Etichettatura degli alimenti secondo i dettami religiosi

Il mercato degli alimenti mondiale è molto frastagliato, influenzato dalla posizione geografica, salute, stile di vita, origini etniche, dalla stagionalità delle materie prime e dai dettami religiosi e l’elemento in comune per tutto è l’etichettatura.

Più il mercato si caratterizza sulle varie classi di consumatori e più è fondamentale per un’organizzazione fornire informazioni a supporto dei consumatori. Ovviamente non si tratta solamente di requisiti del cliente ma anche di opportunità di mercato per le organizzazioni.

Molte sono le religioni che definiscono regolamenti ed abitudini alimentari. Dettami religiosi come Islam, Cristianesimo, Giudaismo, Buddismo, Giainismo e Induismo, per esempio, richiedono specifiche procedure di approvvigionamento, produzione e macellazione. Regole che possono avere un impatto sui requisiti di sicurezza alimentare.

Requisiti che devono essere inseriti, a seconda del contesto dell’organizzazione, nel sistema di gestione qualità come per esempio, l’implementazione di una procedura per l’etichettatura secondo i dettami religiosi ed i mercati di riferimento, o l’integrazione nel sistema di questi regolamenti per raggiungere una certificazione in ambito religioso come le più conosciute Kosher ed Halal.

Alimenti e dettami religiosi

Le organizzazioni che producono alimenti rispondenti ai dettami religiosi dovranno inserire i requisiti nelle procedure di etichettatura. Il requisito dovrà essere considerato anche durante la valutazione dei rischi sulla food fraud. In quanto potrebbe esserci una chiara motivazione economica nel frodare alimenti coperti da certificazioni religiose sostituendoli o contaminandoli con alimenti convenzionali.
Etichettatura degli alimenti con i regolamenti e dettami religiosi

C’è una crescente necessità di alimenti prodotti seguendo i dettami religiosi. Dovuta ai movimenti delle popolazioni nel mondo e di conseguenza dalle richieste delle grandi catene della GDO. La grande distribuzione, così come gli importatori, richiedono certificazioni ed etichettatura specifica sui dettami religiosi, implementata nei sistemi di gestione per la sicurezza alimentare Brc, Ifs, Fssc 2000, Sqf. I requisiti verranno richiesto sia per i prodotti a marchio proprio che quelli a marchio del produttore. Vediamo alcuni dettami e regolamenti religiosi applicati a gli alimenti:

  • Halal – Gli alimenti, bevande, i materiali a contatto, cosmetici ed i prodotti farmaceutici per il consumo dei seguaci dell’Islam dove i dettami religiosi definisco halal, ammesso, ed haram, proibito. Gli alimenti Haram includono materie prime e sottoprodotti originari del maiale e suino, ed a seconda delle aree anche di altre tipologie di animali come il cavallo, gli animali con zanne ed i roditori. Sono vietati l’utilizzo dei derivati da gli insetti. Gli animali oltre che rispettare le severe tipologie di macellazione Halal devono essere nutriti in modo vegetariano o da materie prime Halal. Sono vietati i prodotti a base di alcool e quelli che possono contenere lieviti, additivi ed enzimi o a base di grassi animali quali strutto, gelatina suina o grassi derivati ​​da animali non macellati secondo le leggi islamiche. Quindi non sono diciture da riportare nei processi di etichettatura secondo dettami religiosi ma vere e proprie indicazioni anche sul processo di produzione.
  • Kosher – I dettami religiosi ebraici definiscono alcuni tipi di prodotti alimentari come ammessi, Kosher e vietati, treif. La certificazione e l’etichettatura degli alimenti che rispondono ai dettami religiosi kosher sono leggermente più complicati in quanto devono rispettare tutte le regole provenienti dalla bibbia. Le categorie di alimenti kosher includono carne, latticini ed i cibi a parve. Appartengono a gli alimenti a parve la frutta, i cereali ed i vegetali. Anche i pesci sono considerati cibo Parve, ma con l’eccezione dei crostacei, giudicati dalla Torah, animali impuri. Anche tutte le attività di sanificazione, di utilizzo degli utensili, delle attrezzature di produzione, e tutte le fasi di processo fino all’etichettatura i devono rispettare i dettami religiosi.
  • Jain –Gli alimenti per il dettame religioso alimentare dei giainisti si basa sul rispetto di tutti gli esseri viventi, compresi i microrganismi e la pratica della non violenza o “ahimsa”.  Ciò limita le loro opzioni dietetiche a una rigorosa dieta vegana che esclude latticini, carne, pesce e verdure come cipolle, patate ed aglio che vengono coltivate sotto terra.
  • Indù –  Anche gli alimenti per il dettame induista rispecchiamo molti principi della non violenza e si basano su una dieta prevalentemente vegetariana. L’induismo è una religione basata sulla coesistenza e l’interdipendenza degli esseri senzienti. La religione non è omogenea e si devono verificare l’appartenenza delle caste per sapere quali alimenti possono essere consumati o no. Per questo è fondamentale che il sistema di etichettatura sia molto preciso.

Quali indicazioni devono essere riportate sulle etichette

Come dovrebbe comportarsi un’organizzazione che volesse comunicare ai consumatori del rispetto dei dettami religiosi per i suoi alimenti? Sicuramente il primo modo è avere una efficace procedura di etichettatura che comprenda anche le indicazioni per i dettami ed i requisiti religiosi.

