La difesa del prodotto nella filiera logistica

Le organizzazioni che operano a livello internazionale sono ‘allenate’ al rispetto di molteplici requisiti, compreso quello sulla vulnerabilità e difesa del prodotto nella filiera logistica.

I principi della Food Defense e della Food Fraud oramai sono stati ben compresi da tutte le figure della filiera alimentare, soprattutto nell’area della produzione di alimenti. Per le realtà che si occupano di logistica invece, molte volte, non sono di semplice applicazione per via della eterogeneità dei mercati ovvero:

  • Mercati locali dove le materie prime ed i prodotti finiti si muovono in un’area ristretta;
  • Mercati nazionali dove le materie prime ed i prodotti finiti si muovono in un’area ampia utilizzando delle piattaforme di proprietà dei vettori e ben monitorate;
  • Mercati internazionali dove vi sono incatenate molteplici figure, vettori gomma, ferro, nave, aereo, magazzini e piattaforme in molti luoghi nel mondo e non sempre ben monitorati;
  • Mercati online dove spesso non vi è nessun tipo di monitoraggio sulle merci.

Un organizzazione dovrà essere in grado di valutare e proteggere, a tutela del cliente, il prodotto finito e le materie prime con cui è stato prodotto, ed in tutti i paese ed i mercati in cui è commercializzato.

Criticità della difesa del prodotto dal fornitore di logistica

La difesa del prodotto nella filiera logistica
Le criticità che un’organizzazione, soprattutto se certificata con uno standard GFSI, dovrà risolvere sono legate all’applicazione ed al mantenimento dei requisiti di conformità anche nella filiera logistica a tutela del consumatore.

Ovvero molto spesso, anche se vengono efficacemente applicate e rispettate internamente procedure per la tutela del consumatore ed il rispetto dei criteri di sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti, non sono ben presidiate le fasi logistiche. Le ‘fasi’ logistiche possono essere suddivise in due aree:

  • Pre – la fase logistica precedente all’arrivo delle materie prime food e no food, nell’organizzazione. In questa fase possono avvenire delle criticità, sulla difesa del prodotto, dovute ad una non chiara provenienza, all’importazione di prodotti da svariate zone del mondo utilizzando vettori non monitorati. Affidandosi a delle agenzie e o a degli intermediari che non applichino principi per la catena di custodia e o certificazioni agli standard internazionali della tipologia Broker:
  • Post – la fase logistica dove i prodotti finiti dell’azienda vengono spediti al cliente, anche in questa fase l’utilizzo di vettori non rispettanti dei medesimi criteri a difesa dei prodotti potrebbero minare la vulnerabilità degli stessi.

Quindi seppur un’organizzazione dimostri efficienza nella gestione di tutti i requisiti applicabili a livello internazionale può risultare inserita in una filiera che non rispetta i criteri per la difesa e vulnerabilità dei prodotti nella fase logistica, e questo può avere un grande impatto sulla rimanenza e sulla crescita della stessa sui mercati.

Gli step da seguire per la gestione della difesa del prodotto

Le organizzazioni che producono alimenti, e quindi acquistano materie prime per le loro produzioni e prodotti finiti, le realtà che acquistano merci per poi rivenderle, per poter assicurare la difesa del prodotto anche nella filiera logistica e non solo per la fase produttiva dovranno seguire i seguenti step:

  • Effettuare una valutazione dei rischi inerenti alla vulnerabilità delle materie prime e del prodotto finito anche per i processi della filiera logistica;
  • Definire, output della valutazione, le azioni di mitigazione dei rischi sulla vulnerabilità delle merci a difesa del prodotto;
  • La valutazione dovrà definire differenti azioni in base al contesto aziendale, all’utilizzo di mezzi propri o l’utilizzo di fornitori di logistica terzi, se la fornitura avvenga direttamente al cliente, o se verranno utilizzate delle piattaforme o una concatenazione di mezzi;
  • I requisiti che devono avere per la qualifica, in caso di fornitori esterni, che dovranno avere gli stessi, dal semplice rispetto di regolamenti e o capitolati, alla richiesta di fornitori certificati con schemi appositi come per esempio la norma per la certificazione Iso 28000, e gli standard Ifs Logistic, Brc Storage & Distribution ed Fssc 22000. Soprattutto per quei produttori che operano nei mercati internazionali e nei Private Label, dove, appunto viene richiesta, dal cliente, che tutta la filiera sia riconosciuta da una certificazione GFSI, dal campo alla tavola a tutela della sicurezza, legalità e qualità dei prodotti.
  • Le informazioni, oltre i requisiti per i vettori e la logistica, che devono essere comunicate al cliente, commerciale e finale, per la prevenzione ed il riconoscimento di azioni fraudolente;
  • I metodi di monitoraggio che dovranno essere utilizzati per verificare durante tutta la catena logistica il rispetto dei requisiti richiesti. Questi metodi potranno essere classici documentali, o adottare ausili di audit convenzionali e non annunciati, oppure monitoraggi continui, con sistemi innovativi e digitali, sulle merci nei vari transiti e le qualifiche di tutte le strutture lungo tutta la filiera.
  • Le azioni correttive da poter applicare in caso di deviazione dai requisiti definiti.

CONTATTACI!! Contattaci! Se sei interessato alla tematica o se devi definire ed ampliare azioni di mitigazioni a difesa dei prodotti nella filiera logistica.