Responsabile Qualità

La Figura del Responsabile Qualità

Il Responsabile Qualità è la figura aziendale che collega la proprietà, e la direzione, con i reparti operativi, colui che grazie al suo impegno continuo, tramite la progettazione di un sistema di gestione aziendale, definito dal contesto dell’organizzazione, lavora per raggiungere gli obbiettivi e gli scopi fissati dalla proprietà.

Il responsabile qualità competenze mansione responsabilità

Il suo ruolo, seppur correlato da una dipendenza gerarchica, per poter essere efficace, dovrebbe essere il più possibile oggettivo per poter innescare un processo di miglioramento aziendale e non essere ‘viziato’ , da comportamenti che vengono dalla direzione, o dai sottoposti, molte volte ciò non risulta possibile in quando nelle piccole organizzazioni dove le figure impiegate sono pochi e le mansioni sono accorpare, questa ‘carica’ viene presa dal titolare dell’azienda.

Il responsabile della qualità è da differenziarsi dal ruolo di responsabile del controllo qualità, in quanto il primo si occupa della visione di insieme dell’organizzazione, il secondo del ‘controllo’ di taluni requisiti della qualità, per esempio, di un prodotto, o di una erogazione dei un servizio.

Le competenze del responsabile qualità

Un’organizzazione che debba ricercare o nominare un responsabile qualità deve definire come tutte le altre figure le competenze generiche e specifiche per l’affidamento di questo ruolo che devono comprendere:

Generiche

  • Capacità comunicativa a tutti i livelli;
  • Capacità di leadership e lavoro in team;
  • Capacità organizzativa e relazionale;
  • Capacità di analisi volta al problem solving ed al miglioramento continuo;
  • Capacità critica e terza di giudizio;
  • Doti di affidabilità ed etica.

Specifiche

  • Evidenze relative alla conoscenza ed esperienza nell’ambito in cui l’organizzazione opera;
  • Dove ritenuto necessario, avere il background scolastico necessario per la mansione, per esempio, ingegnere, biologo, tecnologo, perito, e così via;
  • Evidenze di formazione ed esperienza specifica per le norme di certificazione di cui l’azienda è in possesso.

E’ buona norma, che dovrebbe essere inserita nella procedura delle risorse umane, definire i vari step per l’affidamento dell’incarico di responsabile qualità, che devono comprendere primo colloquio conoscitivo, raccolta delle informazioni, periodo di prova, affidamento dell’incarico.

Le mansioni e le responsabilità

Di che cosa si occupa operativamente la funzione di responsabile qualità? Le mansioni sono variabili da organizzazione ad organizzazione ma generalmente comprendono:

  • Analizzare assieme la direzione il contesto dell’organizzazione, i punti forti e carenti della stessa e degli asset aziendali;
  • Gestire la progettazione del sistema di gestione qualità nell’ambito in cui opera l’azienda, definendone, assieme alla direzione, gli obbiettivi e le azioni per il loro raggiungimento compresi i loro indicatori, ed i budget necessari;
  • Mappare tutti i processi aziendali e definirne criticità ed azioni di mitigazione, i requisiti legali applicabili, quelli del cliente e mantenerli aggiornati;
  • Gestire come da collante le figure aziendali, partecipando alla formazione, ed alle interviste per aumentare la consapevolezza e la cultura per la qualità;
  • Definire in qualità di responsabile le mansioni delle figure, i requisiti minimi ed i percorsi di miglioramento di competenza;
  • Redigere tutta la documentazione necessaria al funzionamento del sistema di gestione
  • Aumentare il livello di comunicazione interna per favorire l’efficienza organizzativa nella gestione ordinaria e o delle emergenze;
  • Operare per analizzare ed aumentare il livello di soddisfazione della clientela;
  • Effettuare verifiche interne su tutti gli aspetti ed applicare delle azioni correttive in caso di non coerenza con i sistema sia documentale, comportamentale, procedurale;
  • Monitorare gli obbiettivi ed applicare azioni correttive, e preventive, nel caso in cui l’organizzazione operi fuori targhet;
  • Gestire le scadenze ed effettuare le pianificazioni di scadenze documentali, formazione, visite mediche, analisi di laboratorio, tarature, autorizzazioni, ecc;
  • Gestire le situazioni di emergenza assistendo la direzione nei casi di lamentela, non conformità, infortunio, ecc;
  • Gestire i rapporti con gli uffici qualità dei fornitori e clienti, con gli enti e con le autorità.