Non vi è una normativa specifica che definisca delle diciture specifiche per questi prodotti. Per quanto riguarda gli alimenti Halal e Kosher esistono degli schemi di certificazione che vengono valutati da organismi accreditati in questi ambiti. Le certificazioni non si riferiscono all’azienda. Ma si riferiscono al prodotto, verificando che vengano rispettati i dettami religiosi per le fasi di approvvigionamento, produzione ed etichettatura.

Una vera e semplice catena di custodia per queste materie prime ed alimenti per i quali devono essere messe in atto tutte le azioni necessarie a prevenzione delle possibili cross contamination con le materie convenzionale. Come viene effettuato per i prodotti biologici, gluten free o appartenenti a marchi geografici e di tutela. Nei certificati delle certificazioni su scritte verranno riportati i nomi degli alimenti visionati e per i quali viene permesso l’inserimento in etichetta del logo Halal e o Kosher.

La regola però è sempre la stessa. Di tutto ciò che viene riportato in etichetta si devono avere le necessarie evidenze. In questo caso non solo per i requisiti di sicurezza alimentare, ma anche sulla provenienza di talune materie prime, rispetto di metodiche di lavorazione e compartimentazione dei prodotti. Da ricordare che per le organizzazioni che abbiano implementato un sistema di gestione per la certificazione di uno standard per la sicurezza alimentare, sarà necessario effettuare una valutazione dei rischi sulle materie prime ed i loro fornitori. E per il rispetto delle ricette e formule test di bilanci di massa almeno semestrali.

CONTATTACI!! Se hai esigenza di revisionare la procedura per la etichettatura includendo anche le indicazioni dei requisiti sui dettami religiosi.

Etichettatura alimentare americana le novità

La Food and Drug Administration, FDA, ha aggiornato la normativa per l’etichettatura alimentare americana, le novità riguardano i valori della dichiarazione nutrizionale per gli alimenti e le bevande confezionate. Le novità saranno di ausilio ai consumatori per l’acquisto di alimenti sani in un corretto regime alimentare.

La normativa americana per l’etichettatura alimentare già da tempo ha come focus la lotta alle patologie che possono essere prevenute con una sana alimentazione. Un esempio sono le novità introdotte per l’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva.
Novità Etichettatura alimentare americana Dichiarazione nutrizionale

I requisiti della nuova normativa sulla dichiarazione nutrizionale americana entreranno in vigore il 1° gennaio 2020 per le organizzazioni produttrici  con un fatturato pari ed oltre i 10 milioni di dollari. Per le aziende al di sotto di tale fatturato la scadenza per conformarsi ai requisiti è fissata al 1° gennaio 2021.

Dichiarazione Nutrizionale Etichettatura Alimentare

Vediamo adesso quelle che sono le novità introdotte dalla nuova regolamentazione americana:

  • Revisione delle dimensioni di porzione o, service size, per trovare maggiore coerenza con quanto i consumatori utilizzano o dovrebbero utilizzare. Considerando calorie, vitamine, sale, ecc;
  • Revisione delle qualità di porzioni in un’ unico contenitore. Considerando l’utilizzo in più battute dell’alimento;
  • Considerazione degli aspetti salutistici inerenti all’apporto totale di calorie, o “energia”, fornite da tutte le fonti (grassi, carboidrati, proteine ​​e alcool) in una porzione del cibo. Utilizzando come guida generale il principio secondo il quale una quantità di 100 calorie per porzione di un singolo alimento venga considerata moderata. Mentre un apporto di 400 calorie o più per porzione di un singolo alimento sia da considerare ricca o eccessiva;

Viene considerato in via generale un apporto di 2.000 calorie giornaliero per il mantenimento ed una sana alimentazione. Apporto che può variare in base ad età, sesso, altezza, peso ed attività giornaliera;

  • Sono stati aggiornati i valori giornalieri, DV, consigliati per i nutrienti. I valori giornalieri sono quantità di riferimento consigliate da non superare. Viene dato valore a quanto un alimento sia carente o ricco di un nutriente, considerandone anche il troppo ricco. Definendo il 5% di DV o meno di un nutriente per porzione come basso, ed il 20% o più di un nutriente un apporto elevato;
  • La lista dei nutrienti obbligatori da riportare in etichetta è stata aggiornata. Il nuovo regolamento per l’etichettatura alimentare americana richiede l’indicazione di:
    • Zuccheri aggiunti –  Gli zuccheri aggiunti durante le fasi di lavorazione, guarnitura e confezionamento dell’alimento. L’indicazione di questo nutriente è fondamentale in quanto una dieta cara di zuccheri non è considerata sana;
    • Vitamina D e Potassio – Per indicare ai consumatori il contenuto nell’alimento di questi micronutrienti molto spesso sottovalutati.
    • Vitamine A e C – La loro indicazione passa da obbligatoria a volontaria in quanto è molto difficile che vi siano carenze per questi micronutrienti nella dieta.

Occhio alle Dichiarazione Nutrizionale

Il legislatore americano con le novità per l’etichettatura alimentare americana vuole dare più possibilità ai consumatori di scegliere alimenti sani per seguire una dieta corretta. Mai in nessun regolamento alimentare viene data così importanza alla prevenzione di talune patologie grazie all’alimentazione.

