Audit non annunciato: cos’è?

La gestione per la verifica a sorpresa

L’audit non annunciato è una verifica a sorpresa, non annunciata apounto, effetuata per la verifica dei requisiti. Generalmente definita dai requisiti del cliente, durante gli accordi contrattuali. Oppure per avere punteggi di maggioranzione, come nello standard BRCGD. Oggi giorno, obbligatoria, nel triennio di certificazione per gli standard GFSI.

La verifica di questa tipologia, può essere considerata, lo strumento massimo a tutela dei requisiti contrattuali ed applicabili nei confronti dei clienti e dei consumatori.

Che cosa è la verifica a sorpresa o audit non annunciato

Oggi giorno lo strumento della verifica non annunciata viene utilizzato frequentemente per le seguenti motivazioni:


• Da parte del cliente per i processi di qualifica. Accettato alla firma del contratto e o addirittura precedente ad esso per la verifica dei requisiti;
• Da parte del cliente per il mantenimento dei requisiti. Come sopra;
• Da parte del cliente a seguito di ripetute non conformità;
• Da parte degli organismi di certificazione alimentare inserito nei piani degli audit come requisito, o per richieste di valutazioni aggiuntive.

La crescente applicazione dei protocolli per l’audit non annunciato, richiede una gestione della qualità e dei requisiti obbligatori continua ed efficiente, da parte delle organizzazioni.

Audit non annunciato: perchè è importante la verifica a sorpresa?

Quante volte uscendo da una azienda, sia per consulenza che per audit, dove ci siamo resi conto di tante cose ‘strane’, ci siamo detti: Qui ci vorrebbe un Audit non Annunciato!’

Questo non per cattiveria o per trovare forzatamente delle non conformità, ma per far comprendere all’organizzazione che, l’audit è lo strumento più importante che ha un’azienda per essere valutata, migliorare, e per evidenziare il proprio impegno e gestione quotidiana sui requisiti.

Non si stratta solamente di uno dei tanti requisiti richiesti dalle norme, o standard di gestione, ma è la misurazione del grado di comprensione dei requisiti, e la validazione delle procedura di ispezione e valutazione interna.

Molto spesso invece, ci troviamo di fronte a preparazioni di verifiche ad hoc, e talvolta una evidente esasperata collaborazione tra il consulente e l’organismo di certificazione. Dove la verifica diventa una prassi annuale senza valore se non per ottenere un certificato e senza i vantaggi che porta l’applicazione reale di un sistema di gestione.

Cosa più importante non a tutela del cliente o consumatore. E neppure a tutela dell’imprenditore, convinto di essere in compliance con i requisiti. Ma in realtà è ben lontano da esserlo.

Poi tutto ad un tratto e FINALMENTE si rompe la magia….ed arriva l’uomo nero ovvero l’auditor di un audit a sorpresa…una verifica non annunciata, prima molto di rado, adesso, grazie a molti protocolli di fornitura evoluti, è diventata una prasi per entrare e rimanere nelle catene di fornitura.

Verifica non annunciata: che cosa è?

L’audit non annunciato è una verifica non programmata con l’organizzazione. La verifica a sorpresa è un requisito richiesto dai grandi committenti, catene di fornitura, GDO, requisiti di GFSI. Dove vengono valutati senza preavviso i requisiti degli allegati qualità, norme e standard o accordi contrattuali contrattuali.

Durante una verifica a sorpresa possono essere verificati i requisiti delle norme e standard di certificazione alimentari, ambientali, sociali, o sulla sicurezza sul lavoro. Nella verifica non annunciata, verranno soprattutto verificati i requisiti specifici dei clienti, per esempio per i prodotti a marchio,  accettato in fase di definizione contrattuale, e le buone pratiche.

Altre tipologie di audit non annunciato, invece vengono programmate direttamente dopo la sottoscrizione dall’azienda con gli organismi di certificazione del piano di certificazione. Ormai per esempio, quasi tutti gli standard di certificazione GFSI, la certificazione Brc ed Ifs, e la norma di certificazione FSSC 22000, richiedono nel triennio di certificazione l’effettuazione della verifica non annunciata.

Altri casi di audit non annunciato, sono attributi a punteggi aggiuntivi per taluni standard di certificazione. O la richiesta diretta di grande catene di fornitura.

L’efficacia di questa verifica a sorpresa non annunciata è ovviamente lampante, in quanto le risultanti non sono viziati da possibili comportamenti scorretti del verificatore, e si posso avere delle valutazioni più chiare a tutela dei clienti e deli consumatori. Non solo.

L’organizzazione che entri in un programma di audit non annunciato, ovviamente, avrà un valore diverso sui mercati, in quanto evidenzia l’impegno continuo nei confronti dei requisiti applicabili, una fotografia reale più ampia di quella delle verifiche programmate.

Audit non annunciati: come si svolgono?

Gli audit non annunciati, come abbiamo visto vengono accettati contrattualmente. O per motivazioni di mercato e o di certificazione. L’organismo definirà una finestra entro la quale venga effettuata la verifica. E l’organizzazione dovrà comunicare i periodi di fermo delle attività. Per non correre il rischio di ‘subire’ una verifica a sorpresa proprio in quel periodo.

Il valutatore si presenterà presso il sito dell’azienda ed avrà 20 minuti per recarsi nelle aree di produzione. La valutazione non annunciata si focalizzerà sull’identificazione e gestione dei CCP, PRP, GMP, sistemi di tracciabilità, l’analisi e valutazione dei rischi, le azioni di mitigazione ed i controlli di processo. Oppure potranno essere effettuate le medesime valutazioni di un normale audit.

Il focus sarà sull’operatività dell’azienda e non potrà essere possibile rifiutare la verifica del valutatore. Ma per taluni schemi e norme va verifica non annunciata sarà la medesima di un audit convenzionale.

Verifiche non annunciate: quale sarà il futuro?

L’effettuazione di un audit non annunciato, sarà sempre più richiesto dai grandi committenti, e dalle norme di certificazione per i sistemi di gestione, a tutela dei clienti e dei consumatori.

Per avere una fotografia reale dell’azienda e  della valutazione coerente della sua qualifica. ed. Ovvio che in caso di esiti negativi possono esserci delle conseguenze economico contrattuali.

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