Le responsabilità del responsabile qualità ovviamente vanno di pari passo alle deleghe tra azienda e figura che devono comprendere:

  • Deleghe di responsabilità sul sistema, per esempio sicurezza, ambiente, qualità, food;
  • Capacità di spesa per il raggiungimento degli obbiettivi fissati;

In mancanza di questi due requisiti, seppur possono essere riconosciute responsabilità dirette alla figura del responsabile qualità è molto difficile riscontrarne un danno.

Sistemi & Consulenze effettua dei percorsi formativi diretti alla figura del responsabile qualità, e a tutte le figure dell’organizzazione nell’ambito di un sistema di gestione certificato, volti all’implementazione, certificazione fino al mantenimento di essa. Vengono effettuati anche percorsi formativi per le figure che effettuano audit interni.

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica o se devi formare la figura del responsabile qualità aziendale.

Checklist lista di controllo

L’importanza della Checklist o Lista di Controllo

Lo strumento più importante per il miglioramento aziendale è l’audit, che può essere documentale o su campo, sul rispetto dei requisiti ad un regolamento, norma, o altre specifiche, per esempio dei clienti, il primo passo per effettuare una verifica coerente è la creazione di una checklist o lista di controllo contenente tutti i requisiti che devono essere soddisfatti. La valutazione può essere effettuata su tutte le aree, economico, salute e  sicurezza sul lavoro, ambiente, privacy, sicurezza alimentare.

Checklist e Lista di Controllo

Ovviamente la figura che redige la checklist o lista di controllo deve avere piena conoscenza dei requisiti che dovrà andare a valutare e dovrebbe aver almeno effettuato il corso di formazione sulla norma Iso 19011 per l’applicazione delle tecniche corrette della gestione di un audit e  dei principi di  terzietà.

La Checklist ed il piano di audit

E’ fondamentale nella redazione di una checklist avere a  disposizione le norme dei requisiti da valutare, essi dovranno essere riportati in una tabella nella prima colonna suddivisi in macro categorie, nel caso che la lista di controllo debba essere applicata alla valutazione di più norme, per esempio un sistema di gestione integrato Qualità, Ambiente, Sicurezza, Food, devono essere identificate i punti di contatto dei vari requisiti, ed approfonditi nella seconda colonna.

Si deve poi procedere, inserendo altre due colonne, la prima, sarà relativa alla conformità o meno di un requisito, identificando quali requisiti siano fondamentali, e  quali secondari per assicurare il rispetto dei requisiti, decidendo se basti assegnare un giudizio di conformità o non conformità, oppure se assegnare anche dei punteggi relativi alla percentuale di conformità ad un requisiti, come per esempio viene effettuato nello standard IFS, utilizzando delle lettere, o la norma Fssc 22000 con delle percentuali. La seconda colonna da aggiungere invece conterrà le evidenze, positive e negative, riscontrate nei confronti dei requisiti valutati.

Gli output di una lista di controllo

Una volta esauriti tutti i punti della checklist sui requisiti applicabili oggetto della valutazione, i risultati devono essere riportati in una tabella, dove verranno indicate le valutazioni delle deviazioni, che possono essere catalogate in:

  • Maggiore in caso di non rispetto di un requisito fondamentale;
  • Minore in caso di non rispetto di un requisiti non fondamentale e la non totalità di rispetto di requisito fondamentale;
  • Raccomandazione in caso di possibile presunta deviazione o non totale rispetto di un requisito non fondamentale;

O possono ricevere una valutazione come abbiamo visto basata sulle percentuali.