Grazie alle novità introdotte per la dichiarazione nutrizionale dal nuovo regolamento per l’etichettatura alimentare americana viene evidenziato l’utilizzo di grassi saturi, trans e sodio per una scelta consapevole del consumatore su quello che sta acquistando. Per far si che possa scegliere non solo in base alle calorie, ma in base alla composizione dell’alimento. Come viene richiesto di indicare quelle che siano gli aspetti positivi di un alimento, per esempio la vitamina D, il potassio, calcio, ferro.

Il chiarimento anche dell’esposizione degli ingredienti, utile sempre per una scelta consapevole del consumatore. Gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente, esplodendo quelli che siano le materie composte. Devono essere indicati, dove ovviamente necessario il quid, gli allergeni e le sostanze come i conservanti ed additivi.

Aggiornamento delle etichette per il mercato USA

Tutte le organizzazioni che operano nel territorio USA dovranno uniformare le proprie etichette secondo le novità del nuovo regolamento per l’etichettatura alimentare americana. Apportando le modifiche per la dichiarazione nutrizionale ed il service side.  L’operazione dovrà essere effettuata con la supervisione del PCQI del sistema HARPC implementato. Vediamo i passi da seguire secondo il proprio food safety system:

  • Effettuare secondo la propria procedura una revisione dei valori nutrizionali. I dati possono fuoriuscire da programmi di calcolo e o analisi di laboratorio. Consigliamo nel primo caso di validare il processo effettuando una prova con entrambe i metodi per verificare l’efficacia del programma. Consigliamo anche l’utilizzo di un laboratorio accreditato;
  • Revisionare l’etichetta e la scheda tecnica per i prodotti;
  • Nell’eventualità di prodotti a marchio e o sotto requisiti del cliente, condividere con gli stessi l’approvazione delle etichette modificate;
  • Nell’eventualità di alimenti con claim Biologico e o coperti da denominazione di origine e disciplinari far approvare le etichette dagli organismi di controllo;
  • Comunicare le modifiche al proprio US Agent e o al FSVP;
  • Eliminare nelle giacenze le etichette obsolete e o comunicare le nuove disposizioni anche ad eventuale realtà che operano in outsourcing.

CONTATTACI!! Se devi revisionare le etichette dei tuoi prodotti secondo le novità del nuovo regolamento per l’etichettatura alimentare americana secondo la dichiarazione nutrizionale aggiornata.

La gestione delle schede tecniche degli alimenti

L’OSA di un’organizzazione ha la responsabilità di comunicare ai consumatori e clienti, e di avere gestione di tutte le informazioni necessarie per il rispetto dei criteri di sicurezza alimentare, qualità e legalità degli alimenti prodotti e commercializzati, due sono gli strumenti, il primo utilizzando le etichette alimentari poste sulle confezioni, o in taluni casi il cartello degli ingredienti ed il secondo tramite, per grossisti, negozianti, aziende produttrici nei casi in cui trattasi di materie prime, della redazione delle schede tecniche degli alimenti prodotti.

I criteri per l’etichettatura sono stati ben compresi ed attuati, grazie al Reg CE 1169 ed alle normative di settore, mentre la gestione delle schede tecniche degli alimenti, ancora ad oggi presenta molte lacune, che fuoriescono frequentemente durante gli audit di verifica e o nelle comunicazioni commerciali tra le parti. La gestione delle schede tecniche degli alimenti è importante per i seguenti fattori:

  • Legale – nella scheda tecnica devono esserci riportate tutte le informazioni necessarie al rispetto dei requisiti legali applicabili;
  • Commerciale – nella scheda tecnica devono esserci inserite tutte le informazioni utili relative al picking, composizione delle pedane, confezioni, trasporto e presentazione, nonché riportare, ove necessiti, tutte le informazioni come codici a barre, qrcode come da definizione contrattuale con il cliente sia che sia un prodotto a marchio privato che a marchio proprio.

Le informazioni che deve contenere la scheda tecnica prodotto alimentare

Iniziamo con il dire che, sembra scontato ma non lo è, tutte le informazioni che vengono riportate nella scheda alimentare del prodotto devono essere correlate da evidenze. Molto spesso infatti, sia durante le attività di consulenza che di audit, alla richiesta di evidenze sulle informazione inserite nelle schede ci viene risposto con il classico: ‘fan tutti così’ oppure: ‘è scaricata da internet perché un mio competitor fa il medesimo prodotto’. Tutto ciò non è ne a tutela del consumatore ne tanto meno dell’OSA, difatti si rischiano di dare informazioni fuorvianti sugli alimenti prodotti con un impatto sia sulla legalità che sulla sicurezza alimentare del prodotto.
La gestione delle schede tecniche degli alimenti

Vediamo quali informazioni dovrebbero contenere le schede tecniche degli alimenti secondo noi:

  • Testata – la scheda tecnica del prodotto alimentare deve riportare una testata dove viene inserito la tipologia del prodotto, il logo aziendale, il riferimento del nome del modulo, o informazione documentata, comprensivo della revisione e data di approvazione;
  • Dati aziendali – tutte la informazioni relative all’azienda produttrice, indirizzi, sedi, referente delle emergenze, numeri di telefono, e mail, sito e dati per la fatturazione;
  • Immagine – è buona norma inserire l’immagine dell’alimento, dell’etichetta ed eventualmente anche della composizione del packaging qualora fosse necessaria;
  • Informazioni Prodotto – una breve descrizione del prodotto comprensiva dei metodi di produzione. I parametri che definiscono i criteri della sicurezza alimentare, le modalità d’uso, le categorie sensibili al consumo, eventuali certificazioni e o marchi, ingredienti, origini, tabelle nutrizionali, ecc;
  • Confezionamento ed imballo – la descrizione dei materiali del confezionamento primario e dell’imballo e delle loro caratteristiche, le identificazioni dei pesi e volumi qualora necessiti. La composizione del picking.
  • Caratteristiche fisiche e chimiche comprensive degli allergeni contenuti nell’alimento;
  • Caratteristiche microbiologiche dell’alimento;
  • Caratteristiche organolettiche dell’alimento;
  • Metodi di conservazione e di trasporto – le informazioni necessarie per lo stoccaggio ed il trasporto dell’alimento conforme;
  • Anti frode – eventuali informazioni da inserire in caso di prodotti al alto rischio frodi alimentari;
  • Nominativo e firma del responsabili/e atto alla redazione ed approvazione della scheda.

