Comunicare e promuovere una certificazione

Saper comunicare adeguatamente e promuovere una certificazione aziendale raggiunta è fondamentale. Il vantaggio principale del conseguimento di una certificazione aziendale è evidenziare la maggiore efficienza e responsabilità dell’organizzazione.

Le organizzazioni però talvolta non hanno la capacità di comunicare i propri risultati e o non sanno come promuovere la certificazione e o le certificazioni conseguite. Non riuscendo a trarre adeguata visibilità dai risultati raggiunti.

Sia le norme di certificazione basate sui sistemi di gestione che su gli standard considerano come requisito la comunicazione aziendale. Comunicazione aziendale che si suddivide in:

  • Interna. La comunicazione che avviene tra le risorse aziendali dell’organizzazione;
  • Esterna. La comunicazione che avviene tra le parti interessate esterne, clienti, fornitori, organini di controllo ecc.

Un’organizzazione che opera efficacemente sui mercati ovviamente sarà attenta a tutti gli stakeholder in essere e quelli che potrebbero diventarle. Per questo motivo devono esserci capacità e risorse per comunicare e promuovere i propri risultati e una certificazione raggiunta.

Le inefficienze della comunicazione e promozione di una certificazione

Il possesso di una certificazione aziendale, sia essa di sistema che di prodotto attesta la conformità a determinati requisiti. Requisiti applicabili alla qualità, ambiente, sicurezza alimentare e del lavoro, responsabilità sociale ed altri.

Molte organizzazioni si fermano al raggiungimento di questo obbiettivo. Magari inserendo nei propri documenti i loghi che attestano la certificazione raggiunta e o inserendo il certificato sul sito.

Questo non è sufficiente in quanto non distingue le organizzazioni. Comunicare e promuovere una certificazione va ben oltre. A peggiorare le cose talvolta solo talune realtà di comunicazione alle quali si affidano le aziende. Come promuovere e comunicare una certificazione aziendale

Quest’ultime si propongono come grandi esperti di tecniche utilizzate da grandi realtà come Amazon, Coca Cola ecc ecc. Gettando fumo negli occhi a gli imprenditori.

La comunicazione finisce per essere un rimbalzare di informazioni senza nessun targhet, basandosi su dati che a livello aziendale non hanno nessun valore, riscontro e la risposta è che non sanno come comunicare e promuovere una certificazione.

Ma pensano che la comunicazione sia tutta uguale e semplicemente non conoscendo le aziende, i loro punti forti e deboli si limiteranno a ‘pubblicizzare’ qualche prodotto secondo l’italian fuffa mantra, eccellenze, territorio, qualità, unicità ecc ecc.

Cose che non daranno nessun valore aggiunto se non rende ridicola sui mercati l’organizzazione che tanto a faticato per raggiungere degli obbiettivi.

Altre grandi criticità sono dovute alla mancanza di una risk analysis sulla comunicazione, i costi talvolta imbarazzanti senza mai avere riscontri ed il non rispetto delle regole, talvolta, dell’utilizzo dei marchi e o delle informazioni che possono essere non corrette.

I 7 principi per comunicare e promuovere una certificazione

Di seguito sono i nostri consigli per impostare una efficace azione per comunicare e promuovere una certificazione aziendale:

Il valore. È inutile annoverare una certificazione aziendale se non si è in grado di comunicare il valore aggiunto che comporta. Saper comunicare significa innanzi tutto porsi delle domande e rispondere.

Che cosa significa per i tuoi clienti e o per il mercato la tua certificazione? Quale è la mission aziendale e con quali evidenze e sicurezze si affaccia al mercato l’organizzazione?

Possono essere affrontate le tematiche inerenti alla compliance, ai controlli di qualità, responsabilità e competenza delle risorse, efficientamento e velocizzazione dei servizi, ecc;

Semplicità. Comunicare e promuovere una certificazione è innanzi tutto semplicità. Il cliente è interessato a dei requisiti molto vicini a lui. Lo studio della clientela servirà ha progettare un processo di comunicazione più efficace.

Inutile essere troppo tecnici su un target semplice e viceversa. Una comunicazione semplice, pulita e diretta deve puntare a rispondere al cliente e non ha infinocchiarlo.