Dopo della definizione delle deviazioni si procederà con la presentazione all’azienda delle risultanti della verifica tramite la checklist e verranno definite le cause, le tempistiche, le responsabilità e le evidenze necessarie per considerare le deviazioni chiuse ed i requisiti applicabili così soddisfatti.

La lista di controllo può essere utilizzata per intero durante un’unica valutazione annuale, ma può anche far parte di un piano di audit dove vengono affrontate le tematiche più impattanti, sui requisiti applicabili, con frequenze più ridotte nell’arco dell’anno.

Contattaci! Se vuoi approfondire le tematiche e o devi redigere delle checklist per il piano di audit aziendale.

Brc Packaging

La Certificazione Brc Packaging

La certificazione BRC Packaging, completa la gamma degli standard privati del British Retail Consortium, si applica a tutte le aziende produttrici dei materiali per il confezionamento di vario genere, ed i suoi requisiti sono volti alla tutela della sicurezza, qualità e legalità dei prodotti di questo settore fondamentale nella filiera alimentare, cosmetica e di igiene alla persona. Le organizzazioni produttrici di materiali per il confezionamento, rientranti nei MOCA a contatto o materiali di imballaggio, sono degli attori fondamentali nella filiera dell’industria alimentare e la certificazione BRC Packaging gli fornisce uno strumento efficace per la creazione di un sistema di gestione per la produzione di questi materiali garantendo il rispetto dei principi Haccp e delle GMP specifiche per la produzione ed il rispetto delle normative del settore.

Certificazione Brc Packaging materiali di confezionamento

I punti fondamentali della Certificazione Brc Packaging

I requisiti fondamentali per la certificazioni Brc Packaging richiedono:

  • La redazione di un programma di prerequisiti (PRP) per il monitoraggio degli ambienti produttivi, dei processi, prodotto e di tutte le risorse umane.
  • La gestione dovuta dall’applicazione di un sistema basato sull’analisi dei pericoli Haccp e gestione delle GMP;
  • L’implementazione di un sistema di gestione documentato;
  • Una forte evidenza di impegno della direzione e di leadership a tutti i livelli;
  • Un’efficace applicazione di buone pratiche igieniche;
  • La gestione del miglioramento continuo tramite audit.

I vantaggi della certificazione per i materiali di confezionamento

I vantaggi della certificazione Brc Packaging per i materiali di confezionamento sono molteplici a supporto di tutte le aziende di produzione Food e Cosmetiche e possono essere riassunti:

  • Il riconoscimento da GFSI, contribuendo a diminuire il numero di verifiche da parte di clienti del settore alimentare;
  • Evidenza dell’azienda sulla BRC Directory importante strumento di trasparenza sul mercato e commerciale;
  • La gestione attiva di tutti i requisiti obbligatori per la produzione dei materiali;
  • L’evidenza dell’impegno, della consapevolezza e competenza di tutte le risorse impiegate;
  • Differenziazione sui mercati ed apertura ai committenti appartenenti alla ‘filera’ Brc Ifs.

Contattaci!! Se sei interessato alla tematica o vuoi implementare lo standard per la certificazione Brc Packaging nella tua azienda.

Sistema di Segnalazione Confidenziale

Il sistema di Segnalazione Confidenziale della Certificazione BRC

Una delle novità introdotte dallo standard di certificazione BRC Food nella versione 8 è la richiesta d’implementazione in azienda di un sistema di segnalazione confidenziale, la clausola definisce:
“La società deve disporre di un sistema di segnalazione confidenziale per consentire al personale di segnalare problemi relativi alla sicurezza, integrità, qualità e legalità del prodotto.”