Per far si che nelle schede tecniche degli alimenti vengano riportate le corrette informazioni l’organizzazione dovrà effettuare una efficace analisi di tutti i parametri da riportare che saranno anche comprensive di test di laboratorio, prove specifiche, spesso vengono richiesti contrattualmente specifiche prove distruttive sugli alimenti confezionali. L’organizzazione dovrà quindi mettere in atto delle azioni, procedure per far si che tali informazioni siano coerenti con gli alimenti prodotti, con il contesto aziendale ed aggiornate ai criteri legislativi e commerciali applicabili.

La gestione e revisione delle schede tecniche degli alimenti

Le schede tecniche degli alimenti perché siano sempre coerenti con i prodotti segue tre fasi, che sono collegate anche alla gestione delle etichette alimentari:

  • Progettazione – la fase dove si reperiscono tutte le informazioni, aziendali, provenienti dalle GMP nelle fase di lavorazione, test analitici, prove, composizione dei prodotti sulla base dei requisiti obbligatori rispetto ai mercati di riferimento;
  • Approvazione – tutte le informazioni devono essere approvate dall’OSA o chi è nominato secondo mansionario;
  • Revisione – Periodicamente, e l’aspetto dovrebbe essere inserito nella gestione della documentazione e delle fonti, deve essere verificata la coerenza con le informazioni riportate, in quanto possono essere state effettuate delle modifiche nei processi, possono esserci state delle modifiche normative, ma le schede tecniche possono non essere state aggiornate. Dovrà essere fatto in modo che le schede tecniche dei prodotte alimentari obsolete siano eliminate.

Ne potremmo considerare anche un altro, la divulgazione e comunicazione, in quanto molte organizzazione nella loro gestione dei rapporti con il cliente, mettono a disposizione le schede tecniche degli alimenti sempre aggiornate all’interno dei loro siti e o portali aziendali. Durante i processi di valutazione delle materie prime e di qualifica dei fornitori le schede tecniche degli alimenti sono tra i documenti necessari soprattutto nell’ambito dei sistemi di gestione per le certificazioni alimentari.

La scheda tecnica dei prodotti non alimentari

Le schede tecniche non sono fondamentali solamente per gli alimenti, ma sono a corredo, e necessarie in fase di immessa sul mercato, e di qualifica dei fornitori per l’acquisto di tutti i prodotti. Quindi anche per i materiali per la sanificazione, manutenzione e di gestione devono riportare tutte le evidenze necessarie per il suo utilizzo in ambito alimentare e per le emergenze.

Oggi esistono molti software noi vi consigliamo Ayama DATASHEETsoft, un software di gestione snello e potente, per la gestione e l’invio automatizzato delle schede tecniche degli alimenti per snellire e velocizzare l’oneroso lavoro della redazione e della gestione nelle organizzazioni che hanno molte referenze.

CONTATTACI!! Se sei interessato o vuoi approfondire la tematica, se devi effettuare una verifica o devi verificare le schede tecniche degli alimenti prodotti dalla tua organizzazione.

Etichetta a Semaforo per Alimenti Nutri Score

L’etichetta a semaforo per gli alimenti, o nutri score, vede la luce nel 2013 in Inghilterra, come strumento di prevenzione alle patologie derivanti dall’alimentazione come l’obesità e le malattie cardiovascolari. L’ampia diffusione dell’etichetta a semaforo per alimenti va di pari passo con la sensibilizzazione e la crescita culturale dei consumatori nei confronti degli aspetti salutistici degli alimenti consumati.

L’organizzazione dell’industria alimentare dovrà progettare ed etichettare, utilizzando la metodologia di nutri score, i propri prodotti finiti, calcolando un punteggio che va dalla lettera A, salutare, alla lettera E la meno salutare, con annessa una definizione cromatica che va dal colore verde al colore rosso.

Le etichette nutri score guidano, o meglio, dovrebbero guidare il consumatore alla scelta consapevole di alimenti più sani, tenendo conto di grassi, grassi saturi, sale e zuccheri , proteine, carboidrati e fibre. individuando e scegliendo  quelli con un’etichetta verde, basso contenuto di uno o più ingredienti a rischio, l’arancione indica un valore medio, e il rosso invece segnala una percentuale elevata e quindi un pericolo per la salute del consumatore.

Etichetta a Semaforo per Alimenti Nutri Score

Molte multinazionali e di conseguenza catene della grande distribuzione hanno abbracciato l’aspetto commerciale portato da questa novità, utile appunto a convogliare flussi commerciali di consumatori verso prodotti più salutari, o semplicemente che vogliono essere messi chiaramente a conoscenza delle proprietà salutistiche degli alimenti.