Competenze. La reputazione all’esterno della tua azienda dipende da questo. Spesso questi aspetti vengono considerati borderline in un’organizzazione. Ma Comunicare e promuovere una certificazione, i prodotti e l’azienda secondo noi, è un aspetto da inserire tra i requisiti da monitorare ed obbiettivi da raggiungere.

Per questo dovrebbero essere definite delle responsabilità e delle competenze interne e esterne nel caso si debba qualificare un fornitore esterno. Fornitore esterno qualificato a dovere.

Obbiettivi e monitoraggi. Senza capo ne coda non si va da nessuna parte. Per effettuare comunicazione e promozione su un’azienda ed una certificazione devono essere definiti i target e gli obbiettivi.

Nonché degli indicatori coerenti e misurabili per aver la situazione sotto controllo e non perdersi in fantasie. Ricordatevi che non tutte le realtà di comunicazione hanno interesse nella vostra realtà. Molte non vedono progetti a lungo termine e non si rendono ne conto della vostra azienda né dei mercati in cui vi trovate.

Risorse. Come in tutti i processi devono essere definite le risorse necessarie per l’efficace processo atto a comunicare e promuovere una certificazione e un’azienda.

Promozione. Il contesto avrà definito il target. Inutile sprecare risorse in quantità e in mezzi che con la vostra realtà non han nulla a che fare. Quindi scegliere i canali giusti, le fiere a cui partecipare, i progetti che possono essere interessanti per l’organizzazione.

Utilizzo del logo. Il logo della certificazione raggiunta o già in possesso non è dell’organizzazione. Ma proprietà di chi lo emette. Alla consegna del certificato verranno consegnate chiare indicazioni di come e dove utilizzare il logo e marchio.

Evitate di scaricare queste attestazioni dal web. Perché spesso non sono corrette e se non ne siete in possesso si chiama frode in commercio. Nel regolamento consegnato dall’organismo di certificazione sarà indicato dove possono essere utilizzati i loghi ed i marchi.

Consigliamo di definire correttamente un buon piano di comunicazione e promozione aziendale per una certificazione che riesca a differenziarsi sui mercati. Perché è un vero peccato non riuscire a far comprendere i valori aggiunti e fermarsi solamente a ciò che non rende unica la nostra organizzazione.

CONTATTACI!! Se devi comunicare e promuovere una certificazione aziendale correttamente sia che tu sia un’organizzazione certificata che un’agenzia di comunicazione.

Che cosa è un Audit Smeta?

Un audit di qualifica fornitore Smeta non è una verifica che viene effettuata sulla conformità ad una norma o standard di certificazione. L’audit Smeta viene effettuato da parte di un organismo terzo per verificare i requisiti etici lungo le catene di forniture internazionali.

Gli Audit Smeta sono stati creati per armonizzare la valutazione sulle tematiche di responsabilità ed etica sulla catena di fornitura dei membri Sedex Associate Auditor Group AAG. Le valutazioni di queste verifiche vengono pubblicate nel sistema a garanzia di trasparenza migliorando lo scambio delle informazioni tra i vari i attori.

Sedex (Supplier Ethical Data Exchange) è un’organizzazione no profit che ha definito la metodologia degli audit Smeta. Creando una piattaforma Web per facilitare le organizzazioni sulla gestione dei dati della catena di fornitura.

Lo scopo di Sedex è la promozione ed il miglioramento delle performance etiche e responsabile delle pratiche commerciali nelle catene di approvvigionamento internazionali.

Gli Audit Smeta

Questi audit utilizzano il Codice ETI, Organizzazione Internazionale del Lavoro, ed i requisiti applicabili nazionali. Gli audit possono basarsi su 4 requisiti o definiti pilastri. Gli audit a due pilastri, obbligatori, degli audit Smeta valutano la conformità alle normative sul lavoro e sui requisiti di salute e sicurezza sul lavoro.

