. Devono anche determinare se essi provengano da aree geografiche o fornitori ad alto rischio. Altre considerazioni includono se tali ingredienti abbiano una storia nota di adulterazione e se vi siano considerazioni economiche che potrebbero aumentare l’incentivo a frodare. Ed alla possibilità di avere test certi per la verifica della contraffazione. Le materie prime possono quindi essere classificate in base a un livello basso, moderato o elevato di vulnerabilità.
  • Piano di attenuazione di un programma per la prevenzione e mitigazione del rischio frode alimentare: la redazione di una procedura di prevenzione delle frodi alimentari consiste nello sviluppo di un piano di gestione della food fraud. Questo piano è uno tra i requisiti degli standard di certificazione internazionale GFSI. Una volta completata la valutazione della vulnerabilità, il produttore di alimenti deve determinare quali misure di controllo specifiche siano necessarie. Sarà opportuno anche tenere conto dell’analisi del rischio e quanto elevato esso sia per controllare e abbattere il rischio frode.
  • Formazione delle risorse: ogni azienda dovrà definire le responsabilità e organizzare la formazione di tutte le figure impiegate. Solo in questo modo, sarà possibile prevenire e combattere in maniera efficace il rischio frode alimentare.
  • Audit di verifica dell’efficacia delle azioni intraprese: a questo punto è necessario organizzare un audit per verificare l’efficacia delle azioni intraprese;
  • Revisione del programma: ogni organizzazione deve mantenere sempre aggiornato il proprio programma per la prevenzione del rischio frode. Si dovrà essere sempre pronti alla sua modifica immediata nel caso di aggiunta di nuove materie prime, ingresso in nuovi mercati dove avviene l’approvvigionamento o pubblicazione di aggiornamenti normativi. È indispensabile avere un buon piano di aggiornamento e monitoraggio delle fonti secondo i canali ufficiali, così da essere informato di nuovi frodi in atto e prevenire eventuali “contaminazioni”. È altrettanto importante testare periodicamente l’efficacia di tale programma inserendo prove basate sull’analisi del rischio frode, e la consultazione dei portatli di settore, dove vengono pubblicate la attività avvenute.

Mitigazione del rischio frode: non è solo per i produttori

Tanto è delicata la tematiche, che i requisiti della food fraud, così come quelli della food defense, vengono anche inseriti in altri standard, che possiamo vedere sotto:

  • Certificazione BRC Agents and Brokers. Standard privato GDO anglosassone per i servizi di logistica;
  • Certificazione BRC Storage and Distribution. Sempre appartenente alla GDO anglosassone ma per il settore broker ed agenti;
  • Certificazione IFS Brokers. Gemello di questo appena riportato ma della GDO franco tedesco belga, ed adottato anche in Italia;
  • Certificazione IFS Logistics. Sempre standard GDO per il settore logistico;
  • Certificazione FSSC 22000. Standard internazionale nato dai produttori, nelle varie versioni;
  • Certificazione Global Gap. Standard per il comparto ortofrutticolo, zootecnico ed ittico;
  • Certificazione Catena di Custodia. Vari standard trasversali che definiscono una catena di custodia delle specificità e caratteristiche del prodotto.

Consulenza food fraud: i nostri servizi

Sistemi & consulenze offre sul territorio alimentare servizi di consulenza food fraud. I tecnici potranno guidarti nell’implementazione del requisito effettuando le seguenti attività:

  • Valutazione della food fraud iniziale;
  • Definizione delle attività di mitigazione;
  • Assistena per la gestione dei fornitori e del laboratorio di analisi eventualmente necessarie;
  • Formare le risorse;
  • Mantenerti aggiornato con attività rispetto agli accadimenti sui mercati in merito alle frodi;
  • Rivedere la valutazione dei rischi ed il piano di mitigazione periodicamente;
  • Assisterti nell’implementazione degli standard che abbiamo citato nel paragrafo precedente.
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