Ovviamente ogni paese si sta muovendo per l’introduzione obbligatoria nell’etichetta a semaforo per gli alimenti, che trova molte criticità per le differenti abitudini alimentari dei consumatori e per la non omogeneità dei prodotti che si trovano nei differenti mercato. L’unico aspetto che fino adesso ha goduto nelle etichette nutri score è quello commerciale, che tanto più viene applicato ad alimenti prodotti da realtà spesso accusate di produzioni di cibi poco fasi.

Etichetta a Semaforo Alimenti e Health Claim

Oltre l’indicazione dell’etichetta a semaforo nutri score, che come abbiamo visto trova molti scogli nell’applicazione e regolamentazione, vi sono le informazioni definite dal Reg CE 1924/06 sulle health claim, informazioni che si ritrovano sul prodotto che ne definiscono le proprietà dello stesso per la nostra salute.

Questo regolamento stabilisce le regole per l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali e di salute, CLAIMS, che possono essere proposte sulle etichette degli alimenti e/o con la pubblicità connessa all’alimento. Ovviamente il rispetto di questi requisiti sono facilitati per un’organizzazione che abbia un sistema di gestione per una certificazione alimentare, lo strumento unico per l’analisi, la gestione ed il miglioramento di tutti i requisiti applicabili secondo contesto aziendale.

CONTATTACI!! Se sei interessato ad approfondire la tematica, se devi progettare delle etichette alimentari, o rivedere quelle che utilizzi secondo i principi dell’etichetta a semaforo o nutri score. Oppure hai prodotti contenenti claims, health claim, salutistiche e necessiti di consulenza specifica.

Indicazioni ingrediente primario

La Commissione Europea con il Regolamento di esecuzione Reg CE 775/2018 ha voluto approfondire alcuni principi sull’applicazione del Reg CE 1169/2011 ‘Informazioni ai Consumatori’, inerenti all’indicazione di origine e provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

Informazioni relative al paese di origine o luogo di provenienza dell’ingrediente principale contenuto in un alimento, per aumentare le informazioni e la fiducia dei consumatori sui prodotti, prevenire comportamenti illeciti che inducano in errore gli stessi consumatori, e tutelare la legalità dei prodotti.

Per questa indicazione deve essere tenute conto non solo delle descrizioni testuali. Ma vengono anche considerati immagini, rappresentazioni, simboli, termini e marchi che possono riportare chiaramente ad indicazioni geografiche.

Vediamo di seguito come deve essere individuato l’ingrediente primario e quelle che sono le differenze con l’ingrediente caratterizzante di un alimento.

Ingrediente primario ed ingrediente caratterizzante

Viene definito ingrediente primario qualsiasi ingrediente secondo le seguenti modalità, quantitativa, quanto una materia prima o sottoprodotto, costituisce oltre il 50% del cibo; Qualitativa, quando, una materia prima o sottoprodotto, costituisce l’alimento è associato al nome dell’alimento, nei casi in cui il paese di origine o il luogo di provenienza di una materia prima o alimento, non sia lo stesso del suo ingrediente principale , ad esempio il cioccolato belga mentre i semi di cacao non provengono dal Belgio, come cita il regolamento:
Indicazione Provenienza ingrediente primario alimento Reg 775/2018

“… termini geografici inclusi nei nomi abituali e generici in cui tali termini indicano letteralmente l’origine ma la cui comprensione comune non è un’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza.”

Si definisce ingrediente caratterizzante,  materia prima o sottoprodotto che figura nella denominazione dell’alimento o sono associati allo stesso dal consumatori, utilizzando per esempio il quid. E’ molto frequente che un alimento primario sia anche un alimento caratterizzante.

Più espressamente il regolamento si applica ad alimenti e bevande che devono rispettare i seguenti requisiti:

  • Prodotti destinati ai consumatori finali;
  • Non appartenere a categorie già regolamentate da altri regolamenti, come carni, uova, olio, frutta, prodotti ittici ed altri;
  • Non appartenere ai prodotti certificati ed etichettati come biologici;
  • Non appartenere a marchi registrati e o denominazioni di origini protette e garantite;

L’indicazione della provenienza dell’ingrediente primario di un alimento Reg 775/2018

Per indicare la provenienza dell’ingrediente primario di un alimento ci sono diverse modalità, che l’OSA, sceglierà di applicare, che possono essere riassunte:
• Indicazione di provenienza da un’area geografica: “UE” , “non UE” o “UE e non UE” ;
• Indicazione specifica di provenienza da regioni o altra area geografica all’interno di più Stati membri o paesi terzi;
• Indicazione specifica di zone di pesca della FAO, mare o corpo d’acqua dolce;
• Indicazione dello stato (i) membro (i) o paese (i) terzo (i);
• Indicazione del paese di origine o il luogo di provenienza conformemente alle disposizioni specifiche dell’Unione applicabili per gli ingredienti primari in quanto tali.

Gli OSA possono inoltre utilizzare la seguente o simile dichiarazione per informare i consumatori: “nome dell’ingrediente principale provengono o non provengono da il paese di origine o il luogo di provenienza dell’alimento” .
L’inserimento ed indicazione in etichetta dell’origine degli ingredienti primari di un alimento deve comparire nel campo visivo principale sia esso fornito di parole o in forma non scritta, nella dimensione prevista dal Reg CE 1160/11, pari a 1,2 mm di altezza X o 0,9 mm di altezza x per le confezioni con una superficie inferiore a 80 cm2.