Le verifiche a quattro pilasti prendono in considerazione i requisiti di cui sopra, oltre che la valutazione ambientale ed etica aziendale. qualifica fornitore tramite Audit Smeta Sedex

Ua verifica Smeta prevede che:

  • Venga compilato da parte del fornitore da qualificare il questionario di autovalutazione SAQ (Self Assessment Questionnaire) indicando la tipologia di valutazione, due o quattro pilastri;
  • Il cliente riesaminerà il questionario di autovalutazione SAQ del fornitore da valutare. E verranno valutate le azioni da attuare in caso di anomalie. E ne richiederà visione;
  • Il cliente definirà, tramite la valutazione dei rischi e la documentazione SAQ, le aree prioritarie per l’audit;
  • L’organismo di certificazione riesaminerà il questionario di autovalutazione del fornitore definendo l’offerta, e pianificando la verifica che potrà essere annunciato, non annunciato e o della combinazione tra le due tipologie a seconda delle richieste del cliente.
  • Le risultanze della valutazione del fornitore saranno comunicate al cliente e verranno inserite nel portale Sedex Advance.

Tutti i dati e le informazioni relative alla valutazione possono poi essere memorizzati e condivisi rapidamente tra acquirenti, fornitori e valutatori attraverso la piattaforma elettronica Sedex Advance.

Questa piattaforma è accessibile tramite web e permette di accedere ed analizzare le valutazioni effettuate, i piani d’azione per il miglioramento e le azioni correttive richieste. monitorandone i progressi.

I vantaggi della verifica

Sono quasi 20.000 le verifiche effettuata annualmente e caricate sul portale. Un’organizzazione può ottenere molti vantaggi dalla richiesta di un audit di qualifica come fornitore Smeta:

  • Migliorare la propria visibilità lungo tutta la filiera e sul mercato;
  • Migliorare le performance con la catena di fornitura;
  • Sfruttare una valutazione terza riconosciuta a livello globale per armonizzare le varie tematiche gestionali, salute e sicurezza, ambientali, etiche e sulla responsabilità sociale dell’organizzazione.

Tutte quelle organizzazioni che avranno implementato un sistema di gestione integrato con le norme qualità Iso 9001. ambiente Iso 14001, salute e sicurezza Iso 45001 e Sa 8000 responsabilità sociale d’impresa, saranno facilitate alla valutazione. In quanto i requisiti richiesti sono trasversali a queste norme di certificazione.

Ovviamente gli organismi di certificazione che possono effettuare questa valutazione devono essere riconosciuti dall’ente sedex. La verifica ed il portale è disponibile nelle lingue inglese, spagnolo e cinese.

Questa tipologia di qualifica è molto apprezzata. E la sua richiesta è in continua crescita. L’interesse per la tematica è anche confermato dall’applicazione di taluni requisiti da parte dello standard per la certificazione Brc Etical trade.

Contattaci!! Se vuoi ricevere informazioni sulla qualifica come fornitore Sedex e o se devi preparare la tua organizzazione ad un audit Smeta.

Preventivo sistemi di gestione certificazione qualità

Quante volte ci viene richiesto un preventivo sistemi di gestione e per le certificazioni qualità ed alla consegna dello stesso, noi di Sistemi e Consulenze,  e non solo, sentiamo porci delle domande della tipologia:

..ma su internet ho visto…, oppure quelli fanno…, ma quali sono i dati che deve contenere un preventivo? E quali sono le informazioni necessarie per redigerlo?

Il mondo dei sistemi di gestione è estremamente complicato, molti imprenditori ahimè sono deviati dal comportamenti di aziende di consulenza che offrono servizi standard, spesso figli di ‘sistemi master’ aggiustati più o meno bene al contesto aziendale.

Quindi lo scopo primario di questa collaborazione non è perseguire il miglioramento continuo aziendale, ma è superare un audit effettuato da un organismo di certificazione, spesso non accreditato Accredia,  che non approfondirà la verifica sui requisiti della norma o legali, limitandosi a compilare una checklist, mancando di fornire un valore aggiunto fondamentale per questo processo.

Il nostro modo di lavorare non è questo…., ciò che segue la richiesta e l’accettazione di un preventivo per i sistemi di gestione e la certificazione qualità è un qualcosa che parte da una fotografia dell’organizzazione-

Una progettazione su misura di un sistema dopo l’effettuazione di un’analisi swot, l’individuazione dei rischi impattanti e le azioni di mitigazione, e le possibili opportunità da cogliere mettendo in atto una crescita aziendale basata sui principi del miglioramento,.

