Emergency Disaster gestione delle emergenze e dei disastri

I fatti odierni non possono far a meno di far pensare a che una gestione ordinaria delle comunità, e delle organizzazioni non basti a tutelare la salute umana nei confronti delle emergenze e dei disastri. Con il termine Emergency Disaster si definisce la pianificazione delle azioni da attuare per la gestione e risposta ad un’emergenza ed un disastro.

La tematica non è nuova ovviamente. Ma soprattutto i paesi del vecchio continente, sembrano non avvertire la necessità di una gestione sistemica della gestione delle emergenze e dei disastri. Seppur l’intervento in emergenza, spesso risulta efficace, non vi è un ‘allenamento’ specifico di gestione di tutti i comparti delle comunità. Per la continuità funzionale della stessa a supporto delle necessità degli abitanti. Emergency Disaster gestione delle emergenze e dei disastri

Anni fa domandai perché un’amministrazione pubblica come una regione non avesse implementato e certificato un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. Mi fu risposto che non avrebbe avuto senso. Dopo aver implementato e portato a certificazione Regione Toscana su questo schema, ne abbiamo visti però i vantaggi sia organizzativi sia di risparmio delle risorse.

Secondo me ogni paese ed organizzazione, soprattutto di prima necessità, dovrebbe aver implementato e testato un sistema per la gestione delle emergenze e dei disastri, nonché un efficace sistema di business continuity.

Gestione delle emergenze e dei disastri

La gestione delle emergenze e dei disastri è l’insieme di azioni coordinate atte a rispondere con le risorse per sopperire le esigenze urgenti. Vediamo adesso quelle che sono de differenze sostanziali tra le emergenze ed i disastri:

  • Un’emergenza è un accadimento imprevisto a cui è possibile rispondere utilizzando le risorse disponibili.  Si verificano più regolarmente dei disastri ed i paesi, comunità ed organizzazioni sono più allenati e preparati alla sia gestione. Questi possono includere crisi sanitarie di piccola entità, incidenti automobilistici e incendi. Pertanto, la disponibilità di servizi di assistenza e recupero garantisce la risposta adeguata a gli eventi;
  • Un disastro è un evento critico di portata molto più ampia ed impattante che mina la continuità di uno stato o di un’organizzazione con effetti più gravi.  È il verificarsi improvviso di una situazione sfavorevole che causa gravi interruzioni della routine sociale.  Può avere impatto sulla capacità di intervento per i soccorritori e sulle funzioni necessarie di comunità.

La gestione delle emergenze e dei disastri comprende le seguenti fasi:

  • La fase di analisi: dove devono essere valutate tre tipologie di aspetti:
    • Quali siano i rischi ed i pericoli che possono avere impatto sui servizi, valutandone le probabilità di accadimento e monitoraggio internazionale, sociale e meteorologico;
    • Individuare quali siano i servizi necessari per la risposta e la loro continuità, per esempio, risorse economiche, fondi di emergenza e salvaguardia, risorte tecniche strutturali come ospedali, strutture alternative, ordine pubblico, approvvigionamenti e logistica, risorse umane, intese come tutte le figure necessarie al funzionamento delle funzioni di necessità di cui sopra
    • Definizione delle categorie più a rischio che necessitino una tempestività maggiore di intervento.
  • La definizione delle responsabilità: devono essere definire le gerarchie di responsabilità delle figure con capacità decisionali per gli interventi e per la comunicazione nella fase di monitoraggio e nella fase di emergenza. Durante le emergenze e o i disastri più gravi dovrebbero essere nominati dei ‘responsabili’ più su campo che possano dare feedback reali e con capacità e di problem solving tempestivo. Contestualmente entrare in funzione una squadra che abbia la capacita di analizzare e gestire dinamicamente i rischi sopraggiunti nell’emergenza;
  • Le modalità di comunicazione: durante un’emergenza e o un disastro è fondamentale che ci sia una linea unica e definita di comunicazione, questo perché in una fase così è facile, Emergency Disaster gestione delle emergenze e dei disastririncorrendo stupidità, innescare panico nella popolazione e peggiorare ancor di più lo stato delle cose. Devono essere progettati sistemi di comunicazione a vari livelli. Interni ed esterni per la comunità, includendo metodiche comunicative classiche e tramite sistemi innovativi. Devono essere applicati regolamenti contro la fuga delle notizie incomplete e o fuorvianti. Contestualmente deve essere pianificata l’istituzione di un organo di controllo per limitare l’azione di talune realtà volte a creare possibili caos nella comunità;
  • La fase di definizione: la definizione di tutte le risorse per l’attuazione delle azioni di mitigazione e prevenzione dei rischi e pericoli, scaturite dalle analisi dei rischi o dal monitoraggio effettuato. Comprese dell’istituzione di un team per il risk management dinamico durante lo stato di emergenza;
  • La fase di test: non basta l’analisi e la pianificazione per l’intervento. Soprattutto per le funzioni che non possono essere interrotte devono essere testate le azioni pianificate. Altre sì devono anche essere pianificate ed effettuate delle prove congiunte per validare l’efficacia delle azioni e o intervenire con azioni di miglioramento;
  • La fase di risposta: la fase in cui, ad emergenza o disastro avvenuto, si devono condurre attività di analisi dei danni, ricerca e soccorso. In questa fase si avvieranno tutte le azioni pianificate scaturite dall’analisi dei rischi. Verranno definite delle classi di urgenza per l’intervento;
  • La fase di riabilitazione: la fase in cui, se sono mancati, vengono ripristinati i servizi necessari e ampliati quelli esistenti. In questa fase si comprendono anche i vari servizi, e le organizzazioni che si occupato della produzione ed approvvigionamenti strategici;
  • La fase di recupero: in questa fase ci si occupa della definizione dei danni e degli interventi per riportare la situazione alla normalità. Possono essere compresi attività di abbattimento e ricostruzione, progetti di assistenza economica e o altro.