Implementazione ed entrata in vigore del regolamento per gli ingredienti primari

L’entrata in vigore del regolamento sulla provenienza dell’ingrediente primario in un alimento è fissata per la data del 01 Aprile 2020, dando la possibilità alle aziende di terminare le scorte delle etichette.
Gli osa devono però per farsi trovare pronti al cambio normativo dovranno aggiornare la loro procedura di progettazione ed emissione etichetta per renderla conforme a tale regolamento. Si consiglia per le organizzazioni più strutturate, ove sia presente un sistema di gestione per le certificazioni alimentari, di effettuare l’aggiornamento e la conformità al regolamento per l’indicazione della provenienza dell’ingrediente primario quanto prima in quanto, interfacciando le loro realtà ai mercati internazionali, questo sarà sicuramente un importante strumento tutela dei consumatori sfruttabile anche commercialmente.

CONTATTACI!! Sei interessato alla tematica del Reg 775/2018, vuoi approfondirla? Vorresti che trattassimo particolari argomenti? Hai esigenza di effettuare un audit sul processo inerente all’etichettatura dei tuoi prodotti?

Le informazioni nutrizionali del prodotto Alimentare

Ogni paese ormai ha incluso nei requisiti obbligatori, le informazioni nutrizionali del prodotto alimentare da riportare sull’etichetta dell’alimento finito come informazione ai consumatori per una corretta gestione delle proprie abitudini salutistiche e o sociali.

Una organizzazione che opera a livello internazionale deve tenere conto nella propria procedura di progettazione delle etichette dei requisiti imposti dai vari paesi dove produce e commercializzi i propri prodotti. Ci sono svariati metodi per calcolare le informazioni nutrizionali del prodotto, le varie normative lasciano ampia scelta alle aziende che possono sfruttare:

  • Metodologie di laboratorio, tramite effettuazione di test analitici;
  • Metodologie empiriche tramite calcoli affidandosi a dati provenienti da banche date riconosciute, per esempio USDA.

Il calcolo delle informazioni del prodotto da riportare in etichetta dipende molto dalla tipologia di alimenti prodotti, in quanto un prodotto, per esempio mix di spezie, avrà un calcolo più semplice rispetto ad alimenti che subiscono trattamenti di vario genere. Esistono dei siti che offrono servizi per il calcolo delle informazioni nutrizionali del prodotto, o l’azienda può dotarsi di software di calcolo di questi dati.

La procedura di calcolo delle informazioni nutrizionali del prodotto

Il calcolo delle informazioni nutrizionali del prodotto deve seguire gli specifici requisiti nazionali, per esempio, Europeo, Americano, Canadese, seppur le definizioni delle informazioni nutrizionali avvengano per motivazioni differenti i punti comuni di una procedura di gestione di questo processo deve contenere:

  • Definire le responsabilità del processo;
  • Definire la formazione necessaria alle figure impiegate;
  • Raccolta delle informazioni e dei requisiti sui mercati dove i prodotti devono essere commercializzati;
  • Raccolta delle informazioni delle materie prime tramite schede fornitori o banca dati riconosciute;
  • Calcolo del valore nutrizionale del prodotto tenendo conto anche dei possibili processi effettuati, cottura, essiccazione, disidratazione, affumicamento, abbattimento, ecc;
  • Effettuazione di un test di laboratorio sullo stesso prodotto per validare il processo;
  • Redazione di una dichiarazione nutrizionale del prodotto.

Informazioni Nutrizionali Prodotto Alimentare
La validazione di questo processo viene resa obbligatoria per quelle aziende che operino sotto sistema di gestione certificato e riconosciuto GFSI, tramite effettuazione di un test doppio tra il processo di calcolo ed il test di laboratorio, per verificare l’efficacia e veridicità dei valori ottenuti dal calcolo.

Nel caso in cui si debba effettuare una dichiarazione nutrizionale su un prodotto coperto da claims si dovranno anche validare tutte le informazioni del caso che hanno valore legale.

CONTATTACI!! Se sei interessato alla tematica o se devi redigere o revisionare delle etichette con le informazioni nutrizionali del prodotto alimentare.

Guida pratica all’etichettatura dell’olio di oliva 

Dopo le novità provenienti dagli Stati Uniti, dove FDA ha ‘premiato’ l’olio extra vergine di oliva con la dicitura a ‘farmaco’, è stata resa disponibile la Guida pratica sulla Etichettatura olio di oliva, la seconda edizione aggiornata al 31.12.2018. Una guida inerente alle informazioni obbligatorie che devono essere riportate sulle etichette e per i parametri ed i valori facoltativi. Come utile strumento di tutela per i produttori e per i consumatori.

Indicazioni a risposta delle richieste dei mercati in continuo movimento e sempre più sensibili non solo agli aspetti sui requisiti della sicurezza alimentare ma a  quelli delle frodi alimentari, della provenienza e qualità dei prodotti.

Guida etichettatura olio di oliva extra vergine

Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, ICQRF, nelle figure ha aggiornato la guida  con le novità dei DL 145/17, inerenti alla sede e stabilimento di confezionamento, e n.231/17, art.17, sull’identificazione del lotto e del Reg Ce 1096/18.

E’ stata resa disponibile anche degli strumenti, come l’esempio di compilazione dei registri telematici degli olii, per cercare di arginare i fenomeni della frode alimentare sia volontaria, sia dovuta ad una errata etichettatura olio di oliva. Nel settore dell’olio, infatti, nel 2018, ICQRF ha svolto oltre 6.600 controlli ispettivi e analitici, verificando 3.167 operatori: numerose delle irregolarità riscontrate hanno riguardato proprio l’etichettatura, che ancora una volta è uno degli aspetti più sanzionati nei prodotti alimentari.

