Trascorsi così tanti anni dal divieto l’usura con l’aggravarsi dell’inquinamento atmosferico sono sorti i primi problemi relativamente a questo tipo di manufatti. Le piogge tendono a disgregare la matrice cementizia dell’impasto cemento-amianto, la sua continua erosione aumenta la porosità delle lastre e le fibre d’amianto, prima ben inglobate nel cemento, si disperdono nell’ambiente diventando ben presto una minaccia per la salute dell’uomo.

E’ dannoso se inalato. Le sue fibre sono talmente sottili che l’organismo non riesce a smaltirle depositandosi,Amianto all’interno del nostro organismo anche per venti o quaranta anni, negli alveoli polmonari dando in molti casi sfogo a varie forme di tumore dell’apparato respiratorio.

I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di comunicare alla propria ASL competente i dati relativi alla presenza di amianto, come stabilito dall’articolo 12 comma 5 della legge 257/92. L ’ASL a questo punto provvederà al censimento e alla valutazione del rischio che consiste nell’individuare la pericolosità del manufatto e di valutarne il rischio di deterioramento, così come qualsiasi lavorazione si voglia effettuare sulle coperture di questo materiale.

Le aziende operanti nella bonifica e  smaltimento di questo materiale devono essere certificate, devono dare evidenza della catena della tracciabilità del materiale Amiantoestratto, e cosa fondamentale devono avere idonei mezzi ed addetti formati allo scopo.

Vista la grande quantità di manufatti di questo materiale presenti sul territorio sono presenti , spesso, delle agevolazioni per lo smaltimento/copertura di questo materiale.


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