Fino ad arrivare al raggiungimento di una certificazione che sia in ambito qualità, ambiente, sicurezza, alimentare, sostenibilità, lavorando sulle risorse e sull’organizzazione a tutti i livelli.
Preventivo Sistemi di Gestione per certificazioni qualità

Sistemi & Consulenze difficilmente entrerà nel merito di preventivi effettuati da altre realtà ma per trasparenza, nei confronti del mercato, spiega su quale basi, una volta ricevuto il modello di preventivo,  vengono definiti i costi, e quali, second noi, voci devono essere comprese dentro un preventivo per i sistemi di gestione e la certificazione qualità.

Le informazione del preventivo sistemi di gestione e certificazione qualità

Una volta ricevuto il modulo per il preventivo verranno calcolate le giornate uomo necessarie per l’implementazione e la certificazione del sistema di gestione per le certificazioni in base alla tipologia di norma da applicare, numero dei ssti dell’organizzazione, numero di risorse umane impiegate.

Le informazioni che ritroverai nel nostro preventivo per la consulenza per una certificazione qualità, o che comunque sia dovresti trovare in un preventivo sono:

  • Dati aziendali dell’azienda che effettuerà la consulenza sui sistemi di gestione;
  • Dati aziendali dell’azienda cliente;
  • Riferimenti contrattuali data e numero contatto;
  • Scopo del contratto norma da implementare, mantenimento, e campo di applicazione;
  • Una breve descrizione degli step che verranno effettuati secondo i requisiti della norma, comprensive di giornate uomo;
  • Indicazione della presenza durante l’audit di certificazione con l’organismo;
  • Indicazione sulla risoluzione delle NC eventualmente scaturite dall’audit;
  • Figura di riferimento per l’effettuazione dei lavori;
  • Indicazione delle spese;
  • Indicazione delle voci eventualmente escluse;
  • Definizione della tipologia di documentazione consegnata all’azienda, formato;
  • Aspetti etici e sulla Privacy;
  • Aspetti relativi alla pianificazione, all’annullamento degli appuntamenti, alla risoluzione del contratto ed alle controversie;

Più il progetto è complesso e più ci saranno nozioni comprensive di inclusione ed esclusione nel preventivo per i sistemi di gestione.

Atri informazioni fondamentali che devono essere allegate al preventivo

Altre informazioni, evidenze, a tutela che un’organizzazione dovrebbe richiedere, allegate al preventivo sistemi di gestione per le certificazioni qualità, ad una azienda di consulenza, fondamentali per i processi di qualifica del fornitore, dovrebbero essere:

  • Certificazioni in possesso all’azienda di consulenza con lo scopo coerente con i servizi richiesti;
  • Competenze ed evidenze specifiche, background ed esperienze su campo sui servizi richiesti;
  • Assicurazione in caso di controversie.

CONTATTACI!! Per richiedere un preventivo a Sistemi e Consulenze per i sistemi di gestione e certificazioni qualità. Inviaci il modulo compilato per la redazione di un preventivo.

E commerce il Mercato Online

C’è un’ alternativa, che da modo anche alle organizzazioni meno strutturate commercialmente, o che vogliono aprirsi nuovi mercati, di vendere i propri prodotti in ogni paese del mondo: la vendita utilizzando il mercato online per i prodotti alimentari o e commerce alimentare.

Il mercato e commerce alimentare, infatti è in esponenziale crescita sfruttando canali e piattaforme digitali, snelle che offrono da un lato visibilità e dall’altro la possibilità di effettuare campagne di comunicazione, per far conoscere prodotti e produttori, di orni parte del mondo.

Opportunità per le aziende agroalimentari di avere una vetrina per la vendita dei propri prodotti in tutto il mondo 24 ore al giorno 365 giorno l’anno, ricevendo non solo ordini ma anche feedback continui dai consumatori.

Entrare nel mondo della Vendita E Commerce Alimentare

Per entrare in questo mondo, una parte fondamentale, alla quale va data molta importanza, è la progettazione di un sito di vendita e commerce alimentare.