Imparare a gestire l’emergenza ed il disastro

Negli ultimi anni si sono verificate tutta una serie di emergenze e disastri. Dovuti a catastrofi naturali come terremoti, alluvioni, incendi ed emergenze di tipo sanitario. Emergenze sanitarie più lievi come la peste suina, la sars, che fino ad adesso sono state contenute, fino a quello odierno dovuto allo stato di pandemia portato dal nuovo coronavisus con il contagio Covid-19.

Come abbiamo detto prima tutti i paesi dovrebbero imparare ad allenarsi a queste possibilità. Non solo per emergenze naturali o sanitarie come quella odierna. Ma prevenire anche possibili attacchi terroristici che possono utilizzare patogeni per scatenare conflitti internazionali. Sa una criticità così grande possiamo però cercare di migliorare l’atteggiamento nei confronti di questi accadimenti. Che cosa potremmo fare:

  • Gli stati dovrebbero inserire nei loro programmi di governo l’analisi ed il monitoraggio di questi fattori. Per esempio è stupido non prepararsi all’impatto di un’epidemia quando ormai è certo il suo arrivo. Devono essere definite delle risorse per la prevenzione di taluni accadimenti come per esempio la manutenzione del territorio e non fare la conta dei danni in caso di emergenze che potevano essere limitate. Progettare con tutte le parti sociali la possibilità, soprattutto sui beni e servi di prima necessità una modalità di continuità lavorativa certa, e non lasciarla liberamente alle organizzazioni. Definire dei requisiti obbligatori per talune organizzazioni. Definire delle strutture organizzative e strutturali di emergenza e non subire annaspando inutilmente ad accadimento avvenuto. Dare indicazioni chiare e dirette lasciando la politica ad altri momenti. Ovviamente tutto ciò non è assolutamente facile;
  • L’informazione i mezzi di informazione dovrebbero dare le notizie. Non cercare scoop. Non facendo politica o alimentando polemiche che si fa il mestiere del giornalista. Notizie ed informazioni chiare per tutta la comunità. Prendendo distanze da informazioni date a loro nome tramite canali social utilizzate solamente per creare panico o per essere veicolo di altro.
  • I cittadini gli stati sono fatti dalle persone. Persone che in caso di emergenze e disastri devono essere informate, assistite e sostenute. Ma persone che devono rispettare le regole dettate durante lo stato di emergenza. È veramente inutile e stupido crearsi una propria visione di una disposizione. È come disquisire con chi si sente furbo a non pagare l’assicurazione della macchina e circolare, che si vanta di risparmiare soldi. Una volta fermato dalle forze dell’ordine si sentirà un po’ meno furbo. In questo caso la furbizia invece si paga con la morte nostra o dei nostri cari. Quindi meditate.

Sistemi e consulenze nell’emergenza

Noi di Sistemi e Consulenze abbiamo immediatamente accettato tutte le disposizioni diramate dal nostro governo e o dalle disposizioni regionali. Abbiamo adattato la modalità di smart working utilizzando per i nostri servizi, là dove possibile, attività di consulenza, audit e formazione a distanza tramite web conference. Come sempre siamo vicine alle parti della nazione più colpite ed a disposizione dove possa servire il nostro aiuto.

Siamo un paese non siamo solamente un calcolo di fatturato e crediamo che quest’emergenze o meglio disastri servano anche per aprire nuove opportunità. Far comprendere che probabilmente anche l’organizzazione del lavoro debba o possa mutare sfruttando di più il valore aggiunto delle persone competenti che adesso sono sul campo assieme alle nuove tecnologie.

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Federico Pucci

Esperto consulenza direzionale organizzativa, implementazione sistemi di gestione per le certificazioni alle norme e standard qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza alimentare, servizi di audit. Consulenza e formazione aziendale nelle aree salute e sicurezza sul lavoro, sicurezza alimentare, ambiente, privacy.