Una guida di settore che va ad ampliare i principi dell’applicazione del Reg CE 1169 per le informazioni da riportare in etichetta per i consumatori. Molto utile anche per la redazione delle schede tecniche per questi prodotti. Consigliamo di inserire nelle fonti da visionare nella fase di progettazione delle etichette, inserita nel sistema di gestione alimentare aziendale implementato nell’organizzazione.

La “Guida pratica all’etichettatura dell’olio di oliva” può essere scaricata qui.

CONTATTACI!! Se ti necessita consulenza in merito all’etichettatura dell’olio extra vergine di oliva.

Nuova etichettatura OGM mercato USA

I produttori di alimenti, operanti nei mercati USA, sono soggetti all’indicazione nelle etichette degli alimenti il simbolo per la “Bioingegneria” approvato da USDA, secondo la nuova etichettatura per gli OGM, per segnalare ai consumatori, la presenza, negli ingredienti degli organismi geneticamente modificati per i prodotti immessi sul mercato.

Le organizzazioni di produttori, importatori e distributori di alimenti sul territorio statunitense, dovranno verificare ed identificare la presenza di alimenti o ingredienti ottenuti tramite modifica dall’ingegneria genetica, quando la stessa quantità superi il 5% in peso di ciascuno ingrediente, possono altre sì, identificare volontariamente quantità inferiori a tali percentuali utilizzando invece il simbolo Derivato da Bioingegneria approvato dall’USDA.

Nuova Etichettatura OGM Mercato USA

La nuova etichettatura americana per gli alimenti OGM, può essere volontariamente utilizzata da Febbraio 2019, diventerà obbligatoria dal 1  gennaio 2022, per tutte le aziende Americane o che commerciano nel territorio Americano, saranno esenti i produttori con meno di $ 2,5 milioni di vendite annuali e le attività di ristorazione.

Il nuovo standard per l’etichettatura OGM Americana, garantisce chiare informazioni e coerenza di etichettatura per i consumatori circa gli ingredienti con i quali è stato prodotto l’alimento, evitando qualsiasi tipo di fraintendimento fuorviante. Le organizzazioni quindi devono inserire questo requisito da rispettare nella valutazione dei rischi secondo il sistema HARPC riportandolo nel loro Food Safety Plan.

Durante la progettazione ed approvazione dell’etichetta alimentare e delle schede tecniche, dovrà essere considerato anche questo requisito per il mercato USA ed inserito nei requisiti da rispettare del proprio sistema di gestione per la sicurezza alimentare.

Le aziende della filiera agroalimentare, comprese quelle che nel loro contesto trattano integratori, possono identificare gli alimenti geneticamente modificati secondo le nuove regole di nuova etichettatura ogm con uno di questi quattro metodi:

  • Utilizzando il simbolo “Bioingegneria”;
  • Utilizzando l’indicazione in lettere “Cibo Bioingegnerizzato” o “Contiene ingredienti alimentari bioingegnerizzati”;
  • Apponendo un collegamento elettronico o digitale accompagnato da chiara indicazione sulla possibilità di Scansione qui per ulteriori informazioni sugli alimenti accompagnata da un numero di telefono per informazioni;
  • Dando la possibilità di inviare messaggi di testo ad un numero per informazioni sugli alimenti bioingegnerizzati, al quale è collegato un numero che invia automaticamente informazioni su tali prodotti.

Il regolamento definisce anche la possibilità di inserire da parte delle organizzazioni che producono alimenti OGM e li identificano secondo la nuova etichettatura OGM, l’inserimento di informazioni quali tumeto di telefono, contatti e sito web per comunicare ed informare meglio i consumatori.

L’USDA ha definito, come ultimamente sta effettuando anche il legislatore Europeo che nei casi relativi alle diciture “può contenere tracce di….” il prodotto non verrà considerato adeguatamente conforme ai requisiti di etichettatura, a  causa della necessità di divulgare informazioni chiare corrette e  non fuorvianti per i consumatori attenti ed evoluti.

Il non rispetto di questo requisito potrebbe scaturire in ritiri e richiami sui mercati. Nelle organizzazioni in cui sia presente un sistema di gestione o standard per la sicurezza alimentare certificato, sarà necessario l’implementazione di procedura per evitare la contaminazione tra alimenti OGM e non, e l’effettuazione di bilanci di massa per la verifica delle ricette e dell’utilizzo di questi prodotti.

CONTATTACI!! Esporti nel mercato USA? Vuoi approfondire le tematiche sulla nuova etichettatura OGM Americana o approfondire le tematiche inerenti al Food Safety System Americano? CONTATTACI!!

La Classificazione delle Uova

L’uovo è un alimento completo che negli ultimi periodi è stato sotto l’occhio del ciclone per vari scandali legati alla presenza di contaminanti, o alla non chiara origine e tracciabilità dei prodotti a base di uova. La classificazione delle uova risponde alle richieste e necessità dei mercati, e dei consumatori, di avere certezze sul rispetto dei requisiti per la sicurezza alimentare, tracciabilità e sostenibilità delle uova e dei suoi sottoprodotti o uovo prodotti.