Dovrebbe essere bello e riflettere la filosofia aziendale, dare la possibilità ai visitatori di vivere l’esperienza di acquisto, ricevere necessarie informazioni non solo per i prodotti, ma relative all’azienda, la sua storia, mission, certificazioni, ciò che la rende unica.

Per gli alimenti, ovviamente, i consumatori dovranno ritrovare, informazioni sui metodi di produzione, sul rispetto dei requisiti per la sicurezza alimentare, la tracciabilità, qrcode, codici a barre, con informazioni legali, correlate da grafiche ed immagini uniche.

E la lingua!! Avere una traduzione del sito localizzata per ogni paese in cui si vende. Ovviamente un buon sito e commerce per il mercato online prodotti alimentari deve tenere conto anche dei seguenti aspetti:

  • Sicurezza – La piattaforma deve essere progettata su server sicuri, conforme ai requisiti per la privacy del cliente, dovranno essere gestiti i backup, i dati dei pagamenti difesi da tentativi di hackeraggio, e dovranno essere gestiti i principi della business continuity.
  • Logistica – L’azienda dovrà avere accordi ben strutturati con realtà che si occupano di stoccaggio e distribuzione, un mercato stabile non può basarsi sui servizi consumer dei corrieri comuni,  in quanto non attenderebbe agli standard sulla sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti richiesti da molti consumatori globali.

Aspetti, che a prima vista possono sembrare ovvi, ma spesso si trovano siti di questo genere che saltano per il troppo traffico o perché collocati su strutture non stabili, consigliamo l’utilizzo di server Data Center sicuri con hosting di servizi seri e non low cost.

Se l’azienda gestisce i requisiti della sicurezza, qualità, e legalità dei prodotti magari con una certificazione ad uno standard internazionale BRC IFS, non potrà dare in ‘affido’ i propri prodotti a magazzini o corrieri che non gestiscono i pari requisiti, in quanto rischierebbe di perdere le tali evidenze necessarie.

Da tenete conto, poi, delle realtà che trattano non solo la logistica, ma anche i servizi broker o importer, come per esempio i requisiti richiesti dalla normativa americana sugli importatori in terreno USA.

Gli aspetti legali del mercato online e commerce alimentare

La disciplina di legge per la commercializzazione e vendita tramite e commerce mercato online del prodotto alimentare, è normata dal Decreto sul commercio elettronico, DLgs 70/03 che recepisce ed attua sul territorio italiano la direttiva europea sul commercio elettronico il Reg CE 31/03 integrato con il Reg CE 1169/11 che ne definisce meglio gli ambiti di applicazione e le prescrizioni.

I requisiti del mercato online prodotti alimentari si differenziano prima di tutto sulla definizione di commercializzazione rivolta al dettaglio o all’ingrosso in quanto ci sono i requisiti specifici:

  • Requisiti personali per la vendita all’ingrosso Con l’entrata in vigore del D.lgs. 147/2012, art. 9, l’esercizio dell’attività di commercio all’ingrosso di generi alimentari è subordinata esclusivamente al possesso dei requisiti di “onorabilità”:
    • non essere stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza;
    • non avere riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni.
  • Requisiti personali e professionali per la vendita al dettaglio Per quanto riguarda, invece, l’attività di commercio al dettaglio di generi alimentari il venditore deve tenere presente che oltre si requisiti di onorabilità previsti per il commercio all’ingrosso, occorre il possesso di ulteriori requisiti di tipo professionale e morale, da dimostrare, in alternativa uno dei seguenti aspetti al Comune di appartenenza:
    • avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano sab ex;
    • avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all’amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell’imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all’Istituto nazionale per la previdenza sociale;
    • essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché’ nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti.