Sistema di Segnalazione Confidenziale

Il sistema di comunicazione confidenziale definisce un aspetto importante inerente al principio di comunicazione, in questo caso, interna. Ma perché è stato reso necessario creare un apposito requisito della norma? La risposta è molto semplice, quante volte abbiamo effettuato un incontro formativo dove le figure addette alla produzione avevano un comportamento totalmente diverso in presenza o assenza dei responsabili , o del management? Praticamente sempre, quindi spesso si manifesta un’inefficienza di comunicazione tra le varie aree aziendali.

In pratica una qualsiasi risorsa, nell’ambito dell’apprendimento, crescita di competenza e consapevolezza della cultura della sicurezza alimentare, dovrebbe avere la possibilità di segnalare possibili rischi, pericoli, situazioni e o consigli con sistema di segnalazione confidenziale tramite un canale che sia sicuro, che non si scontri con i principi della privacy, e che sia un importante input per l’organizzazione per intervenire o programmare azioni in tal senso.

I problemi per i quali risulti difficile comunicare, per le quali è stato reso necessaria la creazione di un sistema di segnalazione, possono essere riassunti così:

  • Paura di avere ritorsioni da parte di collaboratori e o responsabili;
  • Paura di essere additati come ‘spie’;
  • Paura di avere l’effetto totalmente opposto.

E’ da ritenersi quindi fondamentale trovare il sistema di segnalazione confidenziale più consono che può comprendere, e mail, numeri dedicati e o aree azienda specifiche compartimentate.

Andando nella direzione opposta nella quale le revisioni delle norme per i sistemi di gestione Qualità, Ambiente, Sicurezza, …., lo standard Anglosassone ha scelto come sempre la strada più diretta e quindi ha introdotto il requisito del sistema di segnalazione per avere una forte efficacia là dove si manifesti e o si possa manifestare una deviazione degli aspetti di sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti, ma attenzione agli aspetti di cui tenere contro:
• Il primo è quello di non cadere in inganno di comportamenti lesivi verso collaboratori tramite questo sistema di segnalazione confidenziale;
• Questo aspetto deve andare al di là di procedure per la comunicazione in caso di emergenza;
• Che possono e deve essere creata una cultura di salvaguarda aziendale nell’ottica della continuità lavorativa e che le segnalazioni debbano e possano anche comprendere consigli e non solo lamentele.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o se devi implementare un sistema di segnalazione confidenziale!

La Cultura per la Sicurezza Alimentare

La Cultura per la Sicurezza Alimentare 

Lo standard internazionale per la sicurezza alimentare BRC Food V8, per migliorare gli aspetti della ‘qualità in ambito direzionale’ introduce il requisito della cultura per la sicurezza alimentare con una specifica clausola:

Cultura per la sicurezza alimentare

“L’alta direzione del sito deve avere un piano strategico documentato per lo sviluppo e il miglioramento continuo della cultura della sicurezza. Ciò include:

  • attività definite che coinvolgono tutte le sezioni della società a tutti i livelli;
  • un piano d’azione che indica come verranno valutate ed intraprese le attività con i tempi previsti;
  • revisione dell’efficacia delle attività completate “

Lo standard BRC raccogliendo le non conformità e le segnalazione degli auditor, vuole mettere a  disposizione uno strumento che implementi la cultura per la sicurezza e la consapevolezza di tutte le figure impiegate, aspetto che prima veniva gestito con un modulo volontario ed adesso diventa obbligatorio per lo standard.

L’azienda deve avere messo in atto dei piani strategici, documentati, fissando obbiettivi ed azioni necessarie per raggiungerli, adottare dei sistemi di misurazione e valutazione e dei piani di miglioramento inerenti alla cultura per la sicurezza alimentare.

Che cosa si intende per cultura per la sicurezza alimentare?

Si può definire l’aspetto della cultura per la sicurezza alimentare nell’insieme di conoscenze, esperienza, idee, abitudini che le persone hanno  su un argomento, in questo caso sulla sicurezza alimentare, qualità e legalità dei prodotti.

Si può partire da un semplice questionario, senza intercorrere nelle tematiche del GDPR, che ci aiuti a  comprendere quale sia il livello culturale e  di attenzione sulle tematiche, così da poter creare un piano di lavoro che può essere suddiviso in due parti:

  • Parte prima culturale – Composta da incontri formativi di gruppo o individuali, partecipazione a corsi, affissioni in bacheca o messa a  disposizione nelle aree comuni di materiale come riviste del settore per migliorare la consapevolezza e  la cultura della sicurezza;
  • Parte seconda operativa o abitudinale – Composta da addestramenti o da esercitazioni di team per migliorare le cattivi abitudini che possono portare a problematiche sconosciute dalle figure operanti;

L’azienda dovrà poi definire la frequenza e gli skill di misurazione dei miglioramenti di questi aspetti, rivalutandoli almeno annualmente in sede di riesame o ogni qual volta necessiti.

Contattaci!! Se vuoi approfondire le tematiche o implementare il miglioramento della cultura per la sicurezza alimentare!

Il Consulente BRC

La qualifica del consulente BRC per la sicurezza alimentare

Lo standard per la sicurezza alimentare Anglosassone nella versione Food giunto alla revisione 8 definisce, come ormai tutte le certificazioni in ambito alimentare, la qualifica del consulente BRC:

“Ci deve essere una procedura documentata per l’approvazione e il monitoraggio dei fornitori di servizi. Tali servizi dovrebbero includere:

  • i consulenti per la sicurezza alimentare. “

Un altro elemento della clausola, che fa comprendere quanto possano essere impattanti, per la sicurezza, qualità e  legalità dei prodotti,  anche i fornitori di servizi definisce:

“Il processo di approvazione e monitoraggio deve essere basato sul rischio e deve prendere in considerazione la competenze in questo caso del consulente BRC su aspetti:

  • rischio per la sicurezza e la qualità dei prodotti;
  • conformità con eventuali requisiti legali specifici;
  • potenziali rischi per la sicurezza del prodotto (ossia i rischi identificati nella vulnerabilità e nelle valutazioni della difesa alimentare). “

Vien da se comprendere che il fornitore di servizi quale il consulente BRC ha un impatto molto alto e  quindi deve essere considerato ad alto rischio, e devono essere definiti dei requisiti fondamentali per la scelta di un collaboratore competente che sia in linea con i contesto e con gli obbiettivi aziendali.

Vediamo alcuni aspetti da tenere conto quando si deve scegliere un consulente Brc:

Competenza

  • Un consulente BRC dovrebbe essere un esperto nel proprio campo, non solo inteso come schema ma anche come tipologia di prodotto quindi devono essere presi in considerazione degli aspetti per verificarne la competenza:consulente BRC
    • Titolo di studio che deve essere inerente al lavoro effettuato in azienda;
    • Formazione Specifica, che in questo caso dovrebbe essere inerente allo standard oggetto del contratto, effettuata da enti riconosciuti e con superamento tramite esame;
    • Esperienza su campo, aver esperienze e referenze di progetti effettuati in questo ambito confrontabili;
    • Capacità personali di lavoro di squadra, da una semplice gestione della presentazione alle tecniche per l’effettuazione di un audit, o della gestione dei rapporti con le autorità;
    • Evidenze di consapevolezza della propria professione, presenza nel settore, visibilità, albi, assicurazioni professionali;
    • Fare attenzione a  quelli che dicono ma io faccio solo il sistema, non l’autocontrollo HACCP,  o Harpc, ai raccontatori di favole… e non aggiungiamo altro.

Disponibilità

  • Fare attenzione a quelle figure che sono sempre a  disposizione, un consulente BRC, se si considera bravo, avrà dei tempi gestiti sapientemente, una figura sempre disponibile non è un buon segno;
  • Fare attenzione alla capacità di concentrazione e di saper onorare promesse.