La definizione e classificazione delle uova viene effettuata direttamente nelle aziende produttrici o presso centri autorizzati di imballaggio e confezionamento, prima dell’immissione dei prodotti sul mercato e la verifica del rispetto dei requisiti per la sicurezza alimentare del prodotto. Le uova vengono classificate in due categorie:

Classificazione delle Uova

  • categoria A o “uova fresche” entro 28 gg dalla deposizione e con l’altezza della camera d’aria inferiore a 6 mm, l’aspetto dell’albume  chiaro, limpido e di consistenza gelatinosa, possono portare la dicitura “extra” o “extra fresche” entro 9 gg dalla deposizione e quando la camera d’aria inferiore a 4mm;
  • categoria B o “uova di seconda qualità o conservate” oltre 28 gg dalla deposizione e lavorate per uovo prodotti;

La classificazione delle uova di categoria A vengono in seguito suddivise in classi di peso:

  • XL Grandissime: 73 g e più;
  • L Grandi: da 63 g a 73 g;
  • M Medie: da 53 g a 63 g:
  • S Piccole: meno di 53 g;

Il Timbro di classificazione delle uova

Nell’ambito dei requisiti da rispettare per l’etichettatura degli alimenti, da parte di un’organizzazione, vediamo le indicazioni obbligatorie che devono riportare i prodotti per la classificazione delle uova, dove secondo normativa, deve essere riportano un codice per far si che l’uovo possa riportare le informazioni inerenti sia alla tracciabilità, sia alla tipologia di allevamento da cui proviene. Per esempio vediamo il significato della dicitura seguente indicata sull’uovo:

3 IT 025 MI 031

Il numero iniziale in questo caso il 3 sta a riportare la tipologia di allevamento,  i metodi di allevamento devono essere indicati con uno dei seguenti codici:

  • “1” All’aperto;
  • “2” A terra;
  • “3” In gabbie;
  • “0” Produzione biologica.

La dicitura IT ovviamente riguarda lo stato Italiano, i tre numeri seguenti per la classificazione delle uova riguardano l’identificativo del comune ove è sito l’allevamento seguito dall’indicazione della provincia, e  le ultime tre cifre riguardano il codice identificativo dell’ l’allevamento da cui provengono le uova.

La tracciabilità delle uova

Grazie alla classificazione delle uova l’organizzazione non solo guiderà il cliente, sia esso consumatore finale che catena della GDO, verso delle scelte sicure e consapevoli, ma avrà un’ottimo strumento per la gestione della tracciabilità per i propri prodotti necessario anche per gestire al meglio delle non conformità. L’organizzazione dovrà trattare il rispetto di questo requisito inserendolo all’interno del proprio sistema di gestione per la sicurezza alimentare trattando l’argomento nella fase di progettazione ed approvazione delle etichette e schede tecniche del prodotto.

CONTATTACI!! Se sei interessato alle tematiche o se hai esigenza di consulenza per la classificazione e la procedura di tracciabilità ed origine delle uova del tuo allevamento.

Qualità e proprietà salutistiche dell’olio in USA

Negli USA, la Food and Drugs Administration FDA ha definito l’olio extravergine di oliva come farmaco con proprietà utili alla prevenzione degli infarti e altre malattie del cardiache. Il legislatore americano prende quinti atto delle proprietà salutistiche derivanti dal consumo dell’olio extra vergine di oliva, allontanando quindi coloro che gettavano in cattiva luce questo prodotto molto amato sul mercato.

L’invito ufficiale di FDA sostanzialmente consente alle aziende del contesto oleario, operanti sul mercato Americano, di poter indicare sulle confezioni degli olii extra vergine di oliva, contenenti almeno il 70% di acido oleico, una dicitura riportante che il consumo di questi olii porti benefici quando sostituisce il grasso saturo nella dieta, dannoso per il cuore.

Una vera e propria indicazione di Claims Salutistica definendone anche il consumo di circa mezzo cucchiaio nella dieta quotidiana, per trarne i benefici per l’apparato cardiaco a scopo preventivo di patologie legate ad esso.
olio extra vergine di oliva farmaco Usa

Il consumo mondiale di olio extravergine cresce esponenzialmente, l’Italia è il secondo produttore dopo la Spagna, ma possiede il primato sulla biodiversità con le sue 533 varietà di olive riconosciute a livello Europeo.

Le aziende produttrici che si ‘muovono’ sul territorio Americano, devono sottostare al Food Safety Modernization Act FSMA,  o gli importer,  hanno quindi questo strumento di riconoscimento da poter utilizzare per promuovere e dare valore ai propri prodotti in questi mercati che negli ultimi anni si sono dimostrati sempre più sensibili agli aspetti salutistici degli alimenti.

Queste organizzazioni se scelgono di procedere con l’indicazione di queste informazioni salutistiche, devono inserire il requisito nel proprio sistema di gestione alimentare, nella fase di progettazione ed approvazione delle etichette e delle schede tecniche dei prodotti. Ovviamente queste realtà dovranno anche produrre documentazione, analisi di laboratorio, a sostegno dei requisiti per poter utilizzare la dicitura salutistica.

CONTATTACI!! Se sei interessato ad approfondire la tematica della definizione dell’olio extravergine di oliva con proprietà di farmaco, o sei un produttore e vuoi preparare la tua azienda ad esportare un USA, saremo al tuo fianco per l’implementazione del Food Safety System, la redazione dei Food Safety Plan, e potrai avvalerti dei nostri servizi per il PCQI e l’etichettatura americana.