Gli adempimenti amministrativi e burocratici del mercato online

Dal punto di vista operativo, il venditore e commerce, per il mercato online prodotti alimentari, deve seguire alcuni passi essenziali:

  • presentare la SCIA al Comune di competenza;
  • comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito web e i dati identificativi dell’internet service provider con indicazione del codice ATECO;
  • richiedere il numero di P.IVA che resterà invariato sino a chiusura dell’attività;
  • indicare nella home page del sito web, in evidenza, il proprio numero di P.IVA, anche se il sito è utilizzato solo per fini pubblicitari (risoluzione n. 60 del 16/05/2006);
  • nel caso di commercio all’ingrosso, chiedere la registrazione presso la Camera di Commercio competente;
  • se si intendono effettuare operazioni intra comunitarie, deve essere resa evidente ed espressa nella SCIA la volontà di effettuare tali operazioni.E Commerce Il Mercato Online prodotti Alimentari

Alle realtà che intendono vendere in e commerce con il mercato online prodotti alimentari è imposta l’osservanza di alcuni oneri informativi:

  • Indicazioni sull’identità del venditore, sul bene offerto nonché sugli accessori alla vendita (es. diritto di recesso, solo se previsto), dati devono essere disponibili sia prima che l’utente perfezioni l’acquisto online, sia nel momento successivo in cui egli riceve i beni (messi a Sua disposizione in formato elettronico o cartaceo).

Tra le informazioni ritenute di fondamentale importanza, per un organizzazione che intende utilizzare lo strumento e commerce per il mercato online prodotti alimentari, per una piena consapevolezza dell’acquisto sia al fine di consentire all’utenza una completa valutazione sulla convenienza della transazione commerciale, vi sono poi le indicazioni sulle “proprietà speciali” e caratterizzanti di ciascun bene alimentare.

Che ricomprendono anche le informazioni su allergeni e nutrienti. Su questo fronte, il venditore (produttore dell’alimento o anche semplice distributore) è chiamato anzitutto a verificare la presenza di un’etichetta che riporti tutti i dati alimentari che la legge  prescrive per quello specifico prodotto:

  • accanto al nome del prodotto alimentare, sia indicato lo stato “fisico” nel quale si trova il prodotto e lo specifico trattamento che ha subito; ad esempio, dovrà essere chiaro all’acquirente se si tratti di prodotto in polvere, affumicato, decongelato, surgelato, ecc.;
  • su ogni confezione, sia presente l’elenco degli ingredienti nonché (in ordine di peso) di tutte le sostanze impiegate nella produzione. In questo contesto emerge la necessità di un richiamo della presenza di potenziali allergeni e sostanze che possono provocare disturbi o scompensi nei soggetti predisposti. Tutte le sostanze suscettibili di provocare reazioni allergiche o simili, infatti, devono essere evidenziate con caratteri diversi (per dimensioni, stile o colore) rispetto al resto del testo in etichetta, in modo da permettere di visualizzarne rapidamente la presenza;
  • se nell’alimento sono presenti “oli vegetali” o “grassi vegetali”, sia predisposto un elenco ordinato che ne indichi l’origine specifica (di palma, olio di cocco, grassi idrogenati, ecc.);
  • sulla confezione, sia indicata la durata del prodotto:
    • data di scadenza: se si tratta di cibi deperibili, la data è preceduta dalla dicitura “Da consumare entro il” come limite massimo, oltre il quale il prodotto non deve essere consumato.
    • termine minimo di conservazione(TMC): nel caso di alimenti che durano più a lungo, la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il” indicherà che il prodotto, oltre la data riportata, può aver modificato alcune caratteristiche organolettiche (come il sapore e l’odore) ma può essere consumato senza rischi per la salute:
  • per un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione, siano indicate eventuali particolari modalità di conservazione del cibo;
  • se si tratta di sostanze alimentari particolari, come carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva, sia indicata in etichetta la provenienza;infine, una posizione privilegiata e ben evidente in etichetta, sia lasciata alla dichiarazione nutrizionale.
  • L’Europa ha introdotto l’obbligo di indicazione delle informazioni nutrizionali riferito a 100 g/100 ml dell’alimento. L’elenco ricomprende:valore energetico:
    • Valori energetici;
    • grassi;
    • acidi grassi saturi;
    • carboidrati;
    • zuccheri;
    • proteine;
    • sale.
  • Deve essere effettuata un’analisi per verificare i mercati di riferimento in quanto per esempio Stati UnitiCanada hanno normative di identificazione informazioni differenti.
  • Accanto alle informazioni obbligatorie in etichetta sarà, poi, possibile inserire le c.d. informazioni complementari, ossia consigli e suggerimenti sul consumo specifico dell’alimento. Più è completa l’informazione, maggiormente evidente sarà la chiarezza, la trasparenza e la buona fede del professionista.
  • Il recesso per i beni alimentari Nelle e commerce del mercato online prodotti alimentari, l’art. 52 del Codice del Consumo prescrive l’obbligo per il venditore di informare il proprio acquirente circa il diritto di restituire il bene, entro 14 giorni dalla consegna, nel caso in cui questi – anche senza motivazione – non intenda restare in possesso del prodotto. Tale diritto, definito “recesso”, il cui ambito di applicazione copre una vasta area di settori, beni e servizi, viene però escluso per alcune specifiche categorie di prodotti. Tra esse, vi rientrano a pieno titolo anche alcuni tipi di beni alimentari (art. 47, comma 1, lett. l), cod. cons. e art. 59 cod. cons), e nello specifico: quelli che sono “suscettibili di deteriorarsi o scadere rapidamente”.
La fatturazione e tassazione per IL Mercato Online Prodotti alimentari