Semplicità

  • Una persona autorevole e competente deve saper spiegare e far comprendere a  tutti quello che sta facendo, saper utilizzare paroloni e  o concetti poco chiari non è sinonimo di efficienza soprattutto del lavoro in team, una persona chiara e semplice, denota sicurezza nel proprio operato e  potrà far crescere la tua organizzazione;
  • Allontanare chi usa esclamazioni tipo facilissimo, subito, o che è tutto sbagliato ma io ho la soluzione zacccc, meglio chi ascolta, annota ed utilizza dei se.

Mansione

  • Inquadrare bene le responsabilità ed i compiti del consulente BRC, le gerarchie ed i referenti, anche se è una figura esterna deve essere collante al team altrimenti servirà a ben poco;
  • Definire se il lavoro deve essere fatto in azienda, o anche a distanza, se si devono formare ed addestrare delle figure;

Accordi Contrattuali

  • Deve essere stipulato un contrattato di lavoro con tanto di possibili rescissioni contrattuali per adempimenti, oppure periodi di prova.

Prestazione

  • Fissare obbiettivi anche per questa figura, obbiettivi di miglioramento e la capacità di gestire le deviazioni.

Il ruolo di Consulente BRC per la sicurezza alimentare è un ruolo fondamentale per l’azienda, il buon consulente esterno può apportare, con la propria esperienza ed il continuo aggiornamento, elementi interessanti di miglioramento, soluzioni innovative, un background tecnico che difficilmente una sola azienda può avere ‘in casa’,  scegliere persone ‘amiche’ e o poco competenti può essere un danno per l’azienda, si possono avere delle deviazioni inerenti alla sicurezza qualità e  legalità dei prodotti, delle perdite e o sanzioni contrattuali con i clienti, quindi è un aspetto di cui tenere conto una volta si scelga di ricorrere ad una figura esterna.

Contattaci!! Se hai esigenza di un consulente BRC o se vuoi rivalutare la tua procedura di qualifica!

La Mitigazione del Rischio Frode

La mitigazione del rischio frode nei prodotti Bio

Lo standard Internazionale per la sicurezza alimentare IFS Food V 6.1 scorpora dalla Food Defense i principi della mitigazione del rischio frode, nel punto 4.21 vengono definiti i requisiti richiesti ad un’organizzazione per la prevenzione e  la lotta alle frodi alimentari.

I tavoli tecnici dello standard hanno voluto dare un focus sulla mitigazione del rischio frode visti i continui scandali che si sono ripetuti negli ultimi anni.

Mitigazione del Rischio Frode

E’ richiesto ad un’organizzazione di creare una struttura volta all’individuazione ed alla valutazione delle materie prime, food e  no food che possono essere frodate, nell’ambito della qualifica dei fornitori,  di mettere in atto una serie di azioni volte al controllo e prevenzione ed a creare un sistema per la mitigazione del rischio frode per poter intervenire tempestivamente, sia per i processi che vengono effettuati direttamente dall’azienda sia per quelli che vengono dati in outsourcing.

Per esempio un’azienda che tratta materie prime Biologiche e  materie prime convenzionali avrà delle valutazioni sia sugli aspetti esterni, fornitori, ricezione, sia su quegli interni, stoccaggio, crossing di produzione, etichettamento.

L’analisi ci porterebbe ad individuare che le materie prime biologiche, mercato in continua crescita che secondo Codiretti nel 2018 ha aumentato il consumo di prodotti bio del + 10,5%, quindi per gli aspetti di salubrità dell’alimento, che trova i consumatori sempre più sensibili, può essere un fattore sfruttabile da taluni imprenditori ‘furbetti’ che voglio spacciare materie prime e o prodotti convenzionali per biologici.

Diventa allora fondamentale in sede di qualifica richiedere a  tali fornitori evidenze che vanno al di là della certificazione in corso di validità sullo scopo coerente con i prodotti e  materie prime acquistate, ma verificare la dove siano presenti registri smaterializzati, invio da parte dei clienti, e  validare la qualifica con analisi di laboratorio volte ad escludere la presenza di sostanze vietate nelle produzioni biologiche o esami qualitativi per verificare la purezza del prodotto.

