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Certificazioni Alimentari Standard Internazionali Food

Le aziende del settore agroalimentare italiano si trovano ad operare e confrontarsi con realtà lontane e diverse nel contesto di un mercato odierno sempre più globalizzato. Allo stesso tempo, devono assicurare ai consumatori finali ed ai mercati GDO ed internazionali, che i propri prodotti rispettino i principi della sicurezza alimentare, qualità e legalità. In aiuto di tali organizzazioni allo scopo di consolidare o aprire nuove prospettive commerciali  esistono le Certificazioni Alimentari (norme internazionali Food), le quali aiutano ad armonizzare i requisiti applicabili, dei mercati di paesi differenti applicando sistemi di gestione basati sui principi del PDCA o Ciclo di Deming così come sui concetti di rischio e sui sistemi HACCP e HARPC.

Tralasciando gli aspetti organolettici e nutrizionali degli alimenti, che sono molto spesso di rilevanza soggettiva, le certificazione alimentari si soffermano sui temi della sicurezza e qualità igienico-sanitaria, ovvero la sicurezza che in un alimento siano assenti patogeni e sostanze potenzialmente dannose alla salute umana, e la capacità di un organizzazione di rispettare i requisiti contrattuali e legali definiti. Altro aspetto fondamentale che viene ritrovano nei requisiti è la difesa e legalità dei prodotti, in relazione alla Food Fraud e Food Defense per la tutela del settore agroalimentare italiano contro comportamenti atti a frodare.

Il settore agricolo e agroalimentare, così come l’intera industria alimentare, hanno l’esigenza di rendere sempre più riconoscibili i propri prodotti. Questo bisogno è in linea con la prevenzione di problematiche igienico-sanitarie e per una migliore comunicazione aziendale a tutti i livelli della filiera.

Un’organizzazione può perseguire tali obiettivi attraverso i seguenti metodi: applicazione delle leggi e delle certificazioni alimentari applicabili; rispetto degli standard volontari e certificabili; creazione di marchi e definizione di accordi di filiera riconosciuta.

Certificazioni Alimentari Norme Internazionali Food Agroalimentare Italiano
Certificazioni Alimentari Norme Internazionali Food Agroalimentare Italiano

L’ambito dei requisiti obbligatori

Un’organizzazione che voglia perseguire una delle certificazione alimentari deve innanzitutto rispettare i requisiti della UE, che ha introdotto il concetto di ‘autocontrollo’ assieme a delle norme per la sicurezza alimentare definito pacchetto igiene: Reg (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari; n. 853/2004 sull’igiene degli alimenti di origine animale e n. 625/2017 sui controlli ufficiali; il regolamento (CE) n. 183/2005 sui requisiti per l’igiene dei mangimi; n. 1441/2007 sui controlli analitici degli alimenti.

A questo elenco fa seguito la normativa sui contaminanti: il regolamento (CE) n. 1881/2007 sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari; il regolamento (CE) n. 178/2002 per la rintracciabilità dei prodotti alimentari; la direttiva 89/2003/CE riguardante l’indicazione degli ingredienti contenuti nei prodotti alimentari; il regolamento (CE) n. 1829/2003 sugli alimenti e i mangimi geneticamente modificati; il regolamento (CE) n. 1830/2003 sulla tracciabilità ed etichettatura dei prodotti OGM, e la normativa specifica sull’etichettatura regolamento (CE) n. 1160/2011.

Un’azienda che manipola alimenti anche in una sola fase della propria filiera, produzione, trasformazione, stoccaggio, trasporto, vendita, deve procedere allo studio, progettazione ed implementazione di una serie di procedure in base al sistema HACCP o HARPC. Deve anche definire procedure di prevenzione dei potenziali pericoli per il consumatore in relazione al consumo di un tale alimento.

Tali regole prendono il nome di sistema HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point), o per il mercato Statunitense HARPC Food Safety Plan. In tali manuali vengono considerati i prerequisiti PRP, e le GMP , ne misure di controllo dei possibili rischi CCP, Preventive Control e PROo, redigendo una serie di procedure che definiscono tutti gli aspetti aziendali, fornitori, sanificazione, manutenzione, tracciabilità, allergeni, igiene, formazione, così come la necessità di dimostrare la sicurezza dei prodotti attraverso analisi di laboratorio.

