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Decreto Sanzioni Etichettatura: quali sono le novità?

Decreto Sanzioni Etichettatura: quali sono le novità?

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Decreto Sanzioni Etichettatura: quali sono le novità?

La normativa di riferimento per le informazioni ai consumatori è il Reg CE 1169, il decreto sanzioni etichettatura, DLgs 231 del 2017 definisce le sanzioni applicabili alle violazioni dei requisiti sulla fornitura ai consumatori delle informazioni riportate nel Reg CE 1169/2011 aggiornando la direttiva 2011/91/UE.

Decreto sanzioni etichettatura alimentare

Le informazioni ai consumatori in ambito alimentare sono veramente un cruccio. Basta farsi un giro nei supermercati e sarà facile identificare degli errori.

Taluni dati da una scorsa competenza delle organizzazioni. Taluni errori invece sono intenzionali delle vere e proprie truffe commerciali effettuate inserendo informazioni fuorviante sulle etichette e confezioni alimentari.

Il Decreto DLgs 231, oltre che fissare le sanzioni in tema di etichettatura degli alimenti omogenizza le responsabilità sulle disposizioni nazionali sull’etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti, e l’adeguamento della normativa nazionale sul “lotto” inserita nella direttiva 2011/91/UE;

Il decreto sanzioni etichettatura alimentare definisce le disposizioni sanzionatorie sui distributori automatici, sulla vendita di prodotti non pre imballati ed sui prodotti non destinati al consumatore diretto.
Secondo la disciplina dell’etichettatura, nel decreto sanzioni in applicazione al Reg 1169 viene definito “soggetto responsabile” l’operatore del settore alimentare di cui all’articolo 8, paragrafo 1 del Reg. UE 1169/2011 OSA.

Violazioni decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 231

Le violazioni prese in considerazione dal decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 213 sono elencate al Titolo II, con le rispettive sanzioni che variano da un minimo di 500€ fino ad un massimo di 40.000€ per le inadempienze più gravi per esempio data di scadenza o allergeni.

Il decreto sanzioni etichettatura alimentare fissa, quale autorità competente ad attuare le sanzioni previste, il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Restano naturalmente le competenze spettanti all’autorità garante della concorrenza e del mercato e quelle spettanti, ai sensi della normativa vigente, agli organi preposti all’accertamento delle violazioni. Di seguito la tabella riassuntiva delle sanzioni previste dal decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 213:

ViolazioneRiferimento normativoSanzione
Violazione pratiche leali d’informazione come da articolo 7, reg. UE 1169/2011.Articolo 3da 3.000€ a 24.000€
fornitura di prodotti non conformi alla normativa in materia di informazioni sugli alimenti da parte di OSA diversi rispetto all’articolo 8, reg. UE 1169/2011.Articolo 4da 500€ a 4.000€
Modifica delle informazioni ricevute in accompagnamento all’alimentoArticolo 4da 2.000€ a 16.000€
Non corrette invio di informazioni B2BArticolo 4da 1.000€ a 8.000€
Mancata indicazione degli allergeniArticolo 5da 5.000€ a 40.000€
Non conformità nelle indicazioni degli allergeniArticolo 10da 2.000€ a 16.000€
Mancanza di una o più indicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9, reg. UE 1169/2011.Articolo 5da 3.000€ a 24.000€
Violazione delle disposizioni sulla vendita a distanzaArticolo 7da 2000€ a 8000€
Cessione a qualsiasi titolo o esposizione per vendita di un alimento oltre la data di scadenzaArticolo 12da 5.000€ a 40.000€
Violazioni in merito al paese d’origine o luogo di provenienzaArticolo 13da 2.000€ a 16.000€
Indicazione di informazioni volontarie in violazione dell’articolo 36, paragrafo 2 e 3, reg. UE 1169/2011.Articolo 16da 3.000€ a 24.000€
L’omissione dell’indicazione del lotto, o partita, in violazione dell’articolo 17, reg. UE 1169/2011.Articolo 21da 3.000€ a 24.000€
Indicazione del lotto, o partita, con modalità diverse.Articolo 21da 1.000€ a € 8.000€



Dlgs 231 le novità invetrenti al lotto di produzione

Titolo III, articolo 17 del decreto etichettatura alimentare Dlds 213, disposizioni sul lotto, per lotto, o partita, si intende un insieme di unità di vendita di una derrata alimentare, prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze sostanzialmente identiche.

E’ obbligatorio inserirlo in etichetta e deve essere facilmente riconoscibile. Può essere omesso in alcuni casi, ad esempio quando il TMC o la data di scadenza sono dichiarati almeno con giorno e mese, per i gelati monodose, i prodotti agricoli venduti direttamente dal coltivatore ai depositi per il confezionamento oppure destinati alla trasformazione immediata, per i prodotti alimentari non preimballati (art. 44) e per confezioni con superficie inferiore a 10cm2.

Per la vendita di prodotti non pre imballati presso distributori automatici l’articolo 18 del decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 231, prevede la l’inserimento in lingua italiana delle seguenti informazioni:

  • denominazione alimento;
  • lista ingredienti;
  • allergeni;
  • nome/ragione sociale/marchio depositato e sede del gestore dell’impianto.

Per la vendita di alimenti non preimballati, venduti sfusi, l’articolo 19 del decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 231, stabilisce l’obbligo di apporre ‘il cartello unico degli ingredienti’ sul recipiente del prodotto o un sistema equivalente, anche digitale, con:

  • denominazione dell’alimento;
  • ingredienti con l’indicazione degli allergeni;
  • modalità di conservazione degli alimenti deperibili, se necessario;
  • data di scadenza per le paste fresche e le paste fresche ripiene, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 febbraio 2001, n. 187;
  • titolo alcolometrico volumico per le bevande con contenuto alcolico superiore a 1,2% in volume;
  • percentuale di glassatura, considerata tara, per i prodotti congelati glassati;
  • dicitura “decongelato” di cui all’Allegato VI, punto 2 del regolamento, salvo casi di deroga.

Per i prodotti di gelateria, pasticceria, panetteria, pasta fresca e gastronomia, il decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 231, definisce che l’elenco ingredienti può essere riportato su un unico cartello o registro, anche digitale purché gli allergeni previsti dall’Allegato II siano riconducibili al singolo alimento posto in vendita.

I prodotti non destinati al consumatore direttamente, devono riportare sull’imballaggio (confezione, recipiente o etichetta) o sui documenti commerciali (anche telematici) le indicazioni previste dall’articolo 9, paragrafo 1, lettere a), c) ed e) del regolamento UE 1169/2011 con le medesime modalità e deroghe previste per i prodotti pre imballati compresi il nome o la ragione sociale o il marchio depositato, l’indirizzo dell’operatore alimentare e il lotto quando obbligatorio.

CONTATTACI!! Se vuoi effettuare una verifica sulla conformità delle tue etichette e non intercorrere nelle sanzione previste dal decreto sanzioni etichettatura alimentare Dlgs 231.

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