Vuoi effettuare una valutazione per la mitigazione del rischio frode? Contattaci!!

Programma di audit

La Coerenza di un Programma di Audit

Lo standard Internazionale per la Sicurezza Alimentare BRC Food nella Revisione 8 introduce concetti per una pianificazione più ‘reale’ di un programma di audit, difatti nella clausola 3.4.1 viene definito il numero di audit minimi da effettuare pari a 4 verifiche annue. Ma era veramente necessario imporre un numero minimo di audit annuali?

Decisamente si! In quanto i tavoli tecnici dell standard hanno analizzato il gran numero di non conformità che gli auditor emettevano relativamente alla coerenza dei programmi di audit, effettuati molto spesso in una sola sessione.

La redazione di un programma di audit coerente si basa partendo da una valutazione dei rischi necessaria per l’individuazione delle criticità specifiche dell’azienda, dagli aspetti che devono essere valutati periodicamente, che vengono considerati impattanti, sul raggiungimento degli obbiettivi, mantenimento della conformità, requisiti del cliente,…, in quanto l’audit è lo strumento fondamentale di analisi e  miglioramento al quale l’azienda deve attingere valutando le risultanti, appunto, di una verifica.

Programma di Audit

Lo standard con questo requisito vuole quindi che le organizzazioni mettano in atto una gestione del programma di audit sulla base dei rischi aziendali, toccando annualmente tutti gli aspetti richiesti, ma dando un focus più coerente la dove determinati aspetti abbiano il bisogno di essere monitorati e  valutati.

Per esempio, un’organizzazione che opera in alto rischio avrà la necessità di dover valutare più volte all’anno quelli che sono i monitoraggi ambientali, CCP, Preventive Control, PRPo e  via dicendo, mentre aspetti come la qualifica dei fornitori e  le loro specifiche può effettuare una sola valutazione annuale così come il Pest Control, o un’azienda che invece ha un processo molto semplice  e  che si basa sull’importanza della Supply Chain avrà esigenza di verificare con più frequenza la loro qualifica, l’analisi dei rischi delle materie prime, la loro ricezione ed il loro stoccaggio.

I medesimi principi ovviamente sono applicabili a tutta la tipologia di schemi di certificazione, in applicazione alla qualità, ambiente, sicurezza, dati, ecc.

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Nuova etichettatura OGM

Nuova etichettatura OGM approvata da USDA per il mercato USA

I produttori di alimenti devono iniziare a utilizzare nelle etichette degli alimenti il simbolo “Bioingegneria” approvato da USDA, secondo la nuova etichettatura OGM, per segnalare ai consumatori la presenza negli ingredienti degli organismi geneticamente modificati nei prodotti immessi sul mercato.

I produttori di alimenti, gli importatori e alcuni distributori venditori dovranno verificare ed identificare la presenza di alimenti o ingredienti ottenuti tramite modifica dall’ingegneria genetica, quando la stessa quantità superi il 5% in peso di ciascuno ingrediente, possono altresì, identificare volontariamente quantità inferiori a tali percentuali utilizzando invece il simbolo Derivato da Bioingegneria approvato dall’USDA.

Nuova Etichettatura OGM Mercato USA

La nuova etichettatura OGM che può essere volontariamente utilizzata da Febbraio 2019, diventerà obbligatoria dal 1  gennaio 2022, per tutte le aziende Americane o che commerciano nel territorio Americano, saranno esenti i produttori con meno di $ 2,5 milioni di vendite annuali e le attività di ristorazione.

Il nuovo standard per l’etichettatura OGM Americana, garantisce chiare informazioni e coerenza di etichettatura per i consumatori circa gli ingredienti con i quali è stato prodotto l’alimento, evitando qualsiasi tipo di fraintendimento fuorviante.

Le aziende della filiera agroalimentare, ed integratori, possono fare identificare le nuove regole di nuova etichettatura ogm con uno di questi quattro metodi:

  • Utilizzando il simbolo “Bioingegneria”;
  • Utilizzando l’indicazione in lettere “Cibo Bioingegnerizzato” o “Contiene ingredienti alimentari bioingegnerizzati”;
  • Apponendo un collegamento elettronico o digitale accompagnato da chiara indicazione sulla possibilità di Scansione qui per ulteriori informazioni sugli alimenti accompagnata da un numero di telefono per informazioni;
  • Dando la possibilità di inviare messaggi di testo ad un numero per informazioni sugli alimenti bioingegnerizzati, al quale è collegato un numero che invia automaticamente informazioni su tali prodotti.

Ulteriori opzioni per la nuova etichettatura OGM sono sul come un numero di telefono o un indirizzo web sono disponibili per i piccoli produttori di alimenti.

L’USDA ha scartato chiaramente, come sta effettuando il legislatore Europeo nei casi relativi alle diciture “può contenere tracce di….” a  causa della necessità di divulgare informazioni chiare corrette e  non fuorvianti per i consumatori attenti ed evoluti.

Esporti nel mercato USA? Vuoi approfondire le tematiche sulla nuova etichettatura OGM o approfondire le tematiche inerenti al Food Safety System Americano? CONTATTACI!!

SQNPI Certificazione Produzione Integrata

SQNPI Certificazione Produzione Integrata 

La Certificazione SQNPI è lo schema per la Produzione Integrata, riconosciuto a livello comunitario, Reg CE 1974/2006,  che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, applicabile a tutte  le lavorazioni vegetali, primarie e  trasformate, nell’ambito delle certificazioni alimentari.

Il punti chiave della certificazione SQNPI:

  • Definizione di Linee Guida Nazionali  nel rispetto delle caratteristiche climatico/ambientali, colturali e fitosanitarie che contraddistinguono le diverse zone agrarie del territorio italiano, sviluppando soluzioni agronomiche e le strategie da adottare per la difesa delle colture ed il controllo degli infestanti, nell’ottica di un minor impatto verso l’uomo e l’ambiente,consentendo di ottenere produzioni economicamente sostenibili.
  • Adozione dei disciplinari di produzione integrata regionali (approvati dal MIPAAF) e l’implementazione di un rigoroso sistema di rintracciabilità volto a dimostrare che i prodotti certificati provengano da aziende agricole che applicano i succitati disciplinari.
SQNPI Certificazione Produzione Integrata

La certificazione è il riferimento per le aziende interessate, siano essi una singola realtà di produzione, che di trasformazione,e  o consorzi gruppi certificati secondo il Sistema di Gestione Tracciabilità di Filiera ISO 22005 e non, ad entrare in questo Sistema Qualità e a valorizzare le proprie produzioni integrate è rappresentato dal DPI della propria regione.

il MIPAAF ha sviluppato la certificazione SQNPI come strumento per la valorizzazione e differenziazione dei prodotti sul mercato. Il segno distintivo ministeriale “Qualità sostenibile” è quindi in grado di assicurare al consumatore la coltivazione dei prodotti secondo tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo.

La produzione integrata certificata:

  • ottempera agli obblighi di legge in materia di difesa integrata PAN;
  • risponde alle richieste dei mercati nazionali ed internazionali sensibili alle modalità di coltivazione.
  • permette alle aziende agricole in forma singola o in forma associata di accedere alle misure di finanziamento pubblico (es. Mis. 10 o Mis. 3.1 dei PSR);
  • è facilmente integrabile alle certificazioni an ambito agricolo come il Global Gap e la Certificazione Biologica.

Contattaci!!! Se sei interessato ad approfondire le tematiche sul Sistema per la certificazione SQNPI o se vuoi integrarla ad altre certificazioni alimentari.