Sotto il profilo fiscale, la disciplina di vendita e commerce per il mercato online prodotti alimentari non è diversa rispetto all’attività di commercio di altri prodotti materiali.Occorre però che il venditore tenga a mente:

  • che per le cessioni di beni effettuate per corrispondenza, a domicilio o informa ambulante, non è obbligatorio emettere fattura se non espressamente richiesto dal cliente;
  • che qualora venga emessa fattura:
    • il limite temporale di emissione deve coincidere con il momento di effettuazione dell’operazione (art. 22, DPR 633/1972 – art. 2 DPR 696/1996 – risoluzione n. 274/E del 05/11/2009);
    • essa deve contenere obbligatoriamente:
      • numero di partita IVA del soggetto cessionario o numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro europeo di stabilimento;
      • se il soggetto non agisce come cessionario o committente domiciliato o non sia professionista, l’indicazione del codice fiscale;
      • l’indicazione della residenza o domicilio del cessionario. La vendita online di prodotti alcolici

La vendita con il mercato e commerce di prodotti alcolici differisce, per alcuni aspetti, da quella che si perfeziona attraverso i canali di vendita fisici. La conoscenza delle regole applicabili a ciascun contesto, pertanto, diventa fondamentale per gli operatori di settore e consente a questi di scegliere le modalità migliori per intraprendere un’attività di business online.

Vino, birra e bevande spiritose presentano peculiarità che li differenziano da altri alimenti, e sono regolamentati da norme cogenti che prevedono, anche negli aspetti commerciali, prescrizioni ad hoc.

La legislazione comunitaria, ad esempio, si concentra molto sugli aspetti di stoccaggio e trasporto, prescrivendo che la spedizione di prodotti vitivinicoli all’interno della Comunità Europea sia accompagnata un documento (di accompagnamento, appunto) compilato da una persona fisica o giuridica che sei assuma la responsabilità del contenuto e dell’operazione.

Il documento di accompagnamento può essere riferibile ad un solo trasporto e deve contenere almeno le seguenti informazioni:

  • speditore,
  • numero di riferimento,
  • destinatario,
  • autorità competenti del luogo di spedizione o di partenza,
  • trasportatore, con informazioni sul mezzo di trasporto con il numero di immatricolazione,
  • data (o anche ora) di inizio del trasporto,
  • luogo di consegna,
  • designazione del prodotto con descrizione dei colli,
  • alcuni parametri analitici, se il prodotto è sfuso,
  • quantità,
  • indicazioni supplementari previste dal singolo Stato membro,
  • attestato di DOP o IGP.

Nel caso dell’esportazione verso Paesi terzi, diversamente, il documento di accompagnamento deve essere presentato in originale e in copia all’ufficio doganale competente dello Stato membro a sostegno della dichiarazione di esportazione.

La vendita di vino attraverso e commerce pr il mercato online prodotti alimentari,  non ha esenzioni o agevolazioni dal regime ordinario delle accise. Pertanto, la spedizione di prodotti vitivinicoli a Paesi comunitari non può che seguire le regole dettate dal Testo Unico sulle Accise.

CONTATTACI!! Se vuoi approfondire le tematiche e o hai bisogno di strutturare un processo di vendita e commerce alimentare.