Eccedenze Sottoprodotto e Rifiuto

Eccedenze Sottoprodotto e Rifiuto Alimentare

Un’azienda efficiente odierna, attenta hai requisiti legali applicabili e del cliente Eccedenze Sottoprodotto e Rifiuto Alimentaresui propri prodotti, deve dare attenzione in egual misura alle materie prime, processi, così come tenere sotto controllo gli aspetti relativi alle eccedenze sottoprodotto e rifiuto Alimentare, la definizione di essi, che cosa sia da considerare rifiuto, la gestione delle eccedenze da comunicare in caso di prodotti a  marchio del cliente, o la definizione di sottoprodotti che possono entrare in altre catene di fornitura, fattori importanti per la gestione dei costi ed ottimizzazione della produzione, che in alcuni casi, come scarti di lavorazione che diventano mangimi per animali, che seguono regolamenti propri da notificare Reg CE 183. Un’altro aspetto da cui tenere conto è la lotta a gli sprechi alimentari che una comunità odierna non può più permettersi ne eticamente ne per gli impatti ambientali generati dalle produzioni soprattutto quelle intensive.

La definizione delle eccedenze sottoprodotto e  rifiuto alimentare

Viene definita una eccedenza alimentare, un surplus della produzione, non contemplata per creare riserve di magazzino, soprattutto quando si opera in ambito di marchio privato di proprietà di committente, dove ci sono chiare qualifiche e definizioni contrattuali anche tramite standard internazionali Brc Ifs, si deve comunicare l’accaduto al proprietario del marchio che può dare il benestare di etichettare il prodotto non a  suo marchio in caso di prodotti deperibili.

Si intende come sottoprodotto alimentare, una tipologia di materiale derivante dalla lavorazione dalla produzione primaria, può essere destinata all’alimentazione umana ed inserita nella notifica dei processi effettuati consegnata alla ASL, o se per alimentazione animale deve essere oltre che notificato alla ASL seguito il Reg Ce 183 che disciplina i mangimi per animali per l’alimentazione umana, proroghe speciali vengono definite con accordi specifici con le ASL di appartenenza.

Si intende come rifiuto alimentare, come dice la parola un materiale che non può avere nessun uso o riutilizzo, in questo caso nell’industria alimentare, deve essere caratterizzato e destinato al tipo di smaltimento relativo alla propria categoria, a seconda della tipologia di rifiuto deve esserci una specifica registrazione di ritiro, ed un contratto con aziende di smaltimento.

Una corretta definizione del contesto aziendale, un’analisi di tutta la filiera darà la possibilità alle organizzazioni di eliminare il più possibile le inefficienze o trovare opportunità di sfruttamento economico dalle eccedenze sottoprodotto e rifiuto alimentare, inserendole a  pieno titolo nella gestione dell’azienda.

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