L’ambito volontario delle Certificazioni Alimentari

Un’organizzazione che voglia aprirsi nuovi mercati ed entrare nelle catene di fornitura internazionali deve implementare un sistema di gestione per la sicurezza alimentare, che comprenda l’osservanza di tutti i requisiti applicabili dalla norma scelta,  richiedendo ad un organismo terzo (organismo di certificazione) di effettuare periodici audit per valutare l’effettiva conformità ai requisiti specifici per le certificazioni alimentari richieste. L’audit è l’atto mediante il quale un organismo di certificazione dichiara che un determinato prodotto, processo, servizio, sistema di gestione aziendale è conforme alle norme a esso applicabili.

Le aziende che scelgono di ottenere una certificazione alimentare beneficeranno internamente di una struttura organizzativa in grado, a seconda del proprio contesto aziendale, di effettuare un’approfondita analisi dei rischi e mettere in atto tutte le azioni necessarie per assicurare la sicurezza, qualità e legalità dei propri prodotti lungo tutta la filiera, attirando una clientela evoluta e sensibile che ricerca nei prodotti che consuma alti standard di qualità.

Le principali motivazioni che possono portare un’azienda ad implementare i sistemi di gestione per le norme internazionali per le certificazioni food sono i seguenti:

  • Rendere l’azienda il più efficiente possibile e realizzare una gestione interna che preveda controlli più accurati sui prodotti e servizi offerti. Assegnare ruoli e responsabilità esatte a ciascuna parte coinvolta per eliminare i problemi dovuti a competenze ambigue;
  • Acquisire nuove opportunità di affari in quanto i clienti potrebbero decidere di collaborare solo con fornitori che rispettano tali standard. L’ottenimento di una certificazione alimentare fornisce maggiori garanzie di qualità a tutte le figure coinvolte. Può darsi che si crei un meccanismo di certificazione a catena, per il quale anche il fornitore avanzerà simili richieste al sub-fornitore e così via;
  • Fidelizzare i clienti garantendo loro degli standard di qualità elevati;
  • Riduzione dei rischi dovuti a un prodotto difettoso o pericoloso. Miglioramento della sicurezza, qualità e legalità dei prodotti con conseguenti limiti sulle implicazioni aziendali di eventuali errori;
  • Usufruire di un’immagine migliore dei propri prodotti sul mercato. Il cliente riterrà tali prodotti più affidabili e con una qualità più evelati in quanto prodotti da un’azienda certificata. L’azienda ne può beneficiare anche in termini di pubblicità con l’acquisizione di nuove fette di mercato;
  • Ridurre i costi dovuti a una qualità non adeguata agli standard.

Le norme dove possiamo assisterti

Sono numerosi gli standard internazionali, norme food, per le certificazioni alimentari che consentono la tutela e la promozione del settore agroalimentare italiano sui mercati esteri. Eccone qui di seguito alcuni dove i nostri consulenti possono assisterti:

ISO 22000 di Gestione per la Sicurezza Alimentare;

ISO 22005 Sistema di Gestione per la Tracciabilità di Filiera;

BRC Standard British Retail Consortium GDO;

IFS Standard International Food Standard GDO;

FSSC 22000 GFSI Food Safety Scheme;

FSMA Food Safety System FDA Basato sui principi HAPRC;

BIO Certificazione Biologica;

HALAL Certificazione religiosa osservanti Musulmani;

KOSHER Certificazione religiosa osservanti Ebraici;

GLOBAL GAP Certificazione GFSI Aziende Primarie Ortofrutta e Allevamenti;

Contattaci! Sistemi e Consulenze, sarà al tuo fianco per l’implementazione del sistema di gestione per le Certificazioni Alimentari delle norme Internazionali Food a tutela dell’agroalimentare Italiano. Inviaci il modulo compilato per la redazione di